Un giorno e una vita
Roma 6 luglio1960
Pubb. : Settembre 2011
164 pag
ISBN: 88-230-1598-2
Collana: Storia e memoria
Descrizione
Il 6 luglio 1960 a Porta San Paolo, luogo-simbolo della Resistenza romana, una manifestazione antifascista contro il governo Tambroni venne dispersa dalle violente cariche della polizia e, per la prima volta in epoca repubblicana, dei carabinieri a cavallo. Questo libro propone una puntuale ricostruzione dei fatti, una ricca selezione di immagini e documenti, ma soprattutto le testimonianze di chi c’era, come i «ragazzi con la maglietta a strisce», che si affacciarono allora alla ribalta politica e sociale. Il ricordo di una giornata particolare diventa lo spunto per un viaggio nella memoria, il racconto appassionato e intenso di vite vissute nel segno della militanza.
Rassegna:
Roma 6 luglio 1960: un giorno, una vita
da: Radio Articolo 1-24 Febbraio 12
24/02/2012

Link alla risorsa
Antifascismo ieri e oggi. "Un giorno e una vita" di Sircana
da: Paesesera.it-26 Febbraio 12
26/02/2012
L'autore fotografa l’Italia di allora, che raccoglie il testimone dalla generazione partigiana per difendere i valori della libertà e della democrazia. "Nonostante sembra che siano anestetizzati dal berlusconismo, gli adolescenti, e non solo, hanno mostrato il desiderio di riappropriarsi dei propri spazi" DI S. IANNÒ Roma, 6 luglio 1960: una data che racconta la storia di una comunità antifascista che a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza capitolina, manifesta contro il governo Tambroni, sostenuto dai voti decisivi del Movimento sociale italiano (Msi). In “Un giorno e una vita”, Giuseppe Sircana fotografa l’Italia di allora, che raccoglie il testimone dalla generazione partigiana per difendere i valori della libertà e della democrazia. “Perché la grande storia – spiega Sircana – è fatta dagli uomini e dai singoli episodi”. Il corteo, brutalmente respinto dalle forze dell’ordine, è uno di questi. LE CARICHE A CAVALLO - Quel giorno è figlio di una protesta partita a Genova il 25 giugno dello stesso anno per impedire il congresso dell’Msi; un appuntamento che, dopo lo sciopero generale del 30 giugno, il governo farà saltare. Una vittoria che non accontenta gli antifascisti che, nell’appoggio dell’Msi all’esecutivo (che sarà costretto a dimettersi il 19 luglio successivo), vede il rischio di un ritorno a uno Stato autoritario. Le proteste non si fermano e il presidente del Consiglio usa la mano pesante, dando l’ordine di reprimere con la forza tutte le manifestazioni. Accade anche a Roma, dove per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, si vede l’intervento della polizia con delle cariche a cavallo. La scusa usata dal ministero dell’Interno è la revoca del corteo, comunicata solo la sera del 5 luglio. “Una vera e propria provocazione – afferma l’autore – perché, considerando la difficoltà di comunicazione di allora rispetto ad oggi, si cercava l’alibi per la repressione violenta”. Tanti feriti anche tra i parlamentari di sinistra che, grazie all’immunità di cui godevano, speravano di trasformarsi in scudo tra gli agenti e i manifestanti. Non fu così. PROTAGONISTI DELLA STORIA - “Ricordare quei giorni – continua Sircana – è essenziale per cercare di capire l’Italia di allora e degli anni successivi, dalle stragi al terrorismo. L’aspetto fondamentale da indagare è perché persone che non avevano la residenza e rischiavano di essere mandate via da Roma decidessero di partecipare alle proteste”. Il motivo si chiama partecipazione, il voler essere protagonisti della storia. “Quelle manifestazioni – aggiunge l’autore del volume – si sono trasformate in un punto di partenza per strutturare un percorso di militanza”. Dopo la generazione di chi aveva combattuto contro la Repubblica di Salò, i figli degli anni Sessanta sembravano più interessati alle mode targate Usa. “In realtà – continua Sircana – quei ragazzi sono stati puntuali all’appuntamento, pronti a raccogliere il testimone dalla generazione precedente”. UNA PERCEZIONE ERRATA - Oggi, come allora, la percezione è che i giovani non siano più interessati alla politica. “Invece – spiega Sircana – nonostante sembra siano anestetizzati dal berlusconismo, gli adolescenti, e non solo, hanno mostrato il desiderio di riappropriarsi dei propri spazi. A partire dalla manifestazione delle donne”. La differenza però sta tutta nei punti di riferimento. “Allora – continua – c’era il partito e il sindacato. Oggi manca un soggetto che raccolga le istanze specifiche e le convogli in una proposta politica. E questo è dimostrato dai sondaggi che segnano un brutale calo per tutte le formazioni politiche”. Così nasce “Un giorno e una vita”: per non disperdere la memoria di eventi che portano alla storia moderna.
La speranza dei ragazzi con le magliette a strisce
da: l'Unità-27 Febbraio 12
27/02/2012

Roma, 6 luglio 1960. Un giorno e una vita
da: Corriere della sera-20 Febbraio 12
20/02/2012

Download
Quel lungo giorno a Porta San Paolo
da: La Repubblica ed. Roma-26 Settembre 11
26/09/2011

Download
Roma 6 Luglio 1960
da: La storia e la memoria - Radio 24-1 Ottobre 11
01/10/2011
L'approfondimento di Dino Pesole questa settimana è dedicato al tramonto della stagione dei governi centristi in Italia, vi raccontiamo di una giornata particolare del 1960 quando a Porta San Paolo, luogo-simbolo della Resistenza romana, una manifestazione antifascista contro il governo Tambroni venne dispersa dalle violente cariche della polizia e, per la prima volta in epoca repubblicana, dei carabinieri a cavallo. Ospite ai nostri microfoni Giuseppe Sircana, “Un giorno, una vita, Roma 6 luglio 1960”, pubblicato da Ediesse.
Link alla risorsa
Luglio '60, contro Tambroni anche Roma fece la sua parte
da: Liberazione-20 Novembre 11
20/11/2011

Download