SUD COLONIA TEDESCA
La questione meridionale oggi
Il Sud ridotto a colonia tedesca dall'austerità  di Bruxelles. Il Fiscal Compact. Come dovrebbero essere spesi i fondi europei
A cura di:
Pubb. : Novembre 2017
320 pag
ISBN: 978-88-230-2029-0
Collana: Saggi
Descrizione
L’autore inserisce la crisi del Mezzogiorno nel dibattito sull’austerità in Europa. E compie una vera narrazione del Masterplan per il Sud. Smentisce il laburista olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, secondo cui, i meridionali europei dilapidano i prestiti "in donne e alcool". Per esempio, il Fondo Sviluppo e Coesione è un fondo italiano destinato per l’80% al Mezzogiorno. L’Italia, con la «manovra» 2017, aumenta la dotazione del Fondo da 38 a 46 miliardi: nel contempo rinvia la spesa di 35 (di quei 46) miliardi a dopo il 2020. Un rinvio uguale a un taglio per il Sud. Perché? Per raggiungere il pareggio strutturale di bilancio nel 2019. Volendo risalire alla genesi, il volume ripercorre la storia dell’austerità dal 1992 ad oggi con l’attuale versione del Patto di Stabilità: dopo il suo irrigidimento nel 2011-2012 tramite il Fiscal Compact, il Two Pack e il Six Pack, il Patto ha ridotto la possibilità di indebitarsi per investire. L'austerità teutone allarga il divario Nord-Sud. Il Governo inaugura la variante di valico dell’A1 ma non completa le tre ferrovie principali al Sud: la Napoli-Bari-Lecce-Taranto, la Salerno-Reggio Calabria e la Messina-Catania-Palermo. L’austerità blocca gli investimenti e favorisce l’abbandono del Mezzogiorno. La classe dirigente meridionale investe poco e male gli unici soldi disponibili. Fino al 2023 il Meridione avrà 93 miliardi: come auspicato da Adriano Giannola nel dialogo conclusivo, occorre investirli in un Piano di sviluppo che crei lavoro vero. Nel segno di Giuseppe Di Vittorio.
Rassegna:
Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi
da: Contropiano-30 Ottobre 17
30/10/2017
Per capire la struttura del potere politico in senso stretto ' quali interessi e istituzioni 'comandano, ossia decidono e fanno rispettare le proprie decisioni ' sembra indispensabile sollevare lo sguardo dal proprio ristretto campo di intervento e guardare ai processi in corso a livello almeno continentale. Sappiamo bene che la preponderanza della macrostruttura sovranazionale chiamata 'Unione Europea sfugge ai più (convinti ancora che il governo di un singolo Paese sia il cuore di ogni questione, anziché solo un 'governatorato di provincia). Dunque sembra utile proporre ai nostri lettori un'analisi qualitativa e quantitativa che non viene prodotta da noi, ma che viaggia sul 'libero mercato dell'informazione. Parliamo del libro Sud colonia tedesca. La questione meridionale oggi, di Andrea Del Monaco, pubblicato da Ediesse. In particolare, consigliamo la visione del video, tratto da una trasmissione di La7, in cui gli effetti macroeconomici delle scelte 'europee sul Sud Italia vengono quantificate nei dettagli. L'Esperto Fondi UE Andrea Del Monaco nel volume 'SUD COLONIA TEDESCA, la questione meridionale oggi parte dalla seguente premessa: l'austerità  è ostetrica di nuovi fascismi; lo è come lo fu il Trattato di Versailles del 1919, vessatorio per la Germania. Il volume svolge un'operazione verità  sulle seguenti questioni: 1) una vera narrazione del Masterplan per il Sud del Governo che taglia le già  magre risorse per il meridione; 2) una breve storia dell'austerità  dal 1992 ad oggi, austerità  attraverso cui la UE ci ha imposto la svalutazione del lavoro e la riduzione degli investimenti ; 3) come sono stati spesi poco e male i Fondi UE; 4) come dovrebbero spesi i Fondi UE in un piano di Sviluppo che crei lavoro vero. Qui su La7 Andrea Del Monaco spiega la riduzione dell'Italia e dei Mezzogiorni d'Europa a colonia tedesca, riduzione che è il filo rosso del volume.
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Omnibus Andrea Del Monaco presenta il volume "SUD COLONIA TEDESCA
da: Omnibus - La7-5 Novembre 17
05/11/2017

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presentazione del libro di Andrea Del Monaco
da: TGNORBA24-23 Novembre 17
23/11/2017
Roma, anche Fitto alla presentazione del libro di Andrea Del Monaco 23/11/2017 Nella sede della Cgil, a Roma, la presentazione del libro 'Sud, colonia tedesca. La questione meridionale oggi", scritto da Andrea Del Monaco, esperto di fondi europei Servizio di Stefania Rotolo Intervista a: Andrea Del Monaco, Autore; On. Raffaele Fitto
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Sud colonia tedesca
da: TGCOM-24 Novembre 17
24/11/2017
Checkpoint Si parla di economia in questa puntata, con l'ospite Andrea Del Monaco, esperto di fondi europei.
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Sud colonia tedesca
da: Radio Radicale-23 Novembre 17
23/11/2017

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«Bruxelles ci tratta da colonia oggi come nel 2011 ma senza investimenti mirati l'economia si ferma»
da: Il Mattino-17 Gennaio 18
17/01/2018

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Sud colonia tedesca, la questione meridionale oggi
da: libero.it-14 Gennaio 18
14/01/2018
Sud colonia tedesca, la questione meridionale oggi 14 Gennaio 2018 Roma, 14 gen. (AdnKronos) - 'Sud Colonia tedesca'. Ovvero, la questione meridionale oggi. Il libro di Andrea Del Monaco sarà  presentato mercoledà alla Camera alla presenza, tra gli altri, di Renato Brunetta, presidente dei deputati di Fi, del presidente della commissione bilancio della Camera Francesco Boccia e del presidente dello Svimez Adriano Giannola. Mentre l'economista Marcello Minenna ne firma la prefazione. Nel prologo l'autore inserisce la questione meridionale e la persistente stagnazione dell'economia del Sud nelle politiche europee di austerità . Per l'olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'EuroGruppo, alla Frankfurter Allgemeine Zeitung, i meridionali europei non possono "spendere tutti i soldi per alcool e donne e poi chiedere aiuto". Del Monaco smentisce Dijsselbloem: i vincoli europei di bilancio bloccano gli investimenti dei meridionali, divergono il Sud dal Nord Italia, e, il Sud Europa dal Nord Europa. Lo ammette la stessa Commissione Europea nel suo Country Report sull'Italia del 2016-17. Il primo capitolo ripercorre, grazie ai dati delle manovre, la definitiva riduzione della spesa in conto capitale nel Sud dal 2013. Fino al Documento Programmatico di Bilancio 2017, in cui l'Italia si impegna a ridurre progressivamente l'indebitamento netto fino all'azzeramento nel 2019: di conseguenza riduce gli investimenti, in particolare nel Mezzogiorno. Il secondo capitolo è una breve storia dell'austerità , a partire dal 1992 quando, con il Trattato di Maastricht, nascono i vincoli sul debito (60% del PIL) e sul deficit (3% del PIL). Del Monaco, quindi, lancia un allarme. La possibilità  di fare deficit per investire potrebbe essere totalmente cancellata qualora fosse approvata la proposta tedesca di una nuova direttiva europea sul secondo bail-in sul debito sovrano: le banche degli Stati del Sud Europa dovrebbero vendere i rispettivi titoli di Stato posseduti che eccedono il 25% del loro patrimonio netto, gli spread dei titoli di Stato del Sud Europa verso i Bund risalirebbero, i tassi di interesse negli Stati del Sud Europa salirebbero e sarebbe impossibile fare deficit per investire. Diversamente, occorre evitare una simile direttiva UE e scomputare totalmente dal computo del rapporto Deficit/PIL gli investimenti. Conclusa la breve storia dell'austerità  con la descrizione della Comunicazione sulla Flessibilità  del 13 gennaio 2015, il terzo capitolo analizza gli esiti della programmazione dei fondi per la Coesione Territoriale del ciclo 2007-2013. Tali esiti sono insufficienti per molteplici ragioni: l'austerità  impone sovente un uso sostitutivo dei fondi per la coesione territoriale: non sono impiegati per la spesa in conto capitale bensà per coprire i buchi della spesa corrente. Last but not least, il quarto capitolo prova a ravvivare il defunto dibattito sul capitalismo italiano, sul Mezzogiorno e sull'intervento pubblico con due spunti. Il primo spunto è la proposta di concentrare tutte le risorse della Coesione Territoriale per il Sud sulla proposta del professor Marco Canesi del Politecnico di Milano: trasformare il Mezzogiorno in una base logistica per un nuovo bacino produttivo nel Mediterraneo, alternativo all'UE attuale, subordinata alle industrie tedesche. A riguardo occorrono tre interventi: trasformare Taranto, Gioia Tauro e Crotone nei quartieri generali della logistica mondiale dove concentrare la scomposizione-ricomposizione dei container, l'assemblaggio, il confezionamento e l'imballaggio delle merci; connettere la dorsale ferroviaria tirrenica e la dorsale adriatica tramite Potenza, e, nel contempo, trasformare la dorsale ferroviaria Napoli-Palermo in una ferrovia Alta Capacità  che passi nell'entroterra meridionale toccando Potenza, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina; la creazione di tre nuove città  policentriche ovvero il recupero del patrimonio abitativo esistente in tre sistemi insediativi al cui interno ogni spostamento avverrebbe in massimo 60 minuti grazie all'interazione tra Alta Capacità  e un adeguato servizio ferroviario regionale. Lo spunto conclusivo è un fitto dialogo di 27 pagine con il Presidente della Svimez, Adriano Giannola sul futuro del Mezzogiorno, sulla proposta di Marco Canesi e sul futuro dell'Unione Europea nell'era dell'austerità . Adriano Giannola è oggi l'erede più autorevole della tradizione politica che organizzò il Convegno della DC di San Pellegrino del 1961, base concettuale dei Governi di Centrosinistra degli anni Sessanta, gli unici governi che pensarono la programmazione delle politiche economiche in Italia. La proposta di Canesi piace a Giannola e sarebbe piaciuta a Pasquale Saraceno.
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La colonia tedesca chiamata «Sud»
da: La Gazzetta del Mezzogiorno-11 Dicembre 17
11/12/2017

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«Macché elezioni, il rischio è Berlino Costringe le banche a vendere Btp»
da: il Giornale-23 Gennaio 18
23/01/2018

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"Macché elezioni, il rischio è Berlino Costringe le banche a vendere Btp"
da: il giornale.it-23 Gennaio 18
23/01/2018
"Macché elezioni, il rischio è Berlino Costringe le banche a vendere Btp" Fabrizio de Feo - Mar, 23/01/2018 - 08:15 Roma - Andrea del Monaco, esperto di fondi Ue, lancia l'allarme austerità . Lo fa in una approfondita analisi nel suo libro: «Sud, Colonia tedesca, la questione meridionale oggi» pubblicato da Ediesse, casa editrice della Cgil. Dottor del Monaco perché questo libro? «Per svolgere una contabilità  accurata sui soldi per il Sud: un intento "non gradito" alle classi dirigenti, come dice il Presidente della Svimez Giannola nel dialogo conclusivo del libro. Il primo capitolo è una vera narrazione del Masterplan per il Sud: uno strumento attraverso cui Renzi ha semplicemente allocato là soldi già  stanziati». Lei ripercorre la storia dell'austerità  dal 1992 fino al l'attuale versione del Patto di Stabilità . Quale effetto concreto ha avuto sull'economia italiana? «Ha ridotto il potere di intervento dello Stato, tagliato gli investimenti pubblici e fatto arretrare l'Italia nella divisione internazionale del lavoro. Nel contempo l'alto tetto al debito privato al 133% del Pil ha consentito le esportazioni tedesche nel Sud dell'Ue». Il voto del 4 marzo in Italia può davvero rappresentare un rischio per la tenuta dei conti pubblici e dell'edificio europeo? «Il rischio è nelle richieste alle banche italiane: per addendum Bce di ottobre devono svendere i crediti deteriorati oppure accantonare liquidità  per un valore equivalente (aumenti di capitale imposti agli azionisti). Per Berlino devono svendere i loro Btp e comprare Bund». Che c'entra con i nostri conti? «Se accettiamo tali richieste, lo spread esploderà  di nuovo come nel 2011, e pagheremo tanti interessi sul debito anche qualora chiudessimo la metà  degli ospedali pubblici». Come esperto di fondi Ue quale bilancio «storico» fa di questo strumento? «Condivido le Osservazioni della Commissione Europea del marzo 2014: manca una chiara strategia di sviluppo territoriale. La spesa dei fondi Ue e italiani nel Sud passa dai 25 miliardi del 2001 ai 13 miliardi del 2016. E spesso sostituiscono la spesa corrente». Lei sostiene nel libro che il debito non è tutto uguale. Per quale motivo? «Bruxelles non conta nel deficit i 60 miliardi erogati dall'Italia agli strumenti Salva-Stati: soldi che salvarono direttamente le banche greche-spagnole e indirettamente i loro creditori, le banche franco-tedesche. Al contrario conta nel deficit i 6 miliardi necessari per finire l'Alta Capacità  Napoli-Bari-Lecce-Taranto». Nel libro lei analizza l'intervento europeo che nel 2011 portò alle dimissioni di Berlusconi. Cosa accadde davvero in quella circostanza? «Merkel e Sarkozy ci chiesero un contributo agli strumenti Salva-Stati pari alla nostra chiave di contribuzione alla Bcd. Al contrario noi volevamo contribuire in proporzione alla nostra bassa esposizione. Sulla Spagna francesi e tedeschi erano esposti per 200 miliardi, noi per 20. Il salvataggio indiretto delle loro banche avrebbero dovuto pagarlo loro». Tecnicamente come è finita? «Agli strumenti Salva-Stati demmo 3,9 miliardi nel 2010, 9 miliardi nel 2011, 29 miliardi nel 2012, 13 miliardi nel 2013. In sostanza Angela Merkel ottenne da Mario Monti ciò che voleva».
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