Stato di famiglia
Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni
Pubb. : Novembre 2009
320 pag
ISBN: 88-230-1391-9
Collana: Materiali
Descrizione
La maggior parte delle violenze sulle donne avviene nell’ambito della famiglia. E le leggi dello Stato italiano proteggono le donne dai maltrattamenti, dagli stupri, dalla violenza psicologica ed economica. Ma come agisce chi le deve concretamente applicare? Attraverso le testimonianze delle operatrici di case per le donne maltrattate di tutta Italia e delle stesse donne che vi fanno ricorso, questo libro racconta che cosa succede quando una donna decide di tirarsi fuori da una situazione di maltrattamenti da parte del partner. I poliziotti e i carabinieri, i giudici dei vari tribunali, gli assistenti sociali sono le figure chiave che possono – e per mandato istituzionale devono – aiutare le donne maltrattate in questo difficile passaggio. Ma le voci delle intervistate tracciano un quadro preoccupante di carenze degli interventi istituzionali. Per mezzo dei vivaci racconti di chi vive o ha vissuto la violenza nella sua vita quotidiana, tutti i problemi sono messi in luce, accanto a molti esempi di interventi positivi: se ne traggono suggerimenti pratici per tutti coloro che se ne devono e vogliono occupare. Le intervistate compongono un cahier des dolehances che chiede ascolto presso l’opinione pubblica e presso i politici, perché controllino che le leggi vengano effettivamente applicate, modificando la cultura che giustifica le violenze contro le donne perpetuando il diritto assoluto del pater familias tra le mura domestiche.
Rassegna:
Istituzioni bocciate
da: Left-20 Novembre 09
20/11/2009

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Violenza donne: in un libro esperienze delle vittime e come sottrarsi
da: Ansa-3 Novembre 09
03/11/2009
COME ABBANDONARE UNA RELAZIONE VIOLENTA, A CHI CHIEDERE AIUTO Come affrontare la decisione di abbandonare una relazione violenta, da dove cominciare e a chi rivolgersi. Lo spiega ''Stato di Famiglia'', di Daniela Danna, edito da Ediesse (da domani in Libreria), attraverso interviste a vittime, operatrici di centri di assistenza e avvocati. Ogni volta che un fatto diventa oggetto della cronaca, osserva l'autrice, la risposta delle istituzioni e' quella di chiedere, proporre, dibattere un'altra legge. Ma, spiega, non e' questa la soluzione, perche' le leggi esistono gia', cosi' come anche sentenze della Cassazione che ne ha chiarito l'applicazione. Eppure, come ha evidenziato l'Istat, meno del 7% delle donne che hanno subito una violenza l'hanno denunciata. E a seguito delle denuncie, solo nel 28% dei casi (Rapporto sulla criminalita' in Italia 2008, ministero dell'Interno) vi e' stata un'imputazione. La risposta utile non e' una legge, dunque, ma quello che si puo' fare quando una donna cerca finalmente l'aiuto delle istituzioni per essere protetta e avere giustizia. Attraverso le testimonianze di operatori di 32 centri antiviolenza e delle donne che vi fanno ricorso, partendo dall'Emilia-Romagna, regione giudicata modello con 11 case di ascolto per le vittime, l'autrice racconta cosa succede quando si cerca di venire fuori da una situazione di violenza domestica. Le forze dell'ordine, i giudici, gli assistenti sociali sono coloro che possono e devo aiutarle. Ma i racconti delle intervistate tracciano un quadro di preoccupanti carenze, a volte per le procedure, altre per errore di chi le applica. Fatto sta che non sempre chi ha chiesto aiuto ha trovato la protezione di cui aveva bisogno. Per questo il libro non si rivolge solo alle lettrici, ma anche a coloro che per professione tutela le vittime. Quello dell'autrice non e' un disconoscimento del lavoro di chi si spende contro la violenza, ma piuttosto, per sua stessa affermazione, un atto di denuncia, con un'esortazione: non bastano dei diritti sulla carta, bisogna entrare nei meccanismi che portano alla violazione di quei diritti, e quando in questo non si riesce trasformare la giustizia in ''una protezione concreta''.
Focolai di domestica violenza
da: Conquiste del Lavoro-21 Novembre 09
21/11/2009

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E la chiamano estate
da: Fahrenheit - Radio 3-14 Luglio 10
14/07/2010
Qualcuno dà la colpa al caldo. Ma oggi, in Italia, a prescindere dalle stagioni, si muore più d'amore che di mafia. E quasi sempre la strage coinvolge le donne, uccise da uomini che non sopportano il pensiero di una scelta diversa dalla loro. Ha ancora senso parlare di delitti passionali? O è il sintomo di una malattia del nostro tempo, che porta a non saper più accettare la libertà altrui e imposto la dittatura del desiderio? Ne parliamo con Daniela Danna, ricercatrice alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano e autrice di Stato di Famiglia. Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni, Ediesse; con Barbara Spinelli, membro dei giuristi democratici e autrice del libro Femminicidio, Franco Angeli; e con Massimo Lugli, scrittore e giornalista del quotidiano La Repubblica, autore di L'istinto del lupo, Newton Compton.
Link alla risorsa
La legge non basta
da: Leggendaria-1 Gennaio 10
01/01/2010

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Stato di famiglia: donna maltrattata
da: Leggere Tutti-1 Dicembre 09
01/12/2009

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