RPS N. 4/2019
La crisi demografica
Ottobre-Dicembre 2019
ISBN: 1724 - 5389
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TEMA: Tra bassa fecondità e immigrazione: il contesto demografico delle politiche sociali in Italia
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Famiglie e fecondità in Italia: politiche e dinamiche recenti. Nota introduttiva
Andrea Pellicia, Corrado Bonifazi, Salvatore Strozza, Stefano degli Uberti

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Le politiche familiari italiane nel contesto europeo
Italian family policies in the European context
Luca Di Censi

Il contributo si articola in tre parti: l’analisi dei principali modelli di welfare o «famiglie di nazioni» presenti in Europa, ripercorrendo il dibattito politico e sociologico parallelo ai processi di mutamento di questi sistemi di welfare; l’esame dell’andamento delle spese destinate alla voce famiglia-infanzia sul totale della spesa sociale; la rassegna delle principali politiche familiari distinte in misure economiche dirette e indirette, analizzandone le caratteristiche in termini di numero, di tipo, di ammontare delle prestazioni, di forma di finanziamento e di struttura organizzativa delle prestazioni.

ENGLISH - The article is divided in three parts: an analysis of the main welfare models or «families of nations» in Europe, retracing the political and sociological debate parallel to the change processes; an examination of the expenditure trend set aside for the item family-childcare in the total social expenditure; and a review of the main family policies differentiated in direct and indirect economic measures, and an analysis of the characteristics in terms of number, type, amount of benefits, form of financing and organizational structure of the services.

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L’impatto delle politiche familiari sulla bassa fecondità europea
The impact of family policies on low fertility levels in Europe
Corrado Bonifazi, Angela Paparusso

Come conseguenza di una fecondità stabilmente al di sotto del livello di sostituzione (2,1 figli per donna), gli interventi in tema di politiche familiari, allo scopo di aumentare il numero delle nascite, sono molto cresciuti in Europa negli ultimi anni. Nel 2001 solo un terzo dei paesi europei dichiarava di avere politiche in questa direzione, nel 2009 erano diventati la metà e nel 2016, secondo l’ultima rilevazione delle Nazioni Unite, la percentuale è arrivata al 66%. Il presente contributo intende fornire una panoramica degli studi disponibili sulla valutazione degli effetti delle politiche familiari sulla fecondità in Europa, offrendo un breve focus sull’Italia. Dopo un inquadramento complessivo della fecondità in Europa, vengono illustrati gli studi disponibili sulla materia, i quali prendono in esame sia i trasferimenti in denaro sia le politiche legate al lavoro (ad esempio, i congedi parentali e l’assistenza all’infanzia). In entrambi i casi, gli studi esaminati sono classificati in base all’utilizzo di dati macro (a livello aggregato) o micro (a livello individuale).

ENGLISH - As a result of a fertility rate that remains stable below the replacement level (2.1 children per woman), family policies aimed at increasing the number of births have grown considerably in Europe in recent years. In 2001, only a third of European countries claimed to have pro-birth policies, while in 2009 they had reached 50%, and in 2016 the figure was 66%, according to the latest United Nations data. The article aims to provide an overview of the available studies on the evaluation of the effects of family policies on fertility in Europe, offering a brief focus on Italy. After a general survey of fertility in Europe, the available studies on the topic are illustrated. These studies examine both cash transfers and work-related policies (for example, parental leave and childcare). In both cases, the studies examined are classified according to the use of macro (aggregate level) or micro (individual level) data.

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Le dimensioni socio-culturali della bassa fecondità. Tra continuità e cambiamento
The socio-cultural dimensions of low fertility. Continuity and change
Andrea Pellicia, Stefano degli Uberti

Partendo dal concetto di progettualità, il contributo intende esplorare le dimensioni socio-culturali sottese alla bassa fecondità in Italia attraverso la lente interpretativa di due modelli culturali: la cultura della scelta e la cultura della responsabilità. In particolare, all’interno di questa prospettiva, la scelta riproduttiva e la progettualità del diventare genitori sono discussi focalizzando l’attenzione sulla rappresentazione sociale della maternità e il rapporto tra genitorialità e sfera extradomestica.

ENGLISH - Drawing on the concept of «planning», this paper aims to explore the socio-cultural dimensions of the low fertility trends in Italy by adopting two cultural models to interpret it: the culture of choice and the culture of responsibility. Within this perspective, the reproductive choice and planning to become parents are discussed by focusing in particular on the social representation of motherhood and the relationship between parenthood and the extra-domestic sphere.

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I nuovi volti della famiglia italiana: dinamiche recenti e aspetti evolutivi
The new faces of the Italian family: recent dynamics and developments
Alessio Buonomo, Maria Girolama Caruso, Massimiliano Crisci

In un quadro sociale ed economico caratterizzato da crescente complessità e problematicità, negli ultimi anni in Italia sono emerse e si sono sviluppate molteplici nuove forme di famiglia e di unione. Una pluralità che deriva anche da cambiamenti nei sistemi culturali e valoriali, presenti nella teoria della seconda transizione demografica, come nel caso delle famiglie ricostituite (step-families), delle libere unioni, delle cosiddette famiglie arcobaleno o delle relazioni Lat (Living Apart Together). Senza dimenticare la molteplicità dei modelli familiari legata al consolidarsi del fenomeno migratorio e alla diffusione delle famiglie di origine straniera o con almeno un componente straniero. Nel contributo le fonti statistiche e la letteratura sociologica e demografica sono utilizzate per costruire un quadro aggiornato della struttura odierna delle nuove famiglie in Italia e degli aspetti evolutivi più rilevanti, mettendo in luce come il processo di flessibilizzazione delle unioni stia dando vita a forme di relazione di coppia quasi on demand, sempre più personalizzate e adattabili rispetto alle mutevoli esigenze individuali e reciproche dei partner.

ENGLISH - In recent years, several new family forms have emerged and developed in Italy in a socio-economic context characterized by increasing complexity. A plurality of family types deriving from changes in culture and values, predicted by the second demographic transition theory, as in the case of step-families, «de facto» relationships, rainbow families or Lat (Living Apart Together) relationships. The framework is made even more diversified by international migration and the many families with a foreign background. In this paper, statistical sources and sociological and demographical literature are used to offer an updated picture of new family forms in Italy and to illustrate the most significant developments. Life as a couple is becoming more and more flexible, personalized and adaptable to the ever-changing individual and mutual needs of the partners, and more or less off-the-peg co-parenting relationships have been developing.

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Pochi figli, troppi immigrati? La demografia italiana nel contesto europeo
Few children, too many immigrants? Italian demographics in the European context
Corrado Bonifazi, Giuseppe Gesano, Maria Girolama Caruso

Bassa natalità, bassa fecondità e immigrazione dall’estero hanno caratterizzato gli ultimi trent’anni della demografia in Italia e nelle sue regioni, creando contrasti e tendenze inattese. L’evoluzione della nostra popolazione si inserisce nella crisi demografica dei paesi europei, ma l’Italia non vi ha ancora reagito in modo adeguato. Al di là di meccanismi demografici determinanti, le modalità di quelle evoluzioni e le caratteristiche della situazione attuale possono gettare luce sulle motivazioni socioeconomiche e politiche, evidenziare le carenze degli interventi e indicare le strade percorribili per correggere gli andamenti futuri.

ENGLISH - Low birth rates, low fertility and immigration from abroad have characterized the last thirty years of population trends in Italy and its regions, creating contrasts and unexpected changes. Our trends fit into the European demographic crisis, but Italy has been unable to tackle it appropriately. Beyond the decisive demographic mechanisms, the trend of those evolutions and the characteristics of the current situation can throw light on socio-economic and political motivations, highlighting the shortcomings of the interventions, and indicate possible ways of correcting future trends.

ATTUALITÀ: Carcere e politiche sociali
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Il carcere come questione sociale e le sue politiche
Prison as a social question and its policies
Stefano Anastasia

L’articolo illustra le più recenti tendenze del sistema penitenziario italiano individuandone la spiegazione nel mutamento della percezione di sicurezza personale e nella conseguente domanda sociale di controllo e sanzione penale prodotto dall’ideologia neoliberale e dall’adesione a una prospettiva della società dei due terzi. Le criticità presenti del sistema penitenziario italiano potranno essere affrontate, quindi, solo nella riscoperta del paradigma dell’inclusione sociale universalista affermato dalla Costituzione repubblicana.

ENGLISH - The article illustrates the most recent trends in the Italian prison system, finding an explanation for them in the change in the perception of personal security and the consequent social demand for control and penal sanctions produced by neoliberal ideology and by adhering to the two-thirds of society perspective. Therefore, in the author’s opinion, the critical issues of the Italian prison system can be addressed only by rediscovering the paradigm of universalist social inclusion affirmed by the Republican Constitution.

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Il welfare territoriale penitenziario e l’egemonia custodiale dello Stato
Locally-based prison welfare and the State’s hegemony of custody
Patrizio Gonnella

Regioni e comuni hanno già ampie competenze nel welfare penitenziario. Dovrebbero esercitarle nella consapevolezza che andrebbe rotta un’egemonia carceraria statale di tipo custodiale, mettendo così al riparo da tentazioni pre-moderne l’articolo 27 della Costituzione. Molteplici sono le funzioni che gli enti territoriali già svolgono in materia di salute, lavoro, integrazione sociale. Andrebbero gestite strategicamente e non in modo ancillare rispetto al management della sicurezza.

ENGLISH - Regions and municipalities already have extensive powers in prison welfare. They should manage them by breaking the custodial model of imprisonment that has been hegemonized by the State. In doing so they would protect Article 27 of the Constitution from pre-modern attacks. There are many functions that local authorities already perform in the areas of health-care, the workplace and social integration. They should be carried out strategically and not as ancillary to the management of prison security.

DIBATTITO: Prevenire e contrastare le diseguaglianze nei primi anni di vita
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Come favorire un migliore inizio? Considerazioni su diseguaglianze e sostegno all’infanzia in Italia
A better start in life. Reflections on inequalities and childhood support in Italy
Emmanuele Pavolini

Il saggio sviluppa un’analisi a partire dal volume di Save the Children (2019), Il miglior inizio. Diseguaglianze e opportunità nei primi anni di vita, sullo stato delle politiche per l’infanzia in Italia. In particolare, esso mette in luce come, a fronte di un panorama attuale non particolarmente incoraggiante sotto il profilo dell’intervento pubblico in questo campo, vi possano essere ragioni per ipotizzare che una finestra di opportunità per un maggior investimento pubblico a sostegno dell’infanzia e della genitorialità si sia aperta in Italia. Occorrono, pertanto, una maggiore attivazione e collaborazione con corpi intermedi, società civile e mondo della ricerca per sostenere un percorso di riforme in questo campo.

ENGLISH - The argument of this article starts from the volume of Save the Children (2019), The Best Start. Inequalities and Opportunities in the Early Years of Life, on the state of childhood policies in Italy. In particular, it highlights how, in the face of a current scenario that is not particularly encouraging from the point of view of public intervention in this field, there may be reasons to suggest that a window of opportunity for greater public investment in support of children and parenting has opened in Italy. Therefore, greater activation and collaboration as intermediate bodies, civil society and academic research is needed to support a path of reform in this field.

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Come le diseguaglianze nascono, crescono e possono essere contrastate
How early inequalities develop, grow and can be effectively tackled
Giorgio Tamburlini

A partire dai risultati di un’indagine promossa da Save the Children (2019), finalizzata a valutare nelle sue varie dimensioni lo sviluppo di bambini di età compresa tra 42 e 54 mesi, vengono discusse le cause e i meccanismi dell’insorgere precoce di diseguaglianze. Sulla base delle evidenze riguardanti le politiche e gli interventi efficaci, vengono poi fornite indicazioni per un adeguato contrasto. Si sottolinea come sia necessaria una combinazione di misure tese a combattere povertà, esclusione sociale e bassa scolarità e di investimenti per promuovere lo sviluppo precoce e sostenere le famiglie nelle loro competenze genitoriali.

ENGLISH - Building on the results of a recent survey (Save the Children, 2019) carried out in Italy and do-cumenting significant inequalities in children aged 42 to 54 months across all dimensions of development, the underlying causes and mechanisms of the early establishment of inequalities are described. Based on the evidence on effective policies and interventions, indications are provided on how to effectively tackle early inequalities. Policies and interventions should ensure a combination of measures to address poverty, unemployment, social exclusion and low literacy, with focused investments to promote early child development and interventions to support and empower families in their parental role.

APPROFONDIMENTO
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Cosa conta? Basi informative, numeri e politiche nel caso di Garanzia giovani
What counts? Informational basis, numbers and policies in Youth Guarantee
Carlotta Mozzana

Nelle politiche di welfare l’uso di dati, indicatori e in generale numeri è molto cresciuto negli ultimi anni. L’articolo esplora le implicazioni e gli effetti di questo fenomeno, mettendo sotto osservazione il caso del sistema di profilazione statistica usato per regolare l’accesso a Garanzia giovani. Attraverso l’analisi della sua definizione e implementazione si mette in luce come, a fronte di grandi promesse di chiarezza e personalizzazione, il sistema di profilazione sia nei fatti uno strumento ambiguo e opaco i cui effetti vanno nella direzione opposta a quanto enunciato: spinge verso la standardizzazione dei percorsi ma soprattutto trasforma decisioni politiche in questioni tecniche, col risultato di contribuire al processo di depoliticizzazione dell’azione pubblica, rendendo poco visibile il processo di scrematura dei Neet più svantaggiati e di riproduzione delle disuguaglianze esistenti.

ENGLISH - In welfare policies, the use of data, indicators and numbers has recently grown. The article explores the implications and effects of this phenomenon by investigating the case of the statistical profiling system used to regulate access to the Youth Guarantee program. By analysing how it is defined and implemented, the article highlights how, despite the great promises of clarity and personalization, the profiling system seems to be an ambiguous and opaque tool, whose effects lead in the opposite direction to that stated: it produces the standardization of interventions and, above all, it transforms political decisions into technical issues, with the effect of depoliticising the public action and hiding the screening process of the most disadvantaged Neets and reproducing the existing inequalities.