RPS N. 3-4/2016
L'Italia delle disuguaglianze
Luglio-Dicembre 2016
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Presentazione

TEMA - Le disuguaglianze economiche in Italia: andamenti cause effetti politiche di contrasto
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Le tante facce della disuguaglianza economica. Nota introduttiva
Elena Granaglia, Michele Raitano

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Non solo opportunità e contrasto alla povertà. Le tante ragioni per occuparsi delle disuguaglianze di reddito
Not Only Opportunity and Combating Poverty. The many Reasons for Concern over Income Inequality
Elena Granaglia

Uguaglianza di opportunità e contrasto alla povertà sono, in questi ultimi decenni, diventati i due valori più invocati nella discussione pubblica sulla giustizia distributiva. Il contrasto alle disuguaglianze di reddito occupa, invece, un ruolo marginale, quando non è addirittura bollato come mera espressione d’invidia o come porta d’ingresso a un inevitabile livellamento delle condizioni individuali, nella violazione dei meriti e delle libertà. Obiettivo dell’articolo è mettere in discussione tali posizioni, riportando in primo piano l’urgenza, sotto il profilo della giustizia distributiva, di occuparsi delle disuguaglianze di reddito. Da un lato, le disuguaglianze di reddito potrebbero mettere a repentaglio la realizzazione stessa dell’uguaglianza di opportunità e il contrasto alla povertà. Da un altro lato, le disuguaglianze di reddito potrebbero compromettere sia la soddisfazione di bisogni fondamentali, anche per chi non è povero, sia la condivisione di una comune uguaglianza morale fondamentale. Da ultimo, non occuparsi di disuguaglianze di reddito rischia di comportare la legittimazione d’ingiustizie nei processi stessi di formazione del reddito.

ENGLISH - In these last decades, equality of opportunity and poverty alleviation have become the two most advocated values in public discussion of distributive justice, while attacking income inequality directly has occupied a marginal role. Often, it is even seen as a matter of envy and/or the entrance door to a general levelling down, in violation of freedom and merit. The article questions these positions, arguing for putting back income inequality at the forefront of distributive justice. On one side, income inequality could jeopardize equality of opportunity and poverty alleviation. On another, it could imperil both the satisfaction of basic needs, to the detriment of the non-poor too, and the sharing of a common moral equality. Finally, neglecting income inequality could entail legitimizing unfair processes of income formation.

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L’impatto della crisi sulla disuguaglianza economica in Italia e i suoi preoccupanti lasciti
The Impact of the Crisis on Economic Inequality in Italy and Its Worrying After-effects
Maurizio Franzini, Michele Raitano

L’obiettivo di questo articolo è fornire evidenza empirica aggiornata sull’andamento della disuguaglianza economica in Italia e nei principali paesi occidentali, ragionando sui meccanismi alla base della crescita delle disuguaglianze registrata pressoché ovunque a partire dagli anni ottanta dello scorso secolo. Si mostra, in particolare, come il mercato del lavoro tenda a produrre disuguaglianze sempre più marcate e, quando nell’analisi si incorpora anche il rischio di scivolare in disoccupazione, risulta evidente come nel nostro paese tale tendenza si sia acuita negli anni della crisi.

ENGLISH - This article aims to provide fresh empirical evidence on trends of economic inequality in Italy and in major developed countries, considering the main factors that could have determined the increase in inequality experienced nearly everywhere since the 1980s. In particular, we show that the labour market greatly contributes to widening this inequality. Furthermore, when we take into account the risk of dropping into unemployment, we find that the role of the labour market as a cause of inequality has grown stronger in Italy since the emergence of the crisis.

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Le diverse dimensioni delle povertà: un quadro d’insieme
The Various Dimensions of Poverty: An Overall View
Elisabetta Segre, Roberto Fantozzi

Le condizioni di vita della popolazione, sin dai primi anni della storia unitaria, sono state oggetto di indagini da parte dei governi. Inizialmente l’interesse era rivolto a mantenere l’ordine stabilito poiché indigenza e miseria erano considerate pericolosi focolai di instabilità politica; successivamente la povertà è stata riconosciuta come un’ingiustizia sociale da combattere. Il mutato interesse nei confronti della povertà è stato accompagnato dalla necessità di dotarsi di misure quantitative adeguate. Anche se nella letteratura di riferimento sembra affermarsi l’idea di seguire un approccio multidimensionale, la povertà è ancora rilevata prevalentemente seguendo un approccio unidimensionale basato su criteri economici. Tuttavia anche l’approccio unidimensionale presenta numerosi punti di criticità che rendono le stime poco robuste e non univoche. La povertà è un fenomeno multidimensionale e come tale deve essere rilevato.

ENGLISH - Since the early years of Italian unification, the population’s living conditions have been the subject of inquiry by governments. Initially the aim of public intervention was to maintain the established order: poverty and misery were considered dangerous hotbeds of political instability rather than recognized as a social injustice to be fought. The approach of the inquiry was basically qualitative and multidimensional. Only in the recent past has income poverty come to the fore, mainly driven by the need to make use of quantitative measurements. Although the literature seems to follow a multidimensional approach, poverty can still be detected following a one-dimensional approach based on economic criteria. Nevertheless, the one-dimensional income approach is not free of conceptual complications, mainly due to the multi-dimensional nature of poverty. These difficulties basically hinder the achievement of a single criterion of measurement. Poverty, usually understood as income poverty, is rather a multi-dimensional phenomenon.

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Mobilità dei redditi e vulnerabilità dei nuclei familiari in Europa e in Italia
Income Mobility and Vulnerability of Family Units in Europe and Italy
Ludovica Galotto

L’articolo presenta l’analisi della mobilità dei redditi disponibili e di mercato in quattro paesi europei (Italia, Francia, Germania e Danimarca) nei quadrienni precedente e successivo alla crisi economica del 2008. Obiettivo dello studio è proporre una misura per risolvere la discordanza esistente tra i risultati delle classiche misure di disuguaglianza, non aumentate dopo la crisi, e gli indici di percezione delle condizioni di vita, che al contrario registrano un forte peggioramento. A tale scopo, si analizza se la mobilità intra-generazionale sia uno strumento più accurato e sensibile, rispetto alle misure tradizionali di disuguaglianza, a rilevare la volatilità dei redditi e la vulnerabilità familiare, intesa come maggiore insicurezza nelle disponibilità familiari rispetto al passato. L’analisi evidenzia come, mentre il macro-confronto tra paesi europei non rivela una sostanziale modifica nella struttura complessiva della mobilità dopo la crisi, lo studio disaggregato per regioni italiane suggerisce un aumento nella volatilità dei redditi delle famiglie meridionali a basso reddito, validando l’opportunità di utilizzare gli indicatori di mobilità quale indice di vulnerabilità delle fasce più basse del reddito.

ENGLISH - This article explores intra-generational disposable and market income mobility in four European countries (Italy, France, Germany and Denmark) in the four years preceding and succeeding the onset of the economic crisis. The aim is to create a bridge between results from the static measures of inequality (which do not register any widening of the income gap in Europe after the crisis) and the findings from individual perception of living conditions (which clearly detect a decrease in the ability to make ends meet). To this end, we propose exploring income mobility as an instrument to detect income volatility and individual vulnerability, aimed at complementing the standard static measures of inequality. The cross-sectional comparison of data from 2008 to 2011 shows that the crisis did not significantly alter the mobility structure in European countries, while the separate study of Italian regions suggests increased vulnerability in the conditions of low-income families in the South, attesting the ability of mobility indicators to detect vulnerability among the lower paid.

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La ricchezza delle famiglie italiane: distribuzione e tendenze
The Wealth of Italian Families: Distribution and Trends
Francesco Bloise., Teresa Barbieri

Attraverso l’indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia, l’articolo analizza l’andamento della ricchezza in Italia dal 1991 al 2014. Si valuterà inoltre in che dimensione la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza è associata a fattori quali differenze nel livello di reddito familiare permanente oppure quanto è forte il peso dell’eredità nel determinare gli esiti distributivi

ENGLISH - The aim of this article is to analyse the trend in the distribution of wealth in Italy from 1991 to 2014 by means of the Bank of Italy’s Survey on Household Income and Wealth (Shiw). In particular, we will evaluate the association between the distribution of wealth and the level of household income and between the distribution of wealth and inheritance.

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Universali o categoriali? Le nuove politiche contro la povertà e il nodo del target
Universal or Sectorial? The New Anti-Poverty Policies and the Problem of the Target
Cristiano Gori., Massimo Baldini

L’articolo propone un esame critico delle recenti politiche contro la povertà in Italia e dei loro possibili sviluppi. Dopo aver sintetizzato le tendenze del fenomeno dell’indigenza durante la recessione iniziata nel 2008, ci si sofferma sull’evoluzione delle politiche e ci si concentra sugli atti compiuti dal Governo Renzi, con particolare riferimento alla presentazione di un disegno di legge delega in materia di povertà. Successivamente viene esaminata la platea dei beneficiari del Sostegno per l’inclusione attiva (Sia), prestazione transitoria in attesa dell’introduzione del Reddito d’inclusione (Rei) previsto dalla delega. Il target di utenza del Rei non è stato – al momento di scrivere – definito. Il contributo presenta infine, pertanto, una discussione dei possibili profili della platea interessata dalla nuova misura, per verificare, nelle varie alternative, la distanza rispetto all’obiettivo di un intervento universalistico contro la povertà assoluta.

ENGLISH - The article provides a critical analysis of the recent anti-poverty policies in Italy and their possible developments. After summarizing the trends of absolute poverty during the recession that began in 2008, it focuses on the evolution of the policies, in particular those adopted by the Renzi Government, with particular reference to the presentation of a draft legislative decree concerning poverty. Then we examine the range of beneficiaries of the Support for Active Inclusion (Sia), a transitional income maintenance scheme pending the introduction of Inclusion Income (Rei) required by the decree. At the time of writing, we do not know – and it is difficult to imagine – what the target of the Rei will be. Lastly, we discuss the possible beneficiaries of the new measure, so as to check, how distant the various alternatives are from the objective of a universal measure against absolute poverty.

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Una riforma del sistema di imposte e benefici per persone e famiglie
A Reform of the Tax and Benefits System for Individuals and Families
Fernando Di Nicola, Ruggero Paladini

Sulla base di un insoddisfacente sistema italiano tax benefit (contributi sociali, Irpef, addizionali, assegni e bonus) è stata qui proposta una riforma con l’obiettivo di aliquote gradualmente e regolarmente crescenti, un sostegno per i nuclei poveri o con figli, un’azione redistributiva efficace con cuneo fiscale ridotto a bassi redditi. I risultati sembrano mostrare un raggiungimento degli obiettivi, con una riduzione della concentrazione dei redditi, della povertà e del cuneo fiscale, e un incremento del supporto monetario per la cura dei figli.

ENGLISH - Given the unsatisfactory Italian tax benefit system, with effective marginal tax rates that rise and fall, poverty traps and the inability of the benefits system to actually reach poor families or those with children, the authors suggest an articulated reform of social contributions, comprehensive income tax with its tax credits, and family allowance. The result would be a reduction of income concentration, poverty, and the tax wedge for lower income and present marginal tax rates, along with increased income support for families with children.

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Indicizzazioni delle pensioni e tenore di vita degli anziani
Indexation of Pensions and Standard of Living Elderly Citizens
Laura Dragosei, Sergio Ginebri

ENGLISH - We focus on those Italian public pensions that are wholly adjusted to price variations. We gather evidence on how their purchasing power has changed over the last 20 years, and we compare this to the variations, over the same period, of the real value of the absolute poverty threshold for an older person living alone. We found a sensible divergence between them. In many years the real value of the threshold increased more than the purchasing power of pensions. Furthermore, even greater divergence was detected between poor pension-purchasing power and the real value of the average consumption basket of poor families. These outcomes are caused by how the indexation mechanism works, which does not take into account the composition of a poor family’s consumption basket. Furthermore, periodical revaluation draws on the Cpi index, which does not measure the actual price increases for families. A more adequate and feasible alternative is provided by the Harmonised Index of Consumer Prices.

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Job security, flexicurity o insecurity? Il mercato del lavoro in Italia fra dualismo e riforme
Job Security, Flexicurity or Insecurity? Dualism and Reform in the Italian Labour Market
Fabrizio Patriarca., Riccardo Tilli

L’articolo presenta una panoramica delle riforme del mercato del lavoro che si sono susseguite in Italia a partire dalla fine degli anni Novanta, evidenziando una sostanziale linea di continuità, costituita dall’ampliamento del ricorso a tipologie contrattuali atipiche nei rapporti di lavoro. Se l’introduzione del Jobs Act lasciava presagire il passaggio a una tipologia contrattuale unica, il contratto a tutele crescenti, l’ampliamento della deregolamentazione dei contratti a termine ha disatteso questa aspettativa. Mentre nel 2015 lo sgravio contributivo concesso alle imprese sulle nuove assunzioni con il contratto a tutele crescenti sembra aver prodotto un effetto importante, già nei primi otto mesi del 2016, quando lo sgravio è stato ridotto al 40%, l’andamento dei flussi sembra tornato in linea con il trend degli anni precedenti. Inoltre, l’aumento del ricorso a forme contrattuali atipiche si è registrato in maniera più forte nei settori produttivi dove il livello di flessibilità era già alto. Se si guarda anche alla distribuzione territoriale, emerge che le regioni che presentano situazioni più critiche in termini di occupazione sono quelle che sperimentano una diminuzione più consistente nel ricorso a contratti a tempo indeterminato.

ENGLISH - In this article, we propose an overview of the labour market reforms that have been taking place in Italy since the late 1990s, showing that they produced an extension of temporary contracts in labour relations. While, after the introduction of the Jobs Act in 2015, we should expect to move towards a single type of labour contract – one offering greater protection – the concomitant further deregulation of fixed-term contracts has betrayed this expectation. Flow data provided by Inps clearly show that in 2016 contracts with increased protection do not play a significant role in discouraging the use of temporary contracts. In fact, while in 2015 the contribution relief obtained by firms hiring new workers with permanent contracts seems to have produced a marked effect, in the first eight months of 2016, when the relief was reduced to 40%, the flows seemed to return in line with the trend of previous years. Looking at the flow data by economic sector, we show that the increase in the use of temporary contracts has been stronger in those sectors where flexibility was already high. Moreover, with regard to the territorial distribution, we find that the Italian regions with the most critical situations in terms of employment show the greatest decrease in the use of permanent contracts.

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Donne e lavoro: le politiche per le pari opportunità in Italia
Women and Jobs: Equal Opportunities Policies in Italy
Stefania Gabriele

In questo articolo si esaminano le politiche adottate in Italia per affrontare i problemi congiunti della bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro e dell’iniqua distribuzione tra i generi del carico di lavoro domestico e di cura. Se le iniziative di gender mainstreaming possono influenzare il «senso comune», un cambiamento più profondo richiede interventi volti a rimuovere gli ostacoli materiali che si oppongono all’emancipazione femminile. In Italia, in particolare, è importante la realizzazione di un sistema di servizi di cura di buona qualità per bambini e anziani, in tutte le regioni, a tariffe accessibili.

ENGLISH - In this article we examine the policies adopted in Italy to face a double problem: the low participation of women in the labour force and the unfair distribution of the burden of housework and care. An approach of «gender mainstreaming» can influence conventional wisdom, but a deeper change requires actions aimed to remove the material obstacles that hinder women’s empowerment. In Italy it is especially important to improve the systems of childcare and long-term care, so as to ensure good quality services in every region at affordable rates.

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Tagli agli enti locali e servizi sociali. Condannati alla marginalità?
Cuts to Local Bodies and Social Services. Condemned to Irrelevance?
Angelo Marano

Le dimensioni complessive del sistema italiano di welfare non sfigurano nel confronto internazionale, ma i servizi sociali, programmati a livello regionale e operati a livello locale, mostrano un’evidente arretratezza e una forte disomogeneità territoriale. Se, in generale, fanno fatica a offrire adeguate risposte a coloro che si trovano in stato di bisogno, in alcune aree del paese la probabilità di non ricevere aiuto è elevata, il che alimenta le diseguaglianze. Di fatto, i servizi sociali hanno assunto un ruolo marginale nelle politiche nazionali, sono diventati bersaglio di tagli di spesa e non sono riusciti a legittimarsi come sistema di protezione. Anche quando la crisi economica e l’aumento della domanda sociale hanno imposto di dare maggiore attenzione agli strumenti di contrasto alla povertà e all’inclusione sociale, le politiche si sono focalizzate prevalentemente sui trasferimenti monetari, piuttosto che sul potenziamento della rete dei servizi.

ENGLISH - The overall size of the Italian welfare system easily stands comparison with other European countries, but social services, programmed at the regional level and operated locally, show evident backwardness and strong territorial variations. Social services do not offer adequate responses to those in need, and in some areas of the country the probability of not receiving any help is high, which feeds inequality. In fact, social services play a marginal role in national policies, have become the target of spending cuts, and have not been able to gain full legitimacy as an instrument of social protection. At present, deteriorating economic conditions and increasing social demand have brought new awareness of the need to combat poverty and social exclusion; however, government policies are focusing mostly on monetary transfers, rather than on services.

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Bilanci dei Comuni, welfare locale e contrattazione sociale. Connessioni e divergenze
Municipal Budgets, Local Welfare and Social Negotiations. Connections and Divergences
Beppe De Sario, Francesca Carrera

Alla luce di recenti studi condotti dalla Fondazione di Vittorio sui temi del welfare, l’articolo analizza i bilanci comunali rispetto alla spesa sociale, agli ambiti di compartecipazione, alle entrate fiscali e tributarie, alle criticità e rigidità economicofinanziarie, provando inoltre a connettere tali vincoli con le opportunità per il sindacato nella contrattazione sociale e territoriale. In tal modo si mette in evidenza il nesso tra i due pilastri della contrattazione sociale stessa: la fiscalità locale, da una parte, e il sistema dei servizi dall’altro. Rispetto ai bilanci comunali, l’articolo approfondisce la dinamica della spesa a partire dal 2007, in particolare per i servizi residenziali per anziani, i servizi per minori e i servizi di assistenza e beneficenza pubblica.

ENGLISH - In the light of recent studies by the Fondazione Di Vittorio on welfare issues, the article analyses the municipal budgets in relation to social spending, users’ contributions, local tax revenues, together with economic and financial problems and inflexibility, also trying to connect these constraints with opportunities for trade unions in social and territorial bargaining. This will bring out the link between the two pillars of social bargaining: taxation, on the one hand, and the welfare system on the other (both at local level). With regard to municipal budgets, the article explores spending dynamics since 2007, in particular for residential services for the elderly, childcare services and social care services.

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Relazioni industriali e politiche economiche per ridurre le disuguaglianze e aumentare la crescita potenziale
Industrial Relations and Economic Policies for Reducing Inequalities and Increasing Potential Growth
Riccardo Sanna.

L’aumento delle disuguaglianze è un tratto che caratterizza l’attuale modello di sviluppo ed è alla radice della crisi globale. In Italia, il progressivo aumento delle disuguaglianze, soprattutto nella distribuzione primaria del reddito, ha portato al declino che ha preceduto la crisi e alla maggiore intensità recessiva tra tutte le principali economie industrializzate. Tale debolezza strutturale dell’economia nazionale va attribuita a una politica economica fondata sulla deregolazione e sulla svalutazione competitiva del lavoro, importante causa del disallineamento tra salari e produttività. Per una migliore predistribuzione e redistribuzione del reddito occorrono nuovi lineamenti di politica economica, un moderno sistema di relazioni industriali e un nuovo Statuto dei lavoratori e delle lavoratrici. Creare, rappresentare e tutelare il lavoro, per ridurre le disuguaglianze e aumentare la crescita.

ENGLISH - The increase in inequalities is a characteristic feature of the present model of development and is at the root of the global crisis. In Italy, the gradual increase in inequalities, particularly in the primary distribution of income, led to the decline that preceded the crisis and worsened the recession in all the main industrialized economies. This structural weakness of the national economy should be blamed on an economic policy based on deregulation and the competitive devaluation of labour – one of the important causes of the misfit between salaries and productivity. For better pre-distribution and redistribution of income we need new lines in economic policy, a modern system of industrial relations, and a new workers’ statute – creating, representing and protecting labour, to reduce inequalities and increase growth.

ATTUALITA' - Il cantiere previdenziale dopo il verbale governo-sindacato
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Il verbale Pensioni 2016: rispondere alle emergenze ma ridefinire una prospettiva
Joint Statement Pensions 2016: Responding to Emergencies but Re-defining Prospects
Nicola Marongiu.

Il verbale di sintesi del 28 settembre 2016 intervenuto tra il governo e Cgil-Cisl-Uil segna un primo passo d’interventi sui tema della previdenza. Parte da alcune emergenze, come i lavoratori precoci e gli addetti ai lavori usuranti e l’intervento a sostegno delle pensioni in essere, per arrivare a definire una griglia di materie che saranno oggetto del confronto nei primi mesi del 2017. Non tutte le soluzioni individuate sono a nostro giudizio all’altezza delle problematiche presenti, a partire dalla scelta del governo di non percorrere la strada dell’intervento in ambito previdenziale per anticipare le uscite per le pensioni di vecchiaia ma quella di uno strumento di anticipo finanziario. Negli interventi e nella prospettiva sono però presenti novità positive come il riconoscimento della diversità dei lavori ai fini dell’accesso al pensionamento e dell’adeguamento dei requisiti all’attesa di vita. Siamo davanti a primi passi, la valutazione non potrà che realizzarsi al termine del percorso di confronto che nella «fase 2» riguarderà in particolare gli interventi sulla necessità di correttivi al sistema contributivo.

ENGLISH - The joint statement of 28 September 2016 by the government and Cgil-Cisl-Uil marks a first step in interventions on the questions of social security. It starts from some emergencies, such as those whose working life began early and those with physically demanding jobs, support measures for existing pensions, and action to define a series of subjects that will be discussed early in 2017. In our view, not all the solutions chosen are adequate to the problems facing us, starting from the government’s decision not to intervene on insurance contributions to cover the cost of old age pensions, but to make additional funds available when necessary. There are, however, new and positive things in the measures and in the prospects, such as the recognition of the differences in retirement age for different jobs, and adapting the requirements to life expectancy. We are just at the beginning, and an assessment can only be made at the end of the discussions, which, in «phase 2», will concentrate on the need for corrective measures to the system of contributions.

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Pensioni: una storia senza fine?
Pensions: An Endless Story?
Gianni Geroldi.

Negli ultimi vent’anni il sistema pensionistico italiano è stato oggetto di continui interventi di riforma che hanno modificato il metodo di calcolo, con il passaggio al contributivo, elevato i requisiti di età per il pensionamento e rallentato l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione. Scopo principale delle riforme è stato contenere nell’immediato la spesa pensionistica e renderla finanziariamente sostenibile nel medio lungo periodo. L’articolo fa una sintesi degli andamenti economici e finanziari del sistema previdenziale, in chiave retrospettiva e nelle proiezioni di lungo termine. Ciò che emerge conferma come gli interventi del legislatore abbiamo conseguito importanti risultati sul piano della sostenibilità finanziaria. Tuttavia, il venir meno di alcuni elementi qualificanti del progetto originale alla base della riforma del 1995, la cui gradualità si è scontrata con i vincoli stringenti di bilancio, ha acuito i problemi di protezione per i giovani, le donne e i lavoratori più svantaggiati. Anche gli interventi dell’ultima Legge di bilancio, pur adottando misure per ridare un po’ di flessibilità all’età di ritiro, non affrontano il problema sostanziale dei meccanismi ridistributivi idonei a ridurre i rischi di reddito e a proteggere i lavoratori più deboli.

ENGLISH - In the last twenty years, the Italian pension system has undergone continuous reforms that have modified the calculation methods with the transition to a notional defined contribution system, raised the age requirements for retirement, and slowed the indexation of pensions. The main purpose of the reforms was to contain current pension expenditure and make it financially sustainable in the medium-long term. The article is a summary of economic and financial trends in the social security system, retrospectively and in the long-term projections. What emerges confirms that the reforms have achieved important results in terms of financial sustainability. However, the loss of some key points of the original design of the 1995 reform, whose gradual implementation collided with stringent budgetary constraints, made security issues more acute for young people, women and disadvantaged workers. The measures in the last Budget, while taking steps to restore a little «flexibility» in the age of retirement, do not address the fundamental problem of redistributive mechanisms to reduce income risks and protect the low-paid.

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Le pensioni al nodo dell’equità: dalla Riforma Poletti-Renzi alla «Fase 2»
Italian Pensions and the Issue of Equity: From the Poletti-Renzi Reform to «Phase 2»
Matteo Jessoula

La riforma pensionistica licenziata con la Legge di stabilità 2017 contiene numerose misure che segnano una significativa discontinuità rispetto ai provvedimenti anti-crisi adottati nel periodo 2009-11. Ciò non soltanto per il carattere espansivo dell’intervento, che mira in primo luogo a contrastare le più dure conseguenze sociali delle riforme precedenti, ma anche perché la riforma riconosce il principio che, ove giustificate sul piano dell’equità, regole previdenziali diverse possano sussistere per differenti figure professionali e categorie di lavoratori. Fino a che punto, tuttavia, le misure adottate possono ritenersi adeguate, ed efficaci, nell’affrontare le principali criticità del sistema pensionistico italiano, quale emerso da due decenni di riforme prevalentemente sottrattive, e che ne hanno ridisegnato l’architettura in senso multi-pilastro? L’articolo mira dunque a rispondere al quesito valutando i provvedimenti contenuti nella Riforma Poletti-Renzi rispetto a quattro fondamentali dimensioni: sostenibilità economicofinanziaria, inclusività del sistema e avanzamento del processo di riconfigurazione multi-pilastro, adeguatezza delle prestazioni, equità del sistema.

ENGLISH - The pensions reform included in the 2017 financial measures contains several features that substantially differ from the crisis measures adopted in the period 2009-11. Not only does it increase expenditure in order to tackle the most severe social consequences of previous austerity-driven reforms, but it also acknowledges that different pensions rules may be applied to different worker categories and occupational profiles, provided that these differences can be justified as fair. To what extent, however, can these measures be considered adequate and effective in addressing the main weaknesses of the Italian pensions system, as the latter has emerged from two decades of retrenchment reforms that have also deeply re-structured its overall architecture? This article aims to answer this question by assessing the measures included in the Poletti-Renzi reform with regard to four main aspects: economic-financial sustainability, inclusiveness and transitions towards a multi-pillar architecture, adequacy of pensions, and a fair system.

DIBATTITO - Europa: riconciliare economia e welfare
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Integrazione economica e Europa sociale: quale sintesi?
Economic Integration and Social Europe: Which Synthesis?
Giovanni Battista Sgritta

L’articolo discute del tema al centro dell’ultimo libro di Maurizio Ferrera (Rotta di collisione. Euro contro welfare?, 2016) sul rapporto tra il processo d’integrazione economica dell’Ue e i sistemi di welfare nazionali; un rapporto che si dipana lungo quattro ordini di conflitto e rispetto ai quali si avanzano possibili manovre e strumenti correttivi per superarli e riconciliare Europa e welfare. Linee di tensione e vie d’uscita che il contributo ripercorre per poi evidenziare come di fronte all’ampiezza e alla intensità della crisi occorra dar vita a una radicale inversione di rotta, una rivoluzione profonda, da intraprendere con estremo coraggio prima che i risentimenti, i rancori, il rifiuto di accettare i sacrifici imposti dalla recessione da parte di porzioni sempre più vaste di popolazione prendano la strada dell’intolleranza e della reazione disperata.

ENGLISH - The article discusses the topic that is at the heart of Maurizio Ferrara’s latest book (Rotta di collisione. Euro contro welfare?, 2016) on threlation between the process of economic integration in the Eu and the national welfare systems – a relation that involves four kinds of conflict, which can be overcome by various possible manoeuvres and corrective tools so as to reconcile Europe and welfare. These lines of tension and ways out are surveyed in the article, which then brings out how, in the face of the extent and seriousness of the crisis, we need to undertake a radical change of direction, a profound revolution. This will require great courage, and, without it, resentment, rancour, and the rejection of the sacrifices imposed by the recession will lead to reactions of despair and intolerance from ever greater sections of the population.

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La natura del processo di integrazione monetaria e i destini dello stato sociale europeo
The Nature of the Process of Monetary Integration and the Future of the European Social State
Dario Guarascio, Francesco Bogliacino

Il saggio analizza la (perdurante) crisi dell’Eurozona (Ez) mettendo in luce le connessioni tra la crisi stessa e le istituzioni che regolano il funzionamento dell’area. Vengono identificati gli elementi che, sin dalle origini, hanno reso l’Ez incline alla generazione di divergenza, instabilità e crisi. Inoltre, viene proposta un’interpretazione delle politiche di austerità introdotte dopo la crisi del 2008 quale emanazione diretta del costrutto istituzionale sul quale poggia l’Ez. A differenza di quanto asserito in Ferrera (2016), viene identificata un’inconciliabilità tra la struttura dell’Ez e la volontà di preservare dimensioni e qualità dello stato sociale europeo. Infine, vengono delineati quattro punti di frattura che sono posti all’origine dell’attuale processo di disgregazione: conflitto capitalelavoro, conflitto centro-periferia, conflitto tra sovranità nazionale e gestione sovranazionale del potere e crisi egemonica.

ENGLISH - This essay analyses the ongoing Eurozone (Ez) crisis, highlighting the links between it and the Ez’s structure and institutions. We identify a set of elements that have made the Ez prone to divergence, instability and crisis from the start. We also offer an interpretation of austerity policies that shows them emerging as a direct outcome of the Ez’s institutional set-up. Dissenting from the thesis proposed by Ferrera (2016), we identify an incompatibility between the Ez set-up and the conservation of the quality and range of the European welfare state. Finally, we delineate four fault lines identified as the origin of the present «disgregation» process: capital-labour conflict, centre-periphery conflict, conflict between national sovereignty and supranational power management, and hegemonic crisis.