RPS N. 2/2020
Logoramento dei legami sociali, welfare e solidarietà di base
Aprile-Giugno 2020
ISBN: 978-88-230-2299-7
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TEMA: Logoramento dei legami sociali e solidarietà di base
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Penalizzazione delle giovani generazioni e difficile realizzazione dei diritti sociali di cittadinanza. Nota introduttiva
Ugo Ascoli, Giovanni Battista Sgritta

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Logoramento dei legami sociali, sistemi di welfare e solidarietà di base
Deterioration of social bonds, welfare systems and underlying solidarity
Ugo Ascoli, Giovanni Battista Sgritta

Per un complesso di motivi, le relazioni interpersonali possono logorarsi o collassare. Causa frequente è l’aumento delle diseguaglianze. Nelle società disuguali gli individui hanno condizioni di lavoro, redditi, stili di vita, alloggi, gusti e consumi diversi. Anche la mobilità geografica e sociale impoverisce i legami di altruismo e solidarietà non consentendo alle persone di vivere l’una accanto all’altra il tempo necessario perché quelle disposizioni maturino. Così anche le trasformazioni del mondo del lavoro e dell’economia, che agiscono sia sulla «distanza dalle necessità» sia differenziando luoghi, tempi di vita, occasioni d’incontro, pratiche di consumo, opinioni politiche, che contribuiscono ad accrescere le disomogeneità e le «smagliature» del tessuto sociale. Altri due motivi sono causa di rarefazione e logoramento dei legami sociali: il problema delle generazioni e la crisi del mondo giovanile (crescita delle povertà materiali, prolungamento dell’accesso all’indipendenza economica, alle scelte di vita, alla riproduzione) e la crescita delle forme di solitudine e isolamento.

ENGLISH - For a variety of reasons, interpersonal relationships can deteriorate or collapse. A frequent cause is the increase in inequalities. In unequal societies, individuals have different working conditions, incomes, lifestyles, housing, tastes and consumption. Geographical and social mobility also impoverishes the bonds of altruism and solidarity by not allowing people to live side by side as long as is necessary for those conditions to mature. Thus the transformations of the world of work and of the economy, which act both on the «distance from needs» and by differentiating places and times of life, opportunities for meeting, consumer practices, and political opinions, which contribute to increasing the lack of homogeneity and the «stretch marks» in the social fabric. Two other reasons are the cause of rarefaction and attrition of the social bonds: the generation problem and the crisis of the youth world (growth of material poverty later access to economic independence, life choices and reproduction) and the growth of forms of solitude and isolation.

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Costruire i legami sociali attraverso l’attivismo civico. Roma, la città che resiste
Building social bonds through civic activism. Rome, the city that resists
Giovanni Moro, Emma Amiconi, Matilde Crisi

La crisi del dispositivo della cittadinanza, in corso da alcune decadi, è indiscutibilmente connessa all’indebolimento dei legami sociali che si registra da tempo con preoccupazione, e ne costituisce anzi un fattore rilevante. D’altro canto, proprio a seguito di questa crisi sono in corso profondi, per quanto incerti, processi di trasformazione della cittadinanza stessa che hanno luogo in diverse dimensioni e contesti. Una di queste dimensioni è quella urbana, dove è anzitutto la residenza a costituire una base della sua ridefinizione e dove emergono pratiche di cittadinanza non previste, ma che concorrono a costruire o ricostruire legami sociali. Per approfondire la osservazione di queste trasformazioni e la loro connessione con il tema dei legami sociali vengono utilizzati gli articoli che la rubrica del quotidiano «la Repubblica» intitolata «La città che resiste» ha dedicato nel 2019 alle iniziative di reazione all’abbandono della città. L’analisi riguarda sia le iniziative dei cittadini che la loro rappresentazione da parte del quotidiano.

ENGLISH - In recent decades, citizenship has been experiencing a serious crisis, which is linked to the well-known phenomenon of the weakening of social bonds. On the other hand, in relation to this crisis, deep though uncertain transformations, involving various dimensions and contexts, have taken place. One of these dimensions is that of the city, where the principle of residence works as a foundation for new citizenship practices. These practices, though unexpected, contribute to building or re-building social links. To observe these transformations and their connection with the issue of social links in greater depth, this paper uses the articles that appeared in the newspaper La Repubblica in 2019 for the column entitled «La città che resiste» (The city that resists). The column reports various citizens’ initiatives regarding the quality of life at local level. The analysis regards both the citizens’ initiatives reported by the newspaper, and how they were represented as a media object.

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Movimenti di tutela ambientale dal basso: un focus sulla città di Roma
Bottom-up environmental movements: a focus on the Municipality of Rome
Fiorenza Deriu, Rocco Pagliarulo

Negli ultimi anni il tema della tutela ambientale è stato al centro nel dibattito politico nazionale e internazionale. Vi sono oggi regolamentazioni precise per fronteggiare i cambiamenti climatici, in un’ottica di trasformazione dei sistemi di produzione dell’energia, di salvaguardia del territorio e di sensibilizzazione della popolazione. Ed è in questo contesto che si osserva lo sviluppo di movimenti impegnati nella cura e protezione dell’ambiente: a livello locale, si tratta di associazioni e di comitati di quartiere sempre più attivi e sensibili a questa tematica. Un fenomeno interessante, perché si inserisce in un clima sociale e politico del tutto particolare, tra una società sempre più «individualizzata» (Bauman, 2001) e un sistema politico incapace di ridurre la distanza tra cittadini e istituzioni. Di qui l’emergere di un rinnovato senso comunitario, che cerca di opporsi al logoramento dei legami sociali attraverso nuove forme di impegno dei cittadini. Questo articolo si propone descrivere queste nuove forme di partecipazione orientate alla cura e alla protezione dell’ambiente; lo scopo è quello di riflettere sul loro modus operandi, di far emergere la loro capacità di promuovere la coesione sociale, nonché di ridisegnare il rapporto tra istituzioni e cittadini, compensando le carenze dell’intervento pubblico con la creazione di nuovi legami e reti di cooperazione a livello locale.

ENGLISH - In recent years, the environmental protection issue has been increasingly at the core of the national and international debate. The regulatory system has been strengthening over time, to address the challenge of ongoing climate change, transforming the energy production systems, preserving the land, and raising population awareness about this topic. In such a context, it is worth noting an increasing development of some movements focused on environmental care and protection at local level. This phenomenon is particularly interesting because it is embedded in a specific socio-political climate, characterized by both an increasingly individualistic society (Bauman, 2001), and a political system that is unable to build bridges between citizens and institutions. Within this tension, a renewed communitarian feeling is emerging, a new communitas that tries to resist the ever-increasing corrosion of social ties through new forms of citizens’ engagement. This article is aimed at discussing the dynamics of these new forms of bottom-up participation, oriented to the environmental care and protection of the city of Rome. The study focuses on the modus operandi of these new groups of citizens, on their capacity a) to promote and strengthen social cohesion; b) to reshape the relationship between citizens and institutions, filling the gap of public intervention; and, finally, c) to create new bonds and cooperation networks at local level. The research is based on a mixed quali-quantitative methodology.

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Una lettura delle trasformazioni della solidarietà organizzata
A study of the transformations of organized solidarity
Sabina Licursi, Giorgio Marcello

Negli ultimi decenni, la solidarietà organizzata ha contribuito ad ampliare i confini dell’inclusione sociale e della personalizzazione delle azioni di sostegno. Ciò è avvenuto in dialettica con attori come lo Stato e il mercato. Il contributo offre un’analisi delle trasformazioni dell’agire solidale, utilizzando ricerche sul volontariato condotte negli ultimi anni, in alcuni contesti meridionali e in quello nazionale; evidenzia alcune criticità della solidarietà organizzata odierna; si interroga sui rapporti che le organizzazioni hanno tra loro e con gli attori pubblici.

ENGLISH - In recent decades, organized solidarity has contributed to broadening boundaries of social inclusion and to personalizing supportive action. This happened in a dialectic relationship with the State and the Market. This study offers an analysis of the transformations of solidarity, using some field research on the Voluntary sector conducted in recent years in some Southern and National contexts. It also highlights some critical issues of today’s organized solidarity and reflects upon the relationships among voluntary organizations and with public institutions.

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La solidarietà contro l’esclusione. Il caso del «Comitato di quartiere Quarticciolo» a Roma
Solidarity against exclusion. The case of the «Neighborhood Committee Quarticciolo» in Rome
Chiara Davoli, Alessia Pontoriero, Pietro Vicari

L’azione pubblica mostra scarsa attenzione alla questione abitativa; nel nostro paese le politiche per la casa sono insufficienti e gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono pochi rispetto alla domanda. Non di rado le famiglie in condizione di sofferenza socio-economica mettono in atto strategie informali sostitutive. L’occupazione degli alloggi popolari è un esempio. Per comprendere più da vicino questo fenomeno è stato realizzato uno studio di caso all’interno di un quartiere di edilizia residenziale pubblica, collocato nella periferia est di Roma: il Quarticciolo. In questo contesto nasce il «Comitato di quartiere Quarticciolo», un’esperienza di organizzazione di base volte a ricostruire legami sociali e mettere in campo azioni di solidarietà e mutualismo. Lo studio analizza le caratteristiche peculiari del Comitato, il protagonismo del soggetto femminile e delle strutture di base come la Palestra popolare, il tipo di influenza che le spinte dal basso provano ad esercitare sui policy maker.

ENGLISH - Public action has given little attention to the housing issue; in Italy housing policies are inadequate and public housing is low compared to demand. Often families in conditions of socio-economic suffering implement informal substitute strategies. The occupation of public housing is an example. To understand this phenomenon more closely, a case study was carried out in a public residential neighborhood located in the eastern suburbs of Rome: Quarticciolo. In this areathe «Quarticciolo Neighbourhood Committee» was set up, an experience of grass-roots organization aimed at rebuilding social ties and carrying out actions of solidarity and mutualism. The study analyses the peculiar characteristics of the Committee, the protagonism of the female subject and of the basic structures such as the Popular Gym, the type of influence that the input from below tries to exert on the policy makers.

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Giovani italiani: autonomamente dipendenti e debolmente inclusi
Young Italians, autonomously dependent and marginally included
Antonella Meo, Valentina Moiso

L’articolo prende in esame le conseguenze della precarietà lavorativa sulle vite dei giovani in Italia, focalizzando l’attenzione sulle loro condizioni economiche e forme di inclusione sociale. In particolare, è la dimensione economica dell’autonomia a risultare rilevante e ad essere esplorata nei suoi risvolti soggettivi. Dalle interviste discorsive realizzate nelle città di Torino e Catania emergono profili differenti di giovani in relazione ai vissuti della precarietà del lavoro, rispetto ai quali giocano in modi diversi vincoli e risorse legati ai titoli di studio, ai contesti territoriali, soprattutto alle origini sociali. Tuttavia, è diffusa nel campione una concezione di autonomia economica «al ribasso», espressa come possibilità di copertura delle proprie spese quotidiane, in una prospettiva di breve periodo, spesso in assenza di autonomia abitativa e in un contesto di generalizzato ricorso al sostegno dei genitori. A tale concezione è riconducibile anche la percezione di sé da parte degli intervistati come individui inclusi socialmente, per quanto la loro inclusione si riveli piuttosto debole. Gli elementi emersi portano a riflettere sulla ridefinizione in corso del concetto stesso di cittadinanza.

ENGLISH - This article explores the consequences of job insecurity on the life of young people in Italy, focusing on their economic conditions and forms of social inclusion. In particular, it is the economic dimension of autonomy that is relevant and it is investigated in its individual impact. From the interviews conducted in the cities of Turin and Catania, different profiles of young people emerged in relation to their subjective experiences of job insecurity, with respect to their social origin. However, a «downward» concept of economic autonomy is widespread in the sample. This is expressed through a short-term perspective, such as the possibility of covering their daily expenses, often in the absence of housing autonomy and in a context of generalized reliance on parental support. The interviewees’ perception of themselves as socially-included individuals, although their inclusion is rather weak, can also be traced back to this conception of autonomy. The elements that emerged suggest an ongoing redefinition of the concept of citizenship itself.

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Trasmissione delle disuguaglianze e persistenza nella condizione Neet
Transmission of inequalities and persistence in Neet status
Pasquale di Padova, Enrico Nerli Ballati

Nell’ultimo decennio la questione dei giovani Neet (giovani non occupati e non in istruzione e formazione) si è imposta all’attenzione pubblica italiana, vista la portata assunta dal fenomeno nel Paese. Nonostante la letteratura internazionale abbia sottolineato l’importanza dell’origine sociale sul problema, nel nostro Paese questo è stato sovente affrontato nei termini di una questione generazionale. Lo studio qui presentato analizza la relazione fra caratteristiche ascrittive dei ragazzi, durata della permanenza e pattern di entrata nella e uscita dalla condizione Neet, attraverso un approccio longitudinale e nell’ottica delle classi sociali familiari, sfruttando i dati trimestrali della Rilevazione continua sulle forze di lavoro. Attraverso l’esame delle sequenze degli eventi esperiti dai giovani e l’implementazione di modelli logit viene studiata la portata delle disuguaglianze imputabili alla classe di origine in relazione alla permanenza prolungata nella condizione Neet e alla probabilità di uscita. L’impressione che se ne ricava è di una forte stabilità temporale del fenomeno, con le disuguaglianze di classe che dispiegano i propri effetti soprattutto sul lato origine-istruzione del noto triangolo Origin-Education-Destination.

ENGLISH - Over the last decade, the issue of young Neets (Not in Education, Employment or Training) has gained increasing attention in Italy, given the extent of the phenomenon. While international research has highlighted the importance of the social origin of the problem, in our country it has often been faced as a generational matter. Using the quarterly data of the Labour Force Survey from a longitudinal perspective, we analyse the relation between ascriptive characteristics of young people, the patterns of entry into Neet status, the length of time they can be so defined, and their chances of exit. The effect of the class of origin on the duration of Neet status and on the probability of emerging from it is assessed through logit models and an analysis of the sequences of events experienced by young people. The conclusion we draw is that the phenomenon is highly stable over the life course, and that class inequalities are particularly concentrated on the «O-E» side of the well-known «Origin-Education-Destination triangle».

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Rilanciare il legame sociale attraverso pratiche di condivisione abitativa
Relaunching social bonds through shared living
Giuliana Costa, Francesca Bianchi

La domanda abitativa si fa oggi più composita rispetto al passato mentre crescono tipologie di bisogni che chiamano in causa soluzioni e risposte innovative. Tra queste, sono presenti una pluralità di forme di abitare condiviso in cui individui non uniti da legami di parentela abitano sotto lo stesso tetto. In un contesto di crisi delle politiche abitative aumentano coloro che scelgono di vivere insieme ad altri o sono portati a farlo nell’alveo di politiche pubbliche e private che fanno dell’aggregazione residenziale e della condivisione di spazi della vita quotidiana un punto di forza dell’intervento. Nell’articolo si illustrano politiche e pratiche di coabitazione e di co-residenza riferite a diversi gruppi sociali, con attenzione alle esperienze che mostrano maggiori caratteri solidaristici o sono inserite nelle politiche locali di welfare.

ENGLISH - Nowadays housing demand is becoming more composite, different types of needs are growing and calling into question innovative solutions and answers. Among these, there are a plurality of forms of shared living that see the aggregation of individuals who, though not connected by kinship ties, live under the same roof. In the context of a crisis of housing policies, those who choose to live together with others or are led to do so because included in welfare services based on cohabitation, are increasing. The article illustrates policies and practices of shared living related to different social groups, with a focus on experiences that show greater solidarity characteristics or are included in local welfare policies.

ATTUALITÀ: Le politiche e le pratiche antiviolenza in Italia
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Violenza contro le donne: il ruolo del Progetto ViVa nel contesto delle politiche in Italia
Violence against women: the role of the ViVa Project in the context of Italian policies
Angela M. Toffanin, Marta Pietrobelli, Maura Misiti

Le politiche a contrasto della violenza maschile contro le donne richiedono un approccio di genere, capace di riconoscere le radici socioculturali del fenomeno e di comprendere le conseguenze che la violenza comporta, per le donne e per la società. Tale approccio richiede strumenti di intervento e contrasto innovativi e multidimensionali. In Italia, queste politiche hanno avuto uno sviluppo relativamente lento e frastagliato, strettamente legato sia all’attivismo di gruppi femministi e di donne cominciato negli anni settanta, sia agli accordi e alle convenzioni a livello internazionale ed europeo. In quest’ottica, l’articolo si propone di indagare l’evoluzione delle politiche antiviolenza in Italia, con un particolare riferimento al «Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020». È in questo contesto che si colloca il Progetto ViVa - Monitoraggio, valutazione e analisi degli interventi di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne, condotto dall’Irpps-Cnr in accordo con il Dipartimento per le Pari opportunità, che, adottando un approccio di genere, analizza politiche e misure adottate, attraverso attività di ricerca-azione, nonché di monitoraggio e valutazione.

ENGLISH - Policies to tackle male violence against women (VAW) require a gender-based approach, capable of recognising the socio-cultural roots of the phenomenon and understanding the consequences that violence has on women and society. Such an approach requires innovative and multidimensional instruments of intervention. In Italy VAW policies have had a relatively slow and diversified development, closely linked both to the activism of feminist and women’s groups that began in the 1970s, and to agreements and conventions at international and European level. Following this approach, the article aims to investigate the evolution of VAW in Italy, with particular reference to the most recent «National strategic plan on male violence against women 2017-2020». It is precisely in this context that the ViVa Project - Monitoring, evaluation and analysis of interventions to prevent and combat violence against women, conducted by Irpps-Cnr in agreement with the Department for Equal Opportunities, analyses policies and measures adopted, through research-action activities, monitoring and evaluation, and through a gender approach.

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Il monitoraggio degli interventi contro la violenza sulle donne: nodi critici e proposte
Monitoring the policies on violence against women: critical issues and proposals
Francesco Gagliardi., Lorella Molteni

La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica prevede che gli Stati aderenti assicurino con sistematicità e continuità una azione di monitoraggio delle politiche destinate a prevenire e contrastare ogni forma di violenza, al fine di determinare la rispondenza degli interventi alle necessità delle vittime e agli obiettivi per cui tali politiche sono state elaborate. Nel contesto italiano, tale esortazione stenta ad essere tradotta in un sistema unico e strutturato di monitoraggio, determinando l’oggettiva difficoltà a rappresentare in maniera esaustiva gli interventi attuati. Partendo da alcuni nodi critici che caratterizzano l’attuale sistema nazionale di intervento, il contributo delinea sinteticamente la proposta che gli autori nell’ambito del Progetto ViVa hanno elaborato per sostenere il Dipartimento per le Pari opportunità nell’elaborazione di un sistema di monitoraggio centrale degli interventi attuati a valere sul Piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne 2017-2020.

ENGLISH - The Council of Europe Convention on preventing and combating violence against women and domestic violence, better known as the Istanbul Convention, recommends that the States ensure a systematic and continuous monitoring of the policies in the field of preventing and combating violence against women. The aim is to determine the consistency of the interventions with the needs of the victims and with the objectives for which these policies have been developed. Italy still lacks a central policy monitoring system. Therefore, the representation of the actions implemented and the results achieved is still very fragmented. Starting from some critical issues that characterize the current national intervention system, the contribution briefly explains the proposal that the authors, within the ViVa project, have elaborated to support the Department for Equal Opportunities in the development of a central monitoring system for the interventions implemented on the National Strategic Plan on Male Violence Against Women (2017-2020).

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Così vicini, così lontani. I servizi specialistici di supporto alle donne vittime di violenza e i programmi rivolti ai maltrattanti
So close and yet so far away. The specialist support services for women victims of violence and treatment programmes for perpetrators
Pietro Demurtas

La prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne si fonda sull’attività quotidiana di diversi attori che, pur accomunati da un obiettivo comune, impiegano approcci di intervento anche molto differenti. Da un lato i centri antiviolenza e le case rifugio supportano le donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza anche allontanandole, quando necessario, dalla casa condivisa con il partner violento; dall’altro i programmi di trattamento responsabilizzano i maltrattanti rispetto alla violenza agita, promuovendo un cambiamento nei loro comportamenti. Le mappature condotte da Istat e Cnr nel 2018 consentono di fotografare, per la prima volta in Italia, gli attori che popolano il campo dell’antiviolenza, indagandone modalità organizzative e pratiche di intervento. Dopo aver descritto le principali caratteristiche di questi soggetti, il contributo discute i dati preliminari dell’indagine «I centri antiviolenza ai tempi del coronavirus», realizzata dal Cnr nel mese di aprile, in cui si evidenziano gli effetti dell’emergenza sanitaria sull’attività di supporto alle donne vittime di violenza e si descrivono le principali richieste che le operatrici rivolgono ai decisori politici.

ENGLISH - The prevention and combating of violence against women is based on the daily activity of different subjects that, despite sharing a common goal, often adopt different approaches and methods of intervention. On the one hand, the anti-violence centres and shelters support women in their escape from violence, even removing them, when necessary, from the home they share with their violent partner; while, on the other, treatment programmes try to make the perpetrators responsible for the violence they commit, promoting a change in their behaviour. The mappings conducted by Istat and Cnr in 2018 made it possible, for the first time in Italy, to map the different subjects involved in the anti-violence field, investigating their intervention practices. After describing their features, the contribution will describe some preliminary data of the survey «Antiviolence centres at the time of coronavirus» carried out by Cnr in April, highlighting the main changes observed in the activity of anti-violence centres during the Covid-19 emergency and describing the practitioners’ requests to the policymakers.

RUBRICA: Nuove tecnologie e welfare
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Sistemi di decisione algoritmica e disuguaglianze sociali: le evidenze della ricerca, il ruolo della politica
Systems of algorithmic decision and social inequalities: the research evidence and the role of politics
Biagio Aragona

Aziende e pubbliche amministrazioni usano con sempre più frequenza algoritmi per prendere decisioni sulle vite di clienti, cittadini, utenti e pazienti. Numerosi studi hanno dimostrato che i sistemi di decisione automatizzata possono generare, e soprattutto amplificare, le disuguaglianze sociali. Con questo articolo si intende promuovere la consapevolezza dei rischi associati ad un uso acritico degli algoritmi, ma allo stesso tempo, incoraggiare all’impiego informato dei sistemi di decisione automatizzata. L’obiettivo principale è di portare evidenze empiriche riguardo al funzionamento degli algoritmi e delle loro conseguenze sulla società. Successivamente, si individuano delle tecniche di ricerca sociale che possono essere impiegate per effettuare audit di algoritmi. Infine, si focalizzano delle soluzioni politiche per mitigare gli effetti degli algoritmi sulle disuguaglianze: la costituzione di organismi di sorveglianza in raccordo con altre autorità garanti (es. comunicazione e privacy), l’alfabetizzazione della popolazione alla privacy dei dati e al coding, la formazione di figure interdisciplinari altamente specializzate capaci di valutare la qualità degli algoritmi e i loro effetti. La ricerca sociale e l’istituzione di organismi di controllo sono gli strumenti principali per governare l’autorità algoritmica e per evitare che si producano nuove, e sempre più complesse, forme di disuguaglianza sociale.

ENGLISH - Companies and public administrations are increasingly employing algorithms to make decisions about the lives of customers, citizens, users, and patients that affect, for example, the choice of the product to be offered, the granting of a loan, the assignment of a job, the delivery of a certain amount of drug. Several studies have shown that automated decision-making systems can generate and amplify social inequalities. This article aims at promoting awareness of the risks associated with an uncritical use of algorithms, but at the same time, encourages the conscious use of automated decision-making systems. The main objective is to bring empirical evidence regarding the functioning of the algorithms and their consequences for society. Subsequently, social research techniques are identified which can be used to perform algorithm audits. Finally, political solutions are suggested to mitigate the effects of the algorithms on inequalities, such as the establishment of surveillance bodies, a literacy educational programme for the population on data privacy and coding, and the formation of highly specialized interdisciplinary figures capable of assessing the quality of the algorithms and their effects.

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Pratiche partecipative e relazioni solidali nel sostegno a distanza: il «posto della comunicazione»
Participation practices and relations of solidarity in Distance Adoption: the «role of communication»
Veronica Lo Presti, Maria Dentale

Il saggio si inserisce nell’ambito di una ricerca sulla valutazione delle pratiche partecipative e delle attività di engagement dei sostenitori del servizio di sostegno a distanza (Sad) nell’Associazione Famiglie nuove (Afn) onlus. Dalle evidenze empiriche raccolte emerge una dimensione privata di adesione al Sad, che si articola nella diffusione di pratiche simboliche, inedite e per giunta non convenzionali di partecipazione associativa. Sono proprio queste pratiche, anche connesse al profilo etico e morale dei sostenitori – che si dichiarano diffusori di fiducia e promotori diretti della cultura del Sad – che orientano la riflessione sui principali cambiamenti che hanno investito il significato della «prossimità relazionale» fra sostenitore e beneficiario del sostegno. Ponendo l’accento sui valori del dono e della reciprocità, il ruolo assunto dalla comunicazione 2.0 appare centrale per «salvaguardare» la qualità delle relazioni tra i diversi pubblici di Afn, e per estendere la loro portata (dimensionale e valoriale) verso le «comunità educanti» dei paesi terzi coinvolte nei progetti Sad.

ENGLISH - The paper is part of a research project on the evaluation of participation practices and engagement activities of supporters of the distance adoption service (Sad) for children, promoted by the «Associazione famiglie nuove» (Afn) Onlus. The target is to illustrate the main outcomes of the research, thinking on the role playing of communication in the process of promoting principles and values of the Sad of Afn Onlus. The survey, which involved 459 supporters of the Sad, focused on the participation and engagement practices (online and offline) of the supporters of the Sad. The outcomes of the research highlight a private and symbolic dimension of participation in the Sad. These practices symbolize the main changes in the relationship between the supporter and the support recipient. With an emphasis on giving and reciprocity, the role playing by communication 2.0 is central to «safeguarding» the quality of relations between the various Afn audiences, such as the «educational communities» of third countries involved in Sad projects.

APPROFONDIMENTO
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Garantire il lavoro
Guaranteeing Jobs
Riccardo Sanna.

Dopo oltre un decennio dalla Grande crisi del 2008, nonostante le numerose evidenze empiriche e una vasta letteratura economica inedita, la battaglia culturale per riformare il modello di sviluppo, nazionale ed europeo, è ancora aperta, anche se un cambiamento delle politiche economiche e sociali è stato imposto dall’emergenza Covid-19. Nel dibattito politico e accademico ritorna la necessità di porre la piena e buona occupazione come obiettivo dell’economia pubblica ed emergono oltreoceano proposte di «lavoro garantito» come misura per attribuire allo Stato un nuovo ruolo economico, anche come datore di lavoro di ultima istanza, riprogettando gli investimenti e, in generale, il sistema economico-produttivo in funzione dell’ambiente, del contenimento delle disuguaglianze e dei bisogni sociali. Un dibattito interessante anche per il nostro Paese, in totale coerenza con il Piano del Lavoro della Cgil.

ENGLISH - More than a decade after the Great Crisis of 2008, despite the great deal of empirical evidence and a vast unpublished economic literature, the cultural battle to reform the model of development, both Italian and European, is still open, although a change in economic and social policies has been imposed by the Covid-19 emergency. There is once again a need in the political and academic debate to place full, quality employment as the objective of public economic policy and proposals for «guaranteed jobs» are emerging overseas as a measure that can give the State a new economic role, including that of last-resort employer, replanning investments and the economic-productive system in general as a function of the environment and of containing inequalities and social need. This is an interesting debate for Italy too, and is fully coherent with the Cgil’s Labour Plan.