RPS N. 1/2021
Gennaio-Marzo 2021
ISBN: 978-88-230-2355-0
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Descrizione
Anziani: diritti e libertà nella crisi Covid e oltre
  • Ripensare le politiche di assistenza sociosanitaria
  • Il rapporto Stato-Regioni alla prova dell'emergenza
  • La pandemia e il sistema penitenziario, tra salute e sicurezza
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TEMA: Anziani: diritti e libertà nella crisi Covid e oltre. Come le persone hanno diritto di vivere la loro vecchiaia
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Luoghi comuni e pregiudizi strumentali sulla condizione degli anziani
Giovanna Del Giudice, Nerina Dirindin

La pandemia sta mettendo in luce i problemi strutturali dell’assistenza agli anziani, in termini di qualità, efficacia e sicurezza della presa in carico, di disponibilità di professionisti e di qualità del lavoro. Molto resta ancora da fare per promuovere una cultura rispettosa delle persone anziane, per contrastare pregiudizi e luoghi comuni e per offrire supporto nelle comunità in cui vivono.

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Condizioni di vita degli anziani alle soglie della pandemia
Living conditions of the elderly on the onset of the pandemic
Maria Cozzolino, Romina Fraboni, Linda Laura Sabbadini

L’articolo illustra i principali cambiamenti, avvenuti nel corso degli ultimi venti anni, nella condizione degli anziani in Italia. Le dimensioni interessate sono sia di tipo quantitativo sia di carattere qualitativo, includendo i vari ambiti della vita quotidiana. Tassi di natalità costantemente bassi e l’aumento della speranza di vita hanno modificato progressivamente la piramide delle età della popolazione del nostro Paese. Questo processo si accompagna a cambiamenti strutturali importanti che tendono a spostare in avanti la fase a cui si abbina un aumento dei rischi di salute e, più in generale, di fragilità sociale. Ripercorrere la modulazione tra le diverse fasi del ciclo di vita con l’individuazione dei momenti di transizione e dei bisogni ad esso associati è importante per ridefinire obiettivi e riformare le politiche di assistenza. L’analisi qui presentata focalizza su alcune delle variabili che guidano questo percorso: il livello di istruzione – dal quale dipendono stili di vita, salute, rischi di esclusione – e le caratteristiche del modello di welfare e di relazioni sociali che si riflettono in modo diretto sul benessere economico e psico-fisico degli individui e su aspetti ad esso correlati come il livello di autosufficienza e la solitudine.

ENGLISH - This work illustrates the main changes that occurred in the elderly condition over the last twenty years, in Italy. The involved dimen-sions are both quantitative and qualitative, including various areas of daily life. Persistently low birth rates and the increase in life expec-tancy have progressively changed the population age pyramid of our country. This process is accompanied by important structural chang-es that tend to move forward the phase associated with an increase in health and –more generally – in social fragility risks. Reviewing the modulation between different phases of the life cycle, by identi-fying the main transitions and their related needs, is important to re-define objectives and reform social assistance policies. The analysis, here presented, focuses on some of the main variables driving the changes. The level of education – upon which lifestyles, health, risks of exclusion depend – and the characteristics of the welfare model and social relationships that have a direct impact on the economic and psycho-physical well-being of individuals and on its related as-pects, such as the level of autonomy and loneliness.

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Dalla crisi della pandemia ad un nuovo modello di assistenza
From the pandemic crisis to a new care model
Vincenzo Paglia

L’emergenza provocata dal Covid-19 ha fatto venire alla luce contraddizioni già presenti ormai da alcuni decenni nella nostra società, ossia l’incapacità di rispettare il diritto di ogni persona a vivere in maniera degna gli ultimi anni della propria vita, nel proprio habitat, circondata dall’affetto dei propri famigliari e dalla cura dell’intera comunità. Di fronte a tale situazione il ministro Roberto Speranza ha istituito il 28 settembre 2020 una Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana (decreto ministro della Salute 8.9.2020). Il contributo delinea le linee generali che presiedono il senso e il lavoro della Commissione, nata in un momento particolarmente drammatico non solo per il nostro Paese ma per l’intera Europa e l’intero pianeta. L’Italia ha vissuto per prima in Occidente l’esplosione della pandemia. E sono stati proprio i primi mesi del Covid a far emergere la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di assistenza sociosanitaria per la popolazione anziana.

ENGLISH - The emergency caused by Covid-19 highlighted certain contradictions that had already been present in our society for several decades, above all the inability to respect the right of every person to live the last year of their life in a dignified manner, in their own habitat, surrounded by the affection of their families and the care of the entire community. Faced with this situation, on 28 September 2020 Health Minister Roberto Speranza set up a Commission for the reform of health and sociomedical care for the elderly population (Health Ministerial Decree, 8th September 2020). The contribution sets out the general lines that govern the function and work of the Commission, which was created at a particularly dramatic time not only for our country, but also for the whole of Europe and the entire planet. Italy was the first western country to experience the explosion of the pandemic. It was precisely the first months of Covid-19 that revealed the need for a profound rethink of social and health care policies in favor of the elderly population.

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Voci dentro e fuori le strutture residenziali
Voices inside and outside residential facilities
Chiara Rivoiro

Le strutture residenziali per anziani sono un esempio di risposta istituzionalizzata a un bisogno articolato, complesso e determinato da molte componenti: di ordine fisico, psicologico, sociale, biografico, esistenziale. A fronte di questa complessità, il servizio oggi offerto è un luogo che, anche alla luce di quanto accaduto durante l’epidemia da Sars-CoV-2, non può restare immutato: è necessario avviare una profonda riflessione di tutti gli attori coinvolti, al fine di ripensare la cura per le persone fragili, ripartendo in primis dalle preferenze espresse da coloro che vivono la fragilità e dai loro care giver. La letteratura internazionale offre indicazioni interessanti innanzitutto per i decisori: le relazioni costanti con i famigliari sono il fattore citato dagli intervistati come il più importante da salvaguardare nella predisposizione di qualsiasi modalità di long term care. Si tratta di affrontare una sfida culturale che metta in discussione l’istituzionalizzazione delle persone fragili, senza peraltro escludere forme di assistenza residenziale che si rendano necessarie in certe fasi della vita.

ENGLISH - Residential aged care is an example of institutionalized response to a complex need determined by many components: physical, psychological, social, biographical and existential. Faced with this complexity, the service offered today is a place that, considering what happened during the outbreak of SarS CoV2, cannot remain unchanged: it is necessary to start a deep reflection in order to rethink the care for frailest people, starting from the preferences expressed by those who live frailty and their care givers. The international literature offers interesting indications for decision-makers: in many studies conducted in this area, the people interviewed indicate their own home or that of a close family member as the preferred place for long-term care. More intensely, relationships with family members are the factor cited by respondents as the most important to safeguard in setting up any long-term care arrangements. We need to face a cultural challenge that calls into question the institutionalization of frail people, without, however, excluding forms of residential assistance that become necessary at certain stages of life.

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Un giovane sguardo sulla vecchiaia. Nuove proposte per un sostantivo povero, precario e femminile
A young look at old age. New proposals for a poor, precarious and feminine concept
Agnese Baini

Nell’ultimo secolo, la vecchiaia è stata fatta coincidere con la fine del lavoro ovvero con l’inizio della pensione: è vecchio chi smette di essere un elemento produttivo all’interno della società. La vecchiaia è una questione di classe, più di quanto si pensi. Ma il nesso tra vecchiaia e improduttività è molto antico: nel 1400 nascono i primi ospedali per poveri in cui venivano rinchiuse le persone ai margini della società, coloro che non producevano valore: anziani, matti, criminali, malati. È da questi luoghi che nascono, successivamente, le residenze per anziani – istituzioni totali che, nell’ultimo anno, hanno dimostrato il loro essere luoghi di morte e non di cura. In un mondo sempre più povero e precario ha ancora senso legare la vecchiaia alla fine del lavoro? Finiamo per non smettere mai di lavorare e di non avere tempo, per esempio, come ci insegna lo scrittore Italo Svevo, per scrivere. Vedendo che la maggior parte della popolazione anziana è composta da donne, si approfondisce infine il concetto di vecchiaia al femminile e il concetto di lavoro di cura e di assistenza verso le persone anziane, sempre declinato al femminile.

ENGLISH - In the last century, old age has been identified with the end of work or rather the beginning of retirement: someone is old if he/she stops being a productive element in society. Old age is a class issue, more so than you might think. But the link between old age and unproductiveness goes back a long way: in the 15th century the first hospitals for the poor were established, in which people on the margins of society, those who did not produce value, were locked up (the elderly, the insane, the criminals, the sick). It was from these places that the residences for the elderly were later born – total institutions which, in the last year, have proved to be places of death rather than care. In an increasingly poor and precarious world, does it still make sense to link old age to the end of work? We end up never stopping working and having no time, for example, to write, as the writer Italo Svevo argues. Seeing that most of the elderly population is made up of women, the double concept of female old age and of caring and assisting work, which is also feminine, is explored.

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Invecchiare in Italia ai tempi della pandemia. L’occasione di un cambiamento
Ageing in Italy at the time of the pandemic. The opportunity for change
Antonella Pezzullo

Benché la dinamica demografica sia una delle grandi sfide globali del futuro, il nostro Paese, fino ad oggi, ha deciso di non affrontare questo tema sul piano delle decisioni politiche. La pandemia ha mostrato come le risposte offerte dall’Italia ai bisogni di cura dei suoi cittadini più fragili, gli anziani non autosufficienti, siano nel migliore dei casi inadeguate e costose, e, nel peggiore, colpevoli di un vero e proprio abbandono, costringendo finalmente a riflettere criticamente su un modello che mostra tutta la sua inadeguatezza. Non sarà certo, tuttavia, una trasformazione e un adeguamento marginale dei servizi di cura e assistenza a fornire risposte a bisogni di evoluzione e aderenti alle trasformazioni demografiche in atto, perché è non solo auspicabile ma necessario un vero, nuovo modello di welfare. Occorre una narrazione diversa, una «utopia ragionevole», che accolga una diversa concezione dell’invecchiamento e agisca quale potente fattore di mutamento di un Servizio sanitario confezionato su vecchi bisogni, lontani da quelli di una società in profonda trasformazione, che suggerisce di investire su altri e nuovi modelli di salute.

ENGLISH - Despite the evidence that demographic development is one of the great global challenge of the future, our country has so far decided not to address this issue in terms of political decisions. The pandemic has shown how Italy’s responses to the care needs of its most fragile citizens (the non-self-sufficient elderly) are inadequate and costly in the most fortunate cases, or lead to outright abandonment in the worst cases. This finally forces us to reflect critically on an inadequate model. However, it will certainly not be a marginal transformation and adjustment of care and assistance services that will provide answers to evolving needs, in line with the demographic changes taking places, because a truly new welfare model is desirable. Rather, it is necessary. What is needed is a different narrative, a «reasonable utopia», which embraces a diverse conception of ageing and acts as a powerful factor for change, within a Health Service linked to old needs, far from those of a deeply transformer society, suggesting to invest in other and new models of health.

ATTUALITÀ: Il rapporto Stato-regioni alla prova dell’emergenza
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Il Titolo V tra criticità da mancata attuazione e pandemia
Title V between non-implementation bias and the pandemic
Giordana Pallone

L’articolo, partendo da un aggiornamento sullo stato di avanzamento dell’iter di attuazione dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione, per il riconoscimento di maggiore autonomia alle regioni che lo richiedono, analizza gli elementi di criticità dei rapporti tra Stato e regioni, in particolare, prima e durante la pandemia, delineando gli obiettivi da realizzare affinché siano superati. Si pongono in evidenza gli elementi problematici emersi nell’emergenza Covid-19 in merito all’uniforme riconoscimento dei diritti civili e sociali fondamentali, alle disuguaglianze esistenti e ai conflitti di competenza tra Stato e regioni.

ENGLISH - Starting from an update on the progress of the procedure according to art. 116, paragraph 3 of the Constitution, aiming to obtain higher degree of decentralization, the article analyzes the critical elements of the relationship between State and Regions, in particular, before and during the pandemic, outlining the objectives in order to be achieved. The problematic elements that emerged in the Covid-19 emergency are highlighted regarding the uniform recognition of fundamental civil and social rights, existing inequalities and conflicts of jurisdiction between the State and the Regions.

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Il nodo dei rapporti Stato-regioni: da problema a opportunità per l’attuazione della leale collaborazione
The node of State-Region relations: from problem to opportunity for the implementation of loyal cooperation
Claudia Tubertini

I rapporti tra Stato e regioni, da sempre al centro di un vivace dibattito, nel corso dell’emergenza pandemica hanno fatto emergere una serie di difficoltà. Il problema non sembra essere rappresentato dall’assetto costituzionale delle competenze, ma piuttosto dalle modalità con cui le competenze sono state sinora esercitate. Il contributo contiene alcune riflessioni su come l’attuale scenario potrebbe costituire una occasione per affrontare le riforme necessarie a rafforzare il principio della leale collaborazione, verticale e orizzontale, tra i livelli territoriali di cui si compone il nostro sistema.

ENGLISH - The relations between the State and the Regions, which have always been the focus of a lively debate, during the pandemic emergency, have revealed a series of difficulties. The problem does not seem to be the constitutional distribution of competences, but rather the way in which these competences have been exercised up to now. The article contains some reflections on how the current scenario could be an opportunity to address the reforms needed to strengthen the principle of the vertical and horizontal cooperation between the territorial levels of our system.

DIBATTITO: Pandemia e sistema penitenziario. Tra salute e sicurezza (Antigone, Have prisons learnt from Covid-19? How the world has reacted to the pandemic behind bars, Antigone, Roma, 2021)
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Covid-19 e carcere. Senso, opportunità e opportunismi di una pandemia all’interno e intorno al sistema penitenziario
Covid-19 and prison. Sense, opportunities and opportunisms of a pandemic in and around the prison system
Pietro Buffa

Il diffondersi della pandemia virale nella società libera e negli istituti penali italiani ha colto di sorpresa tutti. La politica nazionale ha ritenuto di limitare i propri provvedimenti rispetto alla richiesta, da più parti avanzata, di procedere a interventi deflattivi massicci per migliorare la possibilità di gestire in sicurezza delle persone detenute. Il virus è parso in alcune circostanze assumere le dimensioni di leva argomentativa per sostenere approcci diametralmente opposti. Altri interventi normativi non sono intercorsi e la gestione penitenziaria ha visto riscoprire il potenziale innovativo dell’ordinamento penitenziario. Questo è stato possibile per il cambio di atteggiamento della magistratura e delle direzioni degli istituti penitenziari. Ora si tratta di capire se questo nuovo approccio, determinato dalla contingenza pandemica, non subirà un processo di affievolimento una volta che quest’ultima sarà terminata.

ENGLISH - The spread of the viral pandemic in free society and Italian criminal institutions has taken everyone by surprise. National policy has decided to limit its measures to the demand, which has been made on several sides, for massive deflationary action to improve the ability to safely manage detainees. The virus appeared in some circumstances to take on the dimensions of argumentative leverage to support diametrically opposed approaches. Other regulatory interventions have not taken place and prison management has seen the innovative potential of the prison system rediscovered. This has been possible because of the change of attitude of the judiciary and the directorates of prisons. Now it is a question of whether this new approach, determined by pandemic contingency, will not undergo a process of fading once the latter is finished.

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Tra salute e sicurezza. Cosa resta del carcere dopo la pandemia? Analisi comparata delle politiche penitenziarie nel Global North
Between health and safety. What remains of prison after the pandemic? Comparative analysis of penitentiary policies in the Global North
Michele Miravalle

La pandemia nel sistema penitenziario è stata solo in parte (e forse in minima parte) una questione di salute. Nel discorso pubblico e negli «atti» del decisore politico essa è stata trattata anche e soprattutto come una questione di sicurezza e ordine pubblico, ribadendo, di fatto, la subalternità del diritto alla salute rispetto alle istanze securitarie. La pandemia non ha prodotto nessun cambio di paradigma, ma significativi cambiamenti sul piano micro che possono durare anche nel lungo periodo.

ENGLISH - The pandemic in prison was only partly (and perhaps, minimally) a matter of health. The public discourse and the legislative acts adopted during pandemic declared, in fact, the subordination of the right to health with respect to security issues. As a consequence, the pandemic has not produced any paradigm shift, but significant changes on the micro level that can also last in the long term.

APPROFONDIMENTO
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Dal bisogno al debito. Il microcredito tra esclusione sociale e inclusione finanziaria
From need to debt. Microcredit between social exclusion and financial inclusion
Maria Dodaro

La microfinanza ha acquisito una crescente rilevanza nel campo delle politiche di welfare a partire dall’assunto che esclusione finanziaria ed esclusione sociale si rinforzino reciprocamente. L’articolo riflette su questo nesso attraverso un’analisi dei processi di inclusione-esclusione nel microcredito sociale. La ricerca, basata su uno studio di caso e interviste semi-strutturate condotte con diversi attori di policy, conferma il ruolo delle logiche paternalistiche del microcredito nella separazione tra meritevoli e non meritevoli. Tuttavia, i risultati evidenziano la rilevanza ancora maggiore dei limiti strutturali all’inclusione finanziaria. Da un lato, l’impossibilità di superare tali limiti è insita nello stesso microcredito che, in quanto strumento finanziario, può riprodursi solo a specifiche condizioni. Dall’altro, è soggetta all’agency degli attori che, coerentemente con i loro obiettivi, agiscono per limitare il rischio che il microcredito possa innescare ulteriori processi di esclusione finanziaria e sociale. Lo studio contribuisce così a fare luce sulla necessità di problematizzare la capacità degli strumenti della microfinanza, e di quelli finanziari in generale, di colmare i deficit del welfare e contrastare la povertà e la vulnerabilità sociale.

ENGLISH - Microfinance has gained increasing relevance in welfare policies starting from the assumption that financial exclusion and social exclusion are mutually reinforcing. The article reflects on this nexus by analysing inclusion-exclusion processes in social microcredit. Based on a case study and semi-structured interviews conducted with different policy actors, the research confirms the role of the paternalistic logics of microcredit in separating the deserving from the undeserving. At the same time, the results highlight the even greater relevance of structural limits to financial inclusion. On the one hand, the failure to overcome these limits is inherent to microcredit, which, as a financial instrument, can only reproduce under specific conditions. On the other hand, it is subject to the agency of policy actors who, in line with their objectives, act for limiting the risk that microcredit may trigger financial and social exclusion processes. The study thus contributes to shedding light on the need to problematise the capacity of microfinance and other financial instruments to bridge welfare gaps and tackle poverty and social vulnerability.