Roma al femminile
Storie di donne nella toponomastica romana
Un viaggio attraverso le strade di Roma intitolate alle donne
A cura di:
Pubb. : Dicembre 2017
368 pag
ISBN: 978-88-230-2093-1
Collana: Storia e memoria
Descrizione
Il libro racconta la vita di quaranta donne, cui sono dedicate altrettante strade di Roma. Ogni ritratto è precedutoda una breve descrizione del luogo (strada e quartiere) in cui si trova la targa dedicatoria. Le figure femminili, che si succedono in ordine cronologico, sono state scelte cogliendo la loro rilevanza nella storia italiana dal Settecento fino ai giorni nostri, così da evidenziare le presenze femminili nel percorso che va dai primi fermenti del processo unitario fino agli anni Novanta del XX secolo. Si tratta di donne che hanno operato in molteplici campi di attività. Sono scienziate, cantanti, attrici, imprenditrici, scrittrici, giornaliste, politiche, sindacaliste, tra le quali si trovano donne del Risorgimento e della Resistenza e donne che hanno visto il loro destino segnato dal fatto di essere di religione ebraica. Il libro è suddiviso in tre capitoli: «Dall’Illuminismo all’Unità d’Italia (1718-1870)»; «L’Italia liberale 1870-1920)»; «Il fascismo e la Repubblica (1920-1994)». Ogni capitolo è inquadrato storicamente con un rapido excursus introduttivo dei fatti e del clima politico-culturale del l’epoca.
Rassegna:
Roma, ogni targa una storia: le strade delle donne
da: la Repubblica.it-11 Febbraio 18
11/02/2018
L'eroina risorgimentale Eleonora Pimentel celebrata in Prati, per Merlin che abolà le case chiuse una pista ciclabile, un viottolo a Bucarelli: è il tour di 40 vie da seguire nel libro di Nadia Ciani 'Roma al femminile di PAOLO MAURI 11 febbraio 2018 Ottant'anni dopo il manifesto sulla Razza, il Comune ha deciso di cambiare le tre targhe stradali che ricordavano altrettanti scienziati razzisti (Nicola Pende, Arturo Donaggio, Edoardo Zavattari). Bene, meglio tardiâ?¦ Con le targhe stradali capita, a Roma, di eccedere. Giovanni Borgi, soccorritore di bambini abbandonati sul finire del '700, è ricordato da una piccola via che parte da piazza Cairoli, ma, siccome era soprannominato Tata Giovanni, ecco che una seconda e molto più grande arteria lo immortala dalle parti della Piramide Cestia. O capita, sempre con le targhe, di disorientare. Come mai via Cavour è cosà lontana da piazza Cavour? E piazza Belli da via Belli, mentre correttamente viale Mazzini finisce in piazza Mazzini? Forse non lo sapremo mai. Chi è curioso di toponomastica può ora approfittare di un saggio molto ben documentato di Nadia Ciani (che è una studiosa del movimento operaio e sindacale) pubblicato da Ediesse (euro 18) e che si intitola Roma al femminile. Roma al femminile, 40 strade per 40 storie di donne La Ciani racconta, attraverso altrettanti profili storicamente inquadrati, la vicenda di quaranta protagoniste a cui Roma ha dedicato una strada. Abbiamo nominato piazza Mazzini e allora partiamo da via Eleonora Pimentel, che su quella piazza si innesta. Portoghese, poetessa con interessi per la scienza, cresciuta a Napoli, la Pimentel (de Fonseca Pimentel, per la precisione) fu tra gli animatori della Repubblica napoletana del '99 (tra l'altro dirigeva un giornale, 'Il Monitore) e finà giustiziata quando i Borbone ripresero Napoli vogliosi di vendetta. Più o meno coetanea della Pimentel è Marianna Dionigi (la sua via è nei pressi di piazza Cavour). Nasce nel 1756 e diventerà  l'animatrice di un importante salotto in via del Corso dove sarà  possibile incontrare Percy Shelley con la moglie Mary (l'autrice di Frankenstein) e molti illustri italiani, da Leopardi a Valadier. Venendo a tempi più recenti, ecco, dalle parti di piazzale delle Muse, una via intitolata a Eleonora Duse, la cui fama di grande attrice dura ancora adesso. Luchino Visconti, appena quindicenne, la vide recitare Ibsen alla fine della carriera e ne fu molto colpito. Vicino alla Moschea, per restare alle attrici, c'è la via dedicata ad Anna Magnani (classe 1908) che studiò recitazione proprio in una scuola intitolata alla Duse. Bisogna invece andare a Monte Mario, dalle parti dell'Ospedale Gemelli, per trovare il tratto della pista ciclopedonale dedicato ad Angela Merlin, che fece parte dell'Assemblea Costituente e legò poi il suo nome alla legge che aboliva le cosiddette case chiuse. Ma torniamo nel cuore di Roma, a Villa Borghese, per scovare (è il caso di dirlo) la targa che immortala Palma Bucarelli. È in realtà , scrive la Ciani, 'un viottolo coperto dalle chiome lussureggianti di grandi lecci proprio di fianco alla Galleria d'Arte Moderna di cui la Bucarelli, storica dell'arte, fu a lungo direttrice. Viottolo, ma al posto giusto, verrebbe da concludere, lasciando ai lettori il piacere di proseguire il viaggio tra le molte strade di Roma 'al femminile.
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Roma al femminile: alla scoperta della città  nelle targhe stradali
da: La Stampa-17 Aprile 18
17/04/2018
Se tutte le strade portano a Roma, le loro targhe accompagnano i romani in un viaggio nella storia e nella cronaca di un mondo fatto di nomi e cognomi. Che campeggiano più o meno in bella vista su muri, angoli e incroci della Città  Eterna. Si scrive toponomastica, si legge memoria di vite passate presenti ancor oggi nella vita urbana di tutti i giorni. Nadia Ciani, studiosa della storia del movimento operaio e sindacale, di questa toponomastica capitolina ne ha fatto un'esplorazione inedita e godibilissima. Passeggiando con lo sguardo e la riflessione fra le targhe presenti nelle vie e nelle piazze della Capitale dedicate alle donne, ben quaranta, protagoniste del suo libro 'Roma al femminile edizioni Ediesse. Si tratta di figure scelte per la loro rilevanza nella storia italiana dal Settecento fino ai giorni nostri. Un filo d'Arianna stradale per esplorare la città  Una sorta di filo d'Arianna da seguire per conoscere la città  in una maniera diversa, incuriosirsi e andare al di là  di nomi e cognomi inanimati, fissi sullo stradario di ieri e su Google Map di oggi. «L'idea del libro nasce proprio dall'intreccio tra una curiosità  e un interesse - racconta l'autrice che vive nel cuore di Trastevere-. Ho un'antica curiosità  per l'intitolazione delle strade, tanto da andare spesso alla ricerca del personaggio nascosto dietro il nome. Ho pensato quindi di intrecciare questa curiosità  con l'interesse che ho da molti anni per la storia e in particolare per le biografie delle donne. Leggendo queste vite cronologicamente è anche possibile seguire il percorso che le italiane, e con loro i movimenti femminili, hanno compiuto in 150 anni lungo il processo di emancipazione. Mentre nel periodo risorgimentale e post-risorgimentale emergono donne impegnate nel sociale e nei primi movimenti emancipazionisti e politici (da Laura Mantegazza a Anna Maria Mozzoni a Anna Kuliscioff e Argentina Altobelli), nel Novecento, e specialmente nel secondo dopoguerra, il panorama risulta più vario: a parte Nilde Iotti, la Merlin e Adele Bei, vi sono attrici, scrittrici, giornaliste, imprenditrici. E' questo il frutto della maggiore presenza femminile nel mondo delle professioni ». La Ciani sottolinea anche che «la targa che ricorda Anna Kuliscioff a Villa Pamphilj è sparita e non è stata ancora rimessa a posto mentre è stata ricollocata la targa del percorso ciclopedonale Adele Bei, che era stata spezzata e buttata a terra, con un atto vandalico di chiara marca fascista ». Una mappa della viabilità  al femminile Per una 'mappa della viabilità  romana dell'altra metà  del cielo qualche indicazione di percorso: di targhe al femminile se ne trovano un po' in tutti i quartieri, in centro come in periferia all'interno di gruppi suddivisi per attività : per esempio artisti a San Saba e a Flaminio, uomini del Risorgimento a Mazzini, scrittori e poeti a Talenti, esploratori e inventori a Testaccio, giornalisti a Tor de'Cenci. «A volte però, come a Villa Pamphilj o ad Ottavia, si è deciso di dedicare le strade alle donne genericamente, come se queste fossero una categoria a sé stante e quindi si mischiano scrittrici, politiche, artiste, anche di epoche diverse e molto lontane tra loro. E' come se ci si fosse resi conto di dover compensare in qualche modo la scarsità  di presenze femminili nelle targhe dedicatorie. Roma è in linea con il livello nazionale che risulta essere pari a circa il 4% di tutte le targhe. Più recentemente, è stato il sindaco Marino a inaugurare due percorsi ciclopedonali due, tre anni fa, dedicando i loro diversi tratti a donne della Resistenza e a donne costituenti ».
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