QRS N. 3-4/2020
Il lavoro davanti alla pandemia
luglio-dicembre 2020
ISBN: 9788823023208
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Descrizione
  • Un vero New Deal per l’Italia
  • Voto di classe, populismo, sindacati
  • Partecipazione conflittuale e codeterminazione
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L'ANALISI
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Il socialismo come liberazione della personanella riflessione di Bruno Trentin
Giovanni Mari

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Perché e come un vero New Deal per l’Italia
Laura Pennacchi

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L’«ultimo miglio» per l’attuazionedel Next Generation Plan
Federico Butera, Patrizio Bianchi, Giorgio De Michelis, Paolo Perulli

Di fronte alla devastazione pandemicanon bastano politiche monetarie pur straordi-narie agenti soprattutto sulla liquidità e politiche di spesa pubblica sostanzialmente basate sui trasferimenti monetarie l’incentivazione fiscale. Rischiamo di riprodurre quanto è già accaduto nel decenniodi bassi tassidi interesse successivo all’esplosione della crisi finanziaria e produttiva del 2007/2008, quandol’Italia e il mondo sono stati inondati di denaro a buon mercatosenzache siriuscisse afar ripartire gli inve-stimenti. Bisogna riscoprire autenticamente il New Deal di Roosevelt e la sua straor-dinaria «capacità progettuale».

LA PANDEMIA, IL LAVORO E OLTRE
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La crisi da Covid-19 e l’industria italiana
Francesco Garibaldo

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Il lavoro vulnerabile e la crisi del coronavirus
VULNERABLE EMPLOYMENT AND THE CORONAVIRUS CRISIS
Daniele Di Nunzio, Marcello Pedaci, Fabrizio Pirro

L’articolo presenta un’analisi della vulnerabilità del lavoro e delle sue dinamichedu-rante l’emergenza per la pandemia di Covid-19, al fine di contribuire alla discussione sulle dimensioni che la caratterizzano e i fattori che contribuiscono ad alimentarla o, al contrario, a contrastarla. Tale analisi muove da una definizione multi-dimensionale di vulnerabilità del lavoro e si basa su una ricognizione di studi, materiale documenta-rio e dati secondari di diverse fonti. Essa considera vari ambiti,che,per le loro specifi-cità,sono stati trattati in maniera separata: il settore pubblico, per il quale non èin-tervenuta la chiusura delle attività; i settori privati, che hanno continuato a operare anche con attività «in presenza»; il lavoro da remoto nelle organizzazioni pubbliche e private; il lavoro autonomo. L’articolo evidenzia l’ampliamento dell’universo (ormai assai variegato) dei lavoratori vulnerabili e l’aggravarsi di situazioni già esistenti di vulnerabilità. In tale ambito, si evidenzia il ruolo importante che possono svolgere i si-stemi di protezione sociale e i corpi di rappresentanza degli interessie la loroazione di intermediazione.

ENGLISH - hearticle presents an analysis ofvulnerable work dynamics during Covid-19 pan-demic, withthe aim ofcontributingto the debate on the dimensions of the phenomenonandthe factors whichcan facilitate or, on the contrary, counteract it. The analysis starts from a multi-dimensional definition of vulnerability at work and drawson stud-ies, documentsanddata from different sources. It considers various areas and segments of workwith a separate analysis due to their specific characteristics: public sector, which worked during the coronavirus crisis; private sectorswhichcontinued to operate also with activitiesin the workplace;remote work in public and private organizations;self-employment. The article highlightsthe extensionof vulnerable employment together with the worsening of already existing situations of vulnerability. Against this back-drop, it points out the important roleof social protection systemsandofinterest repre-sentation organisations and their negotiation actions.

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Lo smart working dopo l’emergenza: il ruolo del sindacato e delle relazioni industriali
THE ROLE OF INDUSTRIAL RELATIONSIN REGULATING SMART WORKING AFTER THE EMERGENCY
Maria Concetta Ambra

Il presente contributo ha un duplice obiettivo. In primo luogo esamina le caratteristiche del cosiddetto «smart working»sottolineandonei principali cambiamenti emersi prima e durantela fase di lockdown. In secondo luogo individua alcune questioni irrisolte e ancora controverse sulle quali le organizzazioni sindacali e datoriali possono giocare un ruolo importante nella sua regolamentazione condivisaal termine della fase di emergenza.L’analisi è stata condotta sulla base di alcuni case studiesdi grandi aziende italiane che lo hanno sperimentato prima dell’emergenza, integrati con le prin-cipali evidenze di ricerche più recenti condottedurante e dopo il lockdown. Le conclu-sioni si soffermano sulla nuova visione di «lavoro ubiquo»lanciata da Butera (2020), integrandola con la proposta di dotare sia i lavoratori dipendenti che quelli autonomi di spazi adeguatamente attrezzati per il lavoro a distanza.

ENGLISH - The purpose of this paper is twofold. Firstly, it examines the characteristics of so-called «smart working», highlighting the main changes that emerged beforeandduring the lockdown phase. Secondly, it identifies some unresolved and still controversial is-sues on which trade unions and employers’organisations can play an important role in its shared regulation at the end of the lockdown phase. The analysis wasconducted on the basis of some case studies of large Italian companies that experimented it before the emergency, integrated with the main evidence of more recent research conducted during and after the lockdown. The conclusions dwell on the new vision of«ubiquitous work»launched by Butera (2020), integrating it with the proposal to provide both employees and the self-employed with adequately equipped spaces for remote working.

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Oltre gli effetti collaterali della pandemia.La città riflessiva
BEYOND SIDE EFFECTS OF THE PANDEMIC.THE REFLECTING CITY
Rossana Galdini

Sullo sfondo dei tragiciesiti causati da questo virus a livello globale, l’articolo analiz-za alcuni dei difficiliprocessi in atto ed ipotizza l’inizio di una fase in cui trasformare incertezza, smarrimento paura in opportunità di cambiamento. Una visione pragma-tica ma soprattuttoil tentativo di individuare nuovi spazi di azione e un nuovo ordine di valori. In uno scenario indivenire, emerge l’esigenza di metterein campo azioni di-versificate e strategie a medio e lungo corso per uno sviluppo urbano in cui sostenibilità eresilienza siano i termini chiave delle politiche urbane. Non è dato sapere quando si potrà riprendere lavita di sempre, ma siamo consapevoli della necessità di mettere in discussione alcuni aspetti del passato per contribuire a costruire un futuro migliore.

ENGLISH - against the background of the dramatic outcomes caused by the Covid-19 on a global level, this article analyzes some of the problematic processes underway and hypothesizes the possibility to transform uncertainty, bewilderment, fear into opportunities for change. It highlights a pragmatic vision and above all the attempt to identify new spac-es for action and a new order of values. In actual scenario, the need emerges to imple-ment diversified actions and medium and long-term strategies for urban development, in which sustainability and resilience are the key terms of urban policies. Nobodyknows when it will be possible to resume life as always, but everyone is aware of the need to re-image someaspects of the past to help build a better future.

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Il Big-Bang dell’Italia Repubblicana
THE BIG-BANG OF REPUBLICAN ITALY
Adolfo Pepe

La riflessione sull’autunno caldo,e in generale sul1969 comprensiva della complessa gestazione e del varo dello Statuto dei Lavoratori nella primavera del1970può gio-varsi, oggi, sia delle analisi ad esso coeve di sociologi, economisti, giuristi, sia di alcuni studi più recenti che hanno provato a storicizzare questo periodo. Il riferimento aque-sta nuova e fertile stagione di studi sull’Italia repubblicana–vista e letta dal punto di vista delle trasformazioni del lavoro e delle relazioni sindacali–si rivela particolar-mente utile perché, inserendo all’interno di una prospettiva storica più ampia la vicen-da del 1969 e dell’autunno caldo, pone una domandasull’insieme di fenomeni econo-mico-sociali e politico-istituzionali precipitati nello shock del 1969 e che coinvolgono frontalmenteil sindacato.

ENGLISH - The reflection on the autumn of ’69, and on 1969 in general, including the complex gestation and launch of the Workers’Statute in the spring of 1970, can benefit todayboth from the contemporary analyses of sociologists, economists, jurists, and from some more recent studies that have tried to historicize this period. The reference to thisnew and fertile season of studies on republican Italy–seen and read from the point of view of thetransformations of work and tradeunion relations–is particularly useful be-cause, by inserting the events of 1969 and the hotautumn within a broader historicalperspective, it poses a question about the set of economic-social and political-insti-tutional phenomena precipitated by theshock of 1969 and involving the trade union frontally.

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Cinquant’anni dello Statuto dei diritti dei lavoratori:alla ricerca di ragioni di una sua vitalità
Adolfo Braga, Umberto Romagnoli

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Statuto dei lavoratori eautonomia collettiva:dall’autunno caldo al Covid-19
Paolo Tomassetti, Giuseppe Santoro Passarelli

SAGGI
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Voto di classe, populismo e sindacati:il caso italiano
CLASS VOTING,POPULISM AND TRADE UNIONS:THE ITALIAN CASE
Salvo Leonardi, Mimmo Carrieri

Le analisi sul voto di classe hanno documentato come, dietro i successi mondiali dei partiti populisti, vi sia un crescente sostegnoda parte dei lavoratori comuni, compresi quelli sindacalizzati. Ciò riflette epocalicambiamenti nella domanda e nell’offerta po-litica, con vasti settori del lavoro dipendentefrustrati dagli alti costi pagatiin questi annie dal vuoto politico lasciato dai partiti che ne avevano lungamenterappresentato identità eistanze. In uno scenario del genere, che ruolo giocano i sindacati? Sonoanco-rain grado diinfluenzare il voto dei loro iscritti, generalmente in calo ma su numeri pur sempre ragguardevoli? Quali sono le loro strategie discorsive e organizzative su sfide cruciali e divisive, come l'integrazione europeae l'immigrazione? Come può il loro connaturato spirito di solidarietà, universalismo e internazionalismo fare fronte alle cre-scenti paure, allo sciovinismo e al nazionalismo di una parte significativadella classe la-voratrice? L’articolo affronta questi interrogativi con particolare riguardo al nostro paese, incrociandodati empirici e interpretazioni teoriche, attestando il parziale successo, finqui, dell’azione sindacale. Riteniamo, nelle conclusioni, che per i sindacati permangano spazi rilevanti affinché, attraverso appropriate scelte strategiche, narrazioni e socializzazione politica e culturale con gli iscritti e nei luoghi di lavoro, si possanoarginare e scongiurare inclinazioni xenofobe e nazionalistiche all’interno del mondo del lavoro.

ENGLISH - Voting analyses have documented how, behind worldwide successes of populist parties, lies growing support from manual workers, even those who are unionised. This reflects changes in political supply and demand, with manual workers frustrated by high costs they have paid in past years and disenchanted bythe political vacuum left by tradi-tionallypro-labour parties that had long given voice to their identities and needs. In such a scenario, what role do unions play? Can they still influence the voting of their declining but still more or less substantial membership? What are their narratives and organisational strategies on epochal challenges like immigration and Eu integration? How can their sense of solidarity, universalism and labour internationalism cope with the growing fears, chauvinism and nationalism of a significant proportion of the working class? This article examines these questions from the perspective of Italy, using empirical data and qualitative insights on the partial success of union action. We conclude that there remains substantial potential for unions–through appropriate strategic choices, discursive strategies and political/cultural socialisation with their membersand at work-places–to stem xenophobicand nationalistic inclinations in the world of work.

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Tra partecipazione conflittualee codeterminazione: socialisti,comunisti e democrazia industriale nei lunghi anni Settanta
BETWEEN CONFLICTUAL PARTICIPATION AND CO-DETERMINATION:SOCIALISTS,COMMUNISTS AND INDUSTRIAL DEMOCRACY INTHE LONG 1970S
Mattia Gambilonghi

Nel cuore degli anni Settanta, il duello a sinistra tra comunisti e socialisti non riguardò solamente le possibili direttrici di una riforma istituzionale e dello Stato, o l’approccio gramsciano e togliattiano al socialismo giudicato dai socialisti irreversibilmente compromesso dalla strutturale disattenzione neiconfronti del pluralismo e dalla doppiezza, ritenuta strumentale, nei confronti del metodo democratico. Il confronto teo-rico-politico tra i due partiti storici della sinistra italiana riguardò anche l’atteggia-mento nei confronti del movimento consiliare sorto sulla scia del 1969 e delle concrete forme attraverso cui strutturare e rendere stabile l’obiettivo della democrazia industriale nel contesto italiano. Il contributo mira a ricostruire i termini di questo dibattito, passandoin rassegna i diversi modelli di democrazia industriale avanzati da Pci e Psi, e mettendoli in relazione con la rispettiva cultura politica, colta nella sua evoluzione.

ENGLISH - n the heart of the 1970s, the duel on the left between the Communists and Socialists did not only concern the possible directions of an institutional reform and of the State, or the Gramscian and Togliattian approach to socialism –judgedby the Socialists as irreversibly compromised by the structural inattention to pluralism and by the duplici-ty, considered instrumental, towards the democratic method. Thetheoretical-political confrontation between the two historical parties of the Italian left also concerned the at-titude towards the councilmovementthat arose in the wake of 1969 and the concrete forms through which to structure and stabilise the objective of industrial democracy in the Italian context. The contribution aims at reconstructing the terms of this debate, reviewing the different models of industrial democracy advanced by Pci and Psi, and relating them to their re-spective political culture, asit evolved.

RECENSIONE - Organizzazione e società,di Federico Butera, Marsilio 2020
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La cultura della partecipazione: considerazionia partire dal punto di vista di Federico Butera
Giovanni Mari