QRS N. 2/2013
Contrattazione e produttività
Aprile-Giugno 2013
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Descrizione
  • Patti sociali in Irlanda
  • Lezioni americane
  • Il delegato sindacale come termometro sociale
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ARGOMENTO
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Un patto faustiano con il neoliberismo? Ascesa e caduta dei patti sociali nella Repubblica d’Irlanda
Roland Erne, Vincenzo Maccarrone

Fino a poco tempo fa quasi tutti i sindacati irlandesi hanno accettato la massima del «corporativismo competitivo»: accontentarsi di una fetta minore della torta per ricevere una torta più grande. Tuttavia, quando la bolla della «tigre celtica» è scoppiata e la social partnership è collassata, è divenuto evidente come gli anni della social partnership e di una crescita economica rivelatasi insostenibile avessero creato un movimento sindacale privo della sua capacità di agire in maniera indipendente. Il modello della «tigre celtica» può essere perciò compreso in maniera migliore se inserito nel contesto di un’applicazione pragmatica ed efficace dell’agenda neoliberale, nonostante l’inclusione dei patti sociali al suo interno sembri contraddire la teoria neoliberista.

ENGLISH - Until very recently, most Irish trade unions resigned themselves to the «competitive corporatist» maxim of: let’s accept a smaller share of the cake in order to get a bigger cake. However, when the Celtic Tiger bubble burst and social partnership collapsed, it became clear that years of social partnership and speculative economic growth generated a union movement that lost a lot of its capacity to act independently. The Celtic Tiger model is therefore best understood in terms of a pragmatic and effective adaptation of the neoliberal agenda, even if the inclusion of social pacts seems to be contradicting neoliberal theory.

TEMA - Contrattazione e produttività
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Presentazione. Cambiare la posta in gioco per rilanciare la contrattazione
Mimmo. Carrieri

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Contrattazione, dinamica salariale e produttività: ripensare obiettivi e metodi
Davide Antonioli, Paolo Pini.

Produttività e salari stagnanti, domanda effettiva in contrazione, crescita ormai un miraggio, contrattazione in declino. Come riprendere un percorso virtuoso, anche ripensando obiettivi e metodi della contrattazione collettiva. La proposta di produttività programmata e contrattata può essere una ricetta? Condizione essenziale è la ripresa delle politiche keynesiane dal lato della domanda, con un forte ruolo pubblico.

ENGLISH - Productivity and wages are stagnant, effective demand is in contraction, growth appears now as an illusion and we have also decline in bargaining. How to restore a «virtuos» path also re-thinking objectives and methods of collective bargaining. Can the proposal of a planned and bargained productivity be a solution? The essential condition is the revival of Keynesian policies on the demand side, with a strong public role.

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Quali politiche per il rilancio della produttività
Marcello_Messori

La tesi iniziale dello scritto è che la deludente dinamica nella produttività del lavoro, che caratterizza l’economia italiana dalla metà degli anni novanta, sia dovuta all’insufficiente realizzazione di innovazioni organizzative da parte delle nostre imprese nella manifattura e nei servizi. Pertanto, per recuperare i conseguenti divari di competitività, risulta necessario spingere le imprese di medio-piccola e piccola dimensione verso il cambiamento. Lo strumento scelto, che si basa sull’articolazione fra contrattazione nazionale e aziendale, è quello della cosiddetta «produttività programmata».

ENGLISH - The starting point of the paper is that the disappointing trends in labor productivity, which characterize the Italian economy since mid-Nineties, is due to the lack of organizational innovations realized by Italian firms in the manufacture and services. Thus, to fill the consequent gaps of competitiveness, it is necessary to make it convenient for medium- and small-size Italian firms to introduce organizational changes. The tool selected, which is based on a new combination between the different levels of collective agreements, is the so-called «programmed productivity».

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Un assetto della contrattazione equilibrato e dinamico
Elena Lattuada

Competere sui costi, precarizzando il lavoro e puntando esclusivamente al pareggio di bilancio, o rilanciare la crescita, sostenendo la domanda interna, l’occupazione e i redditi da lavoro? Solo questa seconda opzione ha un futuro, corredata da una politica industriale, come quella indicata nel nuovo Piano del Lavoro della Cgil, e da una riforma del sistema contrattuale più inclusivo, capace di estendere e riqualificare il secondo livello, entro regole democratiche certe, per ridare voce ai lavoratori.

ENGLISH - Compete on costs, rendering precarious work and focusing exclusively to a balanced budget, or instead boost growth by supporting domestic demand, employment and labor income? Only second option has a future, accompanied by an industrial policy, as indicated in the new Plan of the Work of the Cgil, and a reform of the bargaining system, more inclusive, able to extend and redevelop the second level, within certain democratic rules, to finally give voice to workers.

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Come ridisegnare le relazioni tra le parti
Pierangelo Albini, Giulio De Caprariis

L’articolo esamina condizioni e problemi dell'ipotesi di legare la contrattazione salariale agli andamenti programmati a livello nazionale della produttività e argomenta le ragioni per le quali la produttività dovrebbe invece essere contrattata a livello aziendale. Nella seconda parte si espongono gli aspetti essenziali che, dal punto di vista delle imprese, caratterizzano il modello contrattuale definito dalle parti sociali negli ultimi anni.

ENGLISH - We examine the conditions and problems of the hypothesis of linking wage bargaining to planned national productivity and argues the reasons why productivity should instead be contracted at the corporate level. In the second part we set out the essential aspects that, from the point of view of businesses, characterize the contractual model defined by the social partners in recent years.

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A proposito di produttività e contrattazione. La presunta oggettività della misurazione della produttività
Antonio Foccillo

Il saggio prende in esame il tema della produttività, analizzandolo nei suoi vari e complessi risvolti, quantitativi e qualitativi; di misurazione statistica e di concettualizzazione teorica. In una prospettiva comparativa si approfondisce il caso italiano, rilevandone le criticità e i problemi, sia strutturali sia contingenti. Si sottolinea l’importanza del sistema delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva per favorire una crescita e un miglioramento della produttività. Infine vengono ripercorse le tappe che, nel corso dell’ultimo periodo, hanno registrato l’impegno dei governi e delle parti sociali per trovare rimedi alle scarse performance del nostro sistema produttivo. Con un’attenzione particolare agli ultimi accordi siglati dalle parti sociali.

ENGLISH - The essay examines the issue of productivity, analyzing it in its various and complex aspects, quantitative and qualitative, of statistical measurement and in terms of theoretical conceptualization. In a comparative perspective, it deepens the Italian case, pointing out the critical issues and problems, both structural and contingent. The importance of the system of industrial relations and collective bargaining as a key tool to boost its improvement and growth. Finally, the Author retraces the steps that, during the last period, showed the commitment of both governments and the social partners to find remedies to the poor performance of our production system. Particular attention to the recent peak level agreements on productivity between the social partners.

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Contrattazione e patto sociale. Un richiamo ai fondamenti
Sebastiano Fadda

Dopo alcune chiarificazioni sul concetto di produttività, l’articolo sottolinea la necessità di operare una chiara distinzione tra i fattori determinanti della dinamica della produttività interni all’impresa e quelli esterni all’impresa. Una seconda necessaria distinzione è quella tra conseguenze e cause della crescita di produttività. La contrattazione collettiva dovrebbe riguardare tutti questi elementi, ma per essere più efficace dovrebbe essere inquadrata nell’ambito di un più comprensivo patto sociale che includa il governo. Infine, viene raccomandata l’adozione di un tasso programmato di crescita della produttività per evitare che il legame tra salari e produttività diventi un disincentivo per le imprese a investire in innovazione.

ENGLISH - After some clarifications about the concept of productivity, the paper stresses the need to draw a sharp distinction between factors influencing the productivity dynamics which are under the control (and the decisions) of the firm and factors which are external to the firm. A second necessary distinction is between consequences and causes of productivity growth. Collective bargaining should concern both, but should be framed within a wider social pact including the Government. Finally, the paper states that the link between wage and productivity dynamics (to be bargained at a decentralized level) might turn out to work against productivity growth unless a planned target rate of increase in productivity, rather than the effective one, be taken as parameter.

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Le ragioni strutturali che giustificano la contrattazione nazionale
Paolo Leon

Semplificando, la contrattazione nazionale è parte della politica macroeconomica: serve a evitare che il naturale egoismo delle imprese, volto a massimizzare il profitto, e dei lavoratori, volti a massimizzare il salario, distrugga l’economia, l’occupazione, lo standard di vita. La contrattazione decentrata è invece politica microeconomica, perché anche applicata a un gran numero di imprese e di territori non implica nulla per l’economia nel suo complesso. Il declino della prima non serve a fare della seconda un successo, anche perché, in tempi di crisi, il prodotto per addetto, se cresce ora qui ora lì nella geografia imprenditoriale, in media non cresce: perciò non cresceranno nemmeno i salari. Il terreno è quello giusto per l’intervento dello Stato, ma ciò può avvenire solo se si riesce a battere il mercantilismo dei paesi nordici dell’Eurozona.

ENGLISH - National labor relations are linked to the economy as a whole: the contracting parties face macroeconomic variables, such as growth, income distribution and competitiveness. Enterprise based contracting, instead, is a microeconomic exercise: even if multiplied by an infinite number of enterprise, productivity contracting does not mean anything for the economy as a whole. The latter, therefore, is no substitute for the former. In circumstances as the present ones, with a severe crisis still producing a further decline in GDP, productivity is null or negative. The situation, therefore, should encourage the government to start new growth policies with a view to increase employment, and as a result, wages and salaries, and internal demand. The obstacle is the northern Eurozone countries and their mercantilism: Europe suffers the «beggar thy neighbor» policy.

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Piani, non solo premi
Anna Maria Ponzellini.

Per oltre vent’anni la contrattazione aziendale della produttività si è concentrata sulla retribuzione. La crisi, lo stallo della produttività e la competizione globale indicano alle relazioni industriali che la strada da percorrere è quella della contrattazione dell’innovazione organizzativa finalizzata agli incrementi di performance, e che i premi aziendali e gli incentivi pubblici alla contrattazione vanno indirizzati a questo obiettivo. Pratiche efficaci di innovazione nei luoghi di lavoro – la formazione, la flessibilità e la de-standardizzazione degli orari, il lavoro in team, il coinvolgimento dei lavoratori – possono aumentare enormemente sia la performance e la competitività aziendali sia la qualità del lavoro. È però necessario che le relazioni industriali a livello d’impresa riconquistino fiducia, recuperino competenza e si aprano alla partecipazione sindacale.

ENGLISH - For over twenty years, collective bargaining at company level has focused on pay. Economic crisis, stalled productivity and global competition suggest the best road ahead for labour relations is to concentrate on performance-oriented innovations in work organisation. Reward systems and government tax incentives should be addressed to the same goal. High performance practices set at workplace – training, non-standard and flexible hours, lean organisation & team working, employee involvement – can result in a significant raise of productivity and business competitiveness, together with the quality of working life. Yet, company level industrial relations must regain trust, recover skills and open to trade-union participation.

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Per un Patto di produttività e crescita in termini di produttività programmata?
Nicola Acocella

Vari suggerimenti sono stati espressi negli ultimi anni per un Patto di produttività programmata articolato su due livelli, nazionale e aziendale. In questo lavoro si sostiene che la dinamica della produttività va contrattata a livello decentrato. Il carattere incentivante della proposta non è superiore a quello di altri sistemi già sperimentati con esito negativo. La mancata indicazione degli strumenti che ogni parte stipulante dovrebbe porre in atto può tradursi in un pericoloso loro atteggiamento parassitario o indurre le imprese a esasperare i ritmi della produzione, attuare un demansionamento delle qualifiche, allungare l’orario di lavoro o adottare strumenti comunque peggiorativi delle condizioni di lavoro.

ENGLISH - Various studies have suggested in recent years that a social pact for productivity planning should be adopted, at a national and firm level. This paper argues that productivity dynamics should be planned at a decentralized level. Incentives stemming from the proposal are not higher than those from other systems of wage bargaining already experienced with negative results. Failure to indicate instruments to be enacted by each participant to the pact can result in free riding or induce firms to increase the rate of production, to cancel specific assignments, to prolongue working time or otherwise worsen working conditions.

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Basta nuove regole centrali, agiamo a livello locale
Piergiorgio Caprioli

L’articolo parte dalla presa d’atto che la fase di crescita dell’economia che abbiamo conosciuto per cinquant’ anni è finita. Suggerisce poi una tesi insolita, cioè che il calo di produttività sia un effetto e non la causa della crisi. Propone quindi di concentrare l’azione sindacale sulla redistribuzione del lavoro (riduzione e flessibilizzazione dell’orario) e del reddito (detassazione dei salari e introduzione di una patrimoniale). Si dice infine favorevole a insistere sull’adeguamento organizzativo delle aziende e contrario a nuovi accordi centralizzati.

ENGLISH - The article begins with an acknowledgment that the phase of growth of the economy that we have known for 50 years is over. It also proposes a thesis that is quite unusual. According to the A., in fact, the decline in productivity is an effect, and not the cause, of the current crisis for Italian economy. The A. proposes to concentrate the trade unions efforts on the jobs redistribution (working time reduction and flexibility) and income (wages de-taxation and a tax on big assets). He’s also favorable to enhance organizational adaptation at companies level, while is contrary to new centralized social partners agreements.

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Produttività del lavoro e contrattazione collettiva
Rocco Palombella

L’Italia è entrata in un circolo vizioso, che può essere spezzato solo attraverso un rilancio degli investimenti e della produttività nei settori strategici, a iniziare dal manifatturiero. Se da una parte dobbiamo chiedere la costruzione di un’Europa politica, dall’altra dobbiamo risolvere i nostri problemi di competitività. Occorre incrementare la competitività di quei comparti che sono maggiormente esposti alla concorrenza internazionale. La contrattazione collettiva può essere chiamata a svolgere un ruolo attivo di sostegno e di accompagnamento. Urge dirimere le questioni relative al sistema contrattuale e alla rappresentanza sindacale, premesse necessarie di qualsiasi opera riformatrice di ampio respiro.

ENGLISH - Italy has entered a vicious circle that can only be broken through a revival of investment and productivity in strategic sectors, starting with the manufacturing. While we must ask the construction of a political Europe, on the other hand we have to solve our own problems of competitiveness. In particular, we must increase the competitiveness of those sectors which are more exposed to international competition. The collective bargaining may be called upon to play an active role to support such an effort. Urge to solve the problems of collective bargaining system and union representation, necessary preconditions of any further work of broad reform.

CONFRONTO - «I sindacati. Tra le conquiste del passato e il futuro da costruire» di Mimmo Carrieri [il Mulino, 2012]
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I «nuovi» dilemmi del sindacato
Francesco Sinopoli

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No ai fraintendimenti riguardo alla battaglia in difesa dell’art. 18
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Si discute sul testo "I Sindacati" di Mimmo Carrieri edito da Il Mulino

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Postilla. Per continuare a discutere
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Lezioni americane. Riattivare il territorio per costruire il sindacato
Alessandro Coppola.

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Il delegato sindacale come «termometro» sociale del cambiamento
Davide Dazzi

L’indagine sulla rappresentanza a Parma pone al centro dell’analisi la percezione del delegato sindacale. L’indagine è costruita su un campione composto da oltre 300 delegati. Si propone di analizzare non solo la composizione socio-anagrafica dei rappresentanti dei lavoratori, ma anche quale dimensione motivazionale prevale nella scelta sindacale, quale sia la relazione tra rappresentanza politica e rappresentanza sociale, come sia percepita l’immigrazione e la qualità delle relazioni che il singolo delegato instaura con la direzione aziendale, i lavoratori e l’organizzazione sindacale.

ENGLISH - The survey on representation conducted in Parma is focused on the perception of workers’ representatives. The survey is based on sample made up of 300 workers’ delegates. It aims at analyzing not only who workers’ representatives are but also which motivational dimension prevails, what kind of correlation exists between political and social representation, how immigration is perceived and the quality of relations that each delegate establishes with management, workers and union organization.