QRS N. 1/2014
Rappresentare i lavoratori non standard
Gennaio-Marzo 2014
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Descrizione
  • Sindacati e lavoro precario in Italia e Spagna
  • Le 150 ore
  • Esperienze di democrazia industriale
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TEMA - Rappresentare i lavoratori non standard
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Presentazione. La varietà delle esperienze e i loro possibili impatti
Enrico Pugliese.

I saggi qui raccolti sono contributi di ricercatori delle diverse istituzioni di ricerca che hanno lavorato nell’ambito del progetto Prin Nuovi soggetti del lavoro e forme della rappresentanza. Si tratta di due tematiche strettamente intrecciate che, tuttavia, spesso vengono affrontate in maniera autonoma anche in filoni di ricerca molti approfonditi. La prima concerne il mercato del lavoro e la struttura occupazionale, la seconda rientra nel campo delle relazioni sindacali.

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Varietà delle forme di rappresentanza di cittadini e lavoratori: verso un’analisi internazionale e comparata
Bianca Beccalli, Guglielmo Meardi, Marco Bacio

Lo scopo di questo paper è analizzare i recenti cambiamenti nelle forme di rappresentanza di lavoratori e cittadini in una prospettiva storica e comparativa. Il tema dell’esclusione dalla rappresentanza è stato a lungo dibattuto tra gli scienziati sociali sia in riferimento ai diritti dei cittadini sia rispetto alla copertura sindacale insiders-outsiders. La questione è divenuta più importante negli anni recenti di crisi economica. Nel corso del tempo, in particolare dalla fine del XX secolo, le forme di rappresentanza dei lavoratori sono andate mutando e l’intreccio tra di esse è diventato più complesso. È emersa dunque una varietà di forme di rappresentanza che ricorda quelle che hanno avuto luogo nel XIX secolo, piuttosto che quelle istituzionalizzatesi nel XX. Se ciò è vero, può essere utile «guardare indietro per vedere (meglio) avanti». Questo articolo aspira a contribuire alla creazione di un nuovo filone di studi, che può essere battezzato «varieties of representation», con un riferimento esplicito alla nota letteratura sulle «varieties of capitalism»

ENGLISH - The purpose of this paper is to analyse the recent changes in the forms of representation of workers and citizens in a historical and comparative perspective. The issue of exclusion from representation has been important for a long time among social scientists both with reference to citizen’s rights and to trade union coverage of insiders and outsiders. This issue became more important in the recent years of economic crisis. In the course of time and especially since the end of the XXth century the forms of representation of workers have been changing and the mixing of the issues of workers and citizens representation has become more complex. A variety of representation’s forms has emerged which recalls those of the XIXth century rather than the established form of representation of the XXth. If this is true, it can be useful to «look back to see (better) forward». This article aims at contributing to new stream of literature which can be christened «varieties of representation» with an explicit reference to the well know literature on the «varieties of capitalism».

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Quali strategie per la rappresentanza del lavoro non standard?
Fabrizio Pirro

Il testo propone una tipologia delle strategie di rappresentanza dei lavoratori non standard. Per fare ciò si sofferma su cosa vada inteso per rappresentanza e lavoro non standard. Nella tipologia vengono infine collocati i risultati di un’indagine nazionale sul tema.

ENGLISH - The text proposes a typology of representation strategies of non-standard workers. Definitions of representation and non-standard work are proposed. In the typology are placed the results of a national research project on the subject.

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Precarietà lavorativa e rappresentanza nella sanità. Il caso del Lazio
Francesco Gagliardi., Marco Accorinti

I tagli di spesa pubblica in alcune Regioni come il Lazio, dove negli anni più elevati sono stati i disavanzi accumulati nella sanità, si traducono in effetti relativamente più rilevanti sulla tenuta delle opportunità occupazionali che, in particolare nelle strutture sanitarie private, stanno comportando la diminuzione degli organici e la gestione di lavoratori in esubero. L’articolo, partendo da un’indagine di campo condotta nel 2012 con riferimento al Lazio, analizza gli effetti sulla tutela lavorativa degli operatori sanitari (medici, infermieri e personale ausiliario) delle politiche di contenimento dei costi, e se e come questi cambiamenti di status occupazionale stiano incidendo sulle forme di rappresentanza dei lavoratori di questo settore. In base all’analisi condotta sembrerebbe emergere per tutte e tre le categorie professionali coinvolte (ovvero medici, infermieri e ausiliari) una condizione diffusa di sfiducia nella capacità delle organizzazioni sindacali tradizionali di farsi carico dei loro bisogni occupazionali, preferendo affidarsi a modelli diversi che vanno a forme di autotutela individuale (soprattutto i medici), di rappresentanza collettiva di base (gli ausiliari) o di categoria professionale (gli infermieri)

ENGLISH - Cuts in public spending in some Italian regions, such as Lazio, where the accumulated deficits in health care were the highest, translate significant effects on employment opportunities. Particularly in the private health care is being achieved the reduction in staff and management of temporary workers. The article, based on a field survey conducted in 2012 in Rome, analyzes the effects of cost-containment policies on employment protection of health workers (doctors, nurses and support staff). In addition, the article reflects on the way in which changes in employment status affect the forms of representation of workers in the health sector. According to analysis, it would appear a widespread condition of no-confidence in the ability of traditional trade unions to take charge of needs of doctors, nurses and support staff. The workers interviewed prefer to rely on different forms: individual self-defense (especially for doctors), collective, basic, representation (for support staff) or professional representation (for nurses).

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La disoccupazione in cerca di rappresentanza: i disoccupati organizzati di Napoli
Stefano Boffo, Enrica Morlicchio, Augusto Cocorullo

Il paper analizza alcune delle strategie di mobilitazione sociale e politica implementate dai disoccupati e dai lavoratori non standard di Napoli. Il movimento di protesta più importante, unico in Italia nel suo genere, sorto per opera di gruppi di soggetti appartenenti alle classi subalterne del napoletano, è il «movimento dei disoccupati organizzati», un’organizzazione di base fondata a metà degli anni settanta nel centro storico di Napoli, caratterizzato da un’accentuata dinamica della sua composizione sociale. I protagonisti di questo movimento sono prevalentemente lavoratori precari e donne impiegate in forme di lavoro non qualificato e non protetto. Le considerazioni proposte si basano in larga misura su incontri e interviste con gli attori locali coinvolti. Si cerca di spiegare per quale motivo, a Napoli, a eccezione del movimento dei disoccupati organizzati, non si siano verificate proteste sociali radicali. L’analisi si propone di evidenziare se e come la necessità di rappresentanza propria di questa tipologia di lavoratori sia soddisfatta, e quali relazioni abbiano con attori sindacali, politici e istituzionali. Il movimento esprime una lotta per il riconoscimento (Honneth, 1992) e può essere considerato un concreto esempio della «capacità di aspirare» (Appadurai, 2004).

ENGLISH - The paper analyzes some of the social and political mobilization strategies implemented by unemployed and not-standard workers in Naples. The most important protest movements that erupted among lower-class groups in Naples, and also the only one in Italy of this type, was the «movimento disoccupati organizzati (organized unemployed movement)». This is a grassroots organization founded in the seventies in the historical centre of Naples, active in asking for jobs and characterized by a relative high dynamics in its social composition. The actors of this movement are mostly urban unemployed, precarious workers and women employed in unskilled and unprotected work. The research on which the paper is based is rooted on documental analysis and on meeting and interviews with the local actors involved. The aim is to explore whether and how the need of representation of this part of the workers is met and which relations are established with other actors (unions, political parties, institutions). The movement shows a prolonged struggle for recognition (Honneth, 1992) and can be considered as an actual example of capacity to aspire (Appadurai, 2004).

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La rappresentanza dei lavoratori non standard: il caso delle attività esternalizzate dagli enti locali a Napoli
Valentina Joffre, Giustina Orientale Caputo, Francesco Pirone ., Enrico Rebeggiani

L’occupazione nella pubblica amministrazione è stata per decenni considerata paradigma del lavoro stabile e garantito, oltre che altamente sindacalizzato. Con le politi-che di contenimento della spesa pubblica e l’affermarsi di nuovi modelli organizzativi anche in questo settore si sono diffuse le nuove forme di occupazione non standard e il ricorso alle esternalizzazioni. L’articolo riferisce i risultati di una ricerca su quest’a-rea, con riferimento agli enti locali di Napoli. In essa si illustrano i principali caratteri e il significato dell’occupazione collegata alla pubblica amministrazione napoletana e il ruolo della diffusione del lavoro non standard nel contesto più generale di un «mercato del lavoro atipico». Sono stati poi analizzati approcci e strategie di azione tanto dei principali attori sindacali locali quanto dei lavoratori sul tema dell’organizzazione, della rappresentanza e della mobilitazione dei lavoratori non standard nella pubblica amministrazione e nelle attività esternalizzate. In conclusione, sono proposte alcune osservazioni sui risultati dell’indagine di campo e sulle implicazioni che ne derivano per il rapporto tra lavoro precario, pubblica amministrazione e rappresentanza sindacale.

ENGLISH - Employment in the public sector has for decades been considered the paradigm of stable, guaranteed and highly unionized employment. Recent constraint in public spending and organizational changes determined even in this sector a wide spread adoption of outsourcing and non-standard forms of employment. The article reports the results of a search in this area with reference to Neapolitan local public sector. We describe main characters and meaning of employment linked to the Neapolitan public administration and the role of the diffusion of non-standard work in the more general context of an «atypical labor market». Approaches and strategies of the major players (local union officials and non-standard workers) have been then studied on the topic of organization, representation and mobilization in local public administration and outsourced activities. In conclusion, some observations are given on the results of the field and the implications there of for the relationship between job insecurity, government and union representation.

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Immigrati e sindacato tra protezione e rappresentanza
Maurizio Ambrosini, Deborah De Luca, Sonia Pozzi

La nostra ricerca sul rapporto tra sindacati e lavoratori immigrati mostra che, al di là di qualche differenza sulle modalità operative, le due principali organizzazioni sindacali condividono funzioni, strategie, obiettivi e difficoltà. Pur dedicando molto spazio alla fornitura di servizi agli immigrati, i sindacati si impegnano sempre di più anche nella difesa dei diritti individuali e collettivi, nella lotta alla discriminazione e nella promozione della partecipazione attiva degli immigrati all’attività sindacale, favorendo percorsi di mobilità interni al sindacato, nonché la creazione di organi consultivi che incentivano il coinvolgimento della componente straniera. Tuttavia, mentre i servizi e la tutela individuale rappresentano prassi da tempo consolidate nell’ambito dell’attività sindacale, la partecipazione attiva degli immigrati può e deve essere ulteriormente incentivata.

ENGLISH - Our research on the relationship between trade unions and immigrant workers shows that, beyond some differences in the procedures, the two main trade unions share common functions, strategies, objectives and difficulties. While devoting much space to the provision of services to immigrants, unions also engage more and more the defence of individual and collective rights, the fight against discrimination and the promotion of the active participation of immigrants in trade union activity. The latter is implemented favouring mobility paths internal to the union and the creation of advisory bodies that encourage the involvement of the foreign rank-and-file. However, while the services and individual protection represent long-established practices in the context of union activity, the active participation of immigrants can and should be further promoted.

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Le organizzazioni sociali e i giovani professionisti nell’area milanese
Enzo Mingione, Alberta Andreotti, David Benassi, Paolo Borghi, Guido Cavalca, Ivana Fellini

L’articolo presenta, insieme al successivo contributo su questa rivista, i primi risultati di un progetto Prin-Miur sui problemi della rappresentanza dei giovani professionisti a elevata qualificazione nell’area milanese. L’obiettivo è quello di ricostruire il pano-rama dell’offerta di tutela e rappresentanza verso una categoria di lavoratori in crescita, che sperimentano condizioni di lavoro spesso caratterizzate da insicurezza e isolamento professionale, ma che allo stesso tempo faticano a esprimere una domanda esplicita alle organizzazioni di rappresentanza. L’articolo si basa sull’analisi di 16 organizzazioni presenti sul territorio, descrivendone le caratteristiche organizzative, le strategie di mobilitazione e costruzione del consenso e i rapporti tra le organizzazioni stesse.

ENGLISH - This article presents, in connection with the following article, the first results of a PrinMiur project on issues related to the representation of young qualified professionals. Our main aim is to outline the forms and workings of organizations representing and protecting workers experiencing increasing precariousness, but at the same time unable to express a clear request of representation. The article is based on the analysis of 16 organizations in the area of Milan, and tries to show their organizational characteristics, their mobilization and consent strategies and their relationships among them.

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Frammentazione e individualizzazione della domanda di tutela. L’esperienza dei giovani professionisti nel milanese
Enzo Mingione, Alberta Andreotti, David Benassi, Paolo Borghi, Guido Cavalca, Ivana Fellini

Questo contributo approfondisce la questione della domanda di rappresentanza dei giovani professionisti a elevata qualificazione, sulla base delle prime analisi delle interviste condotte nell’area milanese, integrando idealmente l’articolo precedente. Nel quadro di un’elevata frammentazione, gli intervistati fanno scarso riferimento a bisogni e diritti di carattere generale. Emerge un arretramento diffuso nella percezione e nella coscienza dei diritti, la questione delle tutele e della rappresentanza viene percepita in modo disomogeneo. L’articolo identifica profili diversi di professionisti: c’è chi concepisce i diritti come conquiste individuali, chi ambisce a forme di protezione e supporto all’interno del proprio settore professionale, chi rivendica più radicalmente diritti e tutele.

ENGLISH - This paper, ideally complementing the previous article, addresses the demand for representation among highly qualified young professionals and it is based on the analysis of interviews conducted in the metropolitan area of Milan. The interviewees rarely refer to common rights and needs and only a weak perception and consciousness of universal right seems to emerge; protection and representation issues are unevenly perceived by the interviewees. In the article we describe different profiles of the young professionals: some of them conceive rights as individual achievement; others aspire to specific forms of protection and support within the professional sector; others more radically claim rights and protections.

ARGOMENTO
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Il lavoro precario e le strutture sindacali. Le strategie adottate dai sindacati italiani e spagnoli
Fabio De Franceschi, Valeria Pulignano., Luis Ortiz

Le trasformazioni avvenute in Europa nel mercato del lavoro e nei sistemi di welfare, le politiche di bilancio restrittive e il rafforzamento delle tendenze neo-liberiste nei governi europei, hanno rafforzato il carattere di incertezza che già segnava i rapporti contrattuali di lavoro in Europa. In questa situazione i sindacati hanno avuto la necessità di sviluppare strategie per la rappresentanza e l’organizzazione dei lavoratori precari. L’articolo ha lo scopo di mettere in luce le differenze e di spiegare la varietà nelle strategie organizzative sindacali per la rappresentanza dei lavoratori precari in Italia e Spagna. Mentre i sindacati italiani hanno creato strutture ad hoc per organizzare e mobilitare i lavoratori atipici, in Spagna i principali sindacati confederali non hanno sviluppato strutture specifiche. Le differenze nella natura delle risorse da cui dipendono le organizzazioni sindacali in Italia e Spagna, in particolare di natura puramente istituzionale oppure legate alla membership, sono cruciali per comprendere le diverse strategie per il precariato sviluppate dai sindacati in questi due paesi.

ENGLISH - The transformations that have occurred in European labour markets and welfare systems, budget constraints, and growing neo-liberal tendencies of governments, have had a strong impact on precarious work. This has led trade unions to develop strategies to represent and organise these workers. The paper aims to explain the variety in union organisational strategies to represent precarious workers in Italy and Spain. While Italian unions have created ad hoc structures in order to organise and mobilise atypical and precarious workers, in Spain the main union confederations have not developed a specific structure for precarious workers. Differences in the nature of the resources unions depend on in Italy and Spain («membership» versus «institutional») are crucial in understanding the different strategies towards precarious work developed by unions in these two countries.

TENDENZE
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La lunga marcia delle 150 ore
Saul Meghnagi.

FONDAZIONE GIUSEPPE DI VITTORIO
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La partecipazione dei lavoratori in Italia. Introduzione
Adolfo. Pepe

I contributi che presentiamo sono il frutto di un lavoro preparatorio finalizzato alla realizzazione di una relazione presentata dalla Fondazione in occasione della Conferenza internazionale «Workers’ Participation at Plant Level. An International Comparison» (Bochum, 21-23 agosto 2013). Nei saggi vengono approfondite la storia della partecipazione in Italia ed alcune esperienze significative; il dibattito interno alle organizzazioni di rappresentanza sul tema e le attuali proposte; i cambiamenti indotti nella partecipazione a partire dall’applicazione dei nuovi modelli organizzativi nella fabbrica post-fordista; infine, i principali elementi di discussione, da un punto di vista giuridico, a livello comunitario sul tema della partecipazione.

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1. Esperienze di democrazia industriale in Italia nel primo e nel secondo dopoguerra
Giuseppe_Amari

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2. La partecipazione: nuovo protagonismo o vecchia tendenza?
Adolfo_Braga

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3. L’esperienza dei Consigli di gestione all’Olivetti
Maria Paola_Del Rossi

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4. La partecipazione aziendale in Italia nel secondo dopoguerra
Maria Paola_Del Rossi, Edmondo Montali.

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5. Mutamenti organizzativi e partecipazione operaia
Franco_Farina

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6. La partecipazione dei lavoratori alle decisioni dell’impresa nel diritto dell’Unione Europea
Pietro Gargiulo.

I contributi che presentiamo sono il frutto di un lavoro preparatorio finalizzato alla realizzazione di una relazione presentata dalla Fondazione in occasione della Conferenza internazionale «Workers’ Participation at Plant Level. An International Comparison» (Bochum, 21-23 agosto 2013). Nei saggi vengono approfondite la storia della partecipazione in Italia ed alcune esperienze significative; il dibattito interno alle organizzazioni di rappresentanza sul tema e le attuali proposte; i cambiamenti indotti nella partecipazione a partire dall’applicazione dei nuovi modelli organizzativi nella fabbrica post-fordista; infine, i principali elementi di discussione, da un punto di vista giuridico, a livello comunitario sul tema della partecipazione.

ENGLISH - These essays are the result of a preparatory study concerning the realization of a relation presented by the Foundation during the International Meeting «Workers’ Participation at Plant Level. An International Comparison» (Bochum, from the 21st to the 23rd August 2013). The main themes are the history of the workers’ participation in Italy and some of the most significant experiences; the debate inner the representative organizations about the theme and the current proposals; the transformations introduced in the workers participation starting from the application of new organizational models in the post-fordist factory and, finally, the main themes of the European discussion about the workers partecipation from a juridical point of view.