N2-2012
Nuove tendenze nell'organizzazione della produzione e del lavoro
Aprile 2012
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Descrizione
  • Mercato del lavoro: Riforma o non riforma? Il punto di vista del Mezzogiorno
  • Processi di riaggiustamento industriale
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386
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L’Europa nel percorso evolutivo della Cgil: dalla Fsm alla Ces

L’articolo propone una lettura della recente storia sindacale italiana seguendo un approccio attento alla sua collocazione nelle dinamiche delle relazioni internazionali. L’analisi si concentra in particolare sull’inserimento nell’Europa comunitaria, scostandosi dall’interpretazione più diffusa in quegli anni, che raccontava la posizione confederale come semplice e riduttiva espressione dell’appartenenza politica.

397
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Le nuove frontiere del sistema industriale tedesco
Jacopo Maria Pepe

Anche questo contributo si sofferma sull’importanza dei caratteri ambientali e istituzionali della produzione snella, esaminando le specificità della situazione nelle medio-grandi imprese tedesche, in cui i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro sono stati quasi sempre discussi/negoziati con i sindacati. L’autore analizza il modo in cui hanno funzionato gli istituti della partecipazione, in particolare quello della codecisione, il ruolo assunto dalle rappresentanze della forza lavoro, le ibridazioni del modello giapponese.

398
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Processi di riaggiustamento industriale in Italia nell’epoca della globalizzazione

Il contributo porta la discussione sull’intero sistema produttivo italiano, comprendendo anche le piccole-medie imprese. La sua analisi si concentra su alcuni fondamentali debolezze dei processi di riaggiustamento in corso. Le innovazioni nell’organizzazione del lavoro e della produzione hanno una diffusione limitata, sono poco coraggiose, si impantanano a metà strada. Inoltre, la stragrande maggioranza delle imprese affronta la globalizzazione con un approccio orientato prevalentemente alla riduzione dei costi, che si concretizza spesso in iniziative opportunistiche di breve respiro.

394
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Il modello World Class Manufacturing alla Fiat Auto: il Giano bifronte della nuova razionalizzazione produttiva
Giancarlo Cerruti

L’articolo analizza un caso di innovazione organizzativa che ha suscitato ampie e accese discussioni: il modello WCM alla Fiat Auto. Nel saggio si sostiene che si tratta di una variante del modello produttivo giapponese, applicato in Fiat a partire dall’inizio degli anni Novanta con l’etichetta “fabbrica integrata”. Rispetto all’impostazione originaria il modello presenta però molteplici novità, che l’autore esamina in modo puntuale; con una particolare attenzione ai meccanismi sociali per il governo delle relazioni di lavoro.

399
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Politiche neoliberali, diritto del lavoro e alternative di politica industriale
Francesco Sinopoli

L’influenza di una precisa ideologia (conservatrice) nelle politiche economiche europee e, conseguentemente, nelle scelte in materia di diritto del lavoro appare ormai evidente. È questa la tesi principale del contributo, che sottopone a critica la richiesta/proposta prevalente nel dibattito politico-sociale: l’aumento della flessibilità del lavoro, in particolare di quella in uscita.

395
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Organizzazione e condizioni di lavoro. Una multinazionale americana a Torino e Detroit
Andrea Signoretti

Anche questo contributo si propone di verificare nel dettaglio quali sono le condizioni sperimentate dai lavoratori nella lean production. L’articolo illustra i risultati di uno studio comparato di due fabbriche, una italiana e l’altra americana, impegnate come sub-fornitori di primo livello del medesimo tipo di prodotto di una multinazionale dell’automobile. I risultati evidenziano una rigida standardizzazione delle mansioni, un'elevata intensità di lavoro e uno scarso coinvolgimento, con alcune differenze significative tra paesi.

396
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L’eccezione normale del toyotismo

Nel toyotismo le relazioni di lavoro possono deteriorarsi fino a deflagrare in situazioni di crisi e conflittualità gravi e drammatiche, come accaduto nel caso, raccontato dall’articolo, del transplant della Toyota a Valenciennes in Francia. Qui si analizza in maniera dettagliata l’origine e la dinamica della crisi dello stabilimento francese. La tesi principale dell’autore è che anche se “eccezionale” per gravità e durata, quel tipo di situazione è il risultato “normale” del toyotismo, quando è applicato al di fuori di quelle che sono considerate le sue condizioni storiche di sostenibilità.

393
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Dinamiche dell’organizzazione dell’impresa e del lavoro

Una lettura sul modo in cui le imprese italiane hanno introdotto pratiche di produzione snella e sulle loro ricadute sulle condizioni di lavoro. L’autore muove dall’ipotesi che nella maggior parte dei casi gli outcome sono stati negativi. La spiegazione, basata soprattutto sull’osservazione dei cambiamenti in corso nell’industria metalmeccanica, tra cui la Fiat, è che le pratiche introdotte hanno puntato quasi esclusivamente a ottenere di più dalla manodopera, aumentando la pressione sul lavoro.

404
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Presentazione. Innovazione nell’organizzazione della produzione e nelle relazioni di lavoro nel postfordismo

Una presentazione degli articoli della sezione tematica e deldibattito sull’organizzazione del lavoro, i suoi cambiamenti, le suericadute sulla qualità del lavoro, con particolare riferimento allalean production e al modello della World ClassManufacturing

403
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La riforma vista dal Mezzogiorno
Lorenzo Zoppoli

Un’analisi articolata degli obiettivi della riforma della legislazione sul lavoro e delle modifiche introdotte. Il contributo muove da una riflessione generale sulle tendenze in atto, ormai da anni, nella riforma dei fondamenti dello stato sociale, si sofferma quindi sull’ideologia dietro il disegno di legge 3249, sui compromessi raggiunti, le sue aporie e contraddizioni.

402
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La non-riforma del mercato del lavoro italiano
Paolo Pini.

L’articolo evidenzia e si sofferma su alcuni elementi di debolezza della riforma della legislazione sul lavoro proposta dal governo Monti, che si propone molteplici e ambizioni obiettivi su lavoro e occupazione. E in particolare si concentra sulle criticità riguardanti: la riduzione dell’abuso di rapporti di lavoro flessibili e incentivazione del rapporto subordinato; la revisione degli ammortizzatori sociali; la riduzione dei costi di licenziamento individuale

405
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Nuovi paradigmi produttivi, performance d’impresa e gestione delle relazioni di lavoro: promesse e occasioni mancate

L’articolo analizza il legame tra cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e produttività, esaminando i risultati di alcune ricerche nazionali e internazionali. L’autore insiste sulla necessità che le innovazioni organizzative seguano la logica della complementarietà, dell’introduzione di «pacchetti integrati». La questione è, quindi, quale sia la composizione dei pacchetti e la modalità con cui vengono composti. E’ proprio nella violazione del principio di complementarietà che risiede la causa di tanti fallimenti delle azioni di cambiamento.

406
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Le nuove forme di organizzazione del lavoro e i metodi di gestione della forza lavoro in Europa
Antoine Valeyre

Attraverso l’analisi dei dati dell’indagine europea sulle condizioni di lavoro, l’articolo mette in evidenza l’esistenza di una diversità di forme di organizzazione del lavoro. Accanto alla lean production, persistono modalità tradizionali, tayloristiche o a struttura semplice. Ma soprattutto emerge un classe di imprese, definite learning organisation, che puntano meno sull’intensità del lavoro e di più sulla qualità della vita lavorativa. L’articolo esamina i principali fattori che spiegano il prevalere dell’una o dell’altra forma di organizzazione del lavoro.

400
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La truffa ignorante
Umberto_Romagnoli

Una preziosa lettura della recente riforma della legislazione del lavoro – non del mercato del lavoro, come spiega l’autore. Una riforma che aggrava la già evidente perdita di capacità regolativa del diritto del lavoro. Ma che ha anche un merito: ha rimesso al centro del dibattito il tema del lavoro e delle sue regole. E proprio sulla relazione uso del lavoro -regole insiste l’analisi dell’autore.

401
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Riforma degli ammortizzatori sociali, art. 18 e dintorni. Due «tecnici» a confronto: Ciampi versus Monti
Riccardo Leoni

L’articolo ricostruisce i fatti più rilevanti della riforma della legislazione del lavoro, a partire dai primi anni ‘90, evidenziando rotture e continuità nell’approccio di policy-making e offrendo anche una valutazione dei suoi effetti. Quello che prevale nel governo Monti – è la tesi degli autori – è un approccio attento quasi esclusivamente a dare mano libera alle prerogative managerial-imprenditoriali e poco o per niente attento al coinvolgimento/consenso dei lavoratori.