Nuove lettere persiane
Sguardi dall’Italia che cambia
Pubb. : Gennaio 2011
120 pag
ISBN: 88-230-1536-4
Collana: Arte e lavoro
Descrizione
Un ragazzo di Hong Kong che studia belle arti a Milano, una giovane ciclista lituana alle prese con l’umorismo toscano, una bambina cilena sbarcata nella Roma degli anni ottanta, un uomo camerunense che realizza il sogno di costruirsi una casa in patria: sono alcune delle storie riunite in questa breve raccolta, raccontate con stili diversi e unite dal filo rosso dell’ironia. Quattordici giornalisti di origine straniera firmano questo omaggio collettivo all’autore delle Lettere persiane. Alcuni, i più giovani, sono nati o cresciuti qui, altri sono arrivati già adulti. Come Montesquieu, hanno immaginato dei personaggi, più o meno autobiografici, che raccontano le loro impressioni sull’Italia ad amici o parenti. E ci ricordano l’importanza di aprirsi a nuovi sguardi sul mondo in cui viviamo. Gli autori: Farid Adly, Ejaz Ahmad, Ismail Ali Farah, Lubna Ammoune, Mayela Barragan, Paula Baudet Vivanco, Domenica Canchano, Alen Custovic, Raymon Dassi, Darien Levani, Gabriela Pentelescu, Edita Pucinskaite, Sun Wen-Long, Akio Takemoto. Illustrazioni di Zerocalcare.
Rassegna:
Lettere sugli immigrati, gli altri siamo noi
da: La Repubblica ed. Genova-13 Aprile 11
13/04/2011
L'Italia vista al tempo stesso da fuori e da dentro non parla inglese ma sparla di tutti. È razzista, però di un razzismo confuso che mescola "terroni" e "zigagni", e si scioglie davanti a una partita di calcio. Scambia il velo per un abito da suora, vota Lega ma poi condivide l'appartamento con l'amico sudamericano. Fotogrammi dall'Italia multietnica: "Nuove lettere persiane", in omaggio a Montesquieu, perché lo sguardo è quello, prezioso e forestiero, che ha il vantaggio della sorpresa. Un affresco sull'Italia di oggi fatto di quattordici lettere di altrettanti giornalisti di origine straniera. Due di loro sono genovesi d'adozione, la collaboratrice di Repubblica Domenica Canchano e Mayela Barragan della rivista online Rebelión, e non è un caso: perché Genova è la città della Contravuelta, con 55 mila stranieri che vivono nella sua provincia e, tra questi, il 31 per cento ecuadoriani. Oltre 17 mila persone, stando agli ultimi dati del VI Rapporto sull'Immigrazione a Genova, presentato pochi giorni fa: la comunità più numerosa d'Italia. Cosa penserebbe l'autore delle "Lettere persiane" trecento anni dopo la "migrazione" dei suoi protagonisti Rica e Uzbek? È questa domanda il filo rosso che percorre il libro, curato da Francesca Spinelli ed edito da Ediesse, nato dalla collaborazione tra la ong Cospe (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti) e il settimanale Internazionale. Anche se nel testo del 1721 il viaggio era in realtà una esperienza elitaria, fatta per allargare i propri orizzonti. Oggi, invece, sono pochi i "nuovi persiani" che partono per l'Occidente spinti dalla curiosità intellettuale. C'è il camerunense che sogna di costruirsi una casa in patria. C'è il ragazzo di Hong Kong che studia belle arti a Milano, incuriosito da questi italiani "che un po' ci odiano, anche se non ho capito fino a che punto e perché", e che chiedono "se è vero che i cinesi non muoiono mai". Ci sono i vecchietti genovesi alla bocciofila che vivono con le badanti straniere e non capiscono la loro lingua, così finiscono per parlare da soli, in un paese dove "non ci si prende cura delle persone ma neppure degli oggetti". E poi c'è l'Italia, che prende forma attraverso le impressioni vivide degli "altri", e che sembra guardarsi allo specchio per la prima volta: un'Italia televisiva, dove "Berlusconi è la vera rockstar". Pigra, ossessionata dal calcio e dagli stereotipi, dove "se i nativi salgono sull'autobus senza biglietto è un gesto goliardico", ma se lo fa uno straniero è "un delinquente". Per dirla con Gad Lerner, che ha curato la prefazione, "i novelli Montesquieu ci segnalano il pericolo di adagiarsi in un piccolo mondo antico che esiste solo nei nostri sogni". Oggi alle 14 il libro sarà presentato al campus universitario di Savona, via Cadorna 2 aula AN4.
“Italiani Razzisti? No, hanno solo paura dei poveri”
da: Redattore sociale-31 Gennaio 11
31/01/2011
Tic e costumi degli italiani raccontati da 14 giornalisti di origine straniera, nel divertente libro “Nuove lettere persiane” (Ediesse 2010), promosso dalla ong Cospe CAPODARCO – “Gli italiani confondono il razzismo con qualcosa di molto più antico: la paura del povero”. Così scrive in un’immaginaria lettera al suo “io adulto” Akio Takamoto, giornalista e critico d’arte, nato a Carrara da madre italiana e padre giapponese. “Non si tratta di colore della pelle, non si tratta di cultura, la verità è che come al solito chi ha tanto, troppo, ha paura di chi vive con pochi euro al giorno, ha paura di chi stenta ad arrivare a fine mese. E’ talmente semplice che quasi nessuno se n’è accorto”. L’osservazione di Akio, acuta e disarmante, insieme a quelle di altri 13 giornalisti di origine straniera, è contenuta nell’appena uscito “Nuove lettere persiane. Sguardi dall’Italia che cambia” (Ediesse, 2010). Un libro “strano” e ambizioso a partire dal titolo (colta evocazione delle “Lettere persiane” di Montesquieu), che raggiunge il risultato non proprio comune di divertire e spiazzare. Non solo le forme più o meno lievi di razzismo, ma anche l’ossessione della magrezza, il trattamento dei defunti, le abitudini nel mangiare e nel fare la spesa, l’acconciarsi degli adolescenti, la propensione a dare e a darsi baci in pubblico, i matrimoni, il modo di rivolgersi alle donne… Tutto o quasi tutto viene raccontato dai 14 autori, che hanno seguito le indicazioni della curatrice Francesca Spinelli – testi brevi, più o meno autobiografici, scritti sul filo dell’ironia – mettendo insieme una rassegna dei vizi, dei tic e delle virtù degli italiani davvero non comune e più utile di molte analisi dotte sull’immigrazione. A rendere gradevole il libro è soprattutto la leggerezza e il tono cosmopolita di persone che hanno vissuto o acquisito nella loro crescita il senso di vivere nel mondo. Uomini e donne di cultura che sanno sorridere dei costumi del luogo in cui oggi abitano, ma anche di quelli della loro (o dei loro genitori) cultura di origine. A sottolineare che tutto è relativo, che i conflitti “etnici” sono spesso un pretesto e che la tolleranza è sempre la scelta più conveniente. “Nuove lettere persiane”, che ha la prefazione di Gad Lerner e le conclusioni di Viorica Nechifor (Associazione stampa interculturale) e Valentina Lombardo, è un’iniziativa della ong Cospe, particolarmente attiva nella promozione di un’informazione corretta sull’immigrazione, in collaborazione con il settimanale Internazionale. (st)
Nuovi fratelli d'Italia
da: Volontari per lo sviluppo-1 Mag 11
01/05/2011

Per capire meglio Lettere dall’Italia di 14 novelli Montesquieu, per capire meglio come siamo e come stiamo cambiando
da: Free Lance International Press-13 Febbraio 11
13/02/2011
Il Montesquieu delle “Lettres persanes” si serviva di personaggi provenienti dall’Oriente per potersi concedere la libertà (certamente non molto diffusa) di osservare il proprio mondo con occhi “altri”, riuscendo a percepire, di conseguenza, volti e valenze anch’essi “altri” rispetto a quelli normalmente percepibili da parte di coloro che vi vivevano dentro, incapsulati nel proprio dogmatismo etnocentrico. E la sua strategia risulterà efficacissima e servirà da modello a tanti intellettuali settecenteschi, desiderosi di immettere aria nuova nei confini della propria società (vedi, ad esempio, il Voltaire dell’”Ingenuo” e di “Micromega”). Risulterà efficace perché permetterà a molti, attraverso la potenza dell’ironia, di guardarsi dall’esterno, scoprendo aspetti mai precedentemente osservati, smascherando fragilità e rivelando contraddizioni. E’ a questa felice invenzione letteraria di Montesquieu che si ispira il libro curato da Francesca Spinelli, intitolato “Nuove lettere persiane. Sguardi dall’Italia che cambia” (Ediesse, 2010). Un libro nato, come la stessa Spinelli dichiara, “da una collaborazione tra l’ong COSPE e il settimanale “Internazionale”, da tempo impegnati a promuovere il lavoro degli scrittori e dei giornalisti di origine straniera che vivono in Italia” (p.14) e che raccoglie 14 lettere dedicate al nostro paese, firmate da altrettanti autori (di età e origini diverse) aderenti all’Associazione nazionale stampa interculturale (ANSI), nata a Torino nel 2010. L’affresco (anzi il mosaico) che ne esce fuori è, come scrive il bosniaco Alen Custovic, quello di “un paese complesso”, pieno di guai come mafia, corruzione, spazzatura, nepotismo, disoccupazione, in cui “la gente ha bisogno di evadere, di sognare, anche perché le ideologie di una volta non attirano quasi più nessuno.” Di un paese anche, però, molto diverso da come il pregiudizio e il disfattismo vorrebbero farci credere, quello “di chi tira avanti giorno per giorno, della gente per bene, dei numerosi volontari e delle persone che lottano contro il qualunquismo”. (p.74) Di un paese, come afferma la libica Farid Adly, la cui anima sarebbe divorata da un “male oscuro”, rappresentato da paura e indifferenza. Ma ricco anche di tanti anonimi e ignoratissimi volontari che portano bottiglie d’acqua ai naufraghi, rischiando anche di essere bollati, da qualche insigne politico, come “amici dei clandestini”. (p.59) Insomma, queste “nuove lettere persiane”, un po’ come le vecchie, possono rappresentare un punto di osservazione prezioso, capace di indurci a riflettere in silenzio su quello che siamo (su quante cose siamo!) e su quello che stiamo diventando, sulle nostre tante“miserie” (da non occultare o banalizzare) e sui non molti “splendori” (da non trascurare e da non sottovalutare)…E questi “novelli Montesquieu di un’italianità dinamica e protesa al futuro”, come li definisce Gad Lerner, nella prefazione, meritano davvero la nostra gratitudine, perché capaci di rinnovare “il piacere della scoperta culturale” e perché, con l’intelligenza del loro sorriso, ci possono aiutare, come buoni compagni di viaggio, a trovare con qualche probabilità in più la giusta direzione…
Novelli Montesquieu in giro per il Belpaese
da: Liberazione-2 Febbraio 11
02/02/2011

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Nuovi italiani, con entusiasmo
da: Left-18 Febbraio 11
18/02/2011

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Quanta ironia nei racconti dell'Italia vista dagli stranieri
da: il sole 24 ore-14 Febbraio 11
14/02/2011

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Intervista a Francesca Spinelli sul libro da lei curato dal titolo: "Nuove lettere persiane. Sguardi dall'Italia che cambia"
da: Radio Radicale-27 Gennaio 11
27/01/2011

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