Non li abbiamo ascoltati. Peggio per noi
Moniti di intellettuali a cavallo dei due secoli
Trenta interviste ad altrettante personalità  prestigiose del nostro Paese
Ottobre 2015
264 pag
ISBN: 978-88-230-1992-8
Collana: Arte & lavoro
culturaNovecentopoliticapolitica internazionale
Descrizione
Trenta interviste ad altrettante personalità prestigiose del nostro Paese, accompagnate da un disegno di ciascun intervistato. Tra gli altri: Zavattini, Garin. Fortini, Monicelli, Hack, Binni, Scola, Pivano, Tabucchi, Lizzani, Luzi, Pontiggia, Maraini, Merini, Roversi, Revelli. Eugenio Manca ha conversato con decine di intellettuali: poeti, scrittori, scienziati, registi cinematografici. Da quegli incontri è venuto fuori uno spaccato dell’Italia e dell’Europa che impressiona per la sua stringente attualità. E che, soprattutto, ha prefigurato tutti i complessi problemi delle nostre società al giorno d’oggi. Quegli intellettuali, una parte del serbatoio di ricchezza del Paese, avevano lanciato un allarme. Ma non è stato ascoltato. Per questa ragione il titolo del libro è Non li abbiamo ascoltati, Peggio per noi. Le interviste a personalità di spicco sono di qualche anno fa, eppure straordinariamente attuali. Una fotografia puntuale del periodo che stiamo vivendo. Sono conversazioni svolte tra la fine del Novecento e l’inizio del Duemila: discussioni su poesia, libri, pittura, e riflessioni sullo stato dell’Europa e dell’Italia dal punto di vista politico, sociale, morale. E previsioni sul futuro. Nel quale oggi siamo tutti caduti senza tenere in conto gli allarmi lanciati da voci che sarebbe stato meglio sentire. Non sono stati ascoltati quegli interlocutori. E le conseguenze sono davanti agli occhi: il mondo è in subbuglio, l’Europa è quasi inerte, l’Italia galleggia, senza una classe dirigente all’altezza del compito, non esiste un progetto, il futuro è buio. Le angosce di tutti: lo stato incerto dell’economia, i biblici flussi migratori, il terrorismo. Il monito dei «vecchi intellettuali» è stato snobbato. E i «nuovi intellettuali» sono quasi orgogliosamente lontani dalla politica, se ne tengono alla larga. Tra politica e cultura è stato scavato un solco profondo e si capisce, dunque, perché si fa fatica a venir fuori da situazioni complesse e drammatiche.