N. 2-3/2015
Migranti, rifugiati e politiche sociali
Aprile-Settembre 2015
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Presentazione

TEMA: Migranti rifugiati e politiche sociali
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Introduzione: migranti, rifugiati e politiche sociali
Enrico Pugliese

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Introduzione: migranti, rifugiati e politiche sociali
Enrico Pugliese

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La globalizzazione delle migrazioni: un diritto di uscita senza diritto d’entrata
The Globalization of Migration: A Right of Exit without Right of Entry
Catherine Wihtol de Wenden.

All’inizio di questo secolo siamo entrati in un fenomeno di globalizzazione delle migrazioni che coinvolge la maggior parte dei paesi, perchè luoghi di partenza, di accoglienza, di transito, o per tutti e tre questi elementi. Questo movimento di persone ha conosciuto un’accelerazione senza precedenti soprattutto a partire dalla fine del XX secolo anche grazie alla generalizzata possibilità di ottenere un passaporto. Ma proprio mentre il diritto di uscita si estendeva, il diritto di ingresso andava drammaticamente restringendosi. L’articolo evidenzia come uno degli elementi centrali del problema sia la trasformazione del fenomeno migratorio in fenomeno legato alla mobilità alla quale si aggiunge l’iniqua distribuzione del diritto di emigrare, la cui mancanza rappresenta oggi una delle più grandi disuguaglianze se si considera che la mobilità è la modalità utilizzata per sfuggire alla povertà e al mal governo del paese in cui si è nati.

ENGLISH - As this century has opened, we have witnessed a globalization of migration that involves most countries, whether as places of departure, arrival, transit, or all three. This movement of people has seen an unprecedented acceleration since the end of the XX century partly due to the increased possibility of obtaining a passport. But just as the right of exit was being extended, the right of entry was being dramatically restricted. The article brings out how one of the central aspects of the problem is the transformation of migration into a phenomenon linked to mobility, to which one should add the iniquitous distribution of the right to emigrate. When this right is lacking, it is one of the greatest inequalities of all, if we consider that mobility is the means for fleeing poverty and the misgovernment of the country in which one is born.

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Migranti «economici» e rifugiati: emergenze (vere o presunte) e diritto del mare
«Economic» Migrants and Refugees: Emergencies (Real or Assumed) and Maritime Law
Giuseppe Cataldi

ENGLISH - Regulations governing migratory flows, whether national or supranational, seem inadequate, partly because they are often adopted on a wave of emotion caused by emergencies, real or assumed. Those migrating by sea are a minority overall, but the choice involves serious risk to human life. On the strictly humanitarian level, the most remarkable example of intervention in the Mediterranean was the operation Mare nostrum, launched and financed by Italy, which lasted just one year, due to the European Union’s failure to share its aims (and its costs). Mare nostrum was then replaced by Triton, which was very different, designed to control the external frontiers rather than making the saving of lives at sea its priority. The European Union’s regulations over right of asylum (the «Dublin System») seem equally inadequate now, and, significantly, are being revised. After the humanitarian question of rescue and welcome, and that of refugees, the third important aspect concerns the prevention and repression of migranttrafficking by criminal organizations, which Italian jurisprudence is studying in the search for new legal solutions – without forgetting that the situation is the effect and not the cause of the present crisis in the Eu’s migration policy.

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Le dinamiche dell’integrazione degli immigrati nel mercato del lavoro italiano nell’ultimo decennio
The Dynamics of the Integration of Immigrants in the Italian Jobs Market in the Last Decade
Mattia Vitiello

L’inserimento lavorativo rappresenta il principale meccanismo di integrazione per gli immigrati. Questo articolo si propone di individuare le caratteristiche preminenti dell’integrazione lavorativa degli immigrati in Italia attraverso l’esame delle statistiche dell’Indagine trimestrale delle forze lavoro pubblicate dall’Istituto nazionale di statistica. Il secondo obiettivo è quello di stabilire se queste caratteristiche sono cambiate negli ultimi dieci anni e quali sono le nuove tendenze nell’inserimento lavorativo degli immigrati. Infine, si intendono individuare i limiti e gli ostacoli all’incorporazione nel mercato del lavoro italiano per gli immigrati.

ENGLISH - Finding a job is the principle mechanism of integration for immigrants. This article identifies the main characteristics of immigrant integration in the jobs market in Italy by examining the statistics of the quarterly examination of the labour force published by the National Institute of Statistics. The second aim is to establish if these characteristics have changed in the last ten years and what the new trends are for the integrating immigrants in the labour market. Finally, the article identifies the limits and obstacles that immigrants encounter in Italy when seeking employment.

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Il lavoro gravemente sfruttato. Il caso dei lavoratori immigrati in agricoltura
Serious Labour Exploitation. The Case of Immigrant Workers in Agriculture
Francesco Carchedi.

L’articolo propone una riflessione sulle nuove schiavitù, intese come una trasformazione di quelle definibili «classiche». Nel far questo vengono proposte le definizioni correnti, una delle quali risale al 1930 – proposta dall’Organizzazione internazionale del lavoro – e le altre a partire dal Protocollo di Palermo contro la tratta di esseri umani del 2000. L’articolo, inoltre, poggia l’attenzione sui settori produttivi dove si registrano forme di lavoro gravemente sfruttato e sui dati ufficiali e su alcuni dati di stima (in particolare nel settore agro-alimentare), nonché sul rapporto imprenditore e caporale quale strumento illegale di intermediazione di manodopera.

ENGLISH - This article discusses the new forms of slavery, seeing them as a transformation of what we might call its «classic» forms. To this end, it considers the current definitions, one of which dates back to 1930 – suggested by the Internal Labour Organization – and the others following the Palermo Protocol against people trafficking of 2000. The article also considers the productive sectors where there is serious exploitation of some forms of labour, official figures and estimates (particularly in the agricultural and food industry), as well as the relation between businessmen and illegal labour recruiters.

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Il rapporto tra sindacati e immigrati in Italia in una prospettiva di lungo periodo
Relations Between Unions and Immigrants in Italy in a Long-term Perspective
Stefania Marino., Matteo Rinaldini

Fin dall’inizio dei processi migratori il rapporto sindacati e immigrati si è mostrato solido. I sindacati attraverso la loro attività di rappresentanza hanno svolto una funzione di difesa dei diritti degli immigrati e ne hanno rivendicato l’estensione. Allo stesso tempo, attraverso l’erogazione di servizi specifici, i sindacati hanno facilitato i percorsi di integrazione di milioni di immigrati. In altri termini i sindacati hanno immediatamente riconosciuto gli immigrati come una risorsa di potere e hanno investito strategicamente su di loro e non è un caso che il tasso di sindacalizzazione degli immigrati in Italia abbia sempre registrato livelli elevati. L’esperienza italiana in questo senso rappresenta un caso eccezionale nel panorama europeo. Negli ultimi anni, tuttavia, il rapporto tra sindacati e immigrati sembra essere soggetto a crescenti criticità. Il presente articolo ricostruisce l’evoluzione del rapporto che i sindacati e gli immigrati hanno instaurato negli ultimi trentacinque anni. L’obiettivo è cogliere e riflettere sulle linee di continuità/discontinuità del rapporto tra sindacati e immigrati e comprendere se e come è cambiato l’investimento strategico delle organizzazioni sindacali sulla questione immigrazione.

ENGLISH - Since the migratory processes began, relations between unions and immigrants have been very solid. Through their activity in representing their members, the unions have had a function in protecting the rights of immigrants and have insisted on extending them. At the same time, through specific services, the unions have facilitated the integration of millions of immigrants. In other words, the unions immediately recognized immigrants as a powerful resource and invested strategically in them, and, significantly, the rate of union membership among immigrants in Italy has always been high. In this respect, Italy’s experience has been an exception in Europe as a whole. In recent years, however, relations between unions and immigrants seems to have been subject to increasingly critical factors. This article reconstructs the development in the relations that unions and immigrants have set up in the last thirty-five years. The aim is to understand and reflect on the lines of continuity/discontinuity in the relations between unions and immigrants, and understand if and how the strategic investment of the trade unions in the immigration question has changed.

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Welfare e immigrazione: un rapporto complesso
Welfare and Immigration: A Complex Relation
Elena Spinelli.

Il rapporto tra welfare e immigrazione costituisce una problematica complessa. L’intreccio tra i due processi, lo sviluppo del welfare e i flussi migratori, mette in gioco grandi questioni: il nesso tra diritto alle prestazioni del welfare e cittadinanza; la tematica delle disuguaglianze nell’accesso al welfare che è all’origine del sistema di «stratificazione civica»; la questione della implementazione delle politiche sociali e infine le barriere che interferiscono con l’accesso e la fruibilità dei servizi per gli immigrati. L’estensione dei diritti sociali di cittadinanza (cioè dei benefici del welfare) ai non cittadini è una conquista mai realizzata completamente. E questo sta diventando più difficile per effetto del prevalere della ideologia neoliberista che è alla base delle attuali politiche economiche e sociali. Partendo dalla visione dei migranti come soggetti titolari di un diritto esigibile e non oggetto di una missione umanitaria della società d’arrivo, si propone un percorso di riflessione a partire dal concetto di discriminazione e da come questa influenzi le politiche migratorie e l’accoglienza degli immigrati nel welfare italiano in una fase di progressivo ridimensionamento del welfare pubblico quale garante dei diritti sociali.

ENGLISH - The relation between welfare and immigration is a complex problem. The connection between the two processes and the development of welfare and migratory flows raise large questions: the link between the right to welfare and citizenship; the questions of inequality of access to welfare, which is the origin of the system of «civic stratification»; the question of implementing social policies; and, finally, the barriers that interfere with immigrants’ access to services. The extension of social rights of citizenship (i.e. the benefits of welfare) to non-citizens is still only a partial victory. And this is becoming more difficult as a result of the prevailing neo-liberal ideology that is the basis of current economic and social policy. This article starts from a vision of migrants as subjects with a right to a service and not as objects of a humanitarian mission in the country they arrive in. It considers the concept of discrimination and how this influences migration policies and the acceptance of immigrants in the Italian welfare system during a period when public welfare guarantees social rights less and less.

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L’inserimento scolastico dei figli degli immigrati: una questione aperta
School Integration of Immigrant Children: An Open Question
Salvatore Strozza

Dopo oltre un trentennio di immigrazione straniera, la società italiana è ormai da tempo multietnica e multiculturale. Gli stranieri rappresentano circa il 10 per cento della popolazione che vive nel paese e i figli degli immigrati, anch’essi in aumento, costituiscono una componente rilevante degli alunni e studenti delle scuole italiane. Sulla base delle statistiche ufficiali disponibili, questo articolo mostra come il loro inserimento scolastico rimanga una questione aperta. Maggiore dispersione scolastica, minore successo negli studi, frequentissimo ritardo scolastico e concentrazione in percorsi formativi più votati all’immediata immissione nel mercato del lavoro sono segnali evidenti di una difficoltà di inserimento che meriterebbe maggiore attenzione da parte dei policy maker e degli operatori del settore.

ENGLISH - After over thirty years of foreign immigration, Italy has long become a multi-ethnic and multicultural society. Foreigners account for about 10% of the population and the children of immigrants are a significant component of pupils and students in Italian schools. Using the official statistics available, this article shows how their integration at school remains an open question. Their drop-out rate is higher and their academic achievement is lower than that of their Italian peers, their progress is often slower, and they tend to be concentrated in courses geared to immediate entry into the labour market. These are all clear signs of integration problems that require greater attention from policy makers and all those working in the sector.

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Nuovi bisogni di assistenza familiare: le attività di cura dei migranti in Italia
New Requirements of Care and Family Support: Migrants as Carers
Marco Omizzolo.

L’articolo assume come focus di analisi le attività di cura prestate ad anziani e disabili in Italia da lavoratori e lavoratrici migranti, considerato elemento centrale del nuovo welfare state. Esso parte dall’analisi dell’indagine Oil (2012) e delle soluzioni normative elaborate in favore dei lavoratori e delle lavoratrici migranti impegnati nelle varie attività di cura familiare. Si approfondiscono anche gli elementi sostanziali dell’assistenza sociale migrante in Italia, individuandone gli elementi di forza e di debolezza, insieme alle modifiche sociali sostanziali del relativo modello familiare.

ENGLISH - The essay analyses the work of migrant care workers in assisting the elderly and disabled in Italy as a cornerstone of the private welfare state. It also includes an analysis of the results of the Ilo’s report Domestic workers across the world: global and regional statistics and the extent of legal protection and the regulatory solutions that have been developed in support of workers and migrant workers engaged in various care activities in Italian families. The article also studies the substantive elements of migrant care work in Italy, identifying its strengths and weaknesses, along with the substantial social changes in the model of the family and the new needs for care and family support.

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L’Europa sospesa tra il rifiuto e l’accoglienza
Europe Suspended between Rejection and Welcome
Grazia Naletto

Il tema della insostenibilità delle migrazioni è tornato al centro del dibattito pubblico in relazione al consistente aumento dei flussi di persone che nel 2014, e ancor più nel 2015, hanno cercato rifugio in Europa. L’analisi della spesa pubblica sostenuta dal nostro paese in questo ambito non giustifica però i toni allarmistici che ricorrono nel discorso pubblico, istituzionale e mediatico. Il tema che l’Italia e l’Europa dovrebbero affrontare oggi non è quello della scelta tra le politiche del rifiuto e quelle dell’accoglienza e dell’inclusione, ma semmai quello della qualità di queste ultime. Sarà questa a determinare l’esito positivo o negativo del progetto migratorio delle migliaia di donne, uomini e bambini, che riusciranno a giungere sani e salvi nel continente europeo e, quindi, anche il «peso» minore o maggiore che la loro presenza comporterà sulla finanza pubblica. È dunque lungimirante una politica europea volta da un lato a garantire la «regolarità» del soggiorno dei cittadini stranieri e, dall’altro, ad allargare il perimetro della cittadinanza sociale, in modo da limitare lo sviluppo dei processi di auto ed etero-ghettizzazione della popolazione straniera.

ENGLISH - The question of unsustainable levels of migration is once again at the centre of public discussion, given the significant increase in 2014, and still more in 2015, of those seeking refuge in Europe. An analysis of the economic cost to Italy does not, however, justify the alarmist tones that recur both in the media and among politicians. The question that Italy and Europe need to face today is not choosing between policies of rejection and policies of welcome and integration, but the quality of the latter policies. This is what will decide the positive or negative outcome of the migration policy of thousands of women, men and children who manage to reach Europe safe and sound, and therefore the greater or lesser «weight» that their presence will place on public finances. A farsighted European policy is one that will absorb foreign citizens into the system, and also extend the perimeter of social citizenship, preventing the foreign population from either being segregated or self-segregated.

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Centri di accoglienza: varietà tipologica e dibattito collegato
Reception Centres: Variety of Types and the Related Debate
Marco Accorinti

ENGLISH - The reception centres are the structures in which national government provide initial hospitality and assistance to migrants. In Italy, over the years, and especially in the «humanitarian emergencies», different types of centres have been opened. As well as describing the different characteristics of the structures now operative, the article presents part of the ongoing debate between experts, focusing on the main rhetorical strategies and how migrants can be labelled when they are receiving social assistance.

ATTUALITÀ: Prevenire e contrastare l’abuso e il maltrattamento sui minori
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L’abuso e il maltrattamento sui minori: una sfida al sistema del welfare
Child Abuse and Ill-Treatment: A Challenge to the Welfare System
Angela Cammarella, Francesca Menozzi

Il fenomeno del maltrattamento sui minori va inquadrato in una prospettiva multidisciplinare. Vi sono evidenze cliniche e di ricerca che mostrano, fra l’altro, come esso aumenti il rischio di esiti disadattivi anche in età adulta. L’impatto del maltrattamento sui minori sulla spesa pubblica è invece tema ancora poco indagato, in quanto raramente viene considerata la gamma complessiva di interventi di protezione del minore, che impegnano strutture e ambiti disciplinari diversi. I poli specialistici del privato sociale per il contrasto al maltrattamento sui minori, come il Centro provinciale Giorgio Fregosi - Spazio sicuro di Roma, costituiscono osservatori privilegiati sul fenomeno. La sfida alle politiche sociali è valorizzare l’investimento per prevenire/ contrastare la vittimizzazione infantile. Nell’articolo vengono esposti i principali elementi della letteratura scientifica sull’impatto negativo del maltrattamento all’infanzia e i costi associati e vengono presentati alcuni dati sull’attività del Centro Fregosi rilevanti in tal senso.

ENGLISH - Child abuse is a complex phenomenon that requires a multidisciplinary approach. The scientific literature shows that it increases the risk of maladaptive outcomes in adulthood. However, little work has been done on the cost of child abuse for public resources, due to the complexity of actions needed to protect children, which involve different sectors and disciplines. Public centres for counteracting child abuse, such as the Italian Centro provinciale Giorgio Fregosi - Spazio sicuro in Rome, offer a good opportunity to look at this phenomenon. The challenge for social policies is to enhance the effectiveness and efficiency of the investment in preventing/tackling child abuse. The article analyses the main elements of the negative impact of child abuse and their costs, presenting some data from the Centro Fregosi that are relevant in this respect.

DIBATTITO: Patologie del capitalismo globale e diffusione di una logica di espulsione
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Le logiche sistemiche. Una variabile cruciale, da maneggiare con cautela
Systemic Logics. A Crucial Variant, to be Handled with Caution
Elena Granaglia

L’articolo si concentra sulle logiche sistemiche del capitalismo contemporaneo messe in luce da Saskia Sassen nel suo ultimo libro Expulsions: Brutality and Complexity in the Global Economy (2014; trad. it. 2015), sottolineando il doppio contributo, metodologico e di contenuto, offerto dall’autrice. La tesi è che le logiche sistemiche debbano tornare al cuore dell’attenzione politica. Il riconoscimento del loro ruolo non deve, tuttavia, andare a discapito di quello dell’agency, della possibilità del cambiamento.

ENGLISH - This article concentrates on the systemic logics of contemporary capitalism, as brought out by Saskia Sassen in her recent book Expulsions: Brutality and Complexity in the Global Economy (2014), underlining the author’s dual contribution both to methodology and content. Her thesis is that systemic logics should once again be the centre of political attention. Recognizing their role, however, should not be at the expense of that of agency and the possibility of change.

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Le nuove geografie del potere
The New Geographies of Power
Chiara Giorgi.

L’ultima opera di Saskia Sassen (2015) nasce dall’ambizioso intento di leggere in chiave nuova, all’altezza delle difficili sfide poste dalla più grave crisi degli ultimi tempi, l’attuale situazione economica, politica e sociale. Nell’articolo si prenderanno in esame le linee guida della ricerca condotta da Sassen in quest’ultimo libro, nel quale l’autrice, sulla base di un’analisi interdisciplinare, coglie gli elementi costituivi dell’«epoca» odierna (il cui inizio data a partire dagli anni ottanta del secolo scorso). In particolare, si metteranno in evidenza i meccanismi che sono alla base della logica organizzativa di alcuni dei principali sistemi di governo e di dominio globali (nell’ambito finanziario e in quello di protezione ambientale), cogliendo gli elementi di novità presenti nella stessa ricerca di Sassen, volta a cartografare i processi in atto e a rendere visibili le complesse geografie del potere contemporaneo. Nell’articolo le analisi di Sassen verranno messe in tensione con quelle di quanti negli ultimi anni si sono a lungo soffermati sulle caratteristiche dell’attuale capitalismo finanziario, dell’attuale ordine neoliberista, sottolineando al contempo il nuovo metro di lettura introdotto dalla nota sociologa. A essere centrale nel volume è infatti una riflessione che ripercorre le ragioni, i mezzi, e i dispositivi degli odierni processi di valorizzazione e accumulazione del capitale e contestualmente ne rilegge le tendenze alla luce di quello che è definito l’inedito allarmante problema dell’emergere della logica dell’espulsione.

ENGLISH - Saskia Sassen’s latest work (2014) is an ambitious attempt to read the present economic, political and social situation in a new key, one that is adequate to the difficult challenges raised by the most serious crisis in recent years. The article examines the main lines of Sassen’s research in this book, in which, using an interdisciplinary analysis, she seizes on the essential elements of the present «epoch» (which began in the 1980s). In particular, it brings out the mechanisms behind the organizational logic of some of the main systems of global government and domination (in finance and in environmental protection), seizing on the elements of novelty in Sassen’s research, which seeks to map the ongoing processes and make visible the complex geographies of contemporary power. At the same time Sassen’s analyis will be contrasted with others in recent years that have dwelt at length on the characteristics of presentday financial capitalism, the present neo-liberal order, underlining at the same time the new criterion introduced by the sociological note. Central to the volume is a reflection that reviews the reasons, the means and the devices of the present-day processes of capital appreciation and accumulation, and at the same time re-reads their trends in the light of what is described as the unprecedented and alarming problem of the emergence of the logic of expulsion.

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Migranti, rifugiati e politiche sociali
Patrizia Carletti