Mannaggia la miserìa
Storie di braccianti stranieri e caporali nella Piana del Sele
Pubb. : Aprile 2009
160 pag
ISBN: 88-230-1343-8
Collana: Carta bianca
Descrizione
«Mannaggia la miserìa», con l’accento sulla seconda «i», è un’imprecazione ricorrente tra gli immigrati marocchini che vivono nel ghetto di San Nicola Varco, un mercato ortofrutticolo abbandonato nel cuore della Piana del Sele, vicino a Salerno. In quel mercato non si comprano né si vendono i prodotti della terra. C’è altra merce. Ci sono braccia, tante braccia. Con un linguaggio teso e una narrazione incalzante il testo denuncia le condizioni di vita e di lavoro estremamente degradate di un nucleo di settecento immigrati marocchini occupati in agricoltura. Storie raccontate in prima persona, descrizioni impietose di una quotidianità fatta di situazioni abitative disumane, in tuguri senza luce e senza acqua, e segnata da fatica e sfruttamento nelle campagne dominate dal caporalato e dal lavoro nero. Ricorrendo alla forma del racconto, il libro dà voce alle storie personali di una comunità inconsapevole di essere diventata tale. Prendono corpo così tante vite invisibili e sbriciolate, ma anche la voglia e il tentativo di delineare proposte e percorsi utili per la costruzione di un progetto di riscatto.
Rassegna:
Da San Severo verso la felicità
da: il Quotidiano di Foggia-27 Settembre 09
27/09/2009

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Storie dal vero di lavoro degradato
da: Giornale di Vicenza-15 Aprile 10
15/04/2010

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Migrazioni
da: Nigrizia-1 Marzo 10
01/03/2010
"Odio tutti i caporali, anche quelli dei quali si racconta essere buoni (...). Ci trattengono il dieci per cento del salario senza rilasciare ricevuta. Ladri, ci derubano, ci spogliano del poco che abbiamo". A San Nicola Varco, comune di Eboli (Salerno), settecendo marocchini assicurano, in condizioni di vita desolanti (ci sono anche le foto), la raccolta delle pesche, dei finocchi e di quant'altro. L'autore dà voce con maestria a due di quegli uomini, che raccontano in prima persona. Prefazione di Guglielmo Epifani. Anche di Castel Volturno, anche di Rosarno, ci siamo accorti dopo che sapevamo già tutto prima...
La rivolta degli uomini. Se la Piana è già letteratura
da: Calabria ora-13 Gennaio 10
13/01/2010

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‘Mannaggia la miseria’ racconta i ‘nuovi schiavi’ in agricoltura
da: Adnkronos/Labitalia-11-Maggio-09
11/05/2009
Un viaggio tra i nuovi ‘schiavi’ dell’agricoltura, gli immigrati, su e giù nei campi della Piana del Sele in provincia di Salerno, tra miseria, privazioni e solidarietà tra poveri. E’ ‘Mannaggia la miseria - Storie di braccianti stranieri e caporali nella Piana del Sele’, libro-racconto di Anselmo Botte per Ediesse, con la prefazione del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sullo sfruttamento degli immigrati in agricoltura. Il titolo del libro, ‘Mannaggia la miseria’, con l’accento sulla seconda ‘i’, nasce da un'imprecazione ricorrente tra i 700 immigrati marocchini che vivono nel ‘ghetto’ di San Nicola Varco, un mercato ortofrutticolo abbandonato nel cuore della piana del Sele, a due passi da Salerno. Un mercato in cui non si vendono piu' i prodotti della terra, ma braccia umane. “Mi occupo di immigrazione da molto tempo - racconta a LABITALIA l’autore Anselmo Botte, laurea in sociologia e membro della segreteria confederale della Cgi di Salerno - e insieme ad altri ho fatto le prime ricerche sul fenomeno in Campania, realizzando convegni sullo sfruttamento degli stranieri in agricoltura. Ma per far emergere la gravità della situazione - sottolinea il sindacalista - ho pensato di descriverla in un libro”. Il libro, diviso in due parti, racconta, in prima persona, due giornate-tipo di altrettanti immigrati ‘inventati’ da Botte, Bouchaib Hassan e Mahfoud Aziz. “Ho pensato di descrivere in questo modo -spiega l’autore - quelle che sono esperienze di tutti gli immigrati, raccontando una giornata estiva e una invernale”. Estate o inverno i luoghi del racconto sono gli stessi: i campi, dove gli immigrati raccolgono frutta e ortaggi per pochi euro, e il ‘ghetto’ di San Nicola Varco, tra baracche senza né luce nè acqua. Tra degrado e sofferenze, le loro ‘calde’ giornate passano a stretto contatto con i ‘caporali’, sempre di più anche loro immigrati, in Italia da 15-20 anni, ma non per questo meno violenti di quelli meridionali che spadroneggiavano nei latifondi 50 anni fa. “Il caporale - racconta nel libro Bouchaib Hassan, alias Anselmo Botte - ha un unico progetto in testa: racimolare una cifra che gli permetta di costruirsi una grande casa in Marocco, finire di lavorare e godersi la famiglia in pace. Guai a chi cerca di ostacolare i suoi disegni. Sa essere molto spietato e brutale e fa un lavoro che costa pochissima fatica, alle nostre latitudini non esiste”. Nonostante povertà, sfruttamento e condizioni di vita disumane, gli immigrati hanno sviluppato una comunità inconsapevole di essere diventata tale, come dice Botte: “Pur vivendo in condizioni drammatiche – sottolinea - cercano di darsi una loro dignità e hanno realizzato nel ‘ghetto’ una moschea, dei bar e dei panifici”. Uno spirito di solidarietà che ha colpito anche Guglielmo Epifani, in occasione della sua visita al ‘ghetto’ di San Nicola Varco il 13 ottobre 2007. “La solidarietà, che è l’humus di base di ogni cultura sindacale, fa da filo conduttore - scrive nella prefazione al libro Epifani - per tutte le storie raccontate”. Nell’ ‘inferno’ di San Nicola Varco si intravede una luce: “La regione Campania - spiega Botte - che è proprietaria del mercato vuole costruirci il polo agroalimentare; noi come Cgil non ci siamo opposti ma abbiamo chiesto delle soluzioni alternative per gli immigrati. C’è la volontà - conclude Botte - e sembra che siamo nella direzione giusta”.
Mannaggia la miserìa. Rabbia e sfruttamento nelle campagne del Sud
da: Liberazione-23 Mag 09
23/05/2009

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Chiudo gli occhi ed è come sprofondare in un abisso
da: l'Unità-22 Aprile 09
22/04/2009

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I nordafricani dimenticati di Eboli. Un sidacalista e' l'unico ad avere libero accesso al campo
da: Ansa-1 Luglio 09
01/07/2009
SAN NICOLA VARCO - Lo hanno definito il ‘sindaco della citta’ invisibile’; certo è che lui è l’unico ad avere le chiavi per entrare in questo luogo. Anselmo Botte, sindacalista della Cgil, componente della segreteria di Salerno, si occupa da anni del bracciantato straniero che lavora in tutta la provincia ed entra nel campo di San Nicola Varco fin dai primi anni Novanta quando in questi capannoni destinati ad un mercato ortofrutticolo mai collaudato, si insediarono le prime decine di marocchini. ‘‘Da allora – racconta - ad oggi la comunita’ e’ cresciuta soprattutto in occasione della sanatoria del 2002 quando molti di loro pagarono illegalmente fino a 3000 euro per mettersi in regola, ed e’ ciclicamente cambiata nella sua composizione, del nucleo originario non c’e’ piu’ nessuno e da 50 sono diventati 700’’. ‘‘La notizia dell’Intesa e i cambiamenti che portera’ ha creato attesa, un’attesa cauta, che alterna diffidenza e fiducia – dice il sindacalista – tante volte sembrava che la situazione dovesse cambiare e non è cambiato niente, ma questa volta se si rispetteranno i tempi e obiettivi riusciremo a dare risposte adeguate e questo intervento potra’ diventare un modello per situazioni simili’’. ‘‘ Li seguiamo non solo nelle vertenze di lavoro, nei loro bisogni primari e cerchiamo di dargli strumenti per rivendicare i loro diritti anche se affermare un diritto da irregolare e quindi ricattabilissimo è un impresa a dir poco complicata perche’ alzare la testa e perdere il lavoro e tutt’uno’’. Ci accompagna a visitare il campo in una giornata di maggio dalla temperatura gia’ estiva ed il caldo esaspera la percezione della puzza di spazzatura e l’odore di una comunita’ che vive con un solo punto d’acqua corrente, senza docce e senza bagni. Qui Anselmo Botte viene almeno due volte alla settimana, conosce tutti, tutti lo conoscono e gli raccontano storie e problemi quotidiani. Mentre è con noi arrivano richieste di tipo medico: medicine per infezioni ed allergie alla pelle e busti elastici di sostegno per la schiena.ùù ‘‘Sono le malattie da lavoro piu’ diffuse – spiega - fra questi ragazzi, la pelle aggredita dalle sostanze chimiche usate nei campi e sotto le serre con la situazione che peggiora a causa dell’igiene precaria e la schiena spezzata, con un fondo messo a disposizione dalla Cgil stiamo comprando le cinture elastiche’’. E poi ci sono le richieste di tipo legale: patente rilasciata in un altro Stato che pare non essere valida in Italia, questioni di documenti e permessi di soggiorno, normali controlli che per un irregolare diventano una controversia con lo Stato Italiano incontrato nei panni di un poliziotto, di un carabiniere o di un agente di polizia municipale. Ognuno gli racconta quanto accaduto uscendo dal campo per andare a pochi chilometri da qui. A queste storie Anselmo Botte ha dedicato un libro: ‘Mannaggia la Miserìa’ con l’accento sull’ultima i come lo dicono i marocchini di San Nicola Varco declinando la cadenza araba. Si tratta di un romanzo edito da Ediesse con prefazione del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, in cui si raccontano in forma di romanzo le storie di Bouchaib Hassan e Mahfoud Aziz, nomi di fantasia che danno corpo a tutte le reali vite vissute nel campo e ripercorrono alcuni momenti salienti della comunita’. Come lo sciopero generale del 25 settembre 2006. ‘‘Facendo decine di assemblee in tutta la Piana del Sele – ricorda Botte – riuscimmo a portare piu’ di mille immigrati davanti alla Prefettura di Salerno, dopo la manifestazione una loro delegazione fu ricevuta dal Prefetto e dal Vescovo; a questa mobilitazione segui’ un periodo di grande attenzione dei media e della politica, si presento’ il disegno di legge Amato-Ferrero che prevedeva la regolarizzazione degli stranieri che gia’ lavoraravano in agricoltura; caduto il governo Prodi sono svanite le speranze legate ad una nuova normativa che potesse far uscire dalla clandestinita’ migliaia di braccia indispensabili all’economia agricola della Piana’’. ‘‘Oggi – riferisce Botte – a San Nicola Varco si continua ad arrivare ogni giorno, si tratta di nuovi truffati che partono dal Marocco dopo aver pagato fino a diecimila euro sicuri di trovare qui casa e lavoro e invece una volta arrivati i ‘datori di lavoro’ si dissolvono, la casa non c’è e di voce in voce arrivano nel campo dove ‘almeno’ possono dormire; ad ogni nuovo arrivo riprovo la rabbia e il senso di impotenza che sento ogni volta che vengo qui; la realizzazione di quest’Intesa deve essere piu’ di una speranza; dobbiamo riuscire a realizzarla perche’ le urgenze della comunita’ di San Nicola Varco non possono piu’ aspettare’’.
La vita sudata
da: il Quotidiano della Basilicata-5 Luglio 09
05/07/2009

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Storie "Mannaggia la miserìa"
da: Mondolibero-15 Agosto 09
15/08/2009

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I nuovi braccianti del Sele
da: Conquiste del Lavoro-18 Luglio 09
18/07/2009

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Cittadini o caporali
da: Left-26 Giugno 09
26/06/2009

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Immigrati. Lo sfruttamento raccontato in prima persona
da: Avvenire-27 Mag 09
27/05/2009

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Botte racconta la miseria dei migranti
da: La città di Salerno-19 Marzo 09
19/03/2009

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Pomodori e Skype
da: il Manifesto-19-Aprile-09
19/04/2009

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Vite sospese di braccianti agricoli
da: Metropoli. La Repubblica-03-Maggio-09
03/05/2009

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In un libro la storia di 600 immigrati
da: Il Nuovo Salernitano-19-Marzo-09
19/03/2009

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La voce degli ultimi
da: Il Mattino -19-Marzo-09
19/03/2009

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San Nicola Varco, Rosania: "Da Eboli nessuna proposta"
da: Eboli. Salerno Sud-19-Marzo-09
19/03/2009

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Libri: braccianti e caporali, i volti dell'emigrazione
da: ANSAmed-17-Aprile-09
17/04/2009
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ANSELMO BOTTE - MANNAGGIA LA MISERIA (EDIESSE - PAG.152 - 10,00 EURO) - I volti dell'emigrazione sono, apparentemente, tutti uguali, seppure segnati da esperienze non sempre eguali. Ma l'emigrazione ha il suo elemento caratterizzante nella disperazione, concetto che puo' essere tranquillamente tradotto con la ricerca di un mondo migliore. Poi, pero', quando ti trovi nella piazza principale dell'Eden, ti accorgi che il paradiso non e' li'. Anzi, spesso non c'e' proprio perche' sei finito dritto all'inferno e i diavoli talvolta hanno il tuo stesso volto. Le storie dell'emigrazione in questi anni drammatici, come drammatica e' la piega che questo fenomeno ha preso in Italia, hanno avuto molti cantori, come diverse sono le angolazioni da cui essi sono partiti. Anselmo Botte e' un sindacalista della Cgil, con un passato nella Flai, la federazione dei lavoratori agricoli, e ha voluto raccontare le storie di emigrazione approdate nella piana del Sele, dove gli emigrati non hanno da offrire che le loro braccia, il loro lavoro, la loro fatica, la loro emarginazione. Mannaggia la miseria (con l'accento sulla seconda ‘’i’', cosi' come pronunciano gli immigrati nordafricani), ha scritto Guglielmo Epifani nella prefazione, ‘'e' insieme un documento di denuncia, un diario delle piccole e grandi difficolta' quotidiane della vita di questi uomini, un racconto di chi essi siano, in carne e ossa, con i loro ricordi, le fatiche, le speranze''. Dal libro emerge una verita' abbastanza definita, quella che vede negli immigrati comunque delle vittime, sia che essi rimangano nel novero di chi chiede, spesso pietisce lavoro, sia che abbiano avuto la forza e la capacita' di saltare oltre la barricata e diventare a loro volta sfruttatori di questa situazione, quando divengono ‘'caporali''. Un fenomeno, quello del caporalato, che il sindacato ha combattuto e combatte duramente, in una guerra che pero' non ha visto gli sfruttatori uscire sconfitti. E parrebbe strano che possa essere altrimenti, perche' il ‘'caporale'', rotella finale del piu' grande ingranaggio del lavoro, sa benissimo che puo' rafforzare la sua gia' privilegiata posizione perche' ha la consapevolezza di avere quasi sempre davanti a se' degli irregolari, quindi, ricattabili, quindi ancora di piu' da sfruttare. Sono tanti i personaggi che Botte ha voluto descrivere in questo libro (sara' presentato ufficialmente il 20 aprile) per aiutare a comprendere cosa significhi essere immigrato, cosa significhi, soprattutto, essere sfruttato. Un libro che vuole essere una testimonianza e, insieme, una denuncia. (ANSA). MIU 17-APR-09 16:27 NNNN
Il volto tragico degli immigrati sfruttati in Italia
da: L'Adige-23-Aprile-09
23/04/2009

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Intervista ad Anselmo Botte sulla pubblicazione del suo ultimo libro
da: Radio Radicale-02 Mag 09
02/05/2009

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