N4-2011
Le organizzazioni imprenditoriali
Pubb. : Ottobre 2011
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Descrizione
  • Viaggio nell'evoluzione delle associazioni datoriali
  • Come rilanciare la crescita
  • La Ces e il modello sociale europeo
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Indice:
La costruzione dell’Europa sociale. Il sindacalismo europeo e il Trade Unions Congress (1967-1971)
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Il saggio ricostruisce le complesse dinamiche che hanno portato il sindacato britannico ad appoggiare la domanda di adesione della Gran Bretagna di Wilson alla CEE a cavallo fra gli anni sessanta e settanta. In particolare, attraverso l’analisi del ruolo svolto dalla centrale sindacale britannica sia a livello nazionale che internazionale in questa fase, viene analizzato il complesso dibattito che si sviluppa all’interno degli organismi di rappresentanza dei sindacati in Europa e sul loro ruolo e le funzioni rivestite all’interno della vita comunitaria e delle sue strutture.
Il Congresso di Atene della Ces: alla ricerca di una strategia di difesa del «modello sociale europeo»
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L’articolo racconta l’ultimo congresso della Ces, tenutosi ad Atene il 16-19 maggio 2011; un congresso importante, negli anni della de-regolazione neoliberista, della crisi economica, dei programmi di austerity, della crescita delle disuguaglianze. Il testo ricostruisce in modo dettagliato la composizione delle delegazioni, le diverse posizioni, i documenti discussi, gli emendamenti proposti, il dibattito sulla strategia futura.
Scritto da: Udo Rehfeldt
Il circuito della democrazia interpretato da gruppi e organizzazioni
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Scritto da: Mimmo. Carrieri
Nuove tendenze nel sistema della rappresentanza economica
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Scritto da: Stefano Zan
Interessi in gioco. Organizzazione, rappresentanza, pressione: tre volti della «politica degli interessi»
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Scritto da: Paolo Feltrin
I servizi delle associazioni di imprenditori
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Scritto da: Giuliano Nicolini
Virtù, debolezze e vizi nell’evoluzione delle politiche confindustriali
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Sfide e scelte strategiche per la rappresentanza delle imprese. Testimonianze dalle associazioni imprenditoriali
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Una serie di interviste a dirigenti e funzionari di associazioni imprenditoriali italiane realizzate nel periodo giugno-settembre 2011.La loro realizzazione è parte di un più ampio programma di ricerca, "Relazioni industriali, contrattazione collettiva e rappresentanza in Italia", finanziato dal ministero dell’Istruzione e tuttora in corso di svolgimento. Una situazione di crisi per le associazioni imprenditoriali, in cui si deve fare i conti con rotture e discontinuità delle routine. Le trasformazioni in atto richiedono, in altri termini, una ridefinizione del modo di fare rappresentanza
Scritto da: Marcello Pedaci.
Presentazione. Il perché di una scelta
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Scritto da: Stefano Zan
Un viaggio nel sistema di rappresentanza degli interessi imprenditoriali
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Scritto da: Stefano Zan
Una nuova rappresentanza sociale. Il percorso di Rete imprese Italia
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Il mondo della piccola impresa è stato troppo a lungo afono e non adeguato in termini di capacità di rappresentanza. Questa funzione è stata perlopiù delegata a Confindustria e al mondo della rappresentanza sindacale. Occorre invece entrare nella serie A della rappresentanza. Rete imprese Italia dovrà accreditarsi come portavoce di interessi concreti e più generali, e non solo come portavoce di interessi corporativi. La sua nascita ha questo profondo significato.
Scritto da: Sergio Silvestrini
Segnali di novità nel sistema di rappresentanza degli interessi imprenditoriali in Italia
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La frammentazione del nostro sistema di rappresentanza imprenditoriale lungo una pluralità di assi di differenziazione è sempre stato considerato un punto di debolezza che rischia oggi di divenire anacronistico. Debolezza politica delle piccole e medie imprese è stata individuata nella frammentazione del sistema di rappresentanza. La nascita di Rete imprese Italia e dell’ACI per le cooperative sono importanti segnali di aggregazione e integrazione. Altre mancate fusioni e l’uscita di Fiat da Confindustria registrano processi di segno inverso. L’apparizione sulla scena politica di Rete imprese.
Scritto da: Stefano Zan
Rappresentatività e rappresentanza delle associazioni datoriali: dati, sfide, problemi
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I risultati, commentati, di un database sugli iscritti alle principali associazioni datoriali italiane negli ultimi 20 anni. Una mappa descrittiva in grado di colmare una forte lacuna conoscitiva della rappresentanza datoriale, da cui emerge una diffusione dell’insediamento molto differenziata fra le regioni del paese. La struttura attuale può avere ancora un senso e un futuro? Meglio meno associazioni, più grandi, o più associazioni, in grado di intercettare meglio le differenze. Le associazioni degli interessi forti sono un bene o un male per lo sviluppo di un paese?
Scritto da: Paolo Feltrin
Sfide e prospettive per le organizzazioni imprenditoriali in Italia
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Per i possessori di capitali l’organizzazione costituisce una seconda scelta: i capitalisti evitano di organizzarsi fino a quando possono procurarsi la forza lavoro con la contrattazione individuale che consente loro di sfruttare i vantaggi di cui godono sul mercato. L’anomalia italiana e la frammentazione del sistema produttivo. Le divisioni di natura partitico-ideologica e la loro recente fine. Il divorzio Fiat-Confindustria: quali scenari futuri? Un’analisi socio-politologica fra logica della membership e logica dell’influenza.
Scritto da: Liborio Mattina
Le traiettorie storiche della Confindustria e i nuovi dilemmi
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Confindustria celebra i suoi cento anni in un contesto di epocali trasformazioni. L’associazione si è già trovata – rispettivamente nel 1910, nel 1929 e nel 1960 – di fronte ad altri grandi snodi critici. La sfida attuale consiste nel confrontarsi coi tre passaggi e le relative scelte della sua storia: liberalismo e questione nazionale); internazionalizzazione e competitività; democrazia economica attraverso la cogestione. Il problema, ieri come oggi, della responsabilità di classe dirigente.
Scritto da: Adolfo-Pepe
Fusioni organizzative e associazionismo datoriale: quali riflessi sul sistema contrattuale
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Crisi della rappresentanza e politiche organizzative nei sindacati e nelle associazioni datoriali. La scelte di razionalizzare il numero di sigle e associazioni, con esiti che permangono molto distanti fra il mondo del lavoro e quello delle imprese. I riflessi sulla contrattazione, la cui frammentazione traduce il particolarismo corporativo dell’associazionismo datoriale. L’accordo del 28 giugno e l’art. 8 della manovra di ferragosto: due exit alternativi alla crisi e alla disomogeneità del nostro sistema contrattuale. L’uscita di Fiat da Confindustria e il contratto di gruppo di primo livello
Scritto da: salvo/leonardi
Ora tocca alla crescita ma senza ulteriore flessibilità
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Il nuovo governo ha annunciato una serie di interventi sul mercato del lavoro. La ricetta per il rilancio dell’economia sembrerebbe basarsi – ancora una volta – sulla mobilità del lavoro, sia pure affiancata da misure di flexicurity. L’editoriale di questo numero si interroga allora sull’efficacia delle politiche perseguite sinora, fortemente orientate alla flessibilità del lavoro, nel produrre crescita e occupazione. Lo fa analizzando i trend (degli ultimi trent’anni) dell’accumulazione di capitale, del progresso tecnologico, del rapporto capitale-lavoro, della produttività del lavoro.
I nodi di una lotta esemplare nel ricordo di Sergio Garavini
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Un ricordo di Sergio Garavini. Alcuni stralci di un’intervista realizzata nel 1994 nell’ambito di un’appassionata ricerca di Aris Accornero sulla lotta delle maestranze del Cotonificio Valle Susa; una lotta lunga, cominciata nei primi anni sessanta, aspra, diversa. I ricordi, le parole, le frasi riportate, oltre a offrire uno spaccato emozionante della vicenda, aiutano a conoscere meglio una figura straordinaria del movimento sindacale e della sinistra italiana.
Scritto da: Aris Accornero
Gino Giugni e la Commissione di garanzia sullo sciopero. Un breve ricordo
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Un ricordo di Gino Giugni, attraverso il racconto degli anni alla Commissione di garanzia sullo sciopero; un’esperienza vissuta dal giurista e studioso del lavoro con straordinaria intensità, con profondo rispetto per le istituzioni e per la collettività che rappresentano; un’esperienza che ha suscitato interesse anche in altri ordinamenti, per le innovazioni portante nella discussione, nella regolazione della materia, per la capacità di coinvolgere sempre le parti sociali.
Scritto da: Giovanni Pino