Le notti della democrazia
Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà
Questo libro è un omaggio a due donne combattenti per la libertà  dei loro Paesi: Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi.
Pubb. : Aprile 2012
296 pag
ISBN: 88-230-1635-4
Collana: Gli Erasmiani
Descrizione
Questo libro, omaggio a due combattenti per la libertà, Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, e ai loro compagni di lotta, nasce dalla consapevolezza che in un mondo globalizzato le vittorie si sostengono reciprocamente, così come le sconfitte ingenerano altre sconfitte. Di diversa generazione, nazionalità e fede, esse hanno in comune la stessa serena determinazione nell’impegno per la giustizia sociale e contro le notti della democrazia: la feroce alleanza nazifascista, combattuta dalla diciassettenne staffetta partigiana Tina; lo spietato regime militare birmano, al quale da anni resiste con la non violenza il premio Nobel per la Pace Aung. Tina e Aung, due donne che sono state presenti e hanno risposto quando il paese è stato in pericolo. In sintonia con la propria gente, si sono messe in gioco insieme agli altri, con intelligenza e coraggio. Questo libro, nato dall’esigenza di focalizzare alcuni tragici eventi che hanno intaccato la democrazia e l’avanzamento civile in un paese, e che li hanno cancellati del tutto nell’altro, è stato possibile grazie alle persone che, nella condivisione della militanza democratica, hanno aderito con slancio e generosità. Hanno partecipato con le loro testimonianze e, per quanto riguarda le vicende italiane, con un’analisi approfondita del Piano di Rinascita democratica di Licio Gelli, il cui progetto eversivo piduista ha attraversato la storia d’Italia negli ultimi trent’anni, lasciando a volte dietro di sé una scia di sangue. I due curatori si sono avvalsi del fondamentale contributo di saperi e convinzioni variegate, senza prendere posizione, pur restando di parte: dalla parte di chi sente il bisogno di non dimenticare, di capire perché il nostro paese si è consegnato per così lunghi anni a un potere in maschera, corrotto e di matrice piduistica. Contributi di: Giuseppe Amari, Margherita Bebi, Francesco M. Biscione, Paolo Bolognesi, Susanna Camusso, Pierre Carniti, Tullio De Mauro, Giovanni Di Ciommo, Guglielmo Epifani, Giorgio Frasca Polara, Carlo Ghezzi, Vincenzo Giaccotto, Ashin Kovida, Giovanna Leone, Giuseppe Malpeli, Luigi Mariucci, Michele Prospero, Alessandro Roncaglia, Albertina Soliani, Mauro Storti, Giuliano Turone, Anna Vinci, Nita Yin Yin May, Beaudee Zawmin.
Rassegna:
Coraggio di donna
da: Rassegna Sindacale-2 Mag 12
02/05/2012

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Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà
da: Elle-16 Aprile 12
16/04/2012

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BOOKTRAILER: Le notti della democrazia
da: You Tube-12 Aprile 12
12/04/2012

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Camusso: delle donne possiamo fidarci di più
da: Giulia giornaliste-6 Aprile 12
06/04/2012
La segretaria Cgil, in occasione della presentazione del libro Le Notti della democrazia: "In Italia ci sono ancora troppe ombre". La casa editrice Ediesse ha pubblicato il volume dal titolo "Le notti della democrazia, Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà" a cura di Giuseppe Amari ed Anna Vinci. Susanna Camusso ha firmato la prefazione. L'intervista di Rosa Leanza durante la presentazione del libro.
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Due donne per la libertà, nelle notti della democrazia
da: Giulia giornaliste-6 Aprile 12
06/04/2012
Le notti della democrazia, Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà: un libro di Giuseppe Amari ed Anna Vinci. Abbiamo intervistato gli autori Protagonista del Novecento italiano, Tina Anselmi giovanissima scelse di fare la staffetta partigiana per contrastare il nazifascismo e poi alla fine della guerra, militò nella Democrazia Cristiana. Prima donna ad essere designata Ministro, fu poi chiamata a presiedere la commissione d'inchiesta sulla P2 di Licio Gelli ed indagare sulle infiltrazioni e nei gangli del potere democratico corrotto dalla loggia massonica. Di questi giorni l'impegno politico di Aung San Suu Kyi che fronteggia un'altra "notte della democrazia" nella Birmania occupata dai militari. Il libro "Le notti della democrazia. Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà" rende omaggio alle donne che hanno saputo farsi carico con coraggio e determinazione dell'avanzamento civile e democratico del proprio paese. Da sottolineare che la prefazione è a firma di Susanna Camusso, un'altra donna, eletta per la prima volta a guidare il più grande Sindacato italiano: la CGIL. Ne abbiamo parlato con gli autori Quali aspetti avete voluto mettere in luce? "Parlando di Tina Anselmi - racconta Anna Vinci, coautrice del libro - non potevamo non fare riferimento alla sua esperienza prima di partigiana e poi di Presidente della Commissione d'inchiesta sulla loggia massonica P2 di Licio Gelli. Abbiamo raccolto anche le testimonianze di persone che hanno lavorato con Tina in quel periodo: per esempio Giovanni Di Ciommo che era il segretario per quanto riguardava il Senato, essendo una commissione bilaterale, che ha condiviso con Tina Anselmi anche le minacce e i momenti difficili. Come anche Enzo Giaccotto che è stato segretario prima quando Tina è stata la prima donna Ministro nell'76 e poi diventato amico. Un caledoscopio di esperienze e di testimonianze e d'amicizia, anche intellettuale, di grande livello". Lei è anche autrice di un documentario su Tina Anselmi, il linguaggio visivo colpisce di più dello scritto? "Ho fatto anni fa per Rai Sat extra un video di cinquanta minuti nell'ambito della Piccola Storia, che era un programma che avevo curato con Lorenza Foschini e Luigi Mattucci ed io, in particolare, avevo fatto questo video di 50 minuti su Tina. Sono mesi che sta male e sta combattendo con la malattia, e nel video la vediamo che sta bene e in alcuni momenti ha una certa sua ironia che si coglie nel sorriso e quindi sentire la sua voce è importante. Spero che serva per quardare e troncare con il nostro passato perché, come direbbe Tina, in un momento come questo bisogna stare con gli occhi aperti soprattutto se vogliamo credere nel futuro, coltivare la memoria senza nostalgia e lei direbbe 'guardare nelle retrovie'. Spero che Tina e Suu Kyi ci aiutino a guardare al futuro". Come vi è venuta l'idea del libro? "La necessità di pubblicare un testo come questo - risponde Giuseppe Amari, altro autore del libro - deriva dal fatto che c'è sempre più bisogno di aumentare gli spazi della democrazia e della libertà. E' una battaglia mai terminata e completata, questo è uno degli insegnamenti importanti che ci viene sia da Tina che da Suu Kyi. Loro hanno combattuto, sono donne di generazioni diverse con 20 anni di differenza; di culture diverse, estrazioni diverse, di fedi diverse, ma che hanno sicuramente un aspetto comune che è quello della battaglia convinta, non aggressiva per la democrazia e per la ricerca della verità. Sono due cose collegate e in uno scritto della San Suu Kyi , mette insieme la 'tissa', ricerca della verità, con la 'metta' la gentilezza, la mitezza. Concetti che si ritrovano anche nella cultura cristiana e nella cultura di Erasmo che è anche il punto di riferimento della collana "gliErasmiani" appunto. Perché mettere insieme queste due donne? "Originariamente io e Anna avevamo collaborato su Tina Anselmi. Casualmente è successo che abbiamo scoperto la battaglia di Suu Kyi e con la consapevolezza della globalizzazione , con la convinzione che una battaglia sia vinta in un altro paese è una battaglia vinta per tutti, ed una sconfitta è una sconfitta per tutti. Oggi che anche la globalizzaizone finanziaria è andata molto oltre c'è bisogno di colmare questo gap tra globalizzazione finanziara e globalizzazione democratica. Ora mettere insieme due donne che hanno combattuto in tempi diversi, Tina Anselmi contro il nazifascismo e poi con una notte non meno insidiosa con l'occupazione occulta del potere e la notte della democrazia che sta vivendo Aung San Suu Kyi in uno stato militare e feroce, secondo noi è un bel modo per aiutare a capire meglio le insidie di chi è contro la democrazia". Una lotta da una generazione all'altra e da un capo all'altro del mondo, quindi? "Abbiamo ritenuto indispensabile mettere nel libro anche alcune lettere dei condannati a morte, perché è questa contiguità che vogliamo dare da un punto di vista temporale e da un punto di vista spaziale dei due diversi paesi. Ricordare chi ha combattuto contro la ferocia nazifascista, è stato un omaggio anche a Tina Anselmi che ha fatto la staffetta partigiana e quindi aver intercalato queste testimonianze drammatiche di persone che hanno patito per una battaglia che grazie a loro ci ha donato la costituzione italiana, e poi mettere in collegamento con alcuni resistenti birmani di oggi è congruente". Quale insegnamento ci lasciano queste due donne straordinarie? "La chiusura è di grande speranza, innanzitutto per ricordare il sacrificio estremo di chi ha perso la vita e dei loro familiari, è un omaggio a coloro che ancora con grande determinazione continuano a pretendere che si faccia verità fino in fondo rispetto alle zone oscure che rimangono e quanto poco è stato fatto dalle istituzioni politiche, questa è una denuncia che va fatta. È anche un incoraggiamento a questi magistrati onesti e ai familiari. Innanzitutto prima della giustizia chiedono la verità e questo è uno dei punti che collega strettamente le due donne. La speranza che questo dolore sia ben tenuto presente quando vengono fatti degli attacchi alla Costituzione per l'avanzamento sociale del nostro paese, quello che noi abbiamo in termini di avanzamento civile e sociale è dovuto proprio alle battaglie di queste persone, alle loro sofferenze. Il libro termina con un elenco di persone che sono cadute, che hanno sofferto, per la strategia della tensione, per le stragi, gli attentati che ci sono stati. Noi dobbiamo sapere che quello che noi abbiamo in termini di avanzamento civile noi lo dobbiamo a loro. Quindi tutte le volte che ci sono degli attacchi a questo avanzamento dobbiamo ricordare quello che sono costati e quindi ci devono rafforzare per difendere fino in fondo i valori affermati dalla nostra Costituzione". "Le notti della democrazia, Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà" a cura di Giuseppe Amari ed Anna Vinci, Ediesse edizioni.
Birmania - L'alba della democrazia
da: China Files-2 Aprile 12
02/04/2012
Il Premio Nobel per la pace ha ottenuto l’82 per cento dei voti nella sua circoscrizione di Kawhmuha, secondo un conteggio ufficioso fatto dal suo partito, la Lega nazionale per la democrazia che ha sua volta si sarebbe aggiudicata la maggioranza dei 45 seggi in palio nelle suppletive. Il voto di ieri era considerato un test il nuovo corso riformista impresso al Paese dei pavoni dal governo civile che un anno fa ha preso il posto della giunta militare al potere dal 1962, sebbene ancora considerato un'emanazione dei generali che detengono un quarto dei seggi di un Parlamento dominato dal loro braccio politico, il Partito di Unione per la Solidarietà e lo Sviluppo. La candidatura della “Signora”, come è chiamata dai suoi sostenitori, non aveva mancato di far sorgere critiche da quanti la accusavano di mettere a rischio la sua lotta per la democrazia dando credito all'esecutivo guidato dall'ex numero due dei generali, il presidente Thein Sein, che smessa la divisa avrebbe semplicemente indossato giacca e cravatta. “Le persone cambiano. Il semplice fatto che sia stato un militare non vuol dire che ora non stia cambiando. Rinfacciando il passato non si arriva al dialogo”, ha detto a China Files, Beaudee Zawmin, esule ed esponente dell'opposizione democratica birmana. L'occasione è la presentazione di Le notti della democrazia. Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, due donne per la libertà (ed. Ediesse, 2012, euro 18.00) a cura di Giuseppe Amari e Anna Vinci. “Due donne accomunate da una grande affinità concettuale e culturale”, hanno spiegato i due studiosi, “C'è una profonda affinità elettiva che emerge dai loro scritti, nonostante la diversa età e le diverse fedi religiose”. L'antologia è un viaggio nella biografia di Anselmi e Suu Kyi e nella storia sia della Birmania sia dell'Italia, ricostruita con documenti sul progetto eversivo della P2, sui ricordi della resistenza, sui concetti di libertà e democrazia. Tra gli scritti birmani, oltre alle lettere della “Lady” ci sono anche testi di quella parte del movimento democratico che si riconosce in Aung San Suu Kyi, ma che lotta a proprio modo. “Tutti siamo coinvolti. La politica in Birmania non è soltanto fare politica. È occuparsi della condizione femminile, dei bambini, dei lavoratori, di tutti quelli che sono in difficoltà”, spiega Zwamin, che nel libro racconta la sua battaglia dall'esilio, “Noi per esempio lavoriamo con i rifugiati in Thailandia e in India”. La conquista della democrazia, aggiunge, è il primo obiettivo. “Non siamo contro i militari, vogliamo soltanto cambiare il sistema e trovare soluzioni, per questo sosteniamo Aung San Suu Kyi”. Per i birmani, continua, la Signora non è soltanto un simbolo, è una leader dotata di carisma e con la volontà di arrivare a risultati. I birmani la rispettano perché riconoscono che negli anni si è sacrificata per la causa. “Quando deciderà di ritirarsi è però già pronta una nuova generazione di leader. Penso per esempio agli esponenti del movimento studentesco appena scarcerati e pronti a farsi coinvolgere. Ci sono inoltre i giovani esuli. Almeno tre milioni di birmani vivono fuori dal Paese e attendono di poter tornare per dare una mano e mettere a disposizione le loro conoscenze”. Secondo il Finacial Times, la mancanza di dirigenti preparati, capaci di gestire il processo di riforma è uno dei principali ostacoli del nuovo corso birmano impresso dopo le elezioni del novembre 2010, le prime indette dall'ormai disciolta giunta militare in vent'anni. “Le riforme stanno procedendo a un ritmo che non ci saremo mai aspettati. Abbiamo però bisogno del sostegno della comunità internazionale affinché non ci sia un ritorno al periodo dei generali”. Zawmin, come altri osservatori, è preoccupato per lo scarso “capacity building” del Paese dei pavoni. “Servono persone per fare le riforme. Per questo chiediamo alla comunità internazionale di aiutarci non soltanto con investimenti, ma anche con progetti in campi come l'istruzione. E chiediamo al governo di permettere ai birmani in esilio di tornare. Vogliono contribuire e aspettano un visto o una legge che dia loro questa opportunità”. Così come occorre continuare a collaborare con i Paesi vicini, su tutti India e Cina, come sta già avvenendo per trovare accordi con le milizia etniche. Naturalmente, come sottolineato alla vigilia del voto dal capo di Stato maggiore delle Forze armate, Min Aung Hlaing, l'esercito continuerà ad aver un ruolo nella politica. D'altronde lo ha avuto per oltre quarant'anni e non “è credibile che tutto cambi all'improvviso”, ha aggiunto Zawmin. Con la convinzione però che se si è sinceri si possa ottenere ciò cui si ambisce. A patto di volerlo.
Aung San Suu Kyi e Tina Anselmi: voglia di libertà. Parla S. Camusso
da: Radio Articolo 1-29 Marzo 12
29/03/2012
Susanna Camusso interviene alla presentazione del libro a cura di Giuseppe Amari e Anna Vinci "Le notti della democrazia" (28 marzo, Roma, Palazzo Valentini)
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Tina Anselmi e Aung San Suu Kyi, come la donna diventa esempio di libertà
da: il Futurista-24 Marzo 12
24/03/2012

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