La rappresentanza del lavoro marginale
Precariato, sindacati e organizzazione sociale a Milano e a Buenos Aires Casi italiani: i lavoratori immigrati all’Ortomercato comunale, gli scienziati precari, le «donne delle pulizie» a Milano. Casi argentini: la storia della Fondazione Alameda, i cartoneros, le lavoratrici domestiche a Buenos Aires.
Prefazione di: Bianca Beccalli
Prefazione di: Enrico Pugliese
Pubb. : Luglio 2018
232 pag
ISBN: 978-88-230-2145-7
Collana: Saggi
Descrizione
Donne, immigrati e precari vivono con dizioni di lavoro particolarmen te difficili e la recente crisi economica ha ampliato il loro numero e ha reso la loro mancata tutela un problema sociale particolarmente avvertito. Gli stessi sindacati trovano difficoltà a rappresentarli sia per le instabili condizioni di lavoro sia per le complesse esigenze personali, e stan no svi luppando nuove strategie per ottenere il loro consenso. La maggior parte degli stu di si è soffermata tuttavia sulle scelte strategiche delle grandi organizzazioni mentre in questa ricerca viene adottata una prospettiva rovesciata che si interroga sui modi in cui gli stessi soggetti contribuiscono al cambiamento della rappresentanza. Nel volume vengono confronta te le forme di difesa del lavoro marginale in due metropoli, Milano e Buenos Aires, mol to diverse tra loro ma accomunate dagli stessi processi di precarizzazione tipici della condizione post-fordista. Per ciascu na delle due città sono stati scelti casi particolarmente significativi: a Buenos Aires sono stati studiati i raccoglitori di rifiuti urbani che hanno dato vita al sindacato dei cartoneros, le lavoratrici im migrate boliviane del comparto tessile che si sono liberate dal lavoro schiavo per fondare nuove cooperative, le colf che hanno dato vita a un sindacato di donne unico nel suo genere; di Milano vengono presentati i casi dell’Ortomercato – caratteristico per la presenza del lavoro clandestino –, delle donne delle pulizie negli ospedali e negli uffici pub blici, dei giovani ricercatori precari dell’Istituto nazionale dei tumori e dell’Istituto Car lo Besta. I casi considerati sfidano le forme tradizionali della rappresentanza e spingono i sindacati verso un rinnovamento culturale prima ancora che organizzativo.