Jeans da morire
Da Genova a Istanbul: tra i sabbiatori dei jeans in Turchia
A cura di: B. Montagna
A cura di: Sonia Pozzi
Pubb. : Marzo 2011
248 pag
ISBN: 88-230-1547-0
Collana: Materiali
Descrizione
Per chi li indossa sono segno di giovinezza. Se sono scoloriti e dall’aspetto consunto hanno un fascino in più. Per chi li produce sono diventati causa di malattia e di morte. Dal 2005 quarantasei operai turchi che lavoravano nelle fabbriche di jeans hanno perso la vita uccisi dalla silicosi. L’ennesima strage del lavoro ignorata dai media. Jeans da morire la racconta con una appassionante ma rigorosa ricostruzione di dati, fatti e responsabilità, rompendo il silenzio che avvolge questa vicenda. Il volume propone anche la traduzione in lingua inglese dell’intero testo.
Rassegna:
Jeans invecchiati, un affare mortale per i lavoratori
da: Liberazione-20 Marzo 11
20/03/2011

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Morire di jeans
da: Il Mese di Rassegna Sindacale-23 Marzo 11
23/03/2011

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Jeans: la condanna a morte di molti, quell'effetto scolorito
da: Redattore sociale-17 Mag 11
17/05/2011
JEANS DA MORIRE a cura di Silvana Cappuccio, Martina Toti. Tanti li indossano per via di quell'effetto vintage e invecchiato cosà di moda oggi, ma pochi sanno che il prezzo per produrli vale spesso la vita dei lavoratori. Sono i jeans scoloriti, ottenuti tramite il processo di sabbiatura, tecnica consistente nello 'sparare sui capi sabbia contenente polvere di silice. Solo in Turchia nel 2005 sono morti di silicosi 46 operai, a causa delle sostanze inalate nelle fabbriche: erano per lo più lavoratori in nero e immigrati, ed avevano tutti meno di 30 anni. Il libro-inchiesta di Silvana Cappuccio e Martina Toti, edito in doppia lingua, racconta la vicenda di questi giovani operai che, spinti dal bisogno di un'occupazione stabile, hanno accettato di lavorare per 10-12 ore al giorno in luoghi senza misure di sicurezza, ignorando molto spesso i rischi che stavano correndo. Sono storie spesso dimenticate dai media, coperte da omertà  e indifferenza perché non facevano notizia. Da qui l'intento del libro: 'Jeans da morire vuole impedire che la strage di morti per silicosi continui, scrive la Cappuccio. La sabbiatura è una tecnica che condanna inesorabilmente alla malattia e spesso alla morte, eppure la pericolosità  della polvere di silice è nota da tempo. La ragione dei produttori è semplice: il mercato dei jeans è in costante aumento e in ogni business vale la regola del vendere il più possibile, riducendo i costi al minimo. Compresi, purtroppo, quelli sulla salute dei dipendenti. È per questo che alcune imprese europee, pur di far profitto, hanno spostato la produzione in Stati privi di normative in materia, come la Turchia, dove si stima che tra le 10mila e le 15mila persone negli anni scorsi si siano ammalate di silicosi. Finché, nel 2008, è nato qui un Comitato di solidarietà , che ha avviato una battaglia legale contro i datori di lavoro, per sostenere i diritti dei lavoratori affetti da questa malattia. La campagna ha avuto successo: finalmente nel Paese si sono accesi i riflettori su questa drammatica vicenda e ad aprile 2009 il Ministero del Lavoro ha proibito la sabbiatura manuale di jeans in Turchia. Ma il divieto ha solo spostato il problema, perché le imprese hanno trasferito le lavorazioni in altri Paesi, dove usufruiscono di manodopera a basso costo e dell'assenza di normative sulla sicurezza. Anche se non mancano esempi positivi (nel 2010 Levi's e H&M hanno bandito la sabbiatura dai loro prodotti), la pratica non è stata ancora dichiarata fuorilegge, per cui il processo continuerà  a mietere vittime. Il libro contiene contributi di giornalisti, sindacalisti e rappresentanti di enti a difesa dei lavoratori. Con un invito, rivolto al lettore-consumatore, ad un consumo critico: 'Informarsi sui prodotti che si acquistano, sulle condizioni sociali e ambientali che vi sono 'dietro' - scrive Patrick Itschert -, è un approccio responsabile che un maggior numero di cittadini dovrebbe adottare. (claudia cinciripini)
Jeans da morire
da: Modus Vivendi-1 Giugno 11
01/06/2011

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