Il mio viaggio fortunoso
Claudio Cianca si racconta
A cura di:
Dicembre 2009
120 pag
ISBN: 88-230-1398-8
Collana: Storia e memoria
Descrizione
Il 25 giugno 1933 Claudio Cianca fa esplodere un ordigno inoffensivo nel pronao della Basilica di San Pietro. Ha soltanto vent’anni e con il suo gesto vuole richiamare l’attenzione del mondo sull’Italia oppressa dal fascismo. Condannato a 17 anni di carcere, torna libero il 9 settembre 1943 e partecipa alla Resistenza romana. Nel dopoguerra è dirigente della CGIL, parlamentare comunista, consigliere comunale in Campidoglio, protagonista di memorabili battaglie contro la speculazione fondiaria ed edilizia, leader carismatico degli edili, che lo accolgono con grande calore quando va nei cantieri a tenere i «comizi volanti».
In questo libro-intervista Cianca rievoca momenti cruciali della storia italiana del Novecento di cui è stato testimone, partecipe, protagonista. Ai toni enfatici preferisce la divertita ironia, ispirata da una visione ottimistica che lo induce a ritenersi fortunato – «Se non mi avessero messo dentro forse sarei morto in qualche fronte di guerra» – e a trasmettere alle giovani generazioni un messaggio di speranza e di libertà.
In allegato il DVD con l'intervista a Claudio Cianca.
Rassegna:
Il ragazzo Cianca che non fece il saluto al duce
da: l'Unità-29 Dicembre 09
29/12/2009
E' il suo primo atto di ribellione. La scolaresca in piedi si esibisce nel cosiddetto 'saluto al duce. Lui si rifiuta. Sto parlando di Claudio Cianca per molti anni dirigente della Cgil. Racconta di sé in un libro 'Il mio viaggio fortunoso, a cura di Giuseppe Sircana (Ediesse) e in un Dvd. E' un personaggio cresciuto alla scuola dell'antifascismo, accanto al padre e allo zio, Alberto Cianca, tra i promotori del partito d'Azione. Cosà Claudio, appena ventenne, il 25 giugno del 1933, fa esplodere una bomba, un ordigno inoffensivo nel pronao della basilica di San Pietro. Un'impresa che non provoca vittime, fatta per richiamare l'attenzione sul regime oppressivo. E che gli costa una condanna a 17 anni. Può però tornare libero il 9 settembre del 1943, per partecipare alla resistenza. Mentre a guerra finita comincia la sua lunga esperienza sindacale, soprattutto nel campo dell'edilizia. Quel che colpisce leggendolo e ascoltandolo, oggi quasi centenario, è la serena capacità  di ragionare e riflettere senza alcun spazio alla retorica. Come se fosse una vita qualunque, una vita normale. Un racconto che spiega bene quali forze, quali energie quali valori abbiano contribuito a formare il principale sindacato italiano. E come certi fenomeni che oggi il sindacato affronta, in dimensioni ben diverse, siano stati presenti anche nel passato. E' il caso dei lavori saltuari, atipici. Siamo nel dopoguerra e Claudio Cianca, amato leader degli edili romani, prima di diventare segretario generale della categoria, descrive un mondo del lavoro che, tra le macerie, cerca di venire alla luce. Sono cosà organizzati i cosiddetti 'cantieri a regia. Qui si abbattono colline, si aprono nuove strade. A lavorare sono anche studenti, ex impiegati, ex negozianti, assunti a giornata dalle imprese che poi ricevono un compenso dal genio civile. Lavori che possono durare un mese, due mesi. Una precarietà  al servizio della ricostruzione. Un'altra esperienza significativa è quella degli scioperi alla rovescio con i disoccupati che con badili, zappe e picconi vanno a sistemare le strade della borgate, E dopo il lavoro manifestano per chiedere al Comune il pagamento dei salari. Di questo e di altro si occupava un sindacato che cercava già  allora di collegare le concrete questioni materiali all'interesse generale. E anche in quell'epoca c'erano acutissime le polemiche tra le organizzazioni. Cianca rammenta la scissione del 1948 con un primo maggio in Piazza del Popolo, con lui che dileggia ironicamente i 'crumiri della Cisl riuniti in un teatro, l'Adriano. Subito dopo prende la parola Giuseppe Di Vittorio che invece saluta quel pezzo di popolo della Cisl: 'dobbiamo augurarci che presto ci sia una riunificazione sindacale. Una lezione che Claudio fa propria e trasmette a tutti noi in tempi difficili eppure non paragonabili al 1948.
Il '900 nei ricordi di un protagonista
da: La Repubblica ed. Roma-25 Gennaio 10
25/01/2010

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Il viaggio fortunoso di Claudio Cianca
da: Rassegna Sindacale-27 Gennaio 10
27/01/2010

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Quella bomba in San Pietro
da: Corriere della sera-28 Gennaio 10
28/01/2010

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Il mio viaggio fortunoso
da: Patria Indipendente -21 Febbraio 10
21/02/2010

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Racconti di vita e di passioni nel sindacato
da: Conquiste del Lavoro-3 Aprile 10
03/04/2010

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Claudio Cianca, un secolo di battaglie per il lavoro
da: l'Unità-4 Settembre 13
04/09/2013

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Cent'anni di Cianca. Auguri partigiano
da: il Fatto Quotidiano-5 Settembre 13
05/09/2013

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I cento anni di Claudio Cianca. Un'altra politica
da: Corriere della sera-5 Settembre 13
05/09/2013

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Addio a Claudio Cianca, una vita per i diritti
da: Corriere della sera-23 Febbraio 15
23/02/2015

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Cianca, il partigiano della bomba di San Pietro
da: Repubblica-24 Febbraio 15
24/02/2015

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Il mio viaggio fortunoso
da: Le monde diplomatique-17 Marzo 15
17/03/2015

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