Il corpo e lo spazio della pena
Pubb. : Novembre 2011
ISBN: 88-230-1601-9
Collana: Saggi
Descrizione
La vertiginosa crescita delle incarcerazioni nell’ultimo ventennio ha fatto esplodere il problema del sovraffollamento penitenziario, e con esso quello della qualità della pena nel rispetto della dignità della persona detenuta. Tra timide riforme e occasionali provvedimenti deflattivi, la costruzione di nuove carceri e la saturazione di quelle esistenti continuano a dominare l’agenda politica. La struttura architettonica, la qualità edilizia e la collocazione urbanistica del penitenziario corrispondono alla sua funzione e al modo di interpretare la pena privativa della libertà. Chi si propone di riformare la pena non può rinunciare, quindi, a ripensare lo spazio penitenziario, almeno fino a quando il carcere resterà dominante nelle nostre culture e nelle nostre pratiche punitive. Testi di Sebastiano Ardita, Vittorio Borraccetti, Cesare Burdese, Alessandro De Federicis, Patrizio Gonnella, Francesco Maisto, Corrado Marcetti, Alessandro Margara, Mauro Palma, Sonia Paone, Eligio Resta, Leonardo Scarcella, Adriano Sofri, Maria Stagnitta, Grazia Zuffa.
Rassegna:
Carcere, le basi della riforma
da: il Manifesto-23 Novembre 11
23/11/2011

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Fattore Umano | «La galera ha bisogno di aria e di luce»
da: Silvioscaglia blog-19 Novembre 11
19/11/2011
Il corpo e lo spazio della pena: un libro di prossima uscita su architettura, urbanistica e politiche penitenziarie. A colloquio con uno dei tre curatori, Franco Corleone, coordinatore nazionale dei Garanti dei detenuti e Garante a Firenze. Le riforme possibili, le riflessioni sul senso della pena «Il sovraffollamento delle carceri non è come un terremoto, un incidente naturale, al contrario è il frutto di scelte sbagliate». Chi parla è Franco Corleone, ex sottosegretario alla Giustizia dal 1996 al 2001, attualmente Garante per i diritti dei detenuti a Firenze e Coordinatore nazionale dei Garanti territoriali. Tra le mani mostra l'ultima fatica Il corpo e lo spazio della pena (Ediesse edizioni), in libreria dal prossimo 23 novembre. È il frutto di un lavoro collettivo, nato da due seminari del 2009 e 2010, di cui Corleone è uno dei tre curatori, accanto a Stefano Anastasia, docente di Filosofia e Sociologia del Diritto a Perugia, e Luca Zevi, architetto e urbanista. «Nel libro c'è l'ambizione ' aggiunge Corleone ' di proporre un disegno di politica della giustizia e di politica penitenziaria. Mi auguro che il nuovo ministro abbia voglia di tenerne conto perché c'è tutto: da come concepire gli spazi e i luoghi dell'architettura penitenziaria, all'idea che il carcere debba essere un luogo di responsabilizzazione e non dove si ritorna infantili, c'è il tema delle pene alternative, dei limiti che deve avere la carcerazione preventiva e altro ancora. Sono 15 interventi, di altrettante persone che si dedicano da anni su questi temi, che non posso elencare tutti, ma che riflettono ' ritengo ' la frase finale con cui Adriano Sofri chiude il suo intervento che vorrei citare: 'Io penso che il fine della pena sia la fine della pena. Come non essere d'accordo?» Dottor Corleone, si diceva degli spazi e dei luoghi dell'architettura penitenziariaâ?¦ Non si risolve l'emergenza con nuove carceri. Certo, bisogna costruirne di nuove ma giusto per chiudere quelle immonde dove adesso si accatasta la gente. Carceri vecchie, antiche, dove diventa difficile garantire il recupero, la salute e la dignità  dei reclusi. Poi bisogna cominciare a distinguere: non si possono mettere negli stessi luoghi le mamme con i figli, le persone in attesa di giudizio, i semiliberi e i detenuti con il 41-bis. Bisogna differenziare, costruire luoghi diversi e separati, in questo consiste il ripensare l'architettura dell'edilizia penitenziaria. Ma intanto c'è il degrado degli oltre 67mila ristrettiâ?¦ Come dicevo, non è un degrado naturale e inevitabile, è frutto di errori, culturali e politici innanzitutto. In cifre: se in un anno passano dalle carceri 80mila persone, sappiamo che 26mila sono piccoli spacciatori, di cui 16mila sono tossicodipendenti, e che il 40% di chi entra è in attesa di giudizio. Che senso ha mischiare tutti negli stessi identici luoghi. Ci sono esperienze all'estero dove il tema della differenziazione dei luoghi è stato affrontato, penso alla Danimarca. Sarebbe anche un modo per introdurre responsabilità  e non infantilismo. Che senso ha chiedere a uomini maturi, in attesa di giudizio, magari con una vita famigliare professionale alle spalle, di dover fare la 'domandina per una scatola di pomodori? Che senso ha mettere negli stessi luoghi chi è in semilibertà  e chi deve scontare venti anni? Ad esempio, bisognerebbe creare quelle che chiamiamo le Case della semi-libertà , luoghi dove costruirsi il futuro. Oltre l'architettura? Oltre l'architettura, oltre il corpo e lo spazio della pena, c'è tutto il resto: ripensare il senso della pena, abolire leggi criminogene sulla droga che inchiodano nelle carceri decine di migliaia di persone, chiudere gli OPG, fare davvero una riforma della giustizia, riscrivere il codice penale, rivisitare la riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria limitandone i compiti al controllo delle sezioni del 41-bis e dell'Alta Sicurezza, alle traduzioni e alla vigilanza antievasione. E le altre funzioni? Affidarle a un Corpo civile che sviluppi percorsi educativi e trattamentali riprendendo, ad esempio, il modello della Catalogna. Le cose da fare sono molte e possibili. Ma siamo in ritardo.
Carceri, il governo ora farà  qualcosa?
da: Oggi-7 Dicembre 11
07/12/2011

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E' una galera, però d'autore
da: il sole 24 ore-18 Dicembre 11
18/12/2011

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Cosa fare per il reinserimento sociale e lavorativo del detenuto? Anastasia a Tv2000
da: Nel cuore dei giorni - TV2000-19 Dicembre 11
19/12/2011
Con Giampiero Spirito nella trasmissione 'Nel cuore dei giorni c'è Stefano Anastasia, ricercatore di filosofia del diritto all'Università  di Perugia. Si affronta il tema del sovraffollamento delle carceri e degli Istituti penitenziari partendo dal libro 'Il corpo e lo spazio della pena (Ediesse) scritto da Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi.
Link alla risorsa
Carcere e società 
da: E-il mensile-2 Gennaio 12
02/01/2012
C'è un confine sottile, tra il progetto e la pratica. Come una terra di nessuno, abitata dall'emergenza. Una zona grigia, informe, dove le responsabilità  giocano a nascondersi. Il carcere, in Italia, è un'emergenza. Lo dicono tutti, destra e sinistra, istituzioni e società  civile. Al punto che viene da domandarsi se qualcuno l'abbia mai voluta davvero affrontare. Un libro traccia una linea. Il corpo e lo spazio della pena ' Architettura, urbanistica e politiche penitenziarie, a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone e Luca Zevi, Ediesse editore, è davvero uno strumento importante per provare a orientarsi nella nebbia dell'emergenza carcere. Perché accende delle luci, come potenti riflettori, su alcune contraddizioni del nostro sistema. Con una serie di saggi, che spaziano da quello di Adriano Sofri che invita a riflettere sul corpo del detenuto, fino all'architettura penitenziaria, trattata fino a oggi come un mero fatto numerico, di posti letto da ricavare, mai come una filosofia posta alla base dello stato di diritto. La nostra Costituzione, scritta da tanti che la galera fascista la portavano ancora impressa sulla pelle, è chiara: la pena ha un senso se recupera. La pena, quando diventa vendetta, punizione fine a se stessa, trascendendo nella violazione dei diritti cancella ogni confine tra il giudicato e il giudicante. Come se chi condanna non riuscisse più a vedere la differenza con il condannato. Ecco allora proposte, idee, temi. Dalla carcerazione preventiva alle pene alternative, dalle idee innovative di edilizia carceraria al rispetto dei diritti dei detenuti come forma di civiltà , da quello all'affettività  a quello alla salute. Il grado di civilizzazione di una società  si misura dalle sue prigioni, diceva Dostoevskji. Parlando di tutti noi.
La cella del prigioniero bambino
da: l'Unità-6 Gennaio 12
06/01/2012

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Un laboratorio per imporre ordine e disciplina all'intera società 
da: il Manifesto-20 Gennaio 12
20/01/2012

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Gli spazi esigui della pena
da: Conquiste del Lavoro-3 Marzo 12
03/03/2012

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Carcere, le cose da fare subito
da: il Manifesto-19 Aprile 12
19/04/2012

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Sul carcere solo aria fritta
da: La nuova Ferrara-20 Ottobre 12
20/10/2012

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