I poeti incontrano la Costituzione
«Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo». George Santayana
A cura di:
Pubb. : Gennaio 2017
192 pag
ISBN: 978-88-230-1993-5
Collana: Arte e lavoro
Descrizione
Chi meglio del poeta-scrittore può avere facoltà di descrivere un avvenimento così importante della nostra memoria collettiva e della storia della nostra democrazia come la nascita della Costituzione? Nasce così l’idea di costruire un percorso a più voci che rilegga la nostra Carta fondamentale con gli occhi della letteratura, affrontato da generazioni che hanno avuto con essa rapporti indiretti ma forti, sostenuti dall’orgoglio e dall’identità partecipativa trasmessa loro dall’esperienza e dai ricordi dei padri o addirittura dei nonni. Dopo aver celebrato i settant’anni della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo e aver spento le settanta candeline della Repubblica, questo libro vuole essere soprattutto un appello affinché tali premesse costituzionali si concretizzino nella loro carica etica e democratica, soprattutto oggi, in cui il nostro paese è preda di un malessere che affievolisce e sfilaccia il tessuto dei rapporti interpersonali. Oggi spetta a tutti noi tenere viva la tensione morale, la forza di volontà, la spinta riformatrice che caratterizzarono il lavoro dei padri costituenti, poiché con la poesia, la creatività, la cultura si possono recuperare le energie perdute per scongiurare la «profezia» di George Santayana: «Coloro che non ricordano il passato sono condannati a ripeterlo».
Rassegna:
Che poesia, la Costituzione!
da: patriaindipendente.it-16 Gennaio 17
16/01/2017
È uscita in gennaio una promettente antologia poetica dedicata alla Costituzione. È un progetto originale di Carla Guidi, giornalista e scrittrice, e di Massimo De Simoni, presidente dell'Associazione Etica, che raduna intorno al testo costituzionale contributi disparati, di poesia e prosa. I vari punti di vista e ispirazioni ci offrono un commento vitale, un coro ricco di esperienze diverse che riflette il respiro contemporaneo. 'Siamo dentro un percorso virtuoso di memoria ' scrive Franco Marini nella prefazione ' che ha per materia noi stessi, i fondamenti del nostro stare insieme e le ragioni, non disgiunte da sacrifici, che spinsero allora i nostri padri a scegliere libertà  e democrazia e che spingono noi oggi a non fare di quel pezzo di storia una roba da bacheca, un soprammobile impolverato. Sembrerebbe impossibile a prima vista ingabbiare gli slanci poetici di 30 autori al seguito dei vari articoli della Costituzione, ma, se pensiamo al valore etico dei principi fondamentali rinnovatori del nostro Stato, possiamo comprendere come si possano conciliare con l'umano, con le speranze, gli stati d'animo, i vissuti, le rimembranze. La Storia in fin dei conti è cosa che ci riguarda da vicino. Vi si può accedere in tanti modi, anche con i versi, romantici, realisti, surreali, ironici o con la memoria partecipe. Vedremo cosà apparire nobili fantasmi come il Matteotti di Dante Maffia, o il drammatico appello a non dimenticare la vista dei camini di Antonietta Lestingi, accanto agli echi di storia sui Sampietrini di Antonio Bruni, all'amara constatazione di Daniela Frascati di un Patto dei giusti divenuto il respiro di una civiltà  senza memoria, alla prosa di Mario Musumeci costretto a studiare e 'scoprire la Costituzione per un posto di lavoro. 'Chi meglio del poeta-scrittore ' avverte Carla Guidi ' ha dimestichezza con l'affettività , ricordi singoli e comuni legati ad avvenimenti cosà importanti della nostra memoria collettiva e della nostra democrazia? Perché lo scrittore, in genere, ha questo compito che lo voglia o no, cioè fare da intermediario simbolico e catalizzatore di moti dell'animo rispetto a un passato, non molto lontano, che ha lasciato però un segno indelebile nella nostra vita sociale e politica, nella nostra cultura ma anche nel nostro immaginario collettivo. 'Quante volte abbiamo incontrato la Costituzione nelle piazze ' scrive Massimo De Simoni ' davanti alle fabbriche o alle scuole; l'abbiamo vista evocata, gridata e accompagnata da lavoratori e studenti, come anche da donne e uomini che, pur arrivando da terre lontane, la riconoscono come una Carta dell'accoglienza e del rispetto reciproco. Una Carta a tutela anche della diversità  di ciascuno di noi. Nel testo, le poesie e i commenti sono raggruppati sotto ogni articolo, o coppie di articoli costituzionali più importanti, o frasi storiche, in modo organico, ma le singole interpretazioni sono variegate e libere. Le completa la parte dedicata alla Resistenza, elemento integrante del testo costituzionale. Ben venga un libro che ribadisce in modo originale l'attualità  della Carta fondamentale e la necessità  di difenderla pur adeguandola alle necessità  temporali. Ne è prova l'interesse recente intorno ai dibattiti sul referendum, l'accorrere dei votanti e il suo esito. La Costituzione è come l'albero maestro di un veliero, punto di riferimento e di sostegno nella navigazione ed ha in sé a largo raggio tutte le possibilità  di sviluppo e di miglioramento in senso progressivo. Giusta perciò la cautela dimostrata dai lungimiranti nell'affrontare cambiamenti frettolosi. I venti malefici ' come quelli, celati ma abbastanza intuibili nei sacchi dei marinai nella barca di Ulisse ' sono sempre pronti a soffiare contro la grande conquista di libertà  dell'antifascismo. Cosà è un bene questo fiorire di sempre nuovi modi di rievocare, anche alla luce del presente, la tensione morale e la spinta riformatrice che caratterizzò il lavoro dei padri costituenti. Le nuove generazioni, sprofondate in un deserto ideale, hanno bisogno di validi esempi. Serena D'Arbela, scrittrice, traduttrice, giornalista
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