Graziemila
Eboli, San Nicola Varco: cronaca di uno sgombero
Pubb. : Ottobre 2010
114 pag
ISBN: 88-230-1494-7
Collana: Arte e lavoro
Descrizione
Con lo sgombero del ghetto di San Nicola Varco di Eboli, dove da anni erano costretti a vivere, in un assoluto degrado, più di ottocento braccianti marocchini impiegati nell’agricoltura della Piana del Sele, si scrive un’altra pagina nera della storia dei migranti nel nostro paese. Le ragioni che mi spingono ad esporre quegli eventi derivano dal profondo dolore che ho avvertito quel giorno. Sarà solo quello a guidare la penna nel racconto tormentato di chi l’ha subito, attingendo alle sensazioni che ho vissuto. Quel giorno, tra i più tristi della mia vita, ho sentito un peso che mi ha travolto interamente e sotto il quale gemevo impotente. Oggi, mentre percorro pensieroso le strade della Piana, li rivedo ancora tutti, i ragazzi di San Nicola Varco. Stanno ancora qui, non si sono mossi. Vivono in baracche, ruderi rurali, stalle, qualcuno ha trovato casa nei centri urbani, qualcuno dorme sotto le serre e sotto gli alberi. Tutti sono più deboli, spremuti e sfruttati nel lavoro dei campi, come e più di prima, dai caporali. Cosa possono aspettarsi dalla vita questi girovaghi instancabili a cui nessuno presta aiuto? Porte chiuse in faccia e malasorte. Il peso di una vita che vita non è, e ad ogni passo lo spirito maligno che mostra la via della salvezza nella fuga da volti duri e gente ostile. (brano tratto dal libro).
Rassegna:
Dris si è fermato a Eboli
da: il Manifesto-10 Novembre 10
10/11/2010

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Graziemila
da: Il Denaro-20 Novembre 10
20/11/2010

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"Graziemila" cronaca di uno sgombero
da: il Quotidiano della Basilicata-2 Dicembre 10
02/12/2010

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Come Appestati
da: Rassegna Sindacale-3 Novembre 10
03/11/2010

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A. Botte, Graziemila - Eboli, San Nicola Varco: Cronaca di uno sgombero
da: AE - rivista trimestrale della Flai-Cgil-1 Dicembre 10
01/12/2010

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Vincitori e vinti a San Nicola Varco? Anselmo Botte e la sua cronaca di uno sgombero
da: Oltrecultura-16 Ottobre 10
16/10/2010
Tornarono a vedere oltre il "ghetto" un sole diverso quella mattina dell' 11 novembre 2009, rotta ogni residua parvenza di 'comunità' solidale, ognuno un poco più solo e disperato. Oltre centocinquanta marocchini sgomberati a San Nicola Varco, una più vasta e "illegale" comunità di oltre ottocento connazionali che già nella notte precedente si era dispersa nelle campagne circostanti e verso nuovi "sfruttamenti", dopo anni di occupazione/abitazione di un'area destinata a mercato ortofrutticolo, mai attrezzata, un progetto incompiuto degli anni '80 rampanti e protervi. Cronaca ed impressioni, umanità e legalità, parole d'ordine ed emozioni girano nell'aria tersa di quella giornata autunnale, scongiurata eppure attesa, in quel luogo-simbolo di degrado lungo la SS. 18 a dieci kilometri da Eboli, provincia di Salerno, le cattura con sobria umanità il sindacalista, e scrittore per l'occasione, Anselmo Botte nel suo libro "Graziemila" Ed. Ediesse (2010) corredato dal DVD con i filmati dell'intervento. Nello spazio della Libreria Einaudi di Salerno la presentazione martedì 12 ottobre 2010, mentre scorrevano le riprese dei 15 minuti girati dalla troupe della locale emittente televisiva Telecolore, un allontanamento civile e pacifico, ordinato e rassegnato, di quei circa centocinquanta rimasti nell'insediamento, dopo una notte di spontanea evacuazione dei tanti che, alle notizie trapelate dell'arrivo all'indomani di polizia e blindati, preferirono dileguarsi nella notte con sgangherate macchine, colme all'inverosimile di miseri averi, e biciclette a mo' di ferraglie, inghiottite nel buio di un destino temuto e sconosciuto. Ne hanno discusso con l'autore, Antonio Manzo redattore de' Il Mattino che seguì le operazioni, Luisa Cavaliere a nome della Fondazione L'Annunziata Mediterraneo e Franco Tavella Segretario Generale CGIL Salerno. E' da anni che studiosi italiani e stranieri lamentano che i fenomeni migratori, rilevati da un punto di vista statistico-quantitativo, ma senza una seria analisi e progettualità, sono ignorati nella più ampia riflessione sulla storia della penisola, nonostante costituiscano un elemento centrale del suo sviluppo. I processi di emigrazione ed immigrazione sono una costante della vicenda peninsulare, forse anche per la configurazione delle sue frontiere naturali, con una centralità nella circolazione mediterranea che secondo lo storico Fernand Braudel ha conferito unitarietà alle civiltà dell'intero bacino, seppure in un sistema reticolare di feconde eterogeneità. I tempi più recenti, purtroppo, segnano una incapacità di creare sane ed auspicabili politiche di accoglienza a questi massicci fenomeni. Al limite del disumano, in alcuni casi sfociato in aggressioni e violenze, nel colpevole silenzio e nel "necessitato" sfruttamento, si consente una teoria ed una pratica culturale di "scontro di civiltà" che nega ogni elementare regolazione ed integrazione, questa la faccia dell'immigrazione che si tende ad ignorare. L'autore ha adottato la difficile comunità di San Nicola Varco già occupandosene nel suo primo libro "Mannaggia la miserìa. Storie di braccianti stranieri e caporali nella Piana del Sele" Ed. Ediesse (2009), extracomunitari irregolari e non, insediati da anni eppure "invisibili", in una morsa di sfruttamento originato da "traffici illegali" e partenze gestite da una criminalità organizzata, che "accompagna" lo sbarco in Italia al costo di circa settemila euro . Il nuovo libro racconto la truffa di questi trafficanti di false assunzioni, che prometteno casa e lavoro regolare in aziende, purtroppo fittizie, restando soltano, raggiunta la "terra promessa", la crudezza di un caporalato che procaccia lavoro "in nero" . Il "pacchetto" comprende delusioni e degrado, schiavismo e sfruttamento, una manciata di euro per dieci/dodici ore di lavoro ed alloggi di fortuna, come per l'occupazione dell'ex-mercato di San Nicola, la terra di nessuno senza acqua, senza elettricità e senza servizi igienici. I riflettori si erano accesi grazie all'attenzione del sindacato e di Anselmo Botte, con quel suo libro-denuncia e con la visita del Segretario Gugliemo Epifani nel "ghetto" nel 2007, ma il ritardo delle istituzioni locali e regionali sul tema è precipitato nel finale di uno "sgombero" annunciato, e non impedito con altre progettualità. La comunità di San Nicola era diventata bersaglio di recriminazioni e di attacchi, di paure e di accuse, di appetiti di una criminalità che meglio alligna tra miseria e ricatti. Storie che si ripetono. Anche Rosarno nella piana degli agrumeti di Gioia Tauro, che vive in gran parte di lavoro in nero a 25 euro per 12-14 ore a giornata, di cui cinque da dare al caporale di turno, tra intimidazioni mafiose e proteste, ha avuto il suo sgombero di quasi 1200 migranti, violento e con feriti tra extracomunitari, forze dell'ordine e rosarnesi. L'efferatezza della strage di Castel Volturno è stata una delle pagine più buie dello sfruttamento e del degrado del lavoro extracomunitario. Lascia attoniti che questa risaputa "clandestinità" ed il caporalato che prolifera, in una agricoltura salva soltanto grazie al "lavoro irregolare" di questi sfruttati, continui indisturbata, anche dopo le dispersione "accompagnate" degli assembramenti e gli sgomberi. Le pagine di Anselmo Botte raccontano in prima persona lo stato d'animo di uno di questi diseredati, i sentimenti e la disperazione di quei momenti, il sentirsi più soli, lo sciogliersi di "quel reticolo di legami che si era consolidato dentro il ghetto, tutto stava svanendo e adesso ognuno se la doveva cantare da solo". Una voce in nome di mille voci disperse e azzittite, l'amarezza di troppo tempo perso in scontri istituzionali, accenni di bonifiche e l'assenza di un responsabile e credibile progetto, fino al triste epilogo dello sgombero disposto dalla magistratura, su denunce e pressioni delle locali istituzioni in un clima diffuso di allarme sociale. Le ultime pagine sintetizzano il "dopo". I migranti sono allo sbando, di loro sopravvivono le braccia sempre disponibili ad essere sfruttate da "nuovi aguzzini", ma la testimonianza di questo libro resta, con la forza di parole ed atmosfere scavate negli abissi di una disperazione tanto vicina, eppure così lontana da noi, parole mai dure e troppo umane, sempre. Vincitori e vinti a San Nicola Varco? Soltanto un fallimento della democrazia, la disfatta della civiltà e della solidarietà in nome della legalità, una notte buia che ha inghiottito disperati senza volto ed ignorato ogni soluzione, questo il vero aspetto drammatico e di sconfitta, perché la regolarizzazione del lavoro e la garanzia di un alloggio degno sono le priorità del vivere civile, che l'autore indica come le prinicipali bussole per il riscatto.
Schiavi di oggi. Cronaca di uno sgombero
da: l'Unità-29 Novembre 10
29/11/2010

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I libri Ediesse: "Graziemila"
da: Radio Articolo 1-12 Ottobre 10
12/10/2010
Intervengono A. Botte, autore, e L. Cavaliere, Pres. Fond. "L'Annunziata Mediterranea". In studio S. Iucci.
Link alla risorsa
"Graziemila" il dolore di Varco d'Eboli un anno dopo
da: Il Mattino-13 Ottobre 10
13/10/2010

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