Glokers
Viaggio nel mondo alla ricerca del lavoro dignitoso
A cura di:
Aprile 2008
356 pag
ISBN: 88-230-1252-3
Collana: Materiali
Descrizione
Glokers, ovvero global workers, le lavoratrici e i lavoratori nel mondo globalizzato, con le battaglie per i diritti, i casi di sfruttamento, le testimonianze dei protagonisti, le immagini e i colori delle persone e dei luoghi. Questo libro è un diario di viaggio nei cinque continenti, un vero e proprio reportage ricco di informazioni, interviste, racconti nelle mille contrade, vecchie e nuove, in cui si sta sviluppando l’economia produttiva del terzo millennio. Protagonisti sono le donne e gli uomini che affrontano le durezze e le sfide di una globalizzazione spesso impietosa, a contatto con una realtà quotidiana lontana anni luce dalla retorica neoliberista. L’obiettivo del lavoro dignitoso per tutti come asse di una politica all’altezza del potenziale di crisi e dei conflitti che attraversano l’economia mondiale, il diritto alla salute, le grandi disuguaglianze, le discriminazioni, la composizione della forza lavoro che cambia e con essa la geopolitica che assume nuovi contorni: questi e altri temi visti dal grandangolo di chi tenta di organizzare il sindacato persino nelle zone più remote del mondo. Sono i problemi che l’autrice ha imparato a conoscere nel corso di un lungo lavoro a contatto con le realtà più povere del pianeta, descrivendoli in questo libro con passione e curiosità. Un’unica certezza emerge come un filo rosso lungo tutte le pagine: l’affermazione dei diritti fondamentali del lavoro come chiave di volta per la costruzione della pace e di un mondo più giusto, per cui si batte il movimento sindacale nelle sue articolazioni nazionali ed internazionali. Completa il libro una ricca sezione fotografica a colori.
Rassegna:
Silvana Cappuccio - Glokers
da: Ansa-04-Aprile-08
04/04/2008
Una delle nuove parole in inglese che il linguaggio quotidiano rischia di importare in modo sempre più massiccio è "glokers", come vengono chiamati quei lavoratori globali (global workers) che troppo spesso rimandano a storie di diritti negati, sfruttamento sin quasi alle soglie della schiavitù. Quello dell'analisi del profilo del lavoratore che si inserisce in un contesto globale (anche se magari non è mai andato oltre i confini della propria regione, quando non della propria città ) è un campo che sta acquistando, negli ultimi anni, una grande rilevanza, soprattutto da quando i temi della globalizzazione sono divenuti di attualità  e, con essi, anche agli sforzi mirati a dare a tutti coloro che lavorano in industrie che hanno riferimenti planetari le medesime condizioni, gli stessi diritti, le stesse prospettive. "Glokers" è quasi il diario di viaggio per i cinque continenti di Silvana Cappuccio che, per il suo ruolo di dirigente della Federazione internazionale dei lavoratori tessili, si è confrontata con quegli uomini e quelle donne che "affrontano le durezze e le sfide di una globalizzazione spesso impietosa, a contatto con una realtà  quotidiana lontana anni luce dalla retorica neoliberista". D'altra parte Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, che firma la prefazione, sottolinea che "la globalizzazione sfrenata dei mercati costituisce un attacco senza precedenti alla tenuta del diritto e specialmente del diritto del lavoro, la cui essenza consiste nel rispetto della dignità  della persona come limite invalicabile dell'espansione del mercato". "Glokers", comunque, non è certo un libro che indulge alle facili considerazioni, intrise di un manierismo che troppo spesso si manifesta quando si analizzano le condizioni di vita e di lavoro di fette consistenti della popolazione mondiale. Il libro è, invece, un valido aiuto a chi cerca di comprendere tutte le dinamiche che presiedono alla globalizzazione nel mondo del lavoro, partendo dalla collocazione geografica e confrontando le diverse condizioni di lavoro con il diverso luogo in cui esso si compie. E non mancano anche considerazioni dure su alcune delle economie rampanti che basano gran parte della loro potenzialità  di aggredire i mercati sul quasi totale azzeramento della conflittualità  con i lavoratori.
Quando la dignità  dei lavoratori non ha confini
da: Avvenire-10-Luglio-08
10/07/2008

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Lavoro e dignità  della persona
da: Conquiste del Lavoro-24-Gennaio-09
24/01/2009

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500 uomini contro 400 milioni il lavoro dignitoso è un miraggio
da: Liberazione-23-Agosto-08
23/08/2008

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Glokers, il mondo globale dei lavoratori sfruttati
da: Panorama.it-14-Maggio-08
14/05/2008
Si chiamano Glokers e sono la nuova faccia della globalizzazione. A quei milioni di lavoratori, cioè, che nelle regioni più disagiate del mondo continuano a venire sfruttati in nome di un mercato planetario è dedicato Glokers di Silvana Cappuccio, Ediesse edizioni. Un viaggio in 60 paesi nei cinque continenti, a metà  tra l'antropologico e il geopolitico, per capire origini, sviluppo e funzioni reali dei global workers, con le loro testimonianze, le battaglie per i diritti, i casi di sfruttamento. Tutti sognano un unico orizzonte, 'il decent work, la possibilità , cioè, di poter esercitare il proprio diritto al lavoro tutelati da contratti e condizioni dignitose. Tutto questo a 60 anni esatti della Dichiarazione Fondamentale dei diritti dell'Uomo firmata a Parigi il 10 dicembre 1948. Dal Sud America all'Asia passando per l'Europa, le storie raccontate nel volume rispettano le varie latitudini e i diversi tipi di sfruttamento che li caratterizzano. I casi più duri si annidano in America latina con centinaia di morti ogni anno in Guatemala e Colombia a causa delle lotte sindacali. Mentre il continente più in evoluzione resta quello asiatico, con in testa il gigante Cina, in cui ad un aumento della produttività  ha corrisposto una diminuzione della quota dei salari, dal 53% nel 1998 al 41,4 % nel 2005 e, in alcuni casi, un peggioramento delle condizioni di lavoro. In tutto il continente, poi, continua ad essere una piaga lo sfruttamento dei minori. Benché sia diminuito negli ultimi cinque anni, ci sono ancora circa 122 milioni di bambini asiatici che lavorano. Perché non diventino loro i glokers del futuro bisogna, dunque, muoversi e in fretta.
Un libro a settimana
da: Radiocity lunedi' mattina - Radio Uno-7 Aprile 08
07/04/2008

Link alla risorsa
Alla scoperta dei "global workers"
da: Rassegna Sindacale-08-Ottobre-08
08/10/2008

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Glokers, gli sfruttati dell'economia globale viaggio alla ricerca del lavoro dignitoso
da: Miojob - La Repubblica.it-02-Aprile-08
02/04/2008
Dall'Azerbajian allo Zimbabwe. Dalla Mongolia alla Namibia. I casi di sfruttamento, la migrazione globalizzata, le zone franche del pianeta dove uomini e donne sono privati di diritti fondamentali ed esposti a rischi sempre maggiori. Le storie dei lavoratori e delle lavoratrici del mondo globalizzato nel libro di Silvana Cappuccio. Per alcuni è qualcosa di acquisito e scontato. Per molti altri, che abitano il nostro stesso pianeta, il lavoro dignitoso rimane invece ancora una specie di oasi a cui non è possibile avere accesso. Dalle operaie dell'India alle ricamatrici del Burkina Faso. Dalle sarte del Pakistan ai migranti che in sempre maggiore numero lasciano la terra d'origine per ritrovarsi nei nuovi ghetti del lavoro. Tante sono le lavoratrici e i lavoratori, inascoltati ai tempi della società  della comunicazione, che si trovano a vedere messi in discussione i propri diritti e la propria dignità . A darne testimonianza è 'Glokers, il libro di Silvana Cappuccio, dirigente della federazione internazionale dei lavoratori del tessile, per Ediesse. Cappuccio, che ha viaggiato nei cinque continenti come responsabile di un progetto globale di cooperazione allo sviluppo sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, fotografa (anche in senso letterale, sue sono le immagini di questa pagina e della Fotogallery) i casi di sfruttamento, la migrazione globalizzata, le zone franche del pianeta dove i lavoratori, privati di diritti fondamentali ed esposti ai rischi nelle fabbriche, vedono svanire 'il miraggio di una vita dignitosa e di un futuro sviluppo per le loro famiglie e il loro Paese. Racconta di una multinazionale in Azerbaijan che ha licenziato settecento lavoratori perché si erano organizzati sindacalmente, delle sempre più difficili condizioni dei lavoratori in Zimbabwe, delle trasformazioni in Mongolia dopo che le privatizzazioni iniziate nel 1991 e il venire meno dei sistema di protezione sociale hanno reso tutto più difficile. Della Repubblica Dominicana e della Namibia. Secondo i più recenti dati dell'Ilo, l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, il 51,7 per cento delle donne vengono impiegate in posizioni vulnerabili, ovvero per qualche familiare o in proprio, non sono stipendiate e molto probabilmente non sono indipendenti economicamente. E lo stesso accade al 49 per cento degli uomini. Tra le testimonianze raccolte in occasione dei suoi viaggi e l'enumerazione fredda e incalzante dei dati restituisce uno scenario preoccupante, Cappuccio parla dell'Asia, di quel continente dove l'economia ha preso a crescere a grande velocità , dove il Pil lievita a passi che le autorità  centrali europee invidiano, e a beneficiarne meno sembrano essere i lavoratori. Della Cina, dove la quota dei salari è passata dal 53 per cento del 1998 al 41,4 per cento del 2005. Delle nazioni dove si lavora più ore al mondo come il Bangladesh, la Malaysia, lo Sri Lanka o la Thailandia. Del Pakistan dove negli ultimi sette anni sono stati eliminati molti sindacati e nella gran parte dei casi negati i diritti sindacali negati. A causa di una legge approvata nel 2006, un ragazzo di più di 14 anni può lavorare anche più di dieci ore al giorno e le imprese industriali sono escluse dalle possibilità  di ricevere delle ispezioni. Di tutte quelle parti del mondo dove la globalizzazione 'fa nascere contraddizioni diversificate in relazione alle situazioni ed apre percorsi sconosciuti, di cui non è facile, e forse, neanche possibile, prevedere l'esito. Nella prefazione del libro Guglielmo Epifani dice come sia necessario nel mondo 'riaffermare il ruolo del sindacato come portatore di democrazia e di sviluppo, per il quale nacque più di cento anni fa, agli albori della civiltà  industriale. Ottiero Ottieri che negli anni del boom economico italiano si interrogava, dal dentro dell'industria, su come il lavoro e le dinamiche dello sviluppo rischiassero di condizionare negativamente la vita degli uomini, scriveva che 'sembra tutto, unicamente, lavoro. Gli uomini stanno attaccati, piccolissimi, alla terra e ci lavorano sopra con i piccoli raschiamenti, spostamenti, che rendono trascurabili i grandi pensieri e i grandi amori. Il libro della Cappuccio aiuta ad accrescere la consapevolezza che un'incontrollata globalizzazione mette a serio repentaglio le decenti condizioni di vita di uomini e donne e che, per questo, sono sempre più necessarie azioni concrete che permettano la realizzazione del lavoro dignitoso per ciascun abitante di questo pianeta.
Link alla risorsa
Il lavoro e i suoi morti in nome del progresso
da: l'Unità-28-Aprile-08
28/04/2008

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Glokers, occhi aperti sui lavoratori del mondo
da: Vita-23-Gennaio-09
23/01/2009

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Un mondo di diritti
da: Left-04 Aprile 08
04/04/2008

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