Fuori da un secolare servaggio
Vita di Argentina Altobelli
Pubb. : Maggio 2011
272 pag
ISBN: 88-230-1565-4
Collana: Storia e memoria
Descrizione
Il libro ricostruisce la vita di Argentina Altobelli, nata ad Imola nel 1866 e morta a Roma nel 1942, fondatrice nel 1901 della Federazione nazionale dei lavoratori della terra. Dopo aver delineato la realtà politica e sociale dell’area romagnola e bolognese nella fase di costruzione dell’Unità italiana, viene tracciato il percorso che porta l’Altobelli ad avvicinarsi al movimento socialista e ai problemi del mondo agricolo e se ne esamina l’impegno nel corso dei primi decenni dell’Italia unita, quelli cioè della costituzione dei partiti politici e delle organizzazioni sindacali. Pur con alcuni riferimenti alla sua vita familiare, viene seguito lo svolgersi delle sue molteplici attività, quale segretaria nazionale della Federterra e membro della direzione del PSI, nonché protagonista delle battaglie per il diritto di voto alle donne e per la parità salariale, in un intreccio continuo con la storia delle lotte contadine negli anni del Novecento, fino all’avvento del fascismo. Le vittorie e le sconfitte di questo impegno per il riscatto dei lavoratori della terra e per l’emancipazione femminile sono inquadrate nel contesto politico e sindacale e nelle travagliate vicende del partito socialista e dei suoi protagonisti di quegli anni.
Rassegna:
Argentina Altobelli. Una sindacalista riformista nel 1906
da: La27esima ora - Corriere.it-25 Settembre 14
25/09/2014
Con il previsto arrivo di Annamaria Furlan alla testa della Cisl, i due maggiori sindacati si avviano ad avere una donna al vertice, senza contare il precedente di Renata Polverini all’Ugl. Spicca la differenza con i partiti, visto che soltanto una forza piuttosto marginale come Fratelli d’Italia ha una leader di sesso femminile, Giorgia Meloni. Probabilmente non è un caso: più concreta e vicina alla condizione materiale delle persone, l’attività sindacale forse si adatta meglio alla sensibilità femminile rispetto a quella politica, tendenzialmente più astratta e ideologica. Sembra confermarlo un importante precedente che risale ai primi del Novecento, quando le donne non potevano ancora votare. Fu allora infatti, per l’esattezza nel 1906, che una sindacalista divenne segretaria della Federazione nazionale della terra (Fnlt o Federterra), una delle organizzazioni più importanti in un Paese che allora era prevalentemente agricolo. Nata nel 1866 a Imola da una famiglia borghese mazziniana, si chiamava Argentina Bonetti, ma usava il cognome da sposata ed era nota come Argentina Altobelli. Ma non era una donna giunta all’impegno pubblico affiancando il coniuge, come spiega Silvia Bianciardi nell’introduzione alla raccolta dei suoi scritti intitolata Un alito di vita nuova (Ediesse). Il marito Abdon era un professore carducciano, di idee socialiste ma estraneo all’attività politica, che sostenne sempre Argentina assumendosi responsabilità, per la conduzione della casa e l’allevamento dei due figli, che all’epoca erano ritenute di esclusiva pertinenza femminile. Non furono battaglie facili quelle che videro Argentina Altobelli in prima linea, immersa in un ambiente che all’epoca era monopolio quasi assoluto dei maschi. Lo racconta Nadia Ciani nella biografia Fuori da un secolare servaggio, edita anch’essa da Ediesse. Si trattava di organizzare lavoratori che vivevano in condizioni tremende: basti pensare che la giornata lavorativa dei braccianti e delle mondariso durava dall’alba al tramonto («da sole a sole», si diceva allora) e che ci vollero sforzi immani per portarla a otto ore. Per giunta le lotte agrarie erano asprissime: non di rado davano luogo a scontri cruenti e a volte la forza pubblica, soprattutto nel Sud, sparava sugli scioperanti. Eletta anche nella direzione del Psi, Argentina Altobelli si collocò sempre su posizioni riformiste, al fianco di Filippo Turati e Giacomo Matteotti: forse anche per questo non è stata celebrata come avrebbe meritato dopo il 1945 da un movimento operaio a netta prevalenza comunista. Ma già in precedenza il fascismo aveva distrutto gran parte della sua opera e l’aveva costretta a ritirarsi dalla vita pubblica: quando Mussolini, suo conterraneo ed ex compagno di lotta, le offrì di collaborare con il regime, rifiutò senza esitazione. Morì isolata e dimenticata, nel 1942, e la polizia fascista si prese la briga di mutilare la scritta della corona di fiori rossi inviata ai funerali dai vecchi compagni socialisti. Quattro anni dopo però il traguardo del suffragio femminile, per cui Argentina si era sempre battuta, sarebbe stato raggiunto.
Link alla risorsa
La Altobelli sindacalista per le donne
da: il Riformista-13 Novembre 11
13/11/2011

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Nascita del proletariato agricolo
da: Conquiste del Lavoro-18 Settembre 11
18/09/2011

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Argentina e il suo tempo. "Se divisi siam canaglia..."
da: Liberazione-14 Agosto 11
14/08/2011

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