Diario operaio
La condizione del lavoro nella crisi italiana
Pubb. : Maggio 2010
168 pag
ISBN: 88-230-1480-0
Collana: Carta bianca
Descrizione
Hanno presidiato le fabbriche, hanno fatto lo sciopero della fame, hanno occupato strade, stazioni e vecchie carceri, sono saliti sui tetti e sulle gru. Trascurati dalle tv e dai giornali, abbandonati dal governo e dalla politica, delusi dalla sinistra e a volte lontani anche dai sindacati, milioni di lavoratori, garantiti e no, hanno cercato in questa lunga e dolorosa crisi italiana di farsi sentire e di farsi vedere, di testimoniare con il loro impegno il diritto a difendere un’occupazione, un reddito dignitoso, una speranza di cambiamento. Hanno combattuto, e combattono, una battaglia forse fuori dal tempo, in un paese che non riconosce più il lavoro come un valore su cui costruire una società giusta e solidale. Le loro storie rappresentano l’altra faccia, quella vera, di un’Italia smarrita e delusa dalle promesse berlusconiane.
Rassegna:
Rinaldo Gianola ospite di Tg3 Linea notte
da: Tg3 Linea Notte-1 Febbraio 11
01/02/2011

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Italia operaia isolata nel libro di Gianola
da: Gazzetta di Parma-2 Ottobre 10
02/10/2010

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OPERAI. Il mondo del lavoro al tempo della crisi
da: Affari Italiani-23 Settembre 10
23/09/2010

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Diario operaio. Presentazione a Torino
da: YouDem-3 Settembre 10
03/09/2010
Presentazione a Torino con Paolo Griseri, Rinaldo Gianola, Giuseppe Berta, Sergio Cofferati, Antonio Boccuzzi.
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Gianola nell'Italia dei cancelli chiusi
da: Il Mattino - Avellino-28 Ottobre 10
28/10/2010

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Si presenta in città "Diario Operaio" di Gianola, voci dal mondo del lavoro
da: Corriere dell'Irpinia-27 Ottobre 10
27/10/2010

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«Politiche industriali e regole, ecco come uscire dalla crisi»
da: Brescia Oggi.it-3 Settembre 10
03/09/2010
Gli anni Settanta erano un tempo in cui, secondo un film di Elio Petri, la classe operaia andava in paradiso. E oggi, cosa la aspetta? Leggendo il libro del giornalista de «l'Unità», Rinaldo Gianola, intitolato «Diario operaio» sembra che il paradiso sia molto lontano, e che neppure il purgatorio sia a portata di mano. IL TESTO DI GIANOLA parla della crisi che ha investito il mondo del lavoro italiano trattando le vicende personali di decine di lavoratori, che soffrono situazioni di precarietà e di disoccupazione. «Diario operaio» è stato ieri al centro di un dibattito sul tema del lavoro che si è tenuto nel corso della festa della Cgil in svolgimento in questi giorni. Protagonisti sono stati Gianni Rinaldini, ex segretario nazionale della Fiom Cgil e l'onorevole Stefano Saglia, sottosegretario allo sviluppo economico del governo. Il tutto con la drammatica vicenda della Federal Mogul, che verrà affrontata questa mattina in Prefettura anche alla presenza dello stesso Saglia, a fare da sfondo ad una situazione che rappresenta la maggiore criticità del Paese. Saglia ha ricordato che «al momento, le grandi aziende italiane commissariate sono 87, e i tavoli di crisi sono 170: si parla di più di 200mila persone che sono a rischio di perdere il lavoro, e purtroppo non sono le uniche in Italia». Secondo il sottosegretario ciò di cui il sistema Italia ha più bisogno è una nuova politica industriale: «bene ha fatto il Presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, a pronunciare queste parole nei giorni scorsi – ha affermato Saglia -. In Italia siamo ancora fermi agli anni Ottanta, periodo in cui si pensava che l'autoregolamentazione del mercato sarebbe riuscita a far fronte a qualsiasi crisi, ma evidentemente è una logica sbagliata». La ricetta, secondo il sottosegretario, è quella di dare vita ad una nuova strategia industriale, e per farla non servono capitali pubblici, ma idee e progetti di modernizzazione: «per esempio, riconvertendo il settore della chimica a petrolio in chimica verde e biocombustibili. La via dell'innovazione è fondamentale per risollevare le sorti dell'industria italiana». GIANNI RINALDINI ha invece basato il proprio intervento sul dramma vissuto da milioni di persone che ogni giorno si trovano a lottare per mantenere il proprio posto di lavoro e ha criticato «l'oscuramento di cui il tema del lavoro è stato oggetto negli ultimi anni, mentre andava in scena una continua degradazione delle condizioni di lavoro e una diminuzione dei salari, unite ad una precarizzazione selvaggia della forza lavoro». Tutto ciò porta ad un'insicurezza e ad una disperazione che spesso sfocia in gesti folli, come chi si arrampica sulle gru o chi si cosparge di benzina e minaccia di darsi fuoco, fino a quei lavoratori che si sono tolti la vita perché non riuscivano più a sopportare una situazione diventata insostenibile. Il tutto, in un quadro in cui le aziende operano oltre il limite della legalità. «Il governo in molti casi, come per la Fiat, non ha fatto nulla, e le aziende agiscono come vogliono – afferma Rinaldini -: ci vogliono interventi di emergenza altrimenti sarà sempre più difficile governare le tensioni sociali». Il sindacalista però non vede ancora la luce in fondo al tunnel: «le stesse dinamiche che hanno creato la crisi si stanno già riproponendo, come accade per i derivati e le speculazioni finanziarie». Oggi alle 17 la presentazione della ricerca dell'Ires Cgil «Il capitale sociale degli anziani – stime sul valore dell'attività non retribuita», a cui parteciperanno rappresentanti dello Spi Cgil e le associazioni del terzo settore attive a Brescia.
Rinaldo Gianola. Diario operaio
da: Lo Straniero-1 Settembre 10
01/09/2010

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Operai senza futuro
da: l'Espresso-5 Agosto 10
05/08/2010

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Quante vite appese a un filo
da: Liberetà-1 Luglio 10
01/07/2010

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“Diario operaio”. Il paese dei senza lavoro
da: INCA news-30 Giugno 10
30/06/2010
Da molti anni ormai si parla della “fine del lavoro”, quasi che il lavoro fosse un concetto astratto che prescinde dalle persone che lo svolgono. In realtà non è il “lavoro” che finisce: sono i lavoratori che vengono messi fuori gioco. In particolar modo in questi mesi, con la crisi mondiale che morde e che ha già cancellato e continua a cancellare – per restare soltanto al nostro paese – centinaia di migliaia di posti di lavoro. E non soltanto dalle fabbriche,ma anche da aziende del terziario avanzato come l’informatica o le telecomunicazioni. Rinaldo Gianola, giornalista dell’Unità, ha voluto saperne di più sull’Italia della crisi. Si è messo in viaggio ed è andato a vedere coi suoi occhi cosa sta succedendo nel Belpaese. È nato così Diario operaio, edito da Ediesse, un’inchiesta sulle condizioni del lavoro in Italia che a ogni tappa gli ha permesso di disegnare la carta geografica di una crisi che colpisce il Sud, ma che non risparmia le ricche aree del Nord. “Un’inchiesta coraggiosa che rompe il silenzio sul dramma sociale del paese” la definisce il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Dal Sulcis a Termini Imerese, da Pomigliano d’Arco a Porto Marghera, dal distretto del divano in Puglia alle acciaierie di Piombino, dall’Emilia Romagna al prospero Nord Est, passando per Arcore e la Brianza, non si fa distinzione: le prime vittime della crisi sono, come al solito, i lavoratori. Cambiano gli scenari e le ambientazioni ma il copione e i protagonisti sono sempre gli stessi: le aziende chiudono, scattano i licenziamenti, la cassa integrazione (per i più “fortunati”); i lavoratori si mobilitano, organizzano presìdi e proteste, salgono sui tetti delle fabbriche e fanno scioperi della fame. Resta saldo, per fortuna, il senso di solidarietà e di unità che permette di lottare insieme.Ma i numeri dei licenziati, dei cassintegrati, dei senza lavoro sono inesorabili: leggerli è come sgranare un drammatico rosario.
I padroni tra gli operai e i giornalisti
da: l'Unità-4 Luglio 10
04/07/2010

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Gli operai? Ormai dimenticati
da: il sole 24 ore-27 Giugno 10
27/06/2010

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Il paese dei senza lavoro
da: Rassegna Sindacale-16 Giugno 10
16/06/2010

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Cipputi e gli altri. Diairio di un'Italia malata
da: l'Unità-24 Mag 10
24/05/2010

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Il "Diario operaio" di un'Italia senza certezze
da: Avvenire-19 Mag 10
19/05/2010

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Cipputi addio: chi pensa a quei 7 milioni di italiani?
da: Vanity Fair-12 Mag 10
12/05/2010

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La fabbrica diventa racconto (di vita)
da: Corriere della sera-4 Mag 10
04/05/2010

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Occupati, disoccupati, disperati
da: Fahrenheit - Radio 3-30 Aprile 10
30/04/2010
Il 25 aprile Gerarado Giannone, operaio della FIAT di Pomigliano d'arco, ha indirizzato al Presidente Napolitano questa lettera: Signor Presidente, Mi chiamo Giannone Gerardo e lavoro come operaio alla Fiat di Pomigliano d'arco, le scrivo non per chiedere aiuto per noi operai della Fiat, anche se avremmo ancora bisogno di aiuti considerando il persistere della cassa integrazione e di conseguenza l'incremento di debiti che inesorabilmente ci porta ad una povertà mai vista prima, ma, come stavo per dirle, se noi oggi stiamo messi non bene figurarsi chi in questi giorni sta ancora aspettando che qualche commissione si riunisca per vedere qualche centesimo della CIG. Infatti, 147 operai di una società ormai scomparsa nel vuoto aspettano che gli organismi preposti deliberino la cassa integrazione a loro favore, questi 147 operai di un Call-Center, la OMNIA CONVERSA, stanno dal mese di ottobre 2009 senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. Oggi e il 25 aprile giorno della liberazione e come lei ha sempre sostenuto giorno della riunificazione dell'Italia, in virtù di ciò le chiedo come operaio cassa integrato della azienda più importante d'Italia, dell'azienda che quando si muove fa rumore, dell'azienda la cui Classe operaia trova sempre spazio mediatico e risposte alle sue richieste, di intervenire presso chi di dovere per accelerare un percorso che oggi vede uomini e donne della nostra patria patire FAME E DISPERAZIONE. Il senso di solidarietà, che lei sempre invoca, per l'unità degli Italiani, oggi vede in lei il più alto rappresentante, affinché i 147 della OMNIA CONVERSA di Casalnuovo di Napoli e tutti quei lavoratori di altre aziende, di tutta Italia, che non trovano notizia e risposta possa trovare in lei il garante dei propri diritti. Signor Presidente, Oggi è il 25 aprile e per tutti noi Italiani rappresenta qualcosa di immensamente grande, fra pochi giorni celebreremo il 1° Maggio giorno dedicato a tutti i Lavoratori, queste due giornate cosi importanti per tutti noi, potrebbero assumere una valenza doppia qual'ora chi aspetta gli ammortizzatori sociali sappia di avere una data certa. Signor Presidente, voglia accogliere questa richiesta e farla propria per il bene di tutto il popolo Italiano. Ne parliamo con Rinaldo Gianola, vicedirettore dell'Unità e autore di Diario Operaio. La condizione del lavoro nella crisi italiana (Ediesse) e con Irma Nevano, rappresentante sindacale CGIL ed ex-operatrice della Omnia Conversa.
Link alla risorsa
"Diario Operaio". Così i lavoratori italiani attraversano la crisi
da: l'Unità-1 Mag 10
01/05/2010

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Diario operaio. Istantanee da un paese in crisi
da: il Manifesto-1 Mag 10
01/05/2010

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Ve lo facciamo vedere noi se siamo scomparsi
da: Liberazione-1 Mag 10
01/05/2010

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