Diario di un precario (sentimentale)
Le avventure di Assunta Buonavolontà , attrice precaria in cerca di occupazione, affidate alla memoria di un diario molto personal
Pubb. : Febbraio 2012
176 pag
ISBN: 88-230-1612-5
Descrizione
Assunta Buonavolontà, brillante laureata destinata al successo, si trasforma in un’aspirante attrice in cerca di occupazione, in (continuo) equilibrio precario tra un provino e un colloquio di lavoro, un’agenzia interinale e un centro per l’impiego. Proclamata dottoressa cum laude, e tornata dal viaggio post-laurea, Assunta dovrà fare i conti con le proprie responsabilità: mettersi a cerchiare annunci sul giornale; sostenere un colloquio per entrare in un Cpi; telefonare per vendere uno strano oggetto chiamato aspira-calzini, e altro ancora. Assunta racconta la sua storia nelle pagine di un diario, che gradualmente si animano, attraverso flashback, cambi di ambientazione, interazioni con altri personaggi. Il precariato (precarietà-proletariato) non è solo il territorio dei contratti atipici. È una nuova classe sociale, ma anche uno stato della mente, un modo di essere. Ecco, allora, Assunta alle prese con una altrettanto instabile esistenza, tra alti e bassi, all’insegna dell’ironica sopravvivenza quotidiana. Costruita come una parabola discendente delle aspirazioni, la storia forse non può che concludersi in modo grottesco: la protagonista riconoscerà i suoi limiti e deciderà di fare «mea culpa», con un epilogo a sorpresa… Diario di un precario (sentimentale), titolo ispirato al romanzo di Luìs Sepulveda Diario di un killer sentimentale, nasce nel 2009 come radiodramma, in onda tutti i lunedì su Radio Articolo 1 (www.radioarticolo1.it). A giugno 2010 approda sulle frequenze di Radio 3, dove vince il premio Massimo Billi come migliore format proposto nella trasmissione «Il Cantiere di Radio 3». Nel volume è contenuto il Cd con la registrazione del radiodramma.
Rassegna:
Diario di un precario sentimentale, Maria Assunta Buonavolontà sbarca in libreria
da: La Repubblica degli Stagisti-9 Aprile 12
09/04/2012
Tra i tanti libri sulla precarietà usciti negli ultimi tempi, Diario di un precario (sentimentale), edito da Ediesse, ha il dono dell’ironia, a tratti anche della comicità. In poco meno dstagei 200 pagine l'autrice Maria Antonia Fama racconta la storia di Maria Assunta Buonavolontà (caso esemplare di nomen omen), brillante neolaureata in Scienze della comunicazione in cerca di impiego e alle prese con le inevitabili disavventure del caso. Porte sbattute in faccia, colloqui di lavoro improbabili e peripezie per sopravvivere con pochi euro al mese. Vedendo che i suoi sforzi nella ricerca di occupazione risultano vani Maria Assunta, fuorisede calabrese trapiantata nella capitale, cade anche in uno stato di "semidepressione": e allora eccola a passare le sue giornate sul divano di un appartamento in condivisione, infilata nel triste pigiama-tuta (un regalo della mamma «per la vita casalinga»), a fantasticare sul suo vero sogno di gloria: quello di diventare attrice. Destinato a infrangersi contro la cruda realtà. «Lo sai tra le mie amiche chi si è trovata meglio di tutte?» scrive Maria Assunta sul diario «Quella che è diventata modella. Già perché ormai essere modella è un prerequisito. Io ho studiato anni per fare l’attrice: soldi buttati». Meglio la chirurgia estetica: «Liposuzione e sollevamento glutei; stiramento dei tendini, per sollevarmi un paio di centimetri; ceretta definitiva del cuoio capelluto dall’attaccatura dei capelli fino a metà cranio per sollevare la fronte». E naturalmente pure «per risollevare le sorti». Anche lo stato di subordinazione delle donne nella società trova spazio nel libro. «Le nostre mamme bruciavano i reggiseni: la liberazione sessuale, l’aborto, il divorzio…» scrive l’autrice: poi sono arrivati gli anni Ottanta insieme alla caduta dei regimi comunisti, ed ecco i McDonald's e i sexy shop fioccare ovunque. «Noi che in quegli anni ci siamo nate, ci siamo ritrovate un po’ così, come i paesi dell’Est dopo la fine del comunismo: più occidentalizzati dell’Occidente. Ma che colpa abbiamo noi se siamo cresciute con Non è la Rai?». Leggerezza e brio sono i due capisaldi di questo libro-commedia dedicato a un argomento tutt’altro che da ridere. Maria Assunta Buonavolontà ce la mette proprio tutta per costruirsi un avvenire. Dà ripetizioni a bambini viziati di buona famiglia, fa da badante a un’anziana, frequenta il cpi («centro di permanenza infinita», lo ribattezza al posto di centro per l’impiego). Passa addirittura un periodo a vendere apparecchi aspira calzini. E si imbatte anche nell’amore, quello di un filosofo dottorando che però dovrà imbarcarsi verso mete lontane, in cerca di un futuro migliore. Un epilogo amaro, a cui si legherà anche il destino della protagonista... Diario di un precario sentimentale è nato come radiogramma nel 2009 su Radio Articolo 1, e poi l'anno successivo è diventato uno spettacolo teatrale, di cui l'autrice è anche interprete. Il libro riserva nuove sorprese rispetto alla messa in scena, strappando un sorriso a chi – se precario e disoccupato - non ha più tanta voglia di piangersi addosso. Una prossima presentazione è prevista mercoledì 11 aprile a Milano, alle 21 alla libreria popolare Tadino in via Tadino 18. Il 24 aprile sarà invece allo spazio Combo di Perugia.
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Maria Antonia Fama - Diario di un precario (sentimentale)
da: Radio Phonica-26 Aprile 12
26/04/2012

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Generazione pronti a tutto
da: Grazia-21 Mag 12
21/05/2012

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Assunta ma precaria
da: Corriere della Calabria-9 Febbraio 12
09/02/2012

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Diario di un precario (sentimentale)
da: Flc-Cgil-14 Marzo 12
14/03/2012
Nomen omen: Assunta Buonavolontà. La declinazione onomastica - come da migliore e acclarata tradizione letteraria italiana - dei due poli semantici della questione: la voglia e la costanza di trovare un lavoro. Tutto sommato è questo il nocciolo duro della realtà e della narrazione, che ovviamente prende però sangue e corpo nel suo dispiegarsi delle aspettative, degli sforzi, della legalità e dell'ingiustizia, in una scrittura comica, amarostica e tecnica. Anche se la parola 'scrittura' forse dovrebbe andare tra virgolette, in quanto il volume traduce su carta una sorta di Radiodramma contemporaneo andato in onda in forma di striscia su Radio Articolo 1, una web radio che si occupa essenzialmente di tematiche legate all'universo del lavoro. Un progetto nel quale Maria Antonia Fama ha riversato in forma piú complessa e con una tecnica legata alla serialità dell'operazione (sigla, jingle, struttura narrativa riconoscibile, etc.) quelle performances che già da tempo vedevano Assunta proporsi come personaggio in giro per le città e spesso nei luoghi della nuova militanza. Il volume si apre con un Curriculum Vitae, il genere letterario piú diffuso tra le ultime generazioni, e quando alla voce Istruzione e formazione troviamo una descrizione come "Prima della classe ad elementari e medie inferiori", oppure nella sezione Capacità e competenze tecniche Assunta scrive "Non la batte proprio nessuno", possiamo già iniziare a capire quale sarà il tono della narrazione. Guarda il booktrailer. Ma prima di tutto la storia vera. Fino a ieri era quella di centinaia di migliaia di persone, oggi è quella di milioni di uomini e donne. Tutto parte da quello che potrebbe definirsi un patto generazionale, cioè il sistema di regole e di comportamenti che è stato offerto a chi si è affacciato alla società italiana da bambino, a partire dagli anni settanta. A questo sistema sono connaturati valori positivi e valori negativi che, nella loro efficacia materiale, hanno sanzionato o premiato, bocciando, promuovendo, mettendo in castigo, comprando biciclette e videogiochi. Chi avesse seguito la corretta via avrebbe avuto un futuro migliore dell'allora presente, o, almeno, uguale: un lavoro a tempo indeterminato per chi avesse seguito le sue aspirazioni e sviluppato adeguate ed altissime competenze e conoscenze; una casa acquistata con il primo lavoro dopo qualche necessario mese di precarietà; una famiglia, variamente articolata, ma autosufficiente e stabile; un contratto collettivo nazionale di cui lamentarsi con i colleghi; un'assicurazione auto, che, dopo qualche anno senza incidenti, ci avrebbe portato in I classe, la più economica; la possibilità di indebitarsi ufficialmente, almeno con lo stato o con le banche, etc. Ecco, tutto questo ci avrebbe fatto diventare donne e uomini. Così non è stato. E proprio in questo iato si dipanano i piccoli capitoli del libro (che ricalcano le puntate radio), dalla agognata laurea agli improbabili colloqui per improbabili lavori, dalle difficoltà abitative, che non riescono a superare il modello studentesco, a quelle affettive. Sempre tenendo viva un'aspirazione 'creativa', che altro non fa che spostare in ambito artistico le contraddizioni lavorative, facendola passare da sotto assistente di un regista di avanguardia ai ruoli di un semaforo e di un nunzio eunuco nano. Quella Calabria da cui si scappava verso la grande città, verso la libertà diventa invece uno dei pochi luoghi di felicità, grazie proprio a quelle strutture consolidate dalle quali si fuggiva. Il nome si trasforma quindi in una condanna: sì, c'è la buona volontà, ma non basta per essere assunta, né per un lavoro, né per esserlo nei cieli del paradiso che pensavamo di meritarci.
Le avventure di Assunta Buonavolontà. La Briget Jones del precariato
da: Quotidiano della Calabria-3 Marzo 12
03/03/2012

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"Diario di un precario sentimentale" - book trailer
da: you tube-2 Marzo 12
02/03/2012

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Alessia e Antonia, storie di vita precaria
da: l'Unità-2 Aprile 12
02/04/2012

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Le nostre vite a tempo determinato
da: Grazia-19 Marzo 13
19/03/2013

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La precaria Assunta
da: Corriere della Calabria-10 Aprile 12
10/04/2012
L'attrice Buonavolontà, alter ego della sua creatrice calabrese Maria Antonia Fama, dopo il successo in radio e a teatro diventa un libro. Che parla della generazione degli “sfigati” «Parteciperà Assunta Fama». È stato quando nella locandina di un convegno hanno inserito il nome del suo personaggio (Assunta Buonavolontà) al posto dei suoi veri riferimenti anagrafici che Maria Antonia Fama ha avuto un sospetto: forse la fiction sta invadendo il campo della realtà? Non che le due entità – la precaria e aspirante attrice Assunta, meridionale, e l'attrice Maria Antonia, calabrese – siano in conflitto. Tutt'altro: «È la mia vita – spiega – e c'è molta Calabria in quello che racconto, esperienze vissute in prima persona ma anche altre che mi vengono riferite...». Ed è proprio questo tocco di “vissuto” uno dei motivi per cui il format ideato dalla 30enne di Rogliano, traghettato dalla radio al teatro (e la tv? «Non lo escludo, anzi me lo auguro...»), ha raccolto sempre più consensi e da qualche settimana è approdato in libreria: il “Diario di un precario (sentimentale)”, edito da Eds, sarà l'esordio letterario per Maria Antonia. Il titolo è ispirato al romanzo di Luìs Sepulveda “Diario di un killer sentimentale”. Nel volume in uscita non poteva mancare
il cd con la registrazione del radiodramma. Laureata in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo e diplomata in recitazione, nel 2001 la Fama ha lasciato la Calabria. Dal 2008 lavora a Radio Articolo 1, come autrice e conduttrice della rubrica culturale Ellecult e, dal 2009, del radiodramma “Diario di un precario (sentimentale)”. Un genere glorioso, il radiodramma, e all'apparenza fuori moda riportato agli antichi fasti e tonificato grazie a una bella iniezione di attualità, temi sociali universali trattati – il che non guasta – senza musonismo o retorica, con la giusta dote di ironia e disillusione. In onda tutte le settimane sul network della Cgil e proposto anche in forma di rubrica sulle pagine di Rassegna Sindacale, il periodico della sigla della Camusso, a giugno 2010 il “Diario” approda sulle frequenze Rai, dove vince il premio Massimo Billi come migliore format nella trasmissione «Il Cantiere di Radio 3». A ottobre dello stesso anno arriva l'invito a partecipare al prestigioso Premio Volponi. Lo scorso marzo è diventato una pièce proposta al teatro Studio 1 di Roma, e ad ottobre è stato proposto a piazza del Popolo nel corso della campagna “Ricostruiamo la cultura”. Intanto si pensa anche a un tour nelle scuole. «Il teatro e la radio – racconta Maria Antonia – sono i miei due grandi sogni, e posso dire di averli realizzati entrambi. Ora si aggiunge la scommessa del libro... L'idea del radiodramma mi è venuta nel 2009, è stata una sfida: fare teatro alla radio». Di lì Assunta, classica “sfigata” tanto per dirla col sottosegretario Martone, eterna single dalla vita tragicomica, ha iniziato ad avere una identità autonoma, per quanto i suoi connotati siano paradigmatici. «Dopo una replica a teatro, una ragazza, anche lei precaria e impiegata in un call center, è venuta a ringraziarmi. Mi ha detto di aver riso e pianto, di aver provato una sensazione di amarezza. Quando tocchi alcuni nervi e il tuo messaggio arriva al cuore, hai raggiunto il tuo scopo». I temi sono rodati e colpiscono soprattutto la generazione X descritta da Douglas Coupland, che oggi è diventata Neet (Not in education, employment or training), l'esercito di venti-trentenni rassegnati che non lavora e non studia; ma la forma del “Diario” in meno di tre anni è cambiata. L'esito ne risentirà? «Beh certo, in radio il “Diario” è in continua evoluzione. Persino nel testo teatrale si possono apportare modifiche. Il libro è di fatto una storia conclusa ma permette di raggiungere una platea potenzialmente vastissima». Nelle prossime settimane il volume potrebbe essere presentato a Cosenza. Maria Antonia Fama ha le idee chiare sulla sua regione: «Credo che in Calabria accada in modo estremo ciò che succede nel resto del Paese, niente di più. Mi riferisco soprattutto all'accesso al lavoro. Il precariato è la norma, non solo nel Sud». Il suo rapporto con la Calabria risponde al più classico “odi et amo”: «Il cervello è qui a Roma ma le viscere sono lì... Provo un senso di colpa per non essere rimasta e ho sempre voglia di tornare. Poi, quando sono in Calabria, non sono soddisfatta della mia terra, eppure mi piacerebbe tanto lavorare dove sono nata, se ne avessi l'occasione».