Contro il reato di immigrazione clandestina
Un’inutile, immorale, impraticabile minaccia
A cura di:
Pubb. : Gennaio 2010
176 pag
ISBN: 88-230-1415-2
Collana: Saggi
Descrizione
Nel cosiddetto «pacchetto sicurezza» è stato introdotto il reato di immigrazione clandestina, cioè di ingresso o permanenza irregolari nel nostro territorio. Il passaggio dall’area dell’illecito amministrativo a quella penale ha notevoli ripercussioni sul piano etico, sociale e giuridico ed è in netto contrasto con la tradizione e la cultura italiane. Ma oltre a costituire un motivo di disonore per il nostro paese, la legge in questione è affetta da gravi imprecisioni tecniche, da numerose violazioni costituzionali, da un elevato costo a carico dello Stato e dalla sua sostanziale inapplicabilità sul piano concreto. A peggiorare le cose è sopravvenuta l’iniziativa del cosiddetto «respingimento collettivo», facendo così venire meno il diritto d’asilo, diritto unanimemente riconosciuto dalla tradizione dei popoli civili e dal diritto internazionale. L’Autore si sofferma infine sulla ambigua sanatoria delle cosiddette «badanti», dalla dubbia legittimità costituzionale e dalle molteplici difficoltà applicative, confermate dal ridotto numero di richieste presentate alla scadenza del termine previsto.
Rassegna:
Intervista a Giancarlo Ferrero su suo libro: "Contro il reato di immigrazione clandestina"
da: Radio Radicale-12 Febbraio 09
12/02/2009

Link alla risorsa
LIBRI: FERRERO, IL VULNUS DEL REATO IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
da: Ansa-5 Febbraio 10
05/02/2010
Il "pacchetto sicurezza"? E' solo una "oltraggiosa sfida terminologica". Non ama i giri di parole Giancarlo Ferrero che, con il suo "Contro il reato di immigrazione clandestina", edito da Ediesse (una casa editrice sensibile ai temi del sociale e del lavoro) propone non soltanto una profonda riflessione, ma anche un duro atto d'accusa contro la scelta del governo e della maggioranza di dare valenza penale, e non più amministrativa, all'ingresso appunto clandestino nel territorio nazionale. Una innovazione che, sottolinea l'autore, ha sull'aspetto pratico effetti molto negativi, ma che diventano devastanti su quelli dell'etica, del sociale e giuridico. Aprendo, quindi, una ferita nel complesso di tradizioni e cultura dell'Italia, che sui principi della solidarietà  e dell'apertura al "diverso" ha fondato gran parte della sua storia recente. Ferrero appartiene all'avvocatura dello Stato e, quindi, di contrasti tra la macchina pubblica e il privato s'é occupato per molti anni. Uno dei punti sui quali l'autore insiste è quello del fronte di contestazioni che, ineluttabilmente, si aprirà  quando coloro i quali dovranno rispondere di immigrazione clandestina saranno chiamati a comparire davanti ad un giudice. Persone-imputati che potrebbero sostenere - fondatamente - che ancora oggi, nel nostro sistema giudiziario, la responsabilità  penale è personale, fondata su uno specifico evento, e quindi non può essere legata allo status di una persona. L'incertezza che regna ancora sulla applicazione pratica del nuovo reato, sostiene Ferrero, sta avendo ripercussioni anche nei comportamenti di chi - comandanti di navi e pescherecci - sino a ieri soccorreva i migranti in mare ed ora teme che un aiuto prestato a persone che rischiano la vita potrebbe essere penalmente perseguibile. Il giudizio che Ferrero dà  sul contenuto del "pacchetto sicurezza" nella parte che definisce come reato l'immigrazione clandestina è durissimo: "solo delle persone che non hanno alcuna conoscenza (per non pensare di peggio) del sistema processuale italiano e delle sue strutture possono, spinte da sentimenti e ragioni tutt'altro che nobili, creare un mostro giuridico sotto l'usbergo della pubblica sicurezza".
Il reato di immigrazione clandestina? Un'inutile e impraticabile minaccia
da: Puglia-7 Aprile 10
07/04/2010

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Un salto indietro di qualche secolo
da: Conquiste del Lavoro-29 Mag 10
29/05/2010

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