Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni
Una panoramica sui film italiani che hanno raccontato le migrazioni e i loro protagonisti, dalle origini ai giorni nostri.
A cura di:
Pubb. : Giugno 2013
160 pag
ISBN: 88-230-1625-5
Collana: Arte e lavoro
Descrizione
Cinema e migrazioni sono apparsi in Italia più o meno nello stesso periodo. Nei primi anni del Novecento schermi e pellicole si moltiplicavano nelle città e nei paesi, con visioni e sogni destinati sia all’aristocrazia intellettuale sia al popolo. Nel frattempo, l’emigrazione offriva altri sogni e visioni, ma solo in determinate aree della penisola, dove le condizioni di vita spingevano un numero crescente di persone a imbarcarsi per terre straniere e lontane, in cerca di pane e futuro. Da allora, storie e immagini di migranti hanno attraversato il cinema italiano in un rapporto spesso discontinuo, a volte controverso, ma sempre ricco. Tra cronaca e finzione, spunti di riflessione e magia dei fotogrammi, il volume percorre le tappe di questo rapporto, con una panoramica sui film italiani che hanno raccontato le migrazioni e i loro protagonisti. Dagli italiani in partenza di Pane e cioccolata e di Nuovomondo, agli esodi interni da Sud a Nord di Rocco e i suoi fratelli e di Napoletani a Milano, con un breve viaggio nella «migrazione da ridere» di tante commedie, da Alberto Sordi di Bello, onesto, emigrato Australia… a Paolo Villaggio di Sistemo l’America e torno. Per chiudere il cerchio con i titoli degli ultimi venti anni, che portano anche sul grande schermo la dilagante e problematica presenza di cittadini stranieri nel nostro paese. Loro come noi un secolo fa, costretti a lasciare la propria terra, in cerca di pane e futuro.
Rassegna:
Pellicole migratorie
da: l'Unità-13 Luglio 13
13/07/2013

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Intervista a Andrea Corrado coautore con Igor Mariottini del libro "Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni" (ed.Ediesse)
da: Radio Radicale-31 Luglio 13
31/07/2013

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Cinema, un secolo di migranti
da: Avvenire-10 Agosto 13
10/08/2013

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Terra straniera
da: Repubblica-1 Settembre 13
01/09/2013

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Su e giù per lo stivale
da: L'Indice dei libri del mese-1 Settembre 13
01/09/2013

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Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni
da: Un libro per l'Europa-21 Settembre 13
21/09/2013
Difficoltà , paure, drammi e speranze dei migranti sono sempre stati ben documentati sul grande schermo. In questa puntata percorreremo la storia delle migrazioni e di come esse sono state raccontate cinematograficamente dai registi di tutta Europa, ma soprattutto da quelli italiani. 'Altre cinematografie europee hanno affrontato il tema della migrazione con una sistematicità  e una lungimiranza che il cinema italiano, in apparenza, non ha mai possedutoâ?¦ E tuttavia c'è una cosa che rende unico l'approccio del cinema italiano al tema della migrazione: nessun altro paese è stato ' come l'Italia ' al contempo terra di emigrazione e terra di immigrazione. Ospiti: Andrea Corrado, giornalista e specialista di cinema Igor Maiottini, critico cinematografico Conduttore: Thierry Vissol, economista e consigliere speciale media & comunicazione, Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Regia: Andrea Leonetti Assistente al programma: Tomasz Koguc Musica: Riserva MOAC - La musica dei popoli Lawra - Afrikan eyes Ridan - Ulysse Dola J. Chaplin - Railway La trasmissione è disponibile in podcast: Commissione europea ' Rappresentanza in Italia: http://goo.gl/3NdZwm
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Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni. Interviene Andrea Corrado
da: Radio Articolo 1-5 Dicembre 13
05/12/2013

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Andrea Corrado e Igor Mariottini a Radio3
da: Radio3 Hollywood Party-4 Dicembre 13
04/12/2013

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Sulle tracce dei migranti
da: Cinecittà News-6 Dicembre 13
06/12/2013
n copertina c'è l'immagine di Nuovomondo di Emanuele Crialese, uno dei rari film che in anni recenti narra il nostro passato di emigranti. Il libro 'Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni di Andrea Corrado e Igor Mariottini con prefazione di Gianni Canova - pubblicato da Ediesse nella collana 'Cinema e lavoro' - è stato presentato a Roma, alla Scuola di cinema documentario 'Cesare Zavattini', nel corso di un incontro condotto dalla giornalista Gabriella Gallozzi e con gli interventi di Laura Delli Colli, presidente del Sngci, Franco Montini, presidente del Sncci e della regista Costanza Quatriglio. Cinema e migrazioni sono apparsi in Italia più o meno nello stesso periodo, nei primi anni del Novecento. Da allora, storie e immagini di migranti hanno attraversato il cinema italiano in un rapporto spesso discontinuo, a volte controverso, ma sempre ricco. Gli autori del volume effettuano un'approfondita ricognizione cronologica sul cinema italiano che ha raccontato prima gli italiani in fuga dalla miseria verso l'estero (1929-1943), poi gli esordi interni da Sud a Nord (dal dopoguerra agli anni '80); e infine la presenza dei cittadini stranieri in Italia (il cinema degli ultimi 30 anni). Si comincia con L'emigrante di Febo Mari, film muto del 1915 che ha per protagonista Antonio che parte alla volta dell'America del Sud in cerca di lavoro, lo trova come manovale ma rimane vittima di un incidente in cantiere che lo rende inabile. E si arriva al documentario di Andrea Segre e Stefano Liberti Mare chiuso del 2012, che documenta la drammatica vicenda dei migranti africani che tra maggio 2009 e settembre 2010 vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla Marina e dalla Polizia italiana. In mezzo il libro propone anche una parte dedicata alla rappresentazione dei migranti nella commedia. 'Abbiamo scoperto che a questo genere fa riferimento gran parte dei 129 titoli che affrontano il tema. In particolare due film voglio ricordare - dice uno dei due autori Igor Mariottini -: Pane e cioccolata, girato da Franco Brusati nel 1973 con protagonista Nino Manfredi, che contiene tutti i topoi della commedia cinematografica sull'emigrazione. E ancora Due milioni per un sorriso, film diretto da Carlo Borghesio e Mario Soldati nel 1939 sul ritorno di un vecchio emigrante in patria che prende coscienza che il paese lasciato anni prima è ormai cambiato e un amore giovanile è scomparso. Andrea Corrado sottolinea le difficoltà  nel reperire i numerosi film citati nel libro e soprattutto sottolinea che, in un'Italia diventata da tempo paese d'immigrazione, è il momento di 'un cinema che raccolga ed esprima anche gli sguardi di chi l'esperienza migratoria l'ha fatta e non la riferisce di seconda mano. Come spesso già  fa il cosiddetto cinema del reale. Insomma come accaduto in altre cinematografie europee, si pensi al cinema 'beur' in Francia o alla commedia multietnica britannica, è necessario dare spazio a nuovi sguardi, quelli degli immigrati e dei loro figli. E in Italia c'è da colmare un grande ritardo. Si pensi che a quel filone è riconducibile solo un film: il drammatico Io, l'altro del regista tunisino Moshen Melliti, realizzato nel 2007 e prodotto da Raoul Bova.
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ANDREA CORRADO, IGOR MARIOTTINI: 'CINEMA E AUTORI SULLE TRACCE DELLE MIGRAZIONI (Ediesse, pp.160)
da: Ansa-6 Dicembre 13
06/12/2013
Esplorare ''i sentieri dei migranti nel cinema italiano, partendo dai primi anni in cui erano gli italiani ad andarsene, passando per la migrazione interna, fino ad arrivare al fenomeno imponente dall'immigrazione che dagli anni '80 ad oggi ha portato nel nostro Paese quattro milioni di persone''. Cosà Andrea Corrado, coautore con Igor Mariottini di 'Cinema e autori sulle tracce delle migrazioni', spiega la genesi del libro, nel quale hanno ripercorso cento anni di cinema italiano, attraverso 129 titoli, da Gli emigranti di Gino Zaccaria(1915) a La-Bas di Guido Lombardo (2011). L'occasione per parlarne è l'incontro dedicato al volume organizzato alla Scuola di cinema documentario Cesare Zavattini di Roma, cui hanno partecipato fra gli altri, la regista Costanza Quatriglio, Franco Montini, Presidente del Sindacato nazionale critici cinematografici italiani e Laura Delli Colli presidente del Sindacato nazionale Giornalisti Cinematografici italiani. Sarebbe dovuto intervenire anche Francesco Rosi, che ha affrontato il tema della migrazione in un caposaldo come I magliari (1959), ma il regista ha dato forfait all'ultimo per motivi di salute. ''E' evidente che nella migrazione ci siano aspetti universali, il dolore, il distacco, il disagio, la perdita, la nostalgia, la speranza. Quest'idea esce rafforzata dal percorso in 100 anni di cinema'' spiega Corrado, che con Mariottini, per trovare i film ha girato le cineteche di tutt'Italia -. Quest'universalità  permette di vedere Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, del 1961, dandoci la netta sensazione che se venisse rigirato oggi, dando una diversa origine ai protagonisti, resterebbe perfettamente rappresentativo delle condizioni vissute degli immigrati anche nel presente. Un altro esempio è Il cammino della speranza di Pietro Germi (1950), dove gli italiani che cercano di emigrare in Francia si mettono nelle mani di truffatori che li abbandonano alla Stazione Termini in mano alla polizia. Come se fossero saliti su un barcone in Libia e fossero stati abbandonati in mezzo al Mediterraneo in balia delle tempeste''. Nel libro si parla, fra gli altri, di titoli come Il grande appello(1936) di Mario Camerini, Due milioni per un sorriso (1939) di Mario Soldati e Carlo Borghesio, Napoletani a Milano (1953) di Eduardo de Filippo, Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata(1971) di Luigi Zampa, Pane e cioccolata(1973) di Franco Brusati, Pasqualino Settebellezze (1976) di Lina Wertmuller, Pummarò (1989) di Michele Placido, Lamerica di Gianni Amelio (1994), Nuovomondo (2006) di Emanuele Crialese, Io, l'altro (2007) di Mohsen Melliti e Into Paradiso(2010) di Paola Randi. Film ''che aiutano a ricostruire non solo le nostre origini - dice Corrado - la nostra identità , come italiani, ma anche a far crescere una coscienza civile che purtroppo è ancora molto tenue rispetto a questi temi. C'è bisogno di rafforzare l'accoglienza, la comprensione e il rispetto per chi compie quel viaggio della speranza ora, come noi lo facevamo 100 anni fa''. Per Costanza Quatriglio sul tema della migrazione ''la nostra cinematografia e' ancora a metà  nel momento in cui non ci rendiamo conto che il nostro tessuto sociale è composto per metà  da migranti che non hanno voce in capitolo. Come cineasti dovremmo saper fare i conti con i punti oscuri della nostra società ''.
Un bel mucchio selvaggio di libri
da: Alias-21 Dicembre 13
21/12/2013

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Il viaggio, l'approdo
da: Rassegna Sindacale-11 Marzo 14
11/03/2014

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