Bandiere rosse sul tetto del mondo
Pubb. : Luglio 2010
ISBN: 88-230-1453-4
Collana: Saggi
Descrizione
Del Nepal, la più giovane repubblica del mondo, che sta conducendo un travagliato cammino per l’affermazione della democrazia e dei diritti sociali, poco si conosce. Con l’ascesa al governo, dopo un’inattesa vittoria elettorale, dell’ex guerrigliero Prachanda, che ha messo fine a dieci anni di guerra popolare, i maoisti hanno abbandonato le armi per partecipare al processo democratico. Conflitti sociali e politici, rivendicazioni territoriali ed etniche caratterizzano il complicato percorso di scrittura della nuova Costituzione, repubblicana, democratica, federalista. Mentre il piccolo paese, schiacciato tra i due sub-continenti cinese e indiano, fatica a trovare la strada per uno sviluppo sostenibile che sollevi una larga parte della popolazione dalla soglia della povertà. Il volume, nato dal racconto del viaggio compiuto nel paese nell’aprile del 2009, in occasione del congresso del sindacato Gefont, ci informa sulla storia recente del Nepal, nella speranza di risvegliare l’attenzione per quel vero e proprio crogiuolo di popoli che vive sul tetto del mondo.
Rassegna:
Bandiere rosse sul tetto del mondo
da: Centro Studi Sereno Regis-3 Febbraio 11
03/02/2011
Un agile libretto per conoscere il Nepal. Questo, in estrema sintesi, è il lavoro di Leopoldo Tartaglia, funzionario del dipartimento internazionale della CGIL, che ci guida a conoscere gli eventi fondamentali che hanno caratterizzato la transizione avvenuta in Nepal da una monarchia di stampo semi-feudale alla repubblica che ha visto l’ascesa al governo dell’ex guerrigliero del movimento maoista nepalese Prachandra. Tartaglia intreccia ricordi personali, squarci di vita locale, utili informazioni sulla situazione politica, sociale e sindacale. Non solo il “paese delle nevi” tanto caro agli alpinisti di tutto il mondo, ma il paese reale che non perde nulla del suo fascino, ma semmai diventa ancora più attraente per la complessità culturale dei gruppi etnici, la diversità e la convivenza di più religioni, il desiderio diffuso di emancipazione e giustizia sociale che, a cominciare dagli anni ’90 del secolo scorso, ha provocato profondi cambiamenti. Inevitabile per un lettore che, come chi scrive queste brevi note, visitò Kathmandu alla fine degli anni ’60, un turbinio di ricordi e il confronto tra le immagini di un villaggio che appariva agli occhi ingenui dei “figli dei fiori” di allora come una sorta di “Shangri-La” e la caotica città attuale, rumorosa, affollata, motorizzata, avvolta da una cappa perenne di smog. Processi di modernizzazione e globalizzazione che, un po’ ovunque nel mondo, dal Tibet al Ladakh, per rimanere in quell’area geografica, sconvolgono, nel bene e nel male, società tradizionali nella travagliata e spesso disperata fase di transizione verso qualcosa che non conosciamo, non sappiamo e non vogliamo definire e vedere. Del Nepal, negli anni feroci della guerra civile, si sono interessate molte organizzazioni internazionali per fornire un supporto a favore della trasformazione nonviolenta del conflitto che, in una qualche misura, ha contribuito alla cessazione della guerra e ha favorito la spallata finale che il movimento maoista ha saputo dare quando è passato dalla fase della guerriglia a quella della lotta popolare di massa. Per chi desideri approfondire questi aspetti, oltre al lavoro di Tartaglia, si possono vedere alcuni contributi in rete, a cominciare da quelli di Bishnu Patakh, della rete TRANSCEND, (organizzazione fondata da Johan Galtung che ha contribuito alla formazione di operatori di pace per la mediazione del conflitto in Nepal), di cui segnaliamo in particolare il seguente: “Approaches to Peacebuilding in Nepal: Experiments in Various Dimensions”, disponibile all’indirizzo http://www.transcend.org/tms/2010/11/approaches-to-peacebuilding-in-nepal-experiments-in-various-dimensions/ . Complementari a questi sono anche i lavori pubblicati regolarmente dall’International Crisis Group, l’ultimo dei quali è “Nepal: identity politics and federalism”, scaricabile all’indirizzo http://www.crisisgroup.org/en/regions/asia/south-asia/nepal/199-nepal-identity-politics-and-federalism.aspx .Bandiere rosse sul tetto del mondo
Il Nepal verso il futuro una strada senza ritorno
da: l'Unità-30 Luglio 10
30/07/2010

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La recensione. Bandiere rosse sul tetto del mondo
da: Left-18 Giugno 10
18/06/2010

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Nepal. Il viaggio di un sindacalista
da: Rassegna Sindacale-15 Luglio 10
15/07/2010

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Scommettere sul Nepal
da: Le monde diplomatique-1 Luglio 10
01/07/2010

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Nepal, dove maoismo e comunismo sono ancora di casa
da: Liberazione-2 Luglio 10
02/07/2010

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Il Nepal cerca ancora la sua strada verso la democrazia
da: Terra-2 Luglio 10
02/07/2010

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Una scoperta sulle montagne
da: Carta-18 Giugno 10
18/06/2010
Non è per caso che Leopoldo Tartaglia, del dipartimento internazionale della Cgil, finisce in Nepal. Dal suo viaggio, nel 2009, esce fuori un libro denso e vivace, intelligente e per nulla accademico, che racconta uno dei paesi più sconosciuti e affascinanti dell'Asia. Bandiere rosse sul tetto del mondo (Ediesse, 118 pagine, 8 euro), in libreria dal 26 giugno, nasce dall'urgenza di comunicare una cosa che sembra d'altri tempi: una guerriglia rurale, che si dice maoista e riesce a far cadere un regime monarchico ancora feudale e, vittoriosa, accetta la trattativa e la collaborazione con le altre forze politiche per fa nascere un paese nuovo. La stampa italiana ha quasi ignorato la parbola di Prachanda, il leader della guerriglia, e dei suoi combattenti. L'urgenza del racconto nasce da questo vuoto. Si scopre che tra quelle montagne sagge e antiche c'è una lezione anche per le "nostre" guerre: alla fine, per far tacere il fucile, non c'è che la trattativa. Cioè dialogo più diplomazia.