Al Wasit
La lingua italiana per arabofoni
Pubb. : Novembre 2011
432 pag
ISBN: 978-88-230-1468-8
Collana: Manuali
Descrizione
Al Wasit è una espressione araba che in italiano è traducibile con l’espressione «La via per». Per quest’opera sta quindi ad indicare uno strumento rivolto in primo luogo agli arabi presenti in Italia, o anche all’estero, che intendono imparare la lingua italiana in modo corretto e compiuto. L’opera si compone di due volumi, di un fascicolo e di un Cd audio-video, tutti raccolti in una apposita custodia. Il primo volume, partendo dall’alfabeto, prende in esame la grammatica italiana e ne illustra le regole che sovrintendono alla costruzione del periodo. Nel secondo volume sono invece contenute: una storia della lingua italiana dalle origini ad oggi; un taccuino storico economico, un taccuino sociale geografico e un taccuino linguistico del nostro paese; l’illustrazione della coniugazione dei verbi regolari e irregolari. Il fascicolo raccoglie in 12 tavole sinottiche i contenuti dell’opera, mentre nel Cd sono contenute le lezioni che accompagnano l’apprendimento della lingua italiana supportate, oltre che dal sonoro, anche da materiale scritto. Al Wasit, per struttura e completezza, rappresenta uno strumento unico e di grande utilità per tutte le persone di lingua araba che desiderano apprendere l’italiano, nonché per gli italiani che vogliono approfondire la conoscenza della lingua araba.
Rassegna:
Al Wasit, la via per l’integrazione
da: Più Culture-27 Ottobre 11
27/10/2011
Lunedì 24 ottobre Palazzo Valentini sede della Provincia ha presentato, in collaborazione con la casa editrice Ediesse e l’associazione Il Campo, Al Wasit. La lingua italiana per arabofoni di Abrah Malik, giornalista iracheno e docente a L’Orientale di Napoli. L’incontro è stato occasione per un dibattito sul rapporto Italia-paesi arabi. Integrazione linguistica. Al Wasit «la via per», oltre ad essere un manuale di lingua italiana per arabofoni, “offre la possibilità di approfondire la conoscenza reciproca con i paesi al di là del Mediterraneo” spiega Giuseppina Maturani, consigliere alla Provincia (PD). “E’ un testo in cui si insegna la nostra lingua e si scopre quanto l’italiano abbia avuto scambio proficuo con l’arabo”. “L’integrazione linguistica è il primo passo” interviene Abrah Malik, “l’italiano è poco insegnato nei Paesi arabi eccezion fatta per l’Egitto che lo prevede come lingua opzionale nelle scuole superiori. Inoltre noi non conosciamo i grandi autori italiani e in Italia non si sa molto sulla nostra letteratura. Lacuna che va colmata soprattutto perché oggi l’Italia è vista dai Paesi Arabi come ponte per un cambiamento” Italia: ponte per un cambiamento. “E’ significativo che questa iniziativa sia promossa da Il Campo, associazione calabrese”, sottolinea Massimo D’Alema. “Proprio il Mezzogiorno ha tutte le carte in regola per porsi come ponte tra Maghreb ed Europa; come Nord del Mediterraneo. E’ altresì significativo che l’autore sia dell’Iraq, paese con cui i rapporti in passato non sono stati facili. Io stesso mi ritrovai a gestire il ritiro delle truppe nel 2006 e lo feci con preoccupazione perché non volevo fosse visto come segno di disinteresse verso il futuro iracheno. In questo periodo stanno avvenendo cambiamenti forti e la numerosa affluenza alle urne in Tunisia lo dimostra. Il governo dell’Unione Europea, però, è privo di proposte che rilancino l’Europa di fronte alla primavera araba. Ci sono inoltre zone con forti criticità, ad esempio in Siria dove sostengo ci debba essere fermezza nel condannare e nell’isolare questa forte repressione in atto. L’Europa deve essere onesto mediatore culturale, dobbiamo creare comunità ma seguendo i nostri principi. I diritti umani devono essere una discriminante”. “Vorrei sottolineare che questo incontro tra culture va creato in primo luogo nella città” interviene Enzo Scotti, sottosegretario del Ministero degli Esteri. ”La convivenza nello stesso palazzo, nello stesso pianerottolo, è la vera sfida. Bisogna considerare la violenza che si esercita nell’organizzazione urbanistica di una città, creando ghettizzazione. Eppure ci sono molte associazioni, anche nella città di Roma, che si occupano di integrazione”. Iraq Giuseppe Soriero, presidente dell’associazione Il Campo che ha scritto la prefazione al testo, ha raccontato come dopo l’episodio di Nassirya fosse ancor più forte la necessità di un dialogo con l’Iraq. “L’associazione insieme all’università di Roma Tre, di Catanzaro e di Napoli ha intessuto un rapporto proficuo con l’università di Nassirya, concentrandosi soprattutto sulla scolarizzazione femminile”. Non hanno fatto lo stesso i media che in momenti di crisi e di cambiamento giocano un ruolo importante. Aureliano Amadei regista di 20 sigarette film sull’attentato del 2003 denuncia “Ciò che mi ha dato fastidio è come i media parlassero dell’episodio, non hanno mai analizzato, spinto alla riflessione, puntavano sulla commozione o sulla rabbia. Io stesso non conoscevo l’Iran, mi sono ritrovato testimone della strage per caso”. “Il confronto però deve essere critico. Una valutazione negativa su un aspetto non deve far esplodere il caso” sottolinea Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil ”In questo momento l’Italia vive scissioni interne profonde. Siamo un paese anziano rispetto ai paesi del mondo arabo. Siamo stati giovani ed abbiamo fondato le basi del nostro welfare. Il Mediterraneo è diviso, una parte invecchia l’altra invece è giovane e sta cercando il suo posto nel mondo, le richieste delle persone vanno ascoltate. Non si costruisce la democrazia e la libertà con delle politiche sociali che non rispondo alla persona”. Scrive l’autore nella sua introduzione ad Al Wasit che lo scopo del testo è di sottolineare l’importanza della convivenza dei popoli, “accomunati dalla stessa esigenza di un diritto al futuro e ad un presente in cui essere ascoltati. Ricordiamo che gli indignatos spagnoli si sono ispirati alla primavera araba” conclude Giuseppina Maturani.