login_rps_multi

Username:

Password:

Hai perso la password?

Username:

Password:

Retrieve lost password

calls

eventi_rps

Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

[...]

Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma
vai all'archivio degli eventisee all the happenings
firefox
Valid XHTML 1.0 Strict

Welfare Geografie della crisi | Forum Rps 2009

The Future of the welfare state | 7th Espanet Conference - ESTRATTI

N1

2010

Gennaio - Marzo

nota del direttore

Nota del direttore

Il fascicolo è dedicato alla pubblicazione di alcuni saggi presentati in recenti conferenze sul welfare. In questo caso gli eventi di riferimento sono due: il Forum annuale di «Rps» e la VII Conferenza europea del network Espanet. Anche in ragione di ciò il numero è suddiviso in due sezioni. Nella prima parte tutti i saggi, conformemente al tema del Forum, concorrono all’analisi dei tipi di riassetto del sistema sociale italiano per come determinati dall’azione della crisi finanziaria internazionale e dall’azione nazionale di governo. La seconda sezione ricalca il tema della VII Conferenza europea ESPAnet, il cui focus è stata una riflessione complessiva sul futuro del welfare, rintracciandone i percorsi di innovazione che si delineano fra limiti e opportunità. La, difficile, selezione dei contributi operata da «Rps» è stata orientata soprattutto dall’ampiezza di sguardo e compiutezza argomentativa, nonché dalla loro originalità tematica.
Prezzo:20.00€
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

FORUM 2009 Welfare. Geografie della crisi Approfondimenti sul caso italiano in prospettiva comparata

Letture della crisi ed effetti sul welfare italiano

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’attuale «Grande recessione» è il costo degli squilibri internazionali che hanno accompagnato gli anni della «Grande moderazione» in un contesto di permissività delle politiche monetarie e delle regole dei mercati finanziari. Negli anni futuri si dovrà pagare il costo di avere evitato un’altra Grande Depressione a settanta anni dalla precedente. Il saggio riflette sugli effetti della crisi e sulle priorità e i vincoli delle future scelte di politica economica in relazione sia ai sistemi di protezione sociale, sia alle esigenze di stanziamento di risorse aggiuntive. Se dopo la prima crisi petrolifera il mondo più industrializzato si è risvegliato dal sogno della crescita in età dell’oro dei venti anni precedenti e tale risveglio significò la revisione al ribasso delle aspettative sull’andamento del tenore di vita individuale, la sfida per la politica economica di questi anni è riuscire a evitare una loro ulteriore revisione al ribasso.
Il welfare italiano secondo il Libro Bianco: riduzione dello spazio pubblico, largo agli accordi categoriali e al privato

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’attuale governo ha mostrato sin dal suo insediamento l’intenzione di voler procedere verso un deciso cambiamento nel sistema di welfare. Dopo il Libro Verde sul futuro del modello sociale (estate 2008) in cui veniva lanciato un attacco frontale al welfare delle responsabilità collettive e della cittadinanza, il Libro Bianco «La vita buona nella società attiva» del maggio 2009 rappresenta il tentativo assai insidioso di costruire la cornice entro la quale collocare le scelte governative di politica sociale, dalla sanità alle pensioni alle politiche del lavoro, verso un welfare pubblico ridotto,basato sempre di più su tratti categoriali-corporativi e privatistici. La premessa da cui il documento parte è che il welfare state italiano abbia fallito nei suoi obiettivi fondamentali, quindi partendo da assunti non dimostrati, e anzi talvolta fondati su assunzioni errate, va alla ricerca – celandoli sotto «insegne» ammiccanti – di approdi collocati in «territori» assai lontani da quelli in cui ha messo radici il welfare della cittadinanza. Il saggio discute di questo, con particolare riferimento alle politiche della formazione e del lavoro e al nuovo protagonismo degli enti bilaterali.
La segmentazione del mercato del lavoro in tempo di crisi: il caso italiano in prospettiva comparata

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Nel presente lavoro, anche alla luce dell’attuale crisi che, riducendo le possibilità di rinnovo contrattuale, potrebbe aver acuito la condizione di svantaggio di chi lavora con contratti di durata prefissata, si analizzano le differenze fra lavoratori a termine e a tempo indeterminato, comparando la situazione italiana con quella dei paesi della Ue-15. La presenza di diseguaglianze fra le diverse tipologie lavorative, e di conseguenza, di varie forme di segmentazione, viene valutata siain chiave statica, verificando in primo luogo l’esistenza di differenziali salariali,sia in chiave dinamica, osservando mediante matrici di transizione la durata dell’appartenenza agli status svantaggiati. Infine, alla luce del recente dibattito su ammortizzatori sociali e flexicurity e delle principali evidenze empiriche, si presentano alcune riflessioni sulle policy più adatte per far fronte alle criticità del caso italiano.
Rapporti territoriali e coordinamento: una contestualizzazione della governance sociale in Italia

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Attraverso una ricognizione del contenzioso costituzionale fra Stato e Regioni e del funzionamento delle arene di compensazione fra livelli territoriali, l’articolo presenta alcuni spunti di riflessione sui problemi di coordinamento del sistema di governo italiano, inquadrandone gli effetti sulla governance della materia sociale. Si osserva una forte politicizzazione territorializzata del conflitto, con una contrapposizione che non trova adeguati spazi di confronto nel sistema delle Conferenze, con la conseguenza di riversarsi sulla Corte costituzionale e ridurre gli spazi di definizione di un sistema bilanciato e programmato, a favore di soluzioni estemporanee. L’analisi della mancata implementazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali conferma questa prospettiva anche nell’ambito delle politiche sociali.
Ops, potresti aver disabilitato i javascripts. in questo caso potrai comunque vedere tutti i contenuti ma alcune funzionalità non saranno attive

7 ANNUAL ESPANET CONFERENCE 2009 The Future of Welfare State Paths of Social Policy Innovation between Constrains and Opportunities

Cosa hanno in comune i sistemi di welfare state europei e in cosa differiscono...

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
La classificazione del welfare state americano come «residuale» non corrisponde ai fatti empirici. Rispetto al modello europeo differenze essenziali persistono in rapporto al maggiore affidamento sull’offerta privata nei settori pensionistico e sanitario, ad una maggiore enfasi sui sussidi condizionati al lavoro e ad una maggiore importanza degli schemi selettivi. Analogamente, gli Stati membri della Ue non sono confluiti verso il welfare Usa, c’è qualche convergenza sul piano del discorso politico, dove l’idée directrice delle politiche sociali europee è passata dalla protezione sociale all’attivazione mentre gli Usa si stanno avvicinando all’Europa per ciò che riguarda la sanità e il riconoscimento delle responsabilità dello Stato.
Vuoto per pieno: trasferimento delle idee e conseguenze (implicite) di policy

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Anche grazie all’intensificarsi dei contatti tra governi e tra attori rilevanti per la definizione ed implementazione delle politiche sociali, nonché al consolidamento di istituzioni sovranazionali, la diffusione e il trasferimento delle politiche e, anche se in misura minore, delle idee intorno alle politiche stesse è divenuta un tema di crescente interesse. L’articolo si concentra in particolare sul trasferimento, diffusione e trasformazione delle idee relative agli obiettivi e strumenti di politica sociale. Dopo avere ricordato i principali approcci teorici disponibili per dare conto di come tale trasferimento avvenga, vengono analizzati tre casi empirici. La discussione intende contribuire al dibattito sul trasferimento delle idee e delle politiche concentrandosi su due aspetti: la natura del trasferimento delle idee – e in particolare la tendenza a decontestualizzarle e a impiegarle come concetti «neutrali» rispetto al contesto e alle istituzioni dove esse hanno avuto origine e dove sono destinate – e le, talvolta, implicite conseguenze per le politiche che tale processo porta con sé.
Frammentazione istituzionale e iniziative di coordinamento nei sistemi di welfare dell’Europa occidentale

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
In seguito alle recenti trasformazioni del welfare state, e in particolare alla ridefinizione dei sistemi di welfare in direzione dell’attivazione, la frammentazione interna dei sistemi di sicurezza sociale è emersa come problema centrale delle politiche di riforma avviate da molti paesi dell’Europa occidentale. Il tipodi risposte che sono state adottate, tuttavia, varia sostanzialmente tra i diversi paesi, spaziando dall’incoraggiamento alla collaborazione tra agenzie fino alla loro completa fusione. L’intento di questo articolo esplorativo è duplice. In primo luogo,proponendo il concetto di iniziativedi coordinamento, cerca di sviluppare una migliore concettualizzazione della varietà cross-national nelle risposte al problema della frammentazione. In secondo luogo, a partire dalle teorie esistenti sullo sviluppo del welfare state e sul cambiamento delle policy su questa materia, presenta alcune prime ipotesi che tengono conto della diversificazione che si è potuta osservare nelle iniziative di coordinamento.
L’impatto dei congedi parentali sull’occupazione delle madri nelle società europee

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
Il saggio evidenzia come nella maggior parte dei sistemi di welfare che prevedono schemi generosi di congedo familiare esiste anche una proporzione relativamente alta di bambini inseriti all’interno di strutture formali di assistenza all’infanzia. E'quindi fuorviante affermare che gli schemi generosi di congedo familiare sostituiscano il supporto generoso dei sistemi di welfare a servizi di cura e assistenza formale rivolti all’infanzia. I risultati dell’analisi indicano infatti che, nella maggior parte dei casi, gli schemi generosi di congedo familiare sono presenti in sistemi di welfare dove le politiche familiari sono relativamente generose e offrono ai genitori differenti opzioni per la cura dell’infanzia. Inoltre, i risultati negano che il grado di generosità degli schemi di congedo parentale abbia un impatto negativo sul tasso di occupazione delle madri con figli piccoli.
Il difficile percorso verso la coerenza nella governance Ue della migrazione

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
All’interno dell’Ue è in atto un tentativo chiaro per articolare e rendere coerente l’insieme di politiche, narrazioni, definizioni e processi relativi al governo della migrazione, e in particolare all’adozione di nuove logiche di governo e di relazione per governare le migrazioni sotto il titolo di «nuove politiche dell’immigrazione». Lo sforzo per affermare un regime coerente di governance nel campo della migrazione richiede una combinazione e una ricombinazione delle politiche, dei presupposti istituzionali e delle relazioni all’interno dell’Ue e tra l’Ue e gli Stati membri. Questo articolo identifica e valuta le principali narrazioni, spesso contraddittorie, mediate dalle istituzioni e da più ampie dinamiche del processo decisionale dell’Ue: diritti (umani), sicurezza, bisogni economici, integrazione sociale. Questi discorsi interagiscono per costruire un nuovo, identificabile terreno di policy per la governance europea della migrazione.
La dimensione sociale nella politica estera dell’Unione europea

Scritto da:

Devi essere abbonato per poter vedere l'articolo completo
pdf
L’articolo si propone di illustrare come nell’arco dell’ultimo decennio la componente sociale abbia acquisito un peso progressivamente più significativo nell’ambito delle relazioni esterne dell’Unione europea. Gli autori individuano nel periodo 1999-2001 il momento in cui si sono gettate le basi dell’attuale strategia e suggeriscono una chiave interpretativa che fa leva su una combinazione di fattori sia interni che esterni. Gli elementi forniti nel testo puntano a mettere in luce come per inquadrare correttamente la nuova attenzione dell’Ue per il profilo sociale della globalizzazione occorra andare oltre la dimensione prioritariamente economica del processo di integrazione europea e considerare le dinamiche innescate dai rilevanti cambiamenti intervenuti nello scenario internazionale. Al venir meno dell’unipolarismo corrisponderebbe un’accelerazione nel tentativo dell’Ue di presentarsi come attore globale e nel far ciò l’Ue difficilmente potrebbe eludere la componente sociale che ha così fortemente connotato il suo patrimonio storico.