Lisbona: verso una Strategia ripensata?
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La Strategia di Lisbona è un approccio comunitario inteso a creare opportunità di apprendimento sul proprio sistema nazionale e su quello di altri paesi allo scopo di favorire le soluzioni ottimali selezionando le pratiche migliori e utilizzando indicatori per verificare le performance (benchmarking). Si tratta di un processo che ha portato a compimento l’idea di convergenza, mirando alla ridefinizione da parte degli attori delle priorità strategiche e politiche sotto l’effetto dell’apprendimento continuo. Tuttavia si può constatare che nessuno degli indicatori adottati a Lisbona, o immediatamente dopo, sarà raggiunto nel 2010. Si tratta però di un fallimento che non si limita al solo ambito sociale. L’articolo discute, anche sulla base dei dati più aggiornati, le ragioni di questo parziale fallimento e si conclude proponendo alcune riflessioni sulle possibili soluzioni.
Il coordinamento delle politiche nell’Unione europea dopo il 2010: idee per un’architettura di governance inclusiva
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L’architettura della governance della Strategia di Lisbona è stata modificata, formalmente o informalmente, varie volte nel corso dei suoi dieci anni di vita. Questo studio si sofferma su queste evoluzioni contribuendo al dibattito in corso sul futuro della strategia di Lisbona e sull’appropriata architettura di governance per il coordinamento delle politiche nell’Ue dopo il 2010. Il paper si sviluppa in due parti principali; la prima parte riconsidera la governance della strategia di Lisbona dal marzo 2000 fornendo una visione critica generale delle tre principali fasi del suo sviluppo. La seconda parte guarda in avanti, esaminando un’appropriata futura architettura di governance per il coordinamento delle politiche nella Ue dopo 2010. La parte conclusiva valuta i probabili esiti del dibattito in corso sulla strategia di Lisbona post-2010, sulla base delle informazioni disponibili al momento della stesura del testo.
Per un bilancio critico della Strategia di Lisbona
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A partire dal 2004 la Strategia di Lisbona è stata ricentrata sulle riforme strutturali e sulle prescrizioni economiche, mentre a conclusione del vertice di Lisbona una strategia differente, organizzata in parte attorno ai metodi aperti di coordinamento, aveva introdotto una reale innovazione auspicando una vera e propria assunzione, a livello comunitario, della «dimensione sociale» dell’Europa. A partire dal secondo Rapporto Kok le cose sono cambiate. Importanti eventi successivi hanno modificato completamente il quadro, per non dire della crisi economica esplosa a partire dal 2007-2008. In queste condizioni resta da stabilire il bilancio globale di quella che si chiama per metonimia «Lisbona». Il presente articolo intende tracciarne le grandi linee. Se ci si limita alla materia sociale la Strategia di Lisbona, come dimostrano due esempi simbolici (l’attivazione della protezione sociale e la flexicurity), non ha mantenuto le promesse. In fin dei conti non si è trattato che del discorso di accompagnamento alle riforme economiche, sullo sfondo di una crescente pregnanza del diritto comunitario, che privilegia le libertà economiche sui diritti sociali.