Immigrazione e bilancio pubblico in Italia
Nella Sezione: Welfare e governo dell’immigrazione
L’impatto dell’immigrazione sulle finanze pubbliche dei paesi di destinazione è un aspetto cruciale nel dibattito sugli effetti dei flussi di persone tra paesi. In questo lavoro si raccolgono i dati amministrativi disponibili sul gettito e sulla fornitura di servizi/prestazioni agli immigrati in Italia, e si integrano tali dati con stime realizzate comunque su dati di natura amministrativa. L’esercizio incontra un limite nel fatto che le informazioni reperite non sono omogenee rispetto all’aggregato di riferimento e all’anno di competenza. Gli effetti positivi sulla finanza pubblica della presenza migratoria in Italia non appaiono trascurabili.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Immigrazione, multiculturalismo e welfare state
Nella Sezione: Welfare e governo dell’immigrazione
È opinione diffusa che la sostenibilità di un sistema di welfare dipenda dalla sua capacità di raggiungere e di mantenere un livello elevato di solidarietà tra i cittadini e che questa solidarietà sia oggi erosa dai livelli crescenti di diversità etnica e razziale dovuti all’immigrazione. Se così fosse si determinerebbe un trade off tra un approccio all’immigrazione più aperto ed accogliente da una parte e il mantenimento di un solido sistema di welfare dall’altra. In questo saggio, al contrario, gli autori sostengono che la pretesa dell’esistenza di un inevitabile trade-off tra diversità e solidarietà sia prematura. L’evidenza empirica, al pari delle ricerche realizzate dagli autori, indicano che un sistema multiculturale di welfare è una prospettiva percorribile.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Italia. Il ruolo delle Regioni e il riparto delle competenze in materia di integrazione
Nella Sezione: Welfare e governo dell’immigrazione
La riforma del titolo V della Costituzione ha profondamente modificato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni. L’articolo esplora tale difficoltà di riparto nella materia «immigrazione», di competenza statale e tuttavia moltissime altre materie che costituiscono parte importante delle politiche di integrazione sono ormai di competenza concorrente, quando non direttamente residuale, delle Regioni. L’articolo offre anche esempi di come il conflitto venga alimentato dal mutato quadro giuridico nazionale che ha subito un vigoroso cambio in senso restrittivo dell’accesso al welfare degli stranieri. Si passa poi ad analizzare una serie di testi di legge regionale e di programmi sociali e sanitari di alcune Regioni selezionate (Puglia, Umbria), il tutto cercando di ricostruire le direttrici di alcuni modelli possibili di politiche regionali per gli immigrati. L’articolo mette in evidenza infine la nuova architettura del finanziamento delle politiche di integrazione conseguente alla entrata in scena dei fondi comunitari.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati