Redistribuzione e welfare: un confronto Europa-Usa
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Se si tiene conto che le prestazioni sociali possono essere erogate non solo dal settore pubblico ma anche da organismi privati, le dimensioni del welfare state sono analoghe in Europa e negli Stati Uniti. È tuttavia diversa la composizione: sono più elevate le spese per la sanità negli Stati Uniti e più alte quelle per assistenza e previdenza in Europa. Gli effetti redistributivi dei due sistemi sono difficilmente valutabili, dato che ogni componente della spesa sociale presenta specifiche caratteristiche. Deve essere comunque sottolineato che le dimensioni dello stato sociale sono un criterio inadeguato per comparare il livello di redistribuzione della spesa sociale.
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Politica economica e scelte di welfare: l'analisi della Cgil
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Nei prossimi mesi verranno prese decisioni importanti di politica economica: la manovra di aggiustamento di bilancio a fronte dello sfondamento del tetto del tre per cento, la predisposizione del Dpef, l’annunciato provvedimento di riduzione delle tasse. Per quanto il governo tenterà di mascherare il costo sociale delle proprie scelte, risulterà comunque evidente su quali ceti sociali graverà il costo più elevato. Nel contempo non si registrano segni di ripresa economica, il tasso di sviluppo per il 2004 è di poco superiore allo zero, il tasso d’inflazione in Italia è superiore alla media europea, la crisi dell’apparato produttivo si aggrava, la povertà aumenta. Il bilancio non è solo negativo, ma catastrofico. Il sindacato, ribadendo la sua idea di stato sociale universalistico e di qualità, si prepara a contrastare duramente le politiche del governo.
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Le politiche di bilancio e la spesa per il welfare dei paesi europei negli anni novanta
Nella Sezione: Trascorsi, tendenze, confronti
Negli anni novanta i paesi europei mettono sotto controllo la dinamica del debito pubblico, che era cresciuto ancora, rispetto ai livelli del 1990, a causa della fase recessiva che tutta l’Europa attraversa. La buona performance della seconda metà degli anni novanta permette una diminuzione della quota della spesa pubblica, grazie anche ad una politica monetaria più espansiva, che riduce il costo del debito. Mentre la maggior parte dei paesi è impegnata a conseguire le condizioni di ingresso nell’euro, anche i tre paesi che scelgono di rimanere fuori ottengono analoghi risultati in termini di disavanzo; tuttavia beneficiano in minor misura della riduzione della spesa per interessi rispetto ai paesi dell’euro. Per quanto riguarda la spesa di welfare, la riduzione della quota è nettamente inferiore, in modo particolare nei paesi che aderiscono all’unificazione monetaria.
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