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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma
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Temi e problemi

L'assistenza nella storia dell'État providence

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Temi e problemi

Durante il periodo di crescita economica e progresso sociale intercorso fra il secondo dopoguerra e la metà degli anni ’70 il welfare state e l’assistenza sociale si sono sviluppati in modo sinergico assicurando protezione e integrazione sociale. Oggi non è più così. Gli interventi sociali sono sollecitati da nuove tipologie di utenti il cui principale problema attiene all’impossibilità di occupare un posto stabile nella società a causa delle congiuntura sociale ed economica. Da parte sua il welfare state ha perso molto del suo potere di garantire, attraverso un lavoro protetto, l’integrazione sociale della maggioranza della popolazione. Di fronte a queste nuove sfide, il campo dell’assistenza si amplia e si trasforma. Parallelamente, il welfare state, attraverso la decentralizzazione e diverse misure di attivazione, tende a diventare più flessibile, più vicino agli interessi degli utenti e alle specificità delle situazioni locali. Il processo cela però alcune ambiguità che obbligano ad interrogarsi sulle evoluzioni future e su come gli interventi sociali possono continuare a inscriversi nel quadro dell’esercizio di un diritto garantito dal potere pubblico-statuale.
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Riflessività nel dominio pubblico - Primi appunti

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Nella Sezione: Temi e problemi

Il contributo si propone di fissare alcuni punti cruciali per la relazione efficace tra riflessività (nella prospettiva di una modernità riflessiva), riconoscibilità di un dominio pubblico quale medium della riflessività sociale e delle capacitazioni individuali, e varietà delle risorse istituzionali disponibili quale premessa ed esito dei processi sociali nella società della conoscenza in evoluzione. Quanto alla riflessività, si esplora l’ipotesi della fragilità dell’ancoraggio all’individuo socializzato e si indaga sulla possibilità di una riflessività affidata anche a processi reticolari e a costrutti artificiali e virtuali. Quanto al dominio pubblico, si ipotizza che la complessità contemporanea consista nella diluizione delle polarità costitutive della prima modernità (come quella tra pubblico e privato, tra Stato e mercato e simili). Infine, la varietà delle istituzioni, viene postulata come l’elemento da cui dipende la possibilità di un circuito virtuoso tra riflessività, capacitazione, sfera pubblica.
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L'onda lunga della soggettivazione: una sfida per il welfare pubblico

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Nella Sezione: Temi e problemi

Qual è l’impatto dei processi di contrattualizzazione sullo statuto pubblico del welfare? E che cosa è da intendersi, oggi, per pubblico? L’articolo suggerisce di affrontare questi quesiti ponendo la contrattualizzazione in prospettiva storica. Nella prima parte ripercorre la storia dello sviluppo del welfare state in Italia durante i «trenta gloriosi», mettendovi in evidenza il ruolo del diritto e del riferimento ai diritti. E mette a fuoco due punti focali: a) lo statuto pubblico del welfare si afferma e si espande intrecciato con un potente processo di soggettivazione, sia giuridica che politica; b) il principio di terzietà vi viene messo in tensione e in trasformazione. Nella seconda parte segue l’evolversi di questi due punti focali, brevemente, nella messa in crisi del welfare state e poi nei cambiamenti istituzionali in atto guidati dall’imperativo della individualizzazione via contratti.
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Disorganizzare il pubblico?

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Nella Sezione: Temi e problemi

Nonostante la loro centralità nella modernità occidentale, le idee e le istituzioni del pubblico sono state messe in discussione da recenti trasformazioni sociali, politiche ed economiche. Sebbene il neoliberismo sia in genere considerato come la forza centrale che guida processi quali le privatizzazioni, la deregolamentazione e la ritirata dello Stato, questo articolo sostiene che le tendenze e i processi di transizione presenti nella dimensione pubblica sono eterogenei. Esso esplora questa eterogeneità attraverso l’esame di quattro aspetti della disorganizzazione del pubblico: organizzativo, occupazionale, sociale e spaziale. L’articolo si conclude riflettendo su tre diversi approcci alla questione dell’eterogeneità: una distinzione tra cambiamenti effettivi e di superficie; una lettura della disorganizzazione come strategia politica; una visione congiunturale dell’eterogeneità come risultato dell’azione di molteplici forze, tendenze e progetti.
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Transnazionalizzare la sfera pubblica: legittimità ed efficacia dell'opinione pubblica nel postwestfaliano

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Nella Sezione: Temi e problemi

La sfera pubblica, in quanto concetto critico, si è sempre fondata su due premesse: in via di principio l’opinione pubblica dovrebbe essere normativamente legittima e politicamente efficace. Tali postulati, però, non si adattano agli spazi di confronto che oggi chiamiamo «sfere pubbliche transnazionali», che non rappresentano la comunicazione fra cittadini uguali, né la rivolgono a Stati sovrani. Il risultato è che il concetto rischia di perdere valenza critica e significato politico. Il saggio tenta di recuperare il potenziale critico della teoria della sfera pubblica rivisitando gli ideali di legittimità e di efficacia. L’autrice illustra i presupposti westfaliani impliciti nella formulazione originale di Habermas, e dimostra la loro persistenza nelle principali critiche di tipo femminista, antirazzista e multiculturale. Identifica quindi diversi aspetti della transnazionalità che problematizzano la percezione della legittimità e dell’efficacia che ha ispirato sia la teoria originale che le sue contro-teorizzazioni critiche. Infine, indica una strategia per ricostruire l’ideale di opinione pubblica legittima ed efficace per un mondo postwestfaliano.
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Fondamenti costituzionali per una teoria delle comparazioni tra sistemi

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Nella Sezione: Temi e problemi

Nel cercare i fondamenti teorici per la comparazione tra sistemi, si incontrano serie difficoltà di commensurabilità. Si tratta di problemi ai quali non possono trovarsi soluzioni conclusive poiché non disponiamo di uno standard assoluto e definitivo in base al quale giudicare nel merito i concetti che utilizziamo. Per poter fare buone valutazioni comparative il meglio che si può fare è riconoscere la necessità delle concettualizzazioni che è necessario operare; quindi forzare le frontiere dell’analisi per poter approfondire la conoscenza e ampliare gli orizzonti delle nostre formulazioni concettuali. Tuttavia la centralità dello Stato non è un riferimento analitico idoneo per quanto riguarda le società autogovernate. Alla luce di questa ipotesi, occorre estendere l’analisi ai fondamenti concettuali e sociali dell’emergere di società che si auto-governano.
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