I nuovi ceti popolari in Italia
Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale
Chi sta in basso nella «modernità liquida»? La trasformazione delle condizioni di lavoro, la centralità del consumo, il ruolo dei media, della religione e del territorio sono tutti fattori che concorrono a modificare le caratteristiche dei gruppi meno privilegiati e a spiegare perché a essere determinanti oggi sono forse più i fattori di ordine culturale che quelli economici.
I «nuovi ceti popolari» – fluidi, diversificati, politicamente e socialmente invisibili – si caratterizzano per la loro limitata capacità di comprendere il tempo nel quale vivono, oltre che per il loro complesso rapporto con la «tradizione» e il territorio, sentendo su di sé tutto il peso della precarietà sociale.
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Tra vecchie e nuove disuguaglianze: la vulnerabilità nella società dell’incertezza
Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale
I processi economici e sociali in atto in Italia e in Europa stanno trasformando rapidamente le caratteristiche e le dimensioni della questione sociale. Se sino a pochi anni fa le preoccupazioni maggiori erano concentrate intorno al problema della povertà e dell’esclusione sociale, oggi si nota il progressivo venir meno dei principali pilastri intorno a cui si è costruito il cosiddetto «modello europeo»: forte stabilità occupazionale, ampiezza e generosità dei programmi di welfare, persistenza di forti legami familiari. L'articolo identifica quattro fenomeni nuovi: la diffusione dell’instabilità reddituale, la crescita dei lavori temporanei, le difficoltà di conciliazione tra caring and working, l’esplodere della non autosufficienza. Le trasformazioni determinano un senso di instabilità e di vulnerabilità che colpisce ceti sociali tradizionalmente «garantiti». Il fenomeno della vulnerabilità sociale introduce così una nuova dimensione della disuguaglianza sociale che si sviluppa trasversalmente alla stratificazione sociale.
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Globali o locali? Un’indagine su dirigenti e cadres supérieurs a Milano e Parigi
Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale
Il contributo illustra i primi risultati parziali e preliminari di una ricerca esplorativa comparata su quadri
e dirigenti in alcune città europee, focalizzando l’attenzione sulle città di Milano e Parigi. L’ipotesi di partenza che la ricerca ha indagato è la messa in atto da parte di un segmento particolare della popolazione, i quadri e dirigenti appunto, di strategie di «exit» o «exit parziale» (di uscita), cioè di comportamenti e pratiche che si articolano ad un livello diverso da quello nazionale e locale.
La questione è affrontata da una prospettiva micro-sociologica, guardando alle esperienze degli individui, alle loro narrative e focalizzando l’attenzione su una dimensione particolare: la socialità.
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Verso un’analisi della ristratificazione sociale - Note programmatiche
Nella Sezione: Slittamenti di status e vulnerabilità sociale
L’articolo, che si pone in un solco di ripensamento del capitalismo sociale, prende sinteticamente in esame i cambiamenti che hanno investito la stratificazione sociale italiana negli ultimi anni. A tale scopo, l’analisi innanzitutto si indirizza ad apprezzare i cambiamenti avvenuti nella dimensione socioeconomica, esaminando le due proxies fondamentali della stratificazione (reddito/ricchezza e struttura occupazionale), per poi indirizzarsi a rilevare i mutamenti in corso nei valori e nell’arena civica dei diritti e doveri di cittadinanza. L’articolo suggerisce propriola maggiore centralità di queste due ultime dimensioni nell’analisi di una stratificazione sociale ormai orfana di classi, ceti e blocchi sociali, ma nonostante questo, sempre
più diseguale.
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