Il protocollo su pensioni, lavoro e competitività: il ruolo della concertazione
Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia
Il Protocollo su pensioni, lavoro e competitività del 23 luglio 2007 si colloca certamente nel novero dei più rilevanti accordi tra governo e parti sociali degli ultimi anni, per ampiezza delle tematiche trattate e per l’ampio dibattito che ha suscitato nell’opinione pubblica. A conferire a tale accordo un’importanza particolare è anche l’ampia partecipazione dei lavoratori al referendum indetto sul testo, nonché l’alta percentuale di approvazione delle soluzioni in esso contenute. Per il metodo seguito e per le soluzioni adottate, esso può costituire lo spunto da una parte per analizzare come la concertazione si è evoluta e come si atteggia in un panorama politico sostanzialmente bipolare, e dall'altra per verificare lo stato di salute del nostro sistema di welfare, in un'epoca caratterizzata da sfide di importanza epocale, quali la globalizzazione e l'invecchiamento della popolazione. L'articolo ripercorre la struttura del protocollo, focalizzandosi rispettivamente sugli interventi relativi al sistema pensionistico, su quelli inerenti alla regolazione dei rapporti di lavoro e del mercato del lavoro e, infine, su quelli riguardanti la competitività del sistema.
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Le riforme pensionistiche in Italia. Un’analisi storica dei «giochi di solidarietà»
Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia
L’articolo analizza in chiave storica la riforma delle pensioni in Italia negli ultimi due decenni, nel tentativo di far luce sul ruolo sindacale nel relativo processo politico e di proporre alcune ipotesi sulle conseguenze redistributive delle riforme concertate. Il riferimento è ai cosiddetti «giochi di solidarietà», ovvero alle strategie di competizione tra gli attori negoziali al fine di distribuire costi e benefici dei nuovi interventi. Lo studio delle diverse riforme concertate e dei loro effetti (soprattutto della Riform Dini del 1995) permette di svolgere una prima valutazione dell'azione sindacale. Mentre parte della letteratura ha sottolineato la sua difesa degli interessi dei propri iscritti (anche a danno degli interessi collettivi) l'analisi mostra l'interazione più complessa tra idee e preferenze. Il breve confronto con altri paesi europei conferma la necessità di recuperare una dimensione legata agli interessi per comprendere i processi di riforma delle politiche sociali e i loro esiti, seppure in un approccio più ampio.
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Sindacato e processi di cambiamento nelle opinioni dei protagonisti
Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia
Nelle pagine che seguono, attraverso una serie di interviste strutturate effettuate tra il settembre e l’ottobre 2008, sono stati interpellati sul tema del rapporto tra sindacato e welfare alcuni importanti dirigenti sindacali italiani, in particolare: Susanna Camusso, segretaria confederale Cgil, Dipartimento politiche dei settori produttivi; Carla Cantone, segretaria generale Spi-Cgil; Franco Martini, segretario generale Filcams-Cgil; Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil, Dipartimento welfare e nuovi diritti; Giorgio Santini, segretario confederale Cisl, Dipartimento lavoro formazione sviluppo Mezzogiorno; Claudio Treves, coordinatore Dipartimento politiche del lavoro Cgil nazionale. Con questo lavoro si è inteso offrire uno scorcio sulla riflessione interna al sindacato sia relativamente al modo in cui esso ha contribuito e contribuisce a configurare il sistema italiano di welfare, sia rispetto al suo riposizionamento nello spazio del confronto politicoe all’opportunità - rimodulando parte delle proprie funzioni - di allargare il bacino di riferimento per collegarsi a nuove domande di tutela che attendono una propria rappresentanza sociale.
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L’azione del sindacato a livello territoriale
Nella Sezione: Sindacato e welfare. Un focus sull’Italia
Nel nostro paese la storia delle relazioni tra i sindacati e i governi e le istituzioni locali è abbastanza lunga, anche relazioni che consistono essenzialmente nella pratica di coinvolgimento e nel contributo delle parti sociali al disegno e all’implementazione di politiche sociali e del lavoro. Il saggio esamina le fasi e le logiche di questa storia celata, concentrando l’attenzione sulle principali caratteristiche e risultati delle relazioni e pratiche concertative di cui l’autrice individua due fasi: una prima in cui le iniziative sindacali in materia di lavoro e politiche sociali a livello territoriale sono di natura essenzialmente contingente e rivendicativa; in seguito le iniziative sono divengono più intenzionali e strategicamente orientate così che si va approfondendo il coinvolgimento e il ruolo del sindacato nella costituzione di reti sociali di protezione sociale e nel welfare locale.
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