Le banche dati sulla salute - Verso la costruzione di un’epidemiologia assistenziale
Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making
Tra le diverse chiavi di lettura del sistema socio-sanitario in Italia il dedicare uno spazio al tema informativo, della politica dei dati è già dichiararne la sua criticità e particolare problematicità. Infatti, a fronte di un crescente numero di rapporti, informazioni, rilevazioni, statistiche, descrizioni, proiezioni sui tanti aspetti socio-sanitari del nostro paese, diveniamo man mano sempre più coscienti dei loro limiti. A titolo meramente esemplificativo basti citare, tra le diverse fonti nazionali di facile e libero accesso, tutti i siti e/o banche – di dati (Bdd) istituzionali quali l’Istat (si consulti ad esempio l’Annuario statistico italiano 2006 di recente pubblicazione); il Ministero della Salute; l’Agenzia italiana del farmaco; l’Istituto superiore di sanità; l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro; Cineca - Rapporto Arno.
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Epidemiologia assistenziale nel grande anziano: quali informazioni?
Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making
L’epidemiologia assistenziale cui allude il titolo non è una contraddizione in termini: è il punto d’incontro tra la cultura scientifica e metodologica di una prestigiosa istituzione di ricerca e la pratica quotidiana di assistenza, ma anche la voglia di partecipazione degli operatori sociali e sanitari di alcune aziende Ulss della Regione Veneto. Il punto di vista più noto sul fabbisogno informativo in ambito socio-sanitario è quello della programmazione nazionale/regionale; numerose fonti – ad esempio i censimenti e le Indagini Multiscopo dell’Istat – forniscono periodicamente una importantissima immagine della popolazione e dei trend demografici, delle condizioni di salute percepite e dei livelli di non autosufficienza, della struttura del gruppo familiare o di convivenza e del ricorso ai servizi.
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I dati, ovvero dell’ambivalenza
Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making
Dovrebbe essere ovvio – per buon senso, e per ragioni metodologiche – che ogni volta che si è fuori da un contesto strettamente «sperimentale», i dati intrattengono con le realtà – quelle che descrivono, proiettano, valutano – rapporti molto, ed esplicitamente, ambivalenti: fa parte del loro ruolo, che non è mai indipendente dai contesti, e tanto meno neutro o oggettivo. I dati sono al servizio di ipotesi (nel migliore dei casi: corrispondono, cioè, a un lavoro esplorativo, di ricerca, di confronto), o di tesi (più frequentemente: rispondono ad un disegno che vuol dimostrare/difendere/confermare qualcosa su cui decisioni sono già prese).
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La politica dei dati in ambito socio-assistenziale - Un focus sulla spesa dei Comuni
Nella Sezione: Sessione II - Capacità informativa, ruolo e utilizzo dei dati nei processi di policy making
Rimandando alla trattazione compiuta negli altri contributi della sessione la riflessione sulle difficoltà di funzionamento del sistema socio-sanitario legate ai debiti informativi tuttora esistenti in campo sanitario, in questo articolo si approfondisce la questione della politica dei dati in ambito socio-assistenziale. Tale aspetto, infatti, rappresenta una delle condizioni per realizzare quei percorsi di integrazione, sia all’interno delle politiche socio-assistenziali che nel più vasto ambito delle politiche sociali, che sono effettivamente alla base di un funzionamento efficace ed efficiente del sistema socio-sanitario, inteso come quell’insieme di servizi e interventi che incorporano assistenza e inserimento sociale, cura della salute, prevenzione e tutela.
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