I livelli essenziali delle prestazioni, tra erogazioni monetarie e servizi
Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale
Quando si parla di servizi sanitari, sociali, socio-sanitari è opportuno fare riferimento a salute e benessere. Due concetti che si sovrappongono largamente, che hanno una forte interferenza reciproca, che anche nei nostri vissuti sono difficilmente scomponibili. La salute influenza il benessere e viceversa, e non sappiamo dove finisce la salute e dove comincia il benessere. Nella considerazione giuridica, nell’imputazione delle responsabilità politiche e amministrative, nell’organizzazione degli interventi volti al loro perseguimento, la distinzione, la scomposizione, è una fase necessaria. L’esigenza è però che la scomposizione lasci poi spazio, e anzi favorisca, le necessarie ricomposizioni.
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L’assistenza ai non autosufficienti nel quadro di un neo-regionalismo in fieri
Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale
Storicamente la realizzazione dello stato sociale ha determinato, negli ordinamenti giuridici contemporanei, processi di accentramento di poteri e funzioni nel governo centrale, ritenuto in grado di fornire una migliore garanzia di stabilità e universalizzazione delle prestazioni sociali, rispetto agli enti territoriali sub-statali. Questa tendenza «centripeta» delle politiche connesse alla realizzazione dello stato sociale è stata rilevata, dalla dottrina costituzionalista, fin dagli anni ’80 del secolo scorso, con particolare riferimento agli ordinamenti federali, evidenziando come in tali sistemi politiche di solidarietà con finalità egualitaristico-retributive abbiano tendenzialmente innescato processi di accentramento di poteri e funzioni nelle autorità federali, per la necessità di garantire, all'insegna dell'eguaglianza sostanziale, standard territorialmente uniformi nel soddisfacimento dei principali bisogni sociali dei cittadini.
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Il settore socio-sanitario: nuova questione sociale? Tra valori, diritti e convenienze
Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale
Il settore socio-sanitario, area di confine in crescita, sembra assumere in sé sia le contraddizioni della sanità come quelle del settore socio-assistenziale, ovvero è divenuto un luogo operativo, economico, istituzionale, culturale e normativo di trasformazione/evoluzione/involuzione dei diritti costituzionalmente sanciti, quindi della cittadinanza sociale.
Il difficile e complesso rapporto tra sociale e sanitario, in termini di definizione, di assetti e competenze istituzionali, di culture organizzative, di risorse investite, di interessi privati profit e non-profit operanti, di relazioni sindacali e sistemi contrattuali, ecc., è, a nostro parere, una delle chiavi interpretative della stessa evoluzione del welfare, quantomeno italiano, se non europeo.
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I nodi istituzionali del welfare tra Europa e territorializzazione
Nella Sezione: Sessione I - Dopo la 328/2000. Riflessioni su sviluppi e criticità del nuovo paradigma istituzionale
Stato sociale è una nozione dal contenuto tipicamente polisemico e le varie scienze sociali ne hanno dato definizioni diverse, sottolineando ciascuna questo o quell’aspetto in conseguenza dell’atteggiamento epistemologico di settore. Negli studi di teoria dello stato e di diritto costituzionale per «forma di stato sociale» si intende uno stato di derivazione liberale che, mediante lo strumento fiscale, assume nelle politiche pubbliche un orientamento interventista e allo stesso tempo redistributivo della ricchezza in modo da garantire un livello minimo di benessere a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro capacità di produrre reddito (Mortati, 1973): si tratta, evidentemente, di una definizione che corrisponde ad una prospettiva storico-istituzionale, che nel quadro dell'evoluzione delle forme di stato sottolinea la trasformazione dello stato "neutrale" liberale, sotto la spinta dei partiti di massa e dei movimenti politici e sindacali riformatori, nello stato "interventista" (generato dalla lotta per la cosiddetta libertà dal bisogno).
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