Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo
Nella Sezione: Sessione I
Il tema di questo intervento è il rapporto fra l'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare: l'oggetto specifico delle mie relazioni sarà la relazione problematica fra questi due elementi. L'integrazione europea e i sistemi nazionali di welfare dovrebbero essere "amici", dovrebbero intrecciarsi virtuosamente e tuttavia sono sempre più spesso presentati e percepiti come forze che muovono in direzioni contrastanti, come, appunto, dei "nemici". Il referendum francese e in parte anche quello olandese che hanno bocciato il Trattato costituzionale nella primavera 2005 sono forse i sintomi più visibili di questa tensione che è andata montando negli ultimi anni tra il processo di integrazione europea (e in particolare la liberalizzazione dei mercati) e il mantenimento dei sistemi nazionali di protezione sociale.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo
Nella Sezione: Sessione I
L'analisi del ruolo della cosiddetta "Strategia di Lisbona" nell'ambito dell'occupazione e della protezione sociale non è semplice per due motivi: prima di tutto l'intervento europeo in questo settore non si presenta come una politica di tipo "classico": è dunque opportuno trovare gli strumenti nuovi per valutare il cambiamento introdotto; inoltre l'argomento è altamente politicizzato e non mancano le polemiche. È però possibile avanzare due tipi di constatazioni riguardanti da un parte la politica (politics), dall'altra le politiche (policies). Per quanto attiene alla prima, è sorprendente vedere in che misura la questione della protezione sociale e dell'occupazione abbia inciso sul fallimento dei due referendum in Francia e in Olanda e abbia in seguito acquisito importanza in termini più generali.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo
Nella Sezione: Sessione I
Diamo inizio alla prima sessione dei nostri lavori ringraziando naturalmente innanzitutto gli ospiti che hanno accettato di discutere con noi il tema dell'inizio del nostro lavoro. Poiché si parla di politiche sociali, la prima questione, per noi che facciamo parte del sistema europeo in maniera convinta, non può che essere: è valido sempre il modello sociale europeo? Come sapete si è addirittura aperto un dibattito se esista o no un modello sociale europeo; alcuni sostengono che, essendo le storie dei paesi europei molto diverse, ed essendo anche le realizzazioni dello stato sociale in Europa molto diverse, sia improprio parlare di un modello sociale europeo e che sarebbe invece più proprio parlare di sistemi nazionali che devono trovare un coordinamento.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo
Nella Sezione: Sessione I
Lo spazio a disposizione è molto limitato, per cui svolgerò solo alcune brevi considerazioni e ipotesi di lavoro. Betty Leone ha introdoto la sessione dicendo che esiste un modello sociale europeo. È un'affermazione su cui sono d'accordo, e credo che quanto esposto fino ad ora lo confermi. Direi, però, che la domanda viene riproposta spesso, se non altro in termini politici e ideologici. E se esiste un modello sociale europeo, questo è compatibile con i problemi della globalizzazione? La risposta non è omogenea, c'è un dibattito in corso in Europa e una parte delle soluzioni, molto forti, di carattere politico e ideologico, anche operative, dicono che questo modello sociale non è più compatibile. E non si tratta evidentemente di risposte soltanto teoriche.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati
Dimenticare Lisbona? Riflessioni sulla validità del modello sociale europeo
Nella Sezione: Sessione I
Il 2005 ha visto una fervente attività delle istituzioni europee intorno ai temi sollevati dal disagio generale che ha trovato le sue espressioni più evidenti nello stallo sul Trattato costituzionale e sul bilancio della Comunità. La presidenza britannica aveva inoltre proposto di concentrare il dibattito in modo particolare sul modello sociale europeo. Nel contempo i governi dei venticinque Stati membri si sono impegnati a varare programmi di riforma nazionali per una maggiore attuazione della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, dopo la verifica di medio termine conclusasi nel primo semestre del 2005.
articolo completo visibile solo da utenti abbonati