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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)

In un tempo in cui l’incertezza sul futuro condiziona drammaticamente l’Unione Europea la conferenza si interroga sulla sua integrazione sociale e politica.

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19-21 settembre 2013, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (CS)
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Italia. Primo Rapporto statistico sulla coesione sociale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Rubriche

Il primo Rapporto sulla coesione sociale, pubblicato on-line nel dicembre 2010, da Istat, Inps e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, consiste nella raccolta di un vasto numero di tavole statistiche, oltre 300, contenenti dati presentati in serie storiche e per lo più aggiornati al 2009. Il livello territoriale di diffusione è quello regionale e, in alcuni significativi casi, sono state predisposte tavole di confronto dell’Italia con i principali paesi europei. Le tavole sono organizzate in tre sezioni Contesti, Famiglia e coesione sociale, Spesa ed interventi per la coesione sociale.
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Rapporto Cies 2007 sulle politiche contro la povertà e l’esclusione sociale

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GSB

Nella Sezione: Welfare italiano: temi emergenti

non disponibile
Parole chiave: rapporto :: 2007 :: esclusione sociale ::
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Le politiche sociali in Europa - Trasformazione dei bisogni e risposte di policy

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Nella Sezione: Rubriche

La nuova partecipazione femminile al mercato del lavoro, l’aumento della disoccupazione e della precarietà lavorativa, l’invecchiamento della popolazione e la crescita dell’instabilità coniugale, hanno modificato i bisogni e i rischi sociali e messo in crisi gli attuali assetti di welfare state. Come hanno risposto i diversi regimi di welfare in Europa? Quali sistemi di cura per l’infanzia e per gli anziani fragili o non-autosufficienti hanno attivato? A quale modello di politiche sociali e di famiglia guarda l’Italia? Perché le misure a sostegno dell’occupazione delle madri sono diventate cruciali nella lotta all’esclusione sociale? Questi gli interrogativi a cui tenta di dare risposta l’autrice con il volume «Le politiche sociali in Europa. Trasformazione dei bisogni e risposte di policy», di prossima uscita.
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La moralità del welfare, di Laura Pennacchi

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Nella Sezione: Welfare italiano: temi emergenti

non disponibile
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Il welfare invisibile

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Nel numero

Migrazioni

Nella Sezione: Rubriche

Sempre più spesso, in Italia, camminando per la strada o sostando in un giardino pubblico, ci si imbatte in coppie composte da una persona anziana (uomo o donna) e da un'altra, solitamente una donna, di età più giovane, di colore o dai tratti somatici inequivocabilmente di origine slava. E allora viene fatto di domandarsi: chi sono queste donne, cosa fanno, qual è il loro ruolo nella nostra società? Le risposte vanno cercate in relazione ai mutamenti che il sistema assistenziale del nostro paese sta subendo. Si tratta, infatti, di quelle figure professionali che, in maniera riduttiva e impropria, vengono definite «badanti», e che negli ultimi anni sono diventate uno dei pilastri sui quali si regge l'intero sistema assistenziale italiano.
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Povertà e benessere - Una geografia delle disuguaglianze in Italia

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Nella Sezione: Rubriche

Nel nostro paese, siamo spesso soggetti ad una curiosa dissociazione. Da un lato, i concetti di deprivazione e multidimensionalità della povertà sono sempre più citati nel dibattito pubblico. Dall’altro, quando ci si occupa di politiche contro la povertà, il riferimento più diffuso tende a ridursi ad una definizione monetaria e relativa della povertà, secondo cui i poveri sono coloro le cui risorse sono al di sotto di una data soglia (sostanzialmente omogenea, a prescindere dalle condizioni in cui ci si trova, con l’eccezione delle dimensioni familiari), e l’obiettivo delle politiche è quello di avvicinare/portare alla soglia oltre la quale non si sarebbe più poveri.
Parole chiave: Italia :: politiche sociali :: povertà :: disuguaglianza ::
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Concerned Citizens of Europe

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Nella Sezione: Rubriche

non disponibile
Parole chiave: cittadinanza :: diritti :: azione :: impegno :: beni comuni ::
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Manifesto del "Seminario permanente sulle politiche sociali e formative e l'empowerment del cittadino - Semper"

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Nella Sezione: Rubriche

Il testo che segue illustra il profilo e le finalità di un’attività di studio permanente nata da un’esperienza di ricerca sul welfare locale e nell’ambito del Dipartimento di innovazione e società (Dies) dell’Università di Roma «La Sapienza». Il gruppo di studio, coordinato da Massimo Paci, è composto da docenti, dottorati, dottorandi, studenti della stessa facoltà e non solo. Nel documento viene delineato il percorso programmatico di analisi e riflessione del gruppo che intende contribuire allo sviluppo di un’ottica specifica che legge il cambiamento in atto nelle politiche sociali e formative secondo la tendenza ad una maggiore uguaglianza ed empowerment dei cittadini e entro un sistema di welfare democratico e partecipativo. Il gruppo si è andato costituendo tra il 2003 e il 2006, a partire da un progetto di ricerca sul mutamento istituzionale a livello del welfare locale - più precisamente, sui processi di democrazia partecipativa emergenti in alcune realtà locali nella costruzione dei «piani sociali di zona» - e vede impegnati docenti, ricercatori e dottorandi nei temi delle politiche sociali e del lavoro.
Parole chiave: gruppo di ricerca :: empowerment ::
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Federalismi e sanità

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Nella Sezione: Rubriche

Il quesito di ricerca che sta alla base del volume di France dal titolo "Federalismi e sanità" riguarda il ruolo del governo federale nella gestione della sanità: dal momento che in genere la sanità nei paesi federali è di competenza del livello di governo sub-nazionale, quali compiti e funzioni possono rimanere in capo al governo centrale? Anche se la risposta a questo quesito può variare da paese a paese, certamente quanto più un sistema è decentrato tanto più consistente è il ruolo dei sistemi di governo sub-nazionali e tanto maggiore è il rischio che il sistema sanitario sia fortemente differenziato a livello territoriale. Per contenere la differenziazione derivante dagli ampi poteri concessi alle periferie in materia di policy-making sanitario, si rivela di cruciale importanza l’esistenza di standard nazionali, criteri fissati dal centro e validi su tutto il territorio.
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