Indebitamento, patrimonio e scelte finanziarie delle famiglie italiane
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L’articolo offre un’interpretazione sulle caratteristiche e l’intensità dei fenomeni di patrimonializzazione messi in atto dalle famiglie italiane negli ultimi anni, a partire da un’analisi sui comportamenti di risparmio e di investimento e sulle dinamiche seguite dalle passività e attività registrate dai nuclei familiari.
La diversificazione della struttura patrimoniale, soprattutto nella sua componente finanziaria, tocca per il momento prevalentemente gli strati sociali e professionali con la più elevata capacità di creazione e di circolazione di liquidità.
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Italia - Orari e conciliabilità come componenti della qualità del lavoro
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Il contributo analizza la qualità del lavoro in Italia in relazione alla dimensione temporale, a partire dagli esiti di un’indagine Isfol sull’argomento. In particolare, facendo riferimento alla soddisfazione espressa dai lavoratori quale misura della qualità percepita del lavoro, vengono analizzate le caratteristiche dei tempi di lavoro (durata, regolarità, atipicità oraria, ecc.) in rapporto alla tipologia di impiego (temporanea vs. permanente, indipendente vs. dipendente) e ad altri aspetti dell’occupazione. Inoltre, si esamina il rapporto
tra il tempo di lavoro e gli altri aspetti dell’esistenza (con i problemi e la percezione di conciliabilità collegati) in relazione alle diverse condizioni di vita e di utilizzo del tempo libero (nel rapporto con la famiglia, nell’impegno sociale, nelle attività ricreative e così via).
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Stime locali della povertà in Italia: caratteristiche e fattori determinanti
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Oggetto di questo articolo è l’analisi delle caratteristiche della povertà in alcuni contesti territoriali italiani. Il presupposto sul quale si fonda è che, in un paese segnato da profonde differenze territoriali nei livelli di benessere socio-economico, limitare la rilevazione della povertà ad un’unica soglia nazionale tenda a nascondere aspetti del fenomeno presenti anche nelle zone a maggiore diffusione del benessere. L’analisi viene quindi condotta con riferimento a due diverse soglie di povertà, una fissata a livello nazionale e una calcolata in funzione del livello locale dei redditi, utilizzando i dati dell’archivio Disrel su varie realtà locali italiane. I risultati di questo esercizio confermano l’opportunità di questa doppia prospettiva, evidenziando come nel passaggio dalla soglia nazionale alle soglie locali emergano con maggiore chiarezza i differenti profili di rischio nelle aree prese in esame.
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Italia. Progressi e ritardi verso gli obiettivi di Lisbona
Tra i fenomeni demografici il processo di invecchiamento della popolazione assume particolare rilevanza in Italia e negli altri paesi industrializzati. Esso ha ricadute sul mercato del lavoro poiché determina uno squilibrio tra chi contribuisce attivamente al sistema economico e chi ne è ormai fuori e assorbe risorse. Da questa prospettiva, l’articolo analizza il cammino dell’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi europei di Lisbona, Stoccolma e Barcellona fissati proprio allo scopo di far fronte a tale squilibrio, mostrando come il nostro paese sia ancora indietro soprattutto per quanto attiene al tasso di partecipazione delle donne e dei lavoratori anziani.
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Welfare locale e istituzioni riflessive. Processi di attivazione in Friuli-Venezia Giulia
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A seguito dei processi di decentramento, molte Regioni italiane stanno operando come laboratori delle politiche, sviluppando approcci molto differenti in sintonia con i loro orientamenti politici. Da un lato, questo dà luogo a uno scenario delle politiche frammentato e a maggiori disuguaglianze del sistema italiano di welfare. Dall’altro lato, si aprono opportunità di sperimentare nuove strutture istituzionali e organizzative al livello regionale. Questo articolo si concentra su un programma pilota volto a promuovere e implementare pratiche innovative nei servizi sociali e sanitari in Friuli-Venezia Giulia. Sulla base del caso studio, vengono inquadrate e discusse alcune questioni collegate allo sviluppo del «welfare locale attivo» in Italia.
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Sulle ragioni di una legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza
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I sindacati unitari dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil hanno deciso di promuovere una legge di iniziativa popolare per la non autosufficienza. Le ragioni di questa scelta nascono dall’esigenza di prevenire, contrastare e accompagnare questo fenomeno che è in costante aumento e coinvolge oltre 2.800.000 cittadini italiani e le loro famiglie. Il governo nazionale non ha dato finora una risposta adeguata ed efficace ai bisogni derivanti dal «rischio» della non autosufficienza, delegando il sistema delle Autonomie Locali e i privati a fronteggiare i costi che emergono dal fenomeno. La legge di iniziativa popolare (in documentazione nel testo) propone un progetto organico per affrontare il fenomeno partendo dagli scenari del vivere quotidiano; prospettando una definizione di non autosufficienza e le modalità di valutazione, indicando i diritti essenziali da garantire e rendere esigibili in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale; proponendo il piano individualizzato, le prestazioni integrate e un sistema di responsabilità degli attori preposti ad offrire i servizi alle persone non autosufficienti.
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Italia. Strategia di Lisbona e politiche di genere: sei casi regionali
Il lavoro si propone di valutare l’impatto esercitato dalla Strategia di Lisbona nell'implementazione delle politiche di genere in sei regioni italiane. Ripercorrendo le tappe dell’azione comunitaria, la ricerca mette in evidenza le difficoltà legate alla realizzazione dell’agenda di Lisbona che, accanto alla marginalizzazione delle istanze di giustizia sociale, ha incontrato forti resistenze legate, soprattutto nelle regioni del Sud, alla impossibilità di governare autonomamente gli interventi in mancanza di cornici di riferimento stabili e meccanismi vincolati più stringenti.
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Lavoro e proprietà come fattori di segmentazione sociale delle famiglie italiane
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Anche a partire da una serie di studi svolti nel tempo dal Censis, l’articolo si basa sull’analisi delle principali condizioni che hanno determinato nel decennio 1995-2005 le maggiori diversità di status economico fra le famiglie italiane dovute – fra le altre cause – all’aumento della forbice reddituale fra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti. L’autrice ricostruisce come gli andamenti recenti di crescita dei redditi familiari siano dovuti all’aumento del numero di percettori all’interno di ciascun nucleo. Viene anche analizzato come, anche a causa della diversa e non sempre solida natura di questi redditi, si assiste a possibilità familiari decisamente differenziate di ricorrere alla patrimonializzazione come strategia di autotutela; un’esigenza di protezione sempre più intensamente affrontata anche attraverso il ricorso a beni e servizi low cost.
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Italia - L’informazione sociale sui servizi per l’infanzia
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Vengono qui presentati i risultati principali emersi da uno studio dell’Ires sui servizi rivolti ai bambini 0-3 anni. Dopo una disamina sulle informazioni attualmente disponibili su questa tematica, vengono analizzati i seguenti aspetti: a) la diffusione dei servizi di care a livello regionale; b) un dimensionamento, sotto forma di stima, della domanda espressa e non soddisfatta; c) una prima panoramica sul funzionamento di tali servizi rispetto alle esigenze delle famiglie. In conclusione, viene condotta una riflessione sui legami tra la faticosa attuazione di servizi di care rivolti alla prima infanzia e le condizioni di frammentarietà e residualità storica dei sistemi locali di welfare in Italia.
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