Camera dei deputati numero 183
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Onorevoli colleghe e colleghi! – Con la presente proposta di legge intendiamo dare ai sindaci la possibilità di utilizzare uno strumento eccezionale e temporaneo, che tale deve rimanere, uno strumento già utilizzato anche nel recente passato, ma a sostegno del quale non erano previste forme di incentivi economici e fiscali.
Nelle grandi aree urbane, in particolare, l’emergenza abitativa ha assunto connotati anche drammatici. Anche i Comuni che hanno avviato programmi di intervento sul versante dell’aumento dell’offerta di alloggi in locazione sono pressati dal continuo verificarsi delle esecuzioni di sfratti, che ormai colpiscono anche famiglie in condizioni di disagio economico e sociale. Al contempo, troviamo scandaloso che decine di migliaia di alloggi, in particolare appartenenti a grandi proprietà immobiliari, restino chiusi e lasciati sfitti anche per decenni.
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Linee di tendenza dei dispositivi di ultima rete: un quadro sull'Europa
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Questo contributo ripercorre brevemente la nascita e l’evoluzione dei dispositivi di ultima rete nei paesi dell’Unione europea (prima dell’allargamento), delineando le condizioni di eleggibilità a fronte degli aggiustamenti e delle riforme di social protection degli anni novanta e le attuali linee di tendenza
dell’attivazione dei beneficiari dei minimi sociali. Da una panoramica delle politiche degli Stati europei emerge il modello prevalente e permeante che prevede l’attivazione dei beneficiari dei dispositivi di ultima istanza con condizioni di accesso/esclusione spesso stringenti. L’utilizzo eccessivo di strumenti restrittivi e condizionali rischia però di far riemergere un’idea di povertà «colpevole», intaccando l’impulso promozionale delle politiche di inclusione sociale.
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L’approccio europeo a welfare e corso di vita
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Il concetto di corso di vita sta destrutturando progressivamente l’approccio neoclassico all’organizzazione temporale e spaziale della vita, favorendo l’abbandono della duplice idea generale, tipica della società industriale, secondo la quale il corso di vita delle persone sarebbe fondato su tempi e fasi ben distinti tra loro e le politiche pubbliche dovrebbero, per conseguenza, rispecchiare quest’organizzazione. Da qualche anno, anche gli stati e le istituzioni dell’Unione europea cercano quindi di tenere conto delle traiettorie di vita
o, più in generale, del corso temporale della vita delle persone e dei gruppi sociali, senza che tuttavia questo rappresenti un filo conduttore coerente nella politica sociale europea. L’articolo si conclude con una breve analisi delle condizioni di metà della popolazione europea, le donne, attraverso il mercato del lavoro e fino al diritto alla pensione, per dimostrare come quest’ultima non sia che il risultato di un insieme ben più complesso di fattori (e discriminazioni) che accompagnano tutta la vita delle persone, fin dalla nascita.
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Progetto Serdom Spi Cgil - Comune di Modena
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Il lavoro sul progetto Serdom (servizi domiciliari) nasce nel '98 a Modena, promotore il Comune, nell'ambito di un progetto europeo che aveva l'obiettivo di sviluppare l'offerta di servizi domiciliari per gli anziani, creando nuova occupazione, regolare e di qualità. Il progetto ha fornito l'occasione di indagare i mutamenti del quadro sociale modenese, e ha consentito di sviluppare una approfondita analisi sull'andamento demografico, sulle nuove strutture familiari, sui nuovi bisogni espressi dai cittadini, sulle caratteristiche della rete di protezione sociale nelle sue varie forme. La fase di analisi e discussione è durata circa due anni e ha visto coinvolti diversi soggetti: oltre al Comune, l'Università che ha prodotto analisi sui mutamenti sociali nella città, associazioni economiche, del terzo settore e del volontariato, e le organizzazioni sindacali, tra le quali Cgil, Spi e Fp.
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Commissione progetto Ds - Politiche del lavoro e welfare - Idee e proposte di riforma
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Di seguito viene presentato il documento predisposto e approvato dalla «Commissione per il progetto» dei Democratici di Sinistra presieduta da Bruno Trentin il 10 gennaio 2005 sull’adeguamento della riforma pensionistica, le politiche dell’invecchiamento attivo, gli strumenti pubblici di governo del mercato del lavoro, come parti integranti di un nuovo sistema di welfare. «Rps» lo propone ai lettori data l’attinenza con il tema della monografia e per la lettura implicita del caso italiano che il documento offre sui medesimi argomenti.
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Il processo costituzionale europeo e la Conferenza intergovernativa
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Questo articolo analizza l’evoluzione che il processo di riforma costituzionale dell’Ue ha compiuto nel corso dell’ultimo anno. Prende in esame le innovazioni introdotte nel progetto di Trattato costituzionale approvato nel luglio 2003 dalla Convenzione europea e le proposte del governo e dei rappresentanti italiani; ripercorre il dibattito della Conferenza intergovernativa e il ruolo svolto dalla Presidenza italiana dell’Unione (luglio-dicembre 2003); individua i nodi istituzionali sui quali si è consumata la rottura del negoziato della Conferenza intergovernativa e le ragioni politiche che l’hanno determinata; indica infine le tappe per la ripresa della trattativa in vista delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo giugno 2004.
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Istruzione e formazione in Italia e in Europa - Percorsi statistici
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Il contributo fornisce un percorso di lettura del sistema formativo italiano attraverso l’integrazione di numerose informazioni statistiche. Il lavoro è organizzato in due parti che propongono prospettive di analisi e riflessione sulle specificità del sistema di istruzione e formazione italiano. La prima fornisce gli elementi necessari a cogliere le dinamiche demografiche che caratterizzano la struttura e la composizione della popolazione residente nel nostro territorio (compreso il crescente e rapido inserimento in formazione di giovani stranieri), e considera il grado di istruzione della popolazione e il profilo del sistema di istruzione italiano. La seconda parte propone, alla luce della definizione strategica del sistema di istruzione e formazione nel contesto europeo, un confronto tra sistemi di istruzione dei singoli paesi rispetto agli obiettivi definiti nel Consiglio di Lisbona del 2000.
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Nota Cgil/Arci - Dd.lgss su «Cittadinanza» e «Diritto di voto per gli stranieri»
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Il concetto di cittadinanza ha subito negli anni un'involuzione ed è passato da espressione del livello di qualità delle democrazie, da indice della condizione emancipativa dell'individuo, orizzonte culturale dei diritti civili, sociali e politici a elemento di esclusione di gruppi sempre più numerosi presenti nelle nostre comunità. La forza inclusiva di questo concetto che ha determinato la costruzione di una uguaglianza formale tra componenti molto diverse della società, ha lasciato il posto a una diversità che esclude, basata sull'appartenenza nazionale. C'è bisogno di rinnovare il concetto di cittadinanza legandolo non più all'appartenenza allo Stato-nazione, al vincolo di sangue, ma a un vincolo moderno, basato sulla condizione di vita delle persone in quanto appartenenti a una comunità locale e che può rappresentare un nuovo spazio per l'uguaglianza in un mondo globalizzato.
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La programmazione socio-sanitaria: quali percorsi di integrazione
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L’articolo sintetizza alcuni aspetti di una ricerca Formez ancora in corso, intitolata «Percorsi emergenti di progettazione integrata socio-sanitaria». In particolare, viene qui presa in considerazione la prima parte dello studio che riguarda quattro Regioni del Centro-nord: Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. L’attenzione è focalizzata sull’analisi delle strategie, degli obiettivi, dei percorsi tracciati, degli attori, degli strumenti previsti per l’attuazione dell’integrazione socio-sanitaria. L’obiettivo è fornire un quadro comparativo utile delle tendenze emergenti, dalle esperienze finora realizzate e dalle innovazioni in atto, utile alla creazione di un know-how condiviso e alla riflessione comune.
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Rapporto Ilo - Per una maggiore equità nei confronti dei lavoratori migranti nell'economia globale
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Ogni anno milioni di uomini e di donne lasciano le loro case e attraversano i confini del proprio paese in cerca di una maggiore sicurezza di vita per sé e per le loro famiglie. La maggior parte di queste persone è spinta ad emigrare dalla volontà di ricerca di retribuzioni più elevate e di opportunità migliori, ma alcuni sono costretti a farlo a causa di carestie, disastri naturali, conflitti violenti, persecuzioni. I flussi di persone che emigrano attraversando i confini nazionali sono aumentati negli ultimi decenni: nel 2000 sono stati registrati 175 milioni di migranti a livello internazionale - equivalenti numericamente al quinto paese più popoloso del mondo. Di questi 175 milioni, 86 erano lavoratori migranti. Ai tradizionali spostamenti da Sud a Nord si aggiungono gli aumentati movimenti migratori all'interno del mondo in via di sviluppo.
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