Talento
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Negli ultimi due secoli, molti sforzi sono stati compiuti soprattutto, ma non soltanto, da biologi e psicologi per caratterizzare le differenze interindividuali di capacità o facoltà dei soggetti umani, in particolare l’intelligenza, a lungo erroneamente considerata come una funzione unitaria geneticamente determinata. Un esame pur sommario delle più importanti ricerche mostra sia un’alta frequenza di forzature, sia uno stretto legame con gli interessi socio-economici e politici tesi a legittimare le politiche di discriminazione su base di classe e/o di razza o etnia. Negli anni più recenti, ricerche più correttamente impostate e condotte hanno mostrato complesse interazioni tra fattori genetici, altri fattori biologici e vari tipi di fattori ambientali agenti in successive fasi dello sviluppo. Un’altra significativa tendenza è la progressiva rinuncia alla definizione e analisi di capacità «globali», a favore dello studio, simultaneamente psicologico e neurobiologico di specifiche funzioni.
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Il social accounting negli enti locali: un approccio critico al modello di governance
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Gli attuali bilanci sociali non fanno riferimento a una modellistica condivisa, a testimonianza di un processo che deve ancora giungere a maturazione, ma è possibile individuare alcuni elementi che ne influenzano la struttura quali la natura dell’ente, l’arco temporale preso in considerazione e gli obiettivi assegnati. La volontà di adottare il bilancio sociale da parte delle amministrazioni pubbliche nasce solitamente dall’esigenza di comunicare meglio le attività dell’ente ai diversi stakeholders. Nella maggior parte dei casi il Bilancio Sociale viene utilizzato come momento consuntivo, mentre una piena attuazione delle sue potenzialità si ha quando viene impiegato come elemento revisionale e quando consente alla collettività di incidere sui temi fondamentali della gestione pubblica.
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Obama e il puzzle della sanità
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Negli Stati Uniti il tema della riforma sanitaria è stato uno dei più dibattuti della campagna presidenziale 2008 ed è stato una tra le priorità del presidente Obama. L’articolo spiega come è organizzato il sistema sanitario statunitense, mettendone a fuoco le logiche di funzionamento e le principali disfunzioni. Particolare attenzione viene quindi prestata alla proposta di riforma avanzata da Obama in campagna elettorale e ai primi provvedimenti adottati dal presidente, una volta insediatosi alla Casa Bianca.
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Il welfare di Bruno Trentin
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Il testo di Bruno Trentin riproposto ai lettori di Rps qui introdotto da Michele Magno esemplifica le proposte di riforma dello Stato sociale da lui avanzate in qualità di responsabile dell’Ufficio di Programma della Cgil e discusse nella conferenza nazionale della stessa confederazione del 1995. L’introduzione richiama il più ampio contesto culturale e valoriale del pensiero di Trentin. L'idea centrale è quella di una welfare society, in cui alla logica del risarcimento si sostituisca una logica di promozione dei diritti di cittadinanza. Viene esaminata, in particolare, la crisi del principio assicurativo, che richiede un concorso trasparente della fiscalità generale al finanziamento della sicurezza sociale. I suoi valori di solidarietà vanno fondati non solo nel campo della distribuzione del reddito, ma soprattutto nell'offerta di beni e servizi reali alle persone. Esplicito, infine, è l'invito al sindacato affinché guardi in termini sistematici alla riforma del welfare, evitando di identificarla quasi esclusivamente con la questione delle pensioni.
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Le politiche sociali in Europa - Trasformazione dei bisogni e risposte di policy
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La nuova partecipazione femminile al mercato del lavoro, l’aumento della disoccupazione e della precarietà lavorativa, l’invecchiamento della popolazione e la crescita dell’instabilità coniugale, hanno modificato i bisogni e i rischi sociali e messo in crisi gli attuali assetti di welfare state. Come hanno risposto i diversi regimi di welfare in Europa? Quali sistemi di cura per l’infanzia e per gli anziani fragili o non-autosufficienti hanno attivato? A quale modello di politiche sociali e di famiglia guarda l’Italia? Perché le misure a sostegno dell’occupazione delle madri sono diventate cruciali nella lotta all’esclusione sociale? Questi gli interrogativi a cui tenta di dare risposta l’autrice con il volume «Le politiche sociali in Europa. Trasformazione dei bisogni e risposte di policy», di prossima uscita.
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Il welfare invisibile
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Sempre più spesso, in Italia, camminando per la strada o sostando in un giardino pubblico, ci si imbatte in coppie composte da una persona anziana (uomo o donna) e da un'altra, solitamente una donna, di età più giovane, di colore o dai tratti somatici inequivocabilmente di origine slava. E allora viene fatto di domandarsi: chi sono queste donne, cosa fanno, qual è il loro ruolo nella nostra società? Le risposte vanno cercate in relazione ai mutamenti che il sistema assistenziale del nostro paese sta subendo. Si tratta, infatti, di quelle figure professionali che, in maniera riduttiva e impropria, vengono definite «badanti», e che negli ultimi anni sono diventate uno dei pilastri sui quali si regge l'intero sistema assistenziale italiano.
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I Contratti di quartiere
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I Contratti di quartiere, istituiti a cavallo di un processo di profonda revisione dei meccanismi di finanziamento delle politiche abitative, costituiscono un’interessante e innovativa procedura di riqualificazione urbana «condivisa». Per la prima volta in forme esplicite risorse del settore residenziale sono utilizzate per risanare aree della città, coniugando iniziative di riqualificazione edilizia con azioni di superamento del degrado sociale: in questa azione sono chiamati in causa non solo i tradizionali attori di edilizia residenziale pubblica, ma gli abitanti, i soggetti sociali e gli operatori privati in grado di accompagnare con interventi aggiuntivi processi di trasformazione urbana «partecipata». Tre edizioni della stessa procedura ci pongono tuttavia dinanzi a gravi problemi di applicabilità dello strumento; è essenziale che nella fase attuale di avvio dei CdQ II, si giunga rapidamente ad una valutazione critica degli impedimenti che ancora ostacolano la rapida conclusione delle iniziative avviate.
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Seminario Inca - Riflessioni al margine
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Il contributo che segue trae origine dal seminario «Politiche di integrazione dei lavoratori comunitari dei paesi terzi», organizzato dall'Inca nel giugno scorso, dei cui atti (di prossima pubblicazione a cura dell'Inca) suggeriamo la lettura. In questa occasione sono state presentate testimonianze e analisi relative a diversi contesti nazionali. Qui proponiamo una riflessione di Antonio Mazziotti, che sviluppa nel suo contributo il concetto di straniero e quello di cittadinanza nelle loro evoluzioni.
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Osservatorio Europa. Nota periodica di informazione sulle principali notizie relative all’azione sociale dell’Ue
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A giugno 2010, il Consiglio europeo ha adottato le linee guida della Strategia «Europa 2020», il nuovo piano decennale per realizzare una crescita «intelligente», «sostenibile» e «inclusiva» nei paesi membri dell’Ue. In questo testo si richiamano i più recenti sviluppi nell’implementazione della nuova governance. La strategia, a detta di molti, lascia indefiniti numerosi aspetti, ad esempio il futuro del mercato interno (su cui sta lavorando il Commissario Michel Barnier, a partire dalle raccomandazioni del Rapporto redatto da Mario Monti). Per quanto riguarda la sfera sociale, il quadro complessivo appare preoccupante. La delusione scaturisce in primo luogo dalla scarsa attenzione dedicatale in Europa 2020. Con la crisi, tutte le priorità del Consiglio europeo e dell’agenda legislativa della Commissione europea sembrano ormai concentrate sulla governance economica. Il presente numero di questa rubrica richiama i tratti salienti del nuovo Patto per l’euro plus, e
l’intervento del Parlamento europeo in tema di coordinamento delle politiche economiche. [...]
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La ridefinizione sociale delle età: come cambiano i calendari di vita degli individui
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A seguito del processo noto con il nome di seconda transizione demografica, le società occidentali, Italia compresa, stanno sperimentando una progressiva traslazione di tutte le tappe fondamentali dell’esistenza,
in particolare per quanto concerne la transizione allo stato adulto. Più in generale l’età alla quale gli individui sperimentano un determinato evento subisce un processo di adeguamento alle trasformazioni socio-culturali e demografiche che si realizzano nella popolazione di riferimento. In questo contesto, l’età cronologica, pur rimanendo un importante indicatore nel corso della vita delle persone, non consente più da sola di cogliere tutte le sequenze e le trasformazioni che caratterizzano i nuovi calendari di vita. Occorre, dunque, fare riferimento a nuove categorie esplicative, come quella di età sociale, che consentono di tenere conto del processo di modellamento delle biografieindividuali ai fenomeni collettivi.
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