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RPS 3 2017

È online il numero 3/2017 di Rps. Il fascicolo dedica la sezione monografica al futuro dei diritti sociali in Europa. Nella sezione Attualità si discute di politiche fiscali e welfare.

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Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

I fondi previdenziali e sanitari nel welfare aziendale

Articolo scritto da:

Nella Sezione: Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

Basandosi anche su un’analisi di casi aziendali, il lavoro analizza le principali caratteristiche dei fondi pensionistici e sanitari integrativi. Nel complesso i fondi mostrano una diffusione crescente in entrambi i settori e, in particolare, in campo previdenziale dove è più forte il ruolo delle parti sociali. In prospettiva essi sembrano in grado di rappresentare il secondo pilastro del welfare previdenziale e sanitario, complementare al sistema pubblico, pur con alcune eccezioni come le prestazioni per la non autosufficienza. Tuttavia, emerge un grado rilevante di frammentarietà e di eterogeneità delle condizioni contributive e delle prestazioni assicurate ai lavoratori, secondo linee di divisione di carattere settoriale e per livello di inquadramento. Se tali processi di differenziazione tenderanno ad approfondirsi, e non invece ad essere almeno in parte riassorbiti, si creeranno evidenti disparità tra i lavoratori e, più in generale, tra i cittadini, soprattutto in presenza di un ridimensionamento del welfare previdenziale e sanitario pubblico.
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Dal welfare di cittadinanza al welfare nel lavoro? Contrattazione collettiva e iniziativa d’impresa in Italia

Nella Sezione: Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

Alla luce delle recenti trasformazioni del welfare italiano, attraversato da processi di riduzione e privatizzazione e perciò sempre meno in grado di proteggere in maniera adeguata e universalistica la cittadinanza e lo stesso lavoro, il saggio fornisce i principali risultati di una survey realizzata dall’Ires e dall’Università Politecnica delle Marche sulle caratteristiche del welfare contrattuale e aziendale in un campione di oltre 300 grandi imprese italiane. Un sistema di interventi che si conferma per essere molto diffuso, ma che nel risultare largamente dominato dalle misure integrative pensionistiche e sanitarie, si dimostra poco capace di far fronte adeguatamente ai cosiddetti «nuovi rischi sociali». Inoltre, molta parte di questa tipologia di misure costituisce il frutto «a cascata» della contrattazione nazionale fra le parti.
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Welfare aziendale e «nuovi rischi sociali»

Nella Sezione: Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

Sulla base di alcuni casi aziendali, il saggio analizza la diffusione di pratiche di welfare introdotte dalle aziende, con particolare riferimento agli interventi rivolti ai cosiddetti «nuovi rischi sociali». A fronte di trasformazioni socioeconomiche che interessano da ormai un ventennio l’Italia (dai crescenti bisogni di cura alle necessità di conciliazione, alle modalità di inserimento sul mercato del lavoro), il nostro paese si distingue da molti altri per la lentezza e la difficoltà di «ricalibratura» del proprio sistema di welfare pubblico per fronteggiare tali mutamenti. A fronte di queste fragilità e incertezze dell’azione pubblica, le aziende, i lavoratori e i loro rappresentanti stanno da alcuni anni sviluppando risposte a partire dalla contrattazione collettiva, spesso decentrata, o da scelte unilaterali delle imprese. Il fenomeno è in crescita e inizia ad avere un ruolo non più secondario sia all’interno delle aziende che rispetto al funzionamento del welfare pubblico. Tali trasformazioni presentano una serie di sfide in cui accanto ad aspetti positivi vi sono anche alcuni nodi problematici.
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Welfare contrattuale e bilateralismo

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Nella Sezione: Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

A seguito dei profondi processi di cambiamento che hanno investito la dimensione socioeconomica e quella degli assetti delle relazioni industriali, il welfare contrattuale e il bilateralismo hanno acquisito progressivamente notevole centralità. In tale quadro il contributo indaga e ricostruisce i principali tratti assunti nel nostro paese da questa fenomenologia del welfare, solo per certi aspetti nuova. L’ipotesi centrale del saggio è che se da un lato attraverso il welfare contrattuale e il bilateralismo – cui si aggiunge la rinnovata spinta e forte diffusione di pratiche di welfare aziendale – possono registrarsi risvolti del tutto positivi, in particolare sotto il profilo della tutela di bisogni altrimenti inevasi, dall’altro, tali misure possono piegarsi ad un utilizzo strumentale nell’ambito delle relazioni industriali, e anche trasformarsi in strumenti sostitutivi, e per nulla complementari, del welfare pubblico e universalistico.
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Il ruolo delle organizzazioni sindacali nelle scelte di welfare aziendale

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Nella Sezione: Profili di welfare contrattuale e aziendale in Italia

Il welfare aziendale non rappresenta in quanto tale una novità nella gestione delle risorse umane. Le aziende e i sindacati hanno spesso introdotto tematiche di benessere organizzativo ed extra-organizzativo all’interno delle politiche del personale. Il ruolo del sindacato è da sempre attivo attraverso la sua azione cooperativa e negoziale. Tuttavia, da una parte si registra un consolidamento di questo ruolo attraverso nuove politiche di gestione della manodopera aziendale (tematiche legate sia alla conciliazione sia alla sanità e previdenza integrativa) fino a poter parlare di una sua crescente istituzionalizzazione. Dall’altra però, laddove il sindacato è meno presente in termini di iscritti, il welfare aziendale può rappresentare uno strumento utilizzato dalle aziende per ridurre il potenziale ruolo del sindacato nelle politiche del personale. Nell’articolo vengono presentati alcuni casi studio letti alla luce di questa chiave analitica.
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