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Martedì, 1 Marzo 2011 (All day) Roma

Dal seme gettato con il "Manifesto.

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Paradigma critico: la Big Society

La Big Society, il welfare state e la disuguaglianza

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Nella Sezione: Paradigma critico: la Big Society

Il dibattito seguito al progetto del Primo ministro britannico Cameron sull’opportunità di puntare sulla Big Society riserva un’inadeguata attenzione alle questioni di eguaglianza. Nell’articolo si propongono, in primo luogo, alcune riflessioni su questo tema e si individua il rischio che la Big Society determini un forte aumento delle disuguaglianze, quale che sia il grado di generosità che essa potrà esprimere. Ponendo ancora l’attenzione sulle disuguaglianze, vengono poi ricordati i possibili limiti di una soluzione basata esclusivamente sul welfare pubblico, anche indipendentemente dal problema delle risorse di cui potrà disporre. Infine, si delineano brevemente alcune ipotesi – ispirate al lavoro di Lord Beveridge sull’azione volontaria – di integrazione tra welfare e società in grado di contrastare il rischio di disuguaglianze eccessive e non giustificabili.
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Alla ricerca di una Big Society? Conservatorismo, coalizioni e controversie

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Nella Sezione: Paradigma critico: la Big Society

L’articolo esplora una serie di nodi relativi alla diffusione dell’idea di Big Society nella politica britannica. In primo luogo ci si chiede come interpretare l’idea in sé: si tratta di una politica, di un programma, di una filosofia, di una semplice operazione politica di facciata? Il modo in cui si risponde a questa domanda determina il genere di critica che ne consegue; e poiché la Big Society si è trovata immersa nelle polemiche sin dall’inizio, è importante distinguere tra diversi tipi di critica e capire il loro significato. In secondo luogo viene affrontato il puzzle di una politica basata su una «grande idea» che ha così pochi sostenitori e appassionati. Quando un’idea viene accolta in maniera scettica sia dagli alleati che dagli avversari politici, qual è il suo valore politico? In terzo luogo si analizza la questione di cosa c’è di «big», di grande nella Big Society. Da chi è popolata questa società immaginata, che tipo di agenti e di attori rendono grande la Big Society? Ma occorre prima di tutto fare un passo indietro per mettere a fuoco la storia recente e il significato dell’idea stessa.
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La Big Society e la nuova austerità

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Nella Sezione: Paradigma critico: la Big Society

La coalizione britannica di governo ha lanciato il progetto di una Big Society nello stesso momento in cui procedeva a drastici tagli ai servizi pubblici. Gli effetti combinati di queste due decisioni segnano la fine del modello di welfare postbellico. Il racconto della Big Society comprende alcuni ideali progressisti, tra cui l’empowerment dei cittadini e il rafforzamento della società civile. Ma non prevede alcun dispositivo a favore della partecipazione di tutti e sulla responsabilità, mentre apre nuove opportunità per l’acquisizione dei servizi pubblici da parte del grande business. Questo saggio intende proporre una critica dettagliata della Big Society nel contesto di una radicale riduzione del deficit e offrire alcune raccomandazioni per realizzare il suo potenziale progressista.
Parole chiave: Big Society :: spesa pubblica :: privato ::
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