Disuguaglianza dei redditi e divari territoriali: l’eccezionalità del caso italiano
Nella Sezione: L'economia del Mezzogiorno fra divario territoriale e disuguaglianza interna
Il divario territoriale è ampio in Italia non solo nei redditi medi, ma anche nella loro distribuzione, assai più sperequata nel Mezzogiorno. L’Italia è l’unico tra i paesi avanzati a mostrare divari territoriali di questa portata: se il livello e la distribuzione dei redditi equivalenti nelle regioni povere fossero uguali a quelli delle regioni ricche, la disuguaglianza totale si ridurrebbe del 25%, rispetto al 9% in Spagna e a una sostanziale stabilità in Germania, due paesi europei caratterizzati da grandi disparità regionali. Le differenze territoriali sono solo in parte attenuate da un costo della vita più basso nel Mezzogiorno.
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Il Mezzogiorno come realtà disomogenea e le implicazioni della disuguaglianza interna
Nella Sezione: L'economia del Mezzogiorno fra divario territoriale e disuguaglianza interna
Questo lavoro nasce dalla convinzione che sia urgente e necessario affrontare l’analisi del Mezzogiorno prestando attenzione alla sua misconosciuta varietà. I dati che il lavoro presenta sui redditi e le condizioni di vita esaminano congiuntamente divario e varietà meridionale, illustrando – fra l’altro – come la disuguaglianza sia, in questa parte del paese, tendenzialmente più elevata che altrove e come le differenze tra regioni siano, sotto diversi aspetti, significative e interessanti anche nell’ottica di un ripensamento delle politiche di sviluppo. I paragrafi dello studio dedicati all’analisi di alcune caratteristiche del mercato del lavoro comprendono simulazioni su possibili misure di policy riguardanti il lavoro dipendente e gli effetti che queste avrebbero sulla disuguaglianza nei redditi disponibili.
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Mezzogiorno e politiche di sviluppo regionale 1998-2008: assunti, esiti, insegnamenti
Nella Sezione: L'economia del Mezzogiorno fra divario territoriale e disuguaglianza interna
L’articolo analizza le politiche di sviluppo regionale che sono state realizzate in Italia nel decennio 1998-2008. Si apre con un breve inquadramento della questione meridionale; prosegue ricordando i principali assunti e le iniziative prese nell’ambito della cosiddetta «nuova programmazione»; prova a ricordare la discussione che si è avuta nel periodo più recente sui suoi risultati. Nel prosieguo del lavoro si cerca di misurarne in maniera scientifica alcuni effetti, occupandosi della sua dimensione finanziaria, della qualità della spesa e degli interventi programmati e realizzati, per poi concludere l’analisi mostrando alcuni risultati raggiunti. Il giudizio complessivo che è possibile formulare sulla base dei dati disponibili consente di dire che i risultati raggiunti sono stati inferiori alle attese e complessivamente modesti ma non irrilevanti. Il lavoro si conclude con un tentativo di trarre brevemente alcune lezioni dall’esperienza del decennio.
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