Terzo settore: dall’integrazione alla sostituzione del pubblico?
Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato
L’articolo presenta un quadro che vede l’incidenza determinante di tre dimensioni legate al ruolo del terzo settore nelle politiche sociali: la visione dei politici del non-profit, le procedure di affidamento dei servizi sociali e le modalità di partecipazione e di progettazione locale delle politiche sociali. In base all’evoluzione dei tre ambiti individuati, quasi in maniera naturale, i processi di sussidiarizzazione del welfare vanno a modificare i ruoli degli attori presenti, verso spazi di nuova privatizzazione dell’intervento sociale, che tradiscono le finalità istitutive del non-profit.
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Capitale sociale e strategie per la salute: un’esperienza sul campo
Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato
Nel biennio 2009/2010 sono stati condotti in Emilia-Romagna diversi percorsi formativi a sostegno delle
strategie di innovazione dei servizi sociali e sanitari, rivolti a dirigenti e professionisti delle aziende sanitarie e degli enti locali. Dall’analisi della letteratura, dei dati e dalle discussioni con i partecipanti è emersa come principale criticità del sistema pubblico di servizi sociali e sanitari dell’Emilia-Romagna la crisi di fiducia nei rapporti operatore-utente, comunità-organizzazione e professionisti-organizzazione. La proposta
condivisa è stata quella di investire sullo sviluppo del capitale sociale delle organizzazioni e della comunità
come strategia per garantire sostenibilità al sistema e migliorarne la gestione. Nell’ambito di questa
strategia sono state formulate, inoltre, alcune proposte di azione che si configurano come laboratori
locali di innovazione da realizzarsi con la partecipazione delle aziende sanitarie, degli enti locali,
dell’università, dei cittadini, delle rappresentanze dei cittadini, dei lavoratori e del terzo settore, e di
altri attori significativi nel territorio.
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Qualificare il lavoro privato di cura
Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato
L’Italia ha conosciuto negli ultimi dieci anni una crescita esponenziale del lavoro privato di cura, un settore
ampiamente sommerso, caratterizzato da disinformazione, incertezza dei rapporti di lavoro, scarsa corrispondenza tra domanda e offerta, dinamiche di segregazione domestica. In mancanza di una politica nazionale sulla non autosufficienza sono andati proliferando servizi regionali e locali volti a sostenere questo
settore. Occorre coordinare questi interventi, che devono integrarsi a vicenda, creando un mercato regolato con un set minimo di garanzie, a cui assistenti familiari e famiglie attribuiscano valore e a cui possano affidarsi.
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Voucher sociali: un’analisi del caso lombardo
Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato
In questo contributo si analizza il modello lombardo applicato ai voucher sociali. Dopo una disamina dell’articolato normativo a sostegno del processo di riforma lombardo nel quale si evidenzia il modello di regolazione dei servizi, l’autrice si sofferma ad un’analisi dell’esperienza compiuta nei territori sui voucher sociali. Nella seconda parte del saggio vengono quindi tratteggiate riflessioni valutative in ordine all’applicazione sia del modello che dello strumento.
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Contratti e costi nei nidi e nei servizi d’infanzia: un rapporto da riprogettare
Nella Sezione: Italia: scenari evidenze diversificazioni nel rapporto pubblico-privato
Nel 1971 la legge n. 1044 istituiva gli asili nido, incardinandoli sulla centralità dell’intervento del comune, prefigurando un sistema pubblico. A distanza di anni l’evoluzione di quell’impianto è stata alquanto diversa. Per una serie di ragioni, le più forti legate alla crescente penuria di risorse disponibili da parte degli enti locali e alla mancata manutenzione della stessa legge istitutiva, il panorama dei servizi educativi 0-3 anni ha assunto i connotati di sistema integrato pubblico/privato. Tale sistema, complice l’urgenza di fornire comunque ai cittadini i servizi educativi, si è affidato in misura sempre maggiore al privato sociale e al privato tout court, attraverso accreditamenti, appalti, convenzioni, con il ricorso discrezionale da parte dei privati a utilizzare per il personale uno dei contratti nazionali, anche non di categoria, presenti sul mercato del lavoro. In questo quadro è centrale l’individuazione dei livelli «incomprimibili» dei costi – primo
fra tutti quello del lavoro – perché la qualità sia comunque garantita. Un sistema integrato già debole
di per sé rischia di subire un'inarrestabile involuzione qualitativa se lasciato a una logica mercantistica
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